Cattedrale di Asti: Informazioni Storiche e Pastorali

Cambiamento Pastorale alla Cattedrale

A partire da settembre, si verificherà un importante cambio alla guida della parrocchia della Cattedrale di Asti. Don Paolo Carrer, che ha guidato la parrocchia di Santa Maria Ausiliatrice per 21 anni, lascerà il suo incarico per ritirarsi ad Antignano. Al suo posto subentrerà don Francesco Secco, attualmente viceparroco, che opera nella Cattedrale dal momento della sua ordinazione diaconale nel 2017.

foto di don Francesco Secco

Don Francesco Secco, nato il 9 agosto 1985, è stato ordinato sacerdote il 20 aprile 2018, dopo aver conseguito una laurea in veterinaria. Don Carrer, nato nel 1947, è stato ordinato il 27 giugno 1961 e aveva succeduto a don Matteo Scapino nel 2003, provenendo dalle parrocchie di San Secondo e Santa Maria Nuova.

Da settembre, don Carrer si trasferirà ad Antignano, dove risiederà in una struttura di cohousing con altre tre famiglie. Da lì, continuerà a offrire il suo supporto alle parrocchie locali, in particolare ad Antignano e Revigliasco, che sono già state informate del ritiro del loro parroco, don Pierino Torchio, per sopraggiunti limiti di età.

Storia e Architettura della Cattedrale di Asti

Il Duomo d'Asti, conosciuto anche come Cattedrale di Santa Maria Assunta, rappresenta il principale luogo di culto cattolico della città di Asti e funge da cattedrale per l'omonima diocesi.

Cattedrale di Asti, dal Theatrum Statuum Sabaudiae del 1671

Si ipotizza che la costruzione originaria della cattedrale risalga al V-VI secolo. È probabile che sia sorta come risultato dell'abbattimento di un agglomerato di edifici nella zona episcopale, i cui materiali furono riutilizzati per la nuova chiesa. Secondo gli studiosi ottocenteschi, lo stile di questa prima costruzione era il romanico lombardo, caratterizzato da tre navate e coperto da una spaziosa galleria o "solana", utilizzata all'epoca per le riunioni del consiglio comunale e le assemblee deliberative.

Tra il primo e il secondo decennio del Trecento, la cattedrale fu arricchita da un magnifico e imponente portale laterale in stile gotico fiorito. L'elevata qualità di quest'opera portò a ritenerla, per lungo tempo, appartenente al tardo XV secolo. In realtà, in quell'epoca si registrarono solo moderate aggiunte decorative, finanziate dal nobile Gerolamo Pelletta. Sul lato settentrionale, ad esempio, furono aperte alcune cappelle barocche, in contrasto con la linea solenne ed elegante del gotico.

La grande struttura trecentesca inglobò un'importante struttura preesistente. Secondo alcuni studiosi, si trattava del presbiterio della precedente cattedrale romanica; secondo altri, di una chiesa a sé stante facente parte del complesso episcopale. Questa struttura venne utilizzata come abside della nuova chiesa.

Antiche relazioni e visite pastorali attestano che la cattedrale era notevolmente estesa, divisa in tre navate a volta e interamente decorata da insigni e devoti affreschi murali. Successivamente, il coro fu arretrato e ampliato con due absidi laterali, aggiungendo tre nuove arcate a volta. Nel nuovo presbiterio venne collocato il nuovo e grandioso altare centrale.

Nel 1641, con l'incarico affidato a un sacerdote del Capitolo per la cura delle anime, sorse la necessità di garantirgli un reddito perpetuo per il suo sostentamento. Si stabilì che alcuni beni immobili (terreni e una casa di proprietà del capitolo della Cattedrale) avrebbero generato un reddito per la Vicaria perpetua legata alla cappella di San Gottardo, che da allora fu unita al titolo di Santa Maria Assunta della Cattedrale.

Nel 1470, a seguito della campagna di abbellimento finanziata dai Pelletta all'antiporta o protiro, che in seguito prese il loro nome, fu collocata la statua marmorea di Maria Assunta. Circondata da sei teste di angeli alati, la statua domina la piazza della Cattedrale e veglia sulla città. Le celebrazioni per la festa della Patrona sono sempre state grandiose e numerose nelle cronache astigiane.

L'organo attuale, realizzato dai fratelli Serassi di Bergamo nel 1844, sostituì l'antico organo di Liborio Grisanti del 1768, che si trovava sulla tribuna lato sud. Quest'ultimo, non più in uso dagli anni Trenta del Novecento e gravemente deteriorato, è stato restaurato e inaugurato il 23 maggio 2010.

Un'altra pala d'altare degna di nota è La Madonna del banchiere (1516), opera del pittore astigiano. Il banchiere raffigurato è Oberto Solaro, committente del dipinto e ritratto in ginocchio. Il Compianto su Cristo morto è un gruppo scultoreo risalente all'inizio del Cinquecento, proveniente dalla cappella dell'Ascensione.

La Diocesi di Asti

La Diocesi di Asti (in latino Dioecesis Astensis) è una sede della Chiesa cattolica, suffraganea dell'arcidiocesi di Torino e appartenente alla regione ecclesiastica Piemonte. Nel 2023, contava 144.000 battezzati su una popolazione di 156.109 abitanti.

Le origini della Diocesi di Asti risalgono al IV secolo. Tuttavia, fu Oddone III che nel 1091 ottenne il potere comitale sulla città e il suo territorio. Nel 1775, su iniziativa del vescovo Paolo Maurizio Caissotti (1761 - 1786), fu inaugurato il nuovo Seminario vescovile, opera di Benedetto Alfieri.

Tra i vescovi della diocesi astigiana dei primi secoli, le informazioni relative ad Aniano, Anastasio, Secondo, Evasio ed Evasino si basano sugli studi tratti dai testi di Guglielmo Visconti, "Diocesi di Asti e Istituti di vita religiosi", Asti 2006, e dagli studi pubblicati sulla rivista "Il Platano" da don S.

Le Parole del Nuovo Parroco

Don Francesco Secco ha espresso i suoi sentimenti riguardo alla nomina a parroco della Cattedrale: "Sento come un frullatore dentro il cuore. Da una parte c’è la gioia e la contentezza per un ambiente che conosco, una comunità nella quale mi sento partecipe da otto anni, nella quale sono stato accudito, accolto e cresciuto e in cui si sono creati tanti rapporti di amicizia e di collaborazione. È un ambiente che so che mi vuole bene e a cui voglio bene, sui cui so di poter fare affidamento. Dall’altra parte c’è un sano timore per quello che verrà, anche per le incombenze più amministrativo-burocratiche, con cui finora non mi sono mai confrontato. E poi, si tratta sempre della Cattedrale, quindi sento un po’ di agitazione e paura in questo senso e non posso nasconderle".

Alla domanda sulle sue speranze per il futuro ministero, don Secco ha risposto: "La mia più grande speranza è di fare del bene, di fare in modo di portare sempre la Parola del Signore alle persone che incontrerò, di mettere sempre Lui al primo posto. Spero di poter essere questo “tramite” per le persone, in tutte le situazioni in cui avranno bisogno, che sia solo una vicinanza o un conforto o che sia qualcosa di più propositivo, come “attivare processi”. Spero di riuscire a fare tutto ciò sempre secondo la Sua volontà e il Suo cuore".

Intervista a Don Francesco Pesce

tags: #parroco #cattedrale #asti