Il primo appuntamento prende ispirazione dal capitolo del volume dedicato a “I Personaggi”, che attraverso le memorie di Anna Maria Rotolo ed Enrico Semeraro fanno emergere le vicende della società laica e il ruolo del clero a Coreggia.
Il Contesto Storico e Sociale di Coreggia
Al centro della narrazione vi sono gli esponenti politici dell’allora Democrazia Cristiana, tra cui spicca la figura di Pierino Rotolo. Nato il 17 maggio 1928 a Coreggia in una famiglia umile, Pierino Rotolo iniziò a lavorare da bambino nella bottega di mèstǝ Carlèinǝ, dove imparò a mettere i cerchi alle biciclette. Trasferitosi a Napoli, entrò in polizia e, come autista, scoprì il Teatro San Carlo e la canzone napoletana, sviluppando una grande passione per la musica.
Politicamente attivo e seguace della Democrazia Cristiana, divenne Assessore, Delegato Sindaco e, infine, Sindaco di Coreggia, dove dedicò trent’anni al miglioramento della sua frazione. Fondò anche un negozio di elettrodomestici che attirò clienti da tutte le frazioni vicine e, con sacrifici, costruì la sua casa. Uomo umile e generoso, sempre pronto ad aiutare, anche a costo di rinunciare a compensi, Pierino Rotolo divenne un leader per la sua capacità di risolvere i problemi della gente, senza mai anteporre i propri interessi. Pur privo di titolo di studio, la sua semplicità e lealtà lo resero un punto di riferimento per la comunità. Se a Coreggia i laici spiccavano per l’intraprendenza e l’impegno politico, non meno importante fu il contributo della chiesa e degli uomini di fede.

Le Origini della Cappella della Madonna del SS. Rosario
Nel 1748, infatti, fu costruita la Cappella della Madonna del SS. Rosario a Coreggia. Inizialmente, era una piccola cappella rurale dedicata alla Madonna, patrona dei Domenicani. Questa cappella fu ampliata tre volte nel corso del XIX secolo per rispondere alle esigenze della comunità in crescita, diventando così un punto di riferimento religioso locale.
Sacerdoti Rilevanti e Sviluppo Ecclesiastico
Tra l’Ottocento e il Novecento, diversi sacerdoti originari di Coreggia si distinsero per il loro operato. Tra questi, si ricordano Francesco Paolo Rotolo, Francesco Potenza e Giovanni Girolamo, i quali ebbero ruoli significativi nella Chiesa Madre di Alberobello e in altre parrocchie.
Il 5 settembre 1896, la Chiesetta della Madonna del SS. Rosario si separò dalla Diocesi di Monopoli per unirsi a quella di Conversano, segnando un importante passaggio nella sua storia ecclesiastica.

La Nascita della Chiesa di San Vito
Nel 1929, grazie all'iniziativa di don Antonio Lippolis, iniziò la costruzione di una nuova chiesa, dedicata a San Vito, un progetto che culminò con la sua consacrazione nel 1939. La statua di San Vito, opera di Salvatore Sacquegna, fu portata in processione a Coreggia, diventando un simbolo di devozione per la comunità.

L'Istituzione della Parrocchia e i Primi Parroci
Nel 1945, la Parrocchia di San Vito fu istituita ufficialmente a Coreggia, e don Pietro Giannoccaro ne divenne il primo parroco. Negli anni successivi, la chiesa fu arricchita con numerosi elementi religiosi, come statue e quadri, e subì diversi restauri per preservarne la bellezza e la funzionalità.

Evoluzione Recente e Riconoscimenti
Nel 2016, durante il Giubileo della Misericordia, fu realizzata un’edicola votiva nella Piazza della Chiesa nuova, un gesto che sottolinea la continua vitalità della fede a Coreggia. Infine, nel 2023, Coreggia ha ottenuto il significativo titolo di “Città di San Vito”, a riprova del profondo legame della comunità con il suo patrono.
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