La Parrocchia di San Giacomo della Marca ad Ascoli Piceno è un importante punto di riferimento spirituale per la comunità locale. La sua storia e le figure che l'hanno animata sono profondamente legate alla tradizione e alla fede del territorio.

Il Sacerdote in Solidum della Parrocchia
Un sacerdote, nato a San Benedetto del Tronto (AP) il 12 settembre 1972 e ordinato il 5 aprile 2007, svolge il ruolo di Parroco in Solidum presso la Parrocchia di San Giacomo della Marca ad Ascoli Piceno. Egli è anche incaricato diocesano per il servizio di pastorale giovanile e in precedenza ha ricoperto l'incarico di Vicario Parrocchiale presso le Parrocchie di Maria SS. Madre della Chiesa di Stella di Monsanpolo.
La Figura di San Giacomo della Marca: Una Vita di Fede e Predicazione

Nascita e Primi Anni
Giacomo della Marca nacque nel 1394 a Monteprandone, in provincia di Ascoli Piceno, e fu battezzato con il nome di Domenico. La sua infanzia fu segnata dalla perdita del padre e, nel 1421, anche della madre, la quale aveva dato alla luce ben diciassette fratelli e una sorella. Fin dall'età di sei/sette anni, Domenico fu impiegato nel pascolo del gregge, un compito che, come egli stesso avrebbe ricordato in un sermone, gli impediva di partecipare alla Messa domenicale. Nonostante le sue confidenze ai fratelli riguardo alla paura dei lupi al pascolo fossero inizialmente scambiate per pretesti per evitare il lavoro, un giorno la sua apprensione divenne tale da spingerlo a fuggire e cercare rifugio a Offida, presso un parente sacerdote. Qui ebbe l'opportunità di imparare a leggere e a scrivere. Quando un fratello maggiore venne per riportarlo a casa, riconoscendo le sue notevoli capacità intellettuali, decise di lasciarlo sotto la guida dello zio. Domenico completò così i suoi studi primari ad Ascoli Piceno.
Studi e Vocazione Religiosa
Intorno al 1404, Domenico si trasferì a Perugia per iscriversi all'Università. Per sostenere i propri studi, lavorò come precettore presso una nobile famiglia della città, la quale, trasferendosi in seguito a Firenze, lo condusse con sé. Fu durante una visita a Bibbiena che Domenico ebbe modo di conoscere i francescani del convento di San Lorenzo e il Santuario della Verna, luogo sacro dove San Francesco aveva ricevuto le stimmate. Questa esperienza ebbe un impatto profondo su di lui, tanto che il Venerdì Santo del 1415 decise di abbracciare la vita religiosa. Inizialmente si avvicinò alla Certosa di San Lorenzo fuori Firenze, ma in seguito, recatosi nella Marca per risolvere alcune questioni familiari, si fermò a Santa Maria degli Angeli. Qui, dopo un significativo colloquio con il superiore, entrò nell'Ordine francescano.
Vita Francescana e Predicazione
Il 1° agosto 1416, Domenico pronunciò i voti religiosi, assumendo il nome di Giacomo. Riconosciute le sue eccezionali capacità intellettuali, fu inviato a completare gli studi. Come riporta un suo biografo, "Il beato Jacopo da Monteprandone nella Marca l’anno dopo della probazione venne a stare in questo luoco di san Salvatore (oggi Monte delle Croci, Firenze) ove stette molti anni, e vi cantò la sua prima messa e qui fece la sua prima predica al popolo nella festa di sant’Antonio da Padova". San Giacomo della Marca svolse in seguito numerosi servizi pastorali in Toscana, Umbria e Marche, dedicandosi con fervore alla predicazione nelle città più importanti d'Italia e d'Europa. Fu anche incaricato dai papi di missioni apostoliche per la risoluzione di delicate questioni, e in ogni suo impegno, diffuse ardentemente la devozione al nome di Gesù. Dopo dodici anni di intense peregrinazioni, fece ritorno definitivo in Italia solamente nel 1458.
Gli Ultimi Anni e il Culto
Dal 1458 fino al 1476, San Giacomo della Marca continuò la sua instancabile opera di predicazione esclusivamente in Italia, arrivando a rifiutare persino la cattedra arcivescovile di Sant'Ambrogio a Milano. Morì il 28 novembre 1476. A causa dell'ingente afflusso di pellegrini desiderosi di rendere omaggio alle sue spoglie mortali, la sua sepoltura avvenne solo quattordici giorni dopo il decesso. L'anno seguente, per ordine di Papa Sisto IV, la salma fu riesumata e traslata per essere sepolta nella chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli, dove ancora oggi è presente una cappella a lui dedicata, testimonianza del suo duraturo culto.