La Parrocchia di San Franco a Francavilla al Mare: Storia e Architettura

La Chiesa di San Franco (Santa Maria Maggiore): Un Simbolo di Francavilla

La sagoma della chiesa di Santa Maria Maggiore o di San Franco, con il suo alto e sottile campanile, svetta dalla sommità della collina di Francavilla al Mare. Questa località, sorta come borgo di marinai sulla collina prospiciente il Mare Adriatico, in tempi moderni si è estesa lungo la costa fino a diventare un insediamento continuo con Pescara.

Foto aerea o panoramica di Francavilla al Mare con la chiesa di San Franco in evidenza

Dalle Origini all'Epoca Moderna: La Storia della Parrocchia

Le Radici Medievali e l'Antica Dedicazione

Fin dal XII secolo, Francavilla al Mare fu sotto la giurisdizione spirituale del monastero di San Giovanni in Venere, di cui seguì le vicende storiche. La chiesa matrice di Santa Maria Maggiore, intesa come parrocchia, è antecedente al 1413, anno in cui il parroco don Nicola Rauti ricevette in donazione il prezioso ostensorio, opera di Nicola da Guardiagrele. La Chiesa, in origine dedicata a San Franco, fu costruita nel XV secolo, dato che un precedente monastero di San Francesco era caduto in rovina. La sua facciata era in stile barocco napoletano del XVII secolo.

Le Invasioni, le Trasformazioni e l'Elevazione a Collegiata

Nel corso della Visita Pastorale del 5 maggio 1568, l’arcivescovo di Chieti, mons. Giovanni Oliva, trovò la chiesa «tutta devastata e bruciata per lo spopolamento fatto negli anni passati dai Turchi». Questa devastazione fu conseguenza dell’incursione turca ad opera di Pialì Basha e del suo esercito, avvenuta il 30 luglio 1566. Dopo avervi celebrato la Messa e amministrato il sacramento della Cresima, nel pomeriggio l'arcivescovo visitò l’altra chiesa parrocchiale di Sant’Elena, che parimenti trovò «bruciata e piena di rovina».

In seguito, l’arcivescovo Santacroce, con decreto promulgato durante la Visita Pastorale del 1636, unì la cura di Sant’Elena e le sue esigue rendite all’Arcipretura di Santa Maria Maggiore. Nel frattempo, la Congregazione dell’Oratorio, con rogito del 23 giugno 1623, notificato da papa Urbano VIII con il breve apostolico del 26 marzo 1624, cedette la giurisdizione spirituale di Francavilla al Mare alla diocesi teatina. Con bolla di Benedetto XIV del 17 dicembre 1746, l’Arcipretura di Santa Maria Maggiore fu elevata a Collegiata, rimanendo tale fino al 1867. Il Capitolo era composto da un arciprete e sette canonici, i quali avevano per insegne il rocchetto e la mozzetta violacea.

La Distruzione Bellica e la Rinascita Architettonica di Ludovico Quaroni

La storia più recente della chiesa matrice è segnata dalle vicende belliche della Seconda Guerra Mondiale. La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore fu distrutta dai bombardamenti subìti nel 1943. A seguito di questa distruzione, nel 1948 fu bandito un concorso dall’Unione Cattolica Artisti Italiani (UCAI) per la realizzazione della nuova chiesa parrocchiale. Il progetto vincitore risultò quello dell’architetto Ludovico Quaroni, al quale fu affidato l'incarico per la nuova chiesa. I lavori di ricostruzione iniziarono negli anni ’50 e furono portati a termine nel 1957, anno in cui la chiesa fu aperta al culto.

La cerimonia di dedicazione della nuova chiesa al titolo di Santa Maria Maggiore fu presieduta dall’arcivescovo mons. Giovanni Battista Bosio il 2 ottobre 1960. La chiesa del XV secolo, completamente ricostruita su progetto di Ludovico Quaroni, sorge oggi su un ampio basamento in pietra sul quale si eleva l’unica navata, altissima e a forma di ottagono irregolare, sormontata da una schiacciata cupola a volta.

Render o pianta architettonica del progetto di Ludovico Quaroni per la Chiesa di San Franco

Dettagli Architettonici e Tesori Artistici

Architettura e Materiali della Nuova Chiesa

Il progetto di Ludovico Quaroni presenta una duplice valenza: architettonica ed urbanistica. Per la contestualizzazione dell’edificio, inserito in uno spazio minimo e su una sommità che ne permette la riconoscibilità, Quaroni ha stretto lo spazio dell’edificio entro un impianto a pianta centrale ma a simmetria longitudinale, rifacendosi agli schemi tradizionali dell’edificio liturgico. Ha spinto in altezza la costruzione, realizzando una suggestiva volta di copertura a padiglione che, da lontano, disegna lo skyline di Francavilla, visibile lungo la costa adriatica per lunghe percorrenze. Dall’interno, illuminata da quattro finestroni, questa volta disegna un’immagine di croce, plasmando l’architettura con la luce.

Forma, colori e materiali - pietra, mattoni e cemento armato - si fondono in un sapiente gioco costruttivo e decorativo, connotando l’edificio di culto con il linguaggio moderno dell’architettura. Ciò che colpisce dell’esterno sono i materiali impiegati: i mattoni a vista delle vaste murature, la pietra bianca del basamento e lo spoglio cemento armato dei piloni d’angolo. L’imponente mole dell’edificio, a perimetro ottagonale con lati di diversa misura, eretta sul margine del colle, è suggestiva e visibile da grande distanza.

Foto dell'esterno della Chiesa di San Franco con la fontana ottagonale

Le Opere di Pietro e Andrea Cascella

L’edificio è stato abbellito da notevoli opere d'arte. Esternamente, la fontana ottagonale e la decorazione della facciata sono dello scultore Pietro Cascella. All'interno, nell'ampio e solenne spazio, dello stesso artista sono l'altare maggiore, il pulpito, il cero pasquale, il tabernacolo, i seggi presbiteriali e la statua di San Franco, tutti realizzati in pietra. Cascella ha anche creato il monumento a ricordo della distruzione e della rinascita della cittadina, posto sulla parete di fondo.

Il fregio in terracotta del deambulatorio e le decorazioni delle finestre sono opera di Andrea e Pietro Cascella, mentre la Via Crucis in pietra è del solo Andrea. All’interno, è chiaramente percepibile un gioco di luci, particolarmente intenso al centro della navata e più soffuso lungo l’angusto deambulatorio.

Foto dell'interno della Chiesa di San Franco con l'altare maggiore di Pietro Cascella

L'Ostensorio di Nicola da Guardiagrele: Un Capolavoro del 1413

L’unica opera antica che si conserva nella chiesa è l’ostensorio, realizzato nel 1413 da Nicola Gallucci di Guardiagrele, famoso orafo abruzzese di tradizione sulmonese. Sul nodo al centro dell'ostensorio, si legge l’iscrizione in minuscola gotica “Nicolaus Andree de Guardia me fecit A.D. MCCCCXIII“. Sul profilo della cornice del piede, si trova un’altra iscrizione che fa riferimento a un certo Nano Zampioni, forse presbitero o signore di Francavilla, che donò l’ostensorio a Santa Maria Maggiore.

L’ostensorio è in argento dorato, lavorato a sbalzo, cesellato e bulinato, con smalti traslucidi policromi e champlevés. Alto 54 cm, è retto da un piedistallo a base ottagonale lobato, finemente decorato con motivi alterni: quattro lobi recano motivi floreali a sbalzo, e quattro hanno fiori in argento su sfondo a smalto blu. Dal piedistallo si innalza la colonnina tortile con decorazioni a stelle a smalto blu; al centro, un nodo a otto spicchi finemente lavorato, su cui spicca la fascia centrale con l’iscrizione e la firma dell’autore.

Le due calotte che compongono il nodo sono simmetricamente decorate con motivi floreali e smalti: alle estremità un fiore d’argento su smalto blu tra archetti a tutto sesto; al centro, tre fiori a cinque petali su sfondo smalto verde. Sotto il tempietto, il fusto si smembra a corolla con otto petali, arricchita da sfere argentee smaltate blu e verdi incastonate. L’edicola è costituita da otto paraste smaltate con decori a rilievo, collegate da finestrelle a bifora, delimitate da colonnine tortili e terminanti a cuspidi, recanti piccoli rosoni. Sulle paraste si ergono le figure di otto apostoli, riconoscibili dagli attributi iconografici, quali custodi del tempietto. All’interno della teca si trova la Madonna genuflessa con un manto smaltato azzurro e finiture verdi, che regge la lunetta in argento dorato, contenente l’Eucaristia.

Foto ad alta risoluzione dell'Ostensorio di Nicola da Guardiagrele

L'Oratorio San Franco: Comunità, Educazione e Valori

L’Oratorio San Franco nasce il 1 settembre 2010, per volontà del parroco pro-tempore della Parrocchia di Santa Maria Maggiore in Francavilla al Mare, sac. Rocco D’Orazio. È concepito come servizio pastorale e casa comune della Parrocchia stessa, con l’intento di agire a favore di tutta la collettività e con particolare attenzione all’educazione delle nuove generazioni.

L’Oratorio San Franco si propone di ricreare l’esperienza pastorale vissuta da San Giovanni Bosco nel suo primo Oratorio, che fu per i giovani “casa che accoglie, evangelizza, scuola che avvia alla vita, luogo per incontrarsi da amici e vivere in allegria”. Nello specifico:

  • L’Oratorio San Franco è “casa che accoglie” attraverso l’organizzazione di attività ricreative e sportive. Lo scopo è far sì che ciascuno si senta accettato con amore e attenzione personalizzata, prevenendo nel frattempo il disagio giovanile e l’emarginazione. Si ispira ai principi della solidarietà umana attraverso la comunicazione, la partecipazione e il protagonismo. Gli educatori sono figure responsabili, simili a padri e madri, e la condivisione fraterna di impegni e servizi quotidiani deve caratterizzare il loro stile di vita.
  • L’Oratorio San Franco è una “scuola che avvia alla vita”, creando occasioni formative attraverso corsi di educazione civica e cristiana e doposcuola.
  • L’Oratorio San Franco è “luogo per incontrarsi tra amici e vivere in allegria”, attraverso attività ludiche, teatrali e musicali che favoriscono l’aggregazione, la socializzazione, la conoscenza reciproca e l’amicizia, incoraggiando al dialogo e al confronto.
Foto di attività ricreative o educative presso l'Oratorio San Franco

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