La Chiesa del Santissimo Nome di Gesù all'Argentina, più comunemente conosciuta come Chiesa del Gesù o semplicemente Il Gesù, è un edificio di culto situato nel centro storico di Roma, nel rione Pigna, affacciato sull'omonima piazza. È la Chiesa madre della Compagnia di Gesù e custodisce la tomba del suo Fondatore, sant'Ignazio di Loyola.

La Fondazione e la Costruzione della Chiesa del Gesù
L'ordine dei Gesuiti fu ufficialmente riconosciuto da papa Paolo III Farnese nel 1540. Il pontefice donò all'ordine un edificio destinato a diventare la chiesa principale. Già nel 1542, sant'Ignazio di Loyola (1491-1556) si stabilì con alcuni confratelli in una modesta casa vicino alla Chiesa di Santa Maria della Strada, dove venerava un'immagine della Madonna. Nel 1550, l'edificio fu concesso ai Gesuiti, ma si rivelò insufficiente per le crescenti esigenze della Compagnia. Per questo motivo, sin dal 1551, il Santo desiderò edificare una nuova chiesa. Il progetto iniziale fu commissionato all'architetto fiorentino Nanni di Baccio Bigio (†1568), che presentava un'ampia aula liturgica con un'unica navata, cappelle laterali e un'abside poco profonda. Tuttavia, a causa di difficoltà economiche e problemi legati all'acquisizione dei terreni, il progetto non fu mai realizzato.
La costruzione della chiesa iniziò nel 1568. Diversi architetti furono consultati per la progettazione, tra cui anche Michelangelo, che disegnò la prima pianta nel 1554, ma il suo progetto rimase solo sulla carta. Si trattava della prima chiesa costruita dopo il Sacco di Roma del 1527 e anche della prima edificata secondo i nuovi canoni decisi dalla Controriforma, come la divisione tra lo spazio riservato ai fedeli e quello del clero, o la navata unica, per concentrare l'attenzione sull'altare maggiore.

Il Contributo di Vignola e Giacomo Della Porta
Dopo la morte di papa Paolo III, il progetto della chiesa rimase incerto. I lavori furono portati a termine dal nipote del pontefice, il cardinale Alessandro Farnese, un mecenate molto attivo. Nel 1568, Farnese affidò il progetto a Jacopo Barozzi detto Il Vignola, architetto anziano e già affermato, che risiedeva a Roma da tempo ed era diventato l'artista di fiducia dei Farnese, avendo già realizzato per loro opere come Palazzo Farnese a Caprarola e Villa Gambara (poi Lante) a Bagnaia. Successivamente avrebbe realizzato anche Palazzo Farnese a Piacenza e il Palazzo Farnese di Latera.
Nonostante l'importante contributo del Vignola alla struttura, il suo progetto per la facciata non fu accettato dal Cardinale e dai Gesuiti, che preferirono quello di Giacomo Della Porta. Quest'ultimo, dopo la morte del Vignola, completò l'esecuzione della chiesa nel 1575, modificando anche il progetto originario della cupola.
La monumentale facciata di Giacomo Della Porta domina la piazza omonima. Nel 1814, la chiesa fu restituita ai Gesuiti. Verso la metà del XIX secolo, la tribuna fu ornata e venne costruito l'altare maggiore.
Approaching the divine, Il Gesù, Rome
Architettura e Struttura Interna
La chiesa, orientata (con l'abside rivolto a Est), si presenta a croce latina, con una grande e unica navata coperta da una volta a botte, affiancata da tre cappelle per lato e due atri. Il presbiterio è sormontato da una cupola con tamburo ottagonale, all'incrocio del transetto. I bracci del transetto sono stati accorciati fino a trasformarsi in due cappelle, il tutto organizzato entro un perimetro rettangolare che rende la sporgenza del transetto impercettibile.
La Cupola e le Cappelle
La cupola poggia su un tamburo ottagonale caratterizzato da otto riquadrature: quattro sono cieche e altrettante presentano finestre rettangolari sormontate da un timpano curvilineo. Altre otto finestre, di dimensioni minori, quadrate e con timpani triangolari, si trovano nella struttura sovrastante che raccorda il tamburo alla calotta.
Ai lati della navata si aprono sei cappelle con opere di autori di rilievo:
- Cappella di Sant'Andrea con il Martirio di Sant'Andrea di Ciampelli.
- Cappella della Passione con la Salita al Calvario e la Crocifissione di Celio.
- Cappella degli Angeli dove la pala d'altare rappresenta Sette Arcangeli in Adorazione della Santissima Trinità di Federico Zuccari.
- Cappella della Santissima Trinità con l'Adorazione della Santissima Trinità dai Santi di Francesco Bassano.
- Cappella della Sacra Famiglia con la pala d'altare, opera del romano Giovanni Gagliardi.
- Cappella di San Francesco Borgia con la bella pala d'altare, opera di Andrea Pozzo, in cui appare San Francesco Borgia in estasi davanti all'Ostia consacrata che un angelo gli indica. Nella stessa cappella si trovano vari dipinti, in particolare San Pietro che battezza i Santi Processo e Martiniano e la Conversione di S. Ignazio.
Le Meraviglie Artistiche: Dal Soffitto del Gaulli all'Altare di Sant'Ignazio
La Chiesa del Gesù è celebre per le sue due "grandi meraviglie". La prima, più evidente, si trova sul soffitto: il teatrale sfondamento illusionistico del Gaulli. La seconda è meno nota e per vederla è necessario recarsi in chiesa alle 17:30 di ogni giorno.

La Gloria del Nome di Gesù di Giovanni Battista Gaulli
L'idea profondamente barocca dell'arte come teatro si vive in questa chiesa più che in ogni altra. Lo spettatore che guarda dal basso si ritrova completamente rapito e vorticosamente coinvolto in un'ideale ascensione verso l'alto. Il regista dell'apparato pittorico è Giovanni Gaulli detto il Baciccia (o Baciccio), pupillo di Bernini. Arrivato da poco a Roma e già distintosi nella decorazione dei pennacchi della cupola di Sant'Agnese in Agone (incarico ottenuto grazie a Bernini), ottenne sempre grazie al maestro questo altro importantissimo incarico.
In una splendida cornice di stucchi dorati si ammira la Gloria del Nome di Gesù, che illustra il passo di San Paolo che recita: «… nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi in cielo in terra e sottoterra e ogni lingua proclami che Gesù è il Signore» (Fil 2,10). Nei pennacchi sono rappresentati personaggi dell'Antico Testamento. Nei transetti sono illustrati rispettivamente episodi della vita di Sant'Ignazio e di San Francesco Saverio. Sempre del Baciccio sono la cupola, che illustra La gloria del Paradiso con santi e angeli e il catino absidale, decorato con la Gloria dell'Agnello mistico.
Gaulli, pittore che veniva da Genova e valente ritrattista, con questa complessa opera, databile al 1670-80, può trovare raffronto solo con Pietro da Cortona (Il Trionfo della Divina Provvidenza a Palazzo Barberini) o Lanfranco (l'Assunzione della Vergine in Sant'Andrea della Valle), ma non con padre Andrea Pozzo, che in quegli stessi anni fu chiamato ad affrescare la volta di un'altra chiesa della Compagnia sempre a Roma, Sant'Ignazio. Gaulli è considerato il contraltare pittorico di Bernini, l'unico che può competere con lui per libertà di espressione pur nella sostanziale affinità di linguaggio, ed entrambi lontanissimi dal classicismo marattesco.

Lo Spettacolo dell'Altare di Sant'Ignazio di Loyola
Un vero e proprio spettacolo teatrale si assiste quando ci si reca in chiesa tutti i giorni alle 17:30, a seguito di un crescendo musicale di preghiera. Nella cappella a sinistra dell'altare centrale, quella dedicata a Sant'Ignazio, la tela dipinta inizia a scendere per mostrare così la statua del Santo in gloria, posta nella nicchia dietro il quadro stesso. A progettare l'altare fu il gesuita padre Andrea Pozzo, che aveva già decorato l'altare di San Luigi Gonzaga e il soffitto a Sant'Ignazio, altra chiesa dell'ordine. Nel transetto di sinistra si trova la magnifica Cappella di San Ignazio di Loyola, opera di Andrea Pozzo, sotto il cui altare è sepolto il Santo.
L'altare è il trionfo della gloria del Santo. La sua statua originaria, opera di Pierre Le Gros, venne fusa durante l'occupazione francese del 1798. Ne rimase soltanto la pianeta, cui agli inizi dell'Ottocento furono adattate le parti mancanti, formate in stucco e quindi argentate. Il lavoro venne eseguito nello studio di Antonio Canova. Sotto l'altare, un'urna di bronzo dorato, opera di Alessandro Algardi, conserva il corpo del Santo. In basso, ai lati delle colonne, ci sono due gruppi statuari: la Religione che flagella l'Eresia, di Pierre Le Gros, e la Fede che vince l'idolatria, di J.P. Théodon. Il gruppo scultoreo con Sant'Ignazio di Loyola e due angeli (1695-1699 circa), originariamente in argento di Pierre Le Gros il Giovane, venne purtroppo rifuso durante l'occupazione francese del 1798; ne rimase soltanto la pianeta, cui agli inizi del XIX secolo furono adattate le parti mancanti, realizzate in stucco argentato e dorato.
Approaching the divine, Il Gesù, Rome
Restauri e Accessibilità
In anni recenti, la Chiesa è stata oggetto di notevoli interventi da parte della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma e del Lazio, che ha curato il restauro degli affreschi e degli stucchi che decorano la volta, l'abside, la cupola e i transetti. Una superficie particolarmente vasta che ha richiesto un lavoro lungo e impegnativo.
Per conoscere tutti i servizi sull'accessibilità, è possibile visitare la sezione "Roma accessibile".
Orari di Apertura e Messe
La Basilica è aperta tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 19:00. Nei mesi di luglio e agosto, dal lunedì al venerdì: 16:30-19:00. Le Sante Messe feriali si tengono alle ore 18:30.