La chiesa di Ognissanti si trova a Valenzano (BA), in Puglia, e la sua esistenza è attestata già nel 1078. Questa solenne denominazione riflette la celebrazione del 1° novembre, la festa di Tutti i Santi, una solennità cristiana che onora tutti i santi, sia quelli conosciuti che quelli sconosciuti, i quali hanno vissuto nella fedeltà al Vangelo e ora godono della pienezza della vita eterna con Dio.

Le Origini del Monastero Benedettino di Ognissanti di Cuti
Il monastero benedettino di Ognissanti di Cuti, situato nella campagna di Valenzano (Bari), fu uno dei possedimenti più significativi della Basilica di S. Nicola. Fondato verso la metà dell’XI secolo dal monaco Eustazio, che ne divenne l’abate, il monastero ricevette importanti conferme di autonomia e privilegi.
- Nel 1082, fu confermato nelle sue immunità dall’arcivescovo di Bari Ursone, noto anche per aver presieduto la traslazione delle reliquie di S. Nicola.
- Anche il successore di Ursone, l’abate Elia, ribadì l’autonomia del monastero. Fu proprio Elia a scegliere l’abate Eustazio come suo successore a rettore della Basilica di S. Nicola, istituendo fin dalle origini un legame profondo tra la Basilica e il monastero benedettino.
Le Bolle Papali e l'Espansione
L'importanza del monastero fu ulteriormente riconosciuta da diverse bolle papali:
- La bolla di papa Pasquale II (9 settembre 1115) attestava che il monastero doveva la sua esistenza all’iniziativa di Eustazio (per tuam industriam fundatum et edificatum) e confermava i privilegi concessi dagli arcivescovi Ursone ed Elia.
- Una successiva bolla di papa Lucio II (25 novembre 1144) rivela che il monastero aveva nel frattempo acquisito il possesso di altre chiese, tra cui S. Nicola del Pagliaio, S. Lorenzo, S. Procopio, S. Sebastiano e i Santi Simone e Giuda. Quest’ultima, nel 1286, fu ceduta ai Padri Domenicani (che la mantennero come convento di S. Domenico fino al 1809) in cambio di una loro chiesetta situata fuori le mura di Bari.

Conflitti e il Declino del Monastero
Nonostante i privilegi e le espansioni, la storia del monastero di Ognissanti fu segnata da numerosi conflitti:
- L’8 settembre 1173, papa Alessandro III affidò il monastero alle cure dell’arcivescovo di Bari, ma i monaci si ribellarono, impedendo agli emissari baresi di accedere. L’arcivescovo Rainaldo scomunicò i monaci, ma il papa lo esortò alla prudenza.
- Nel 1201, una schiera di baresi fece irruzione a mano armata, occupando l’edificio sacro. Solo nel 1217, grazie alla mitezza dell’arcivescovo Andrea, il monastero riacquistò la sua libertà.
- Successive tensioni sorsero per la pretesa sulle decime da parte dell’arcivescovo Marino Filangieri, lo stesso che scomunicò i canonici di S. Nicola.
La Crisi e l'Incorporazione alla Basilica di S. Nicola
La crisi si aggravò con il passare dei secoli. Nel 1289, papa francescano Nicola IV diede il monastero in commenda a Ruggero, arcivescovo di Santa Severina (Calabria). Sei anni dopo, Ognissanti divenne oggetto di scambi di favori tra il papa e il re di Napoli Carlo II d’Angiò.
L’11 luglio 1295, da Anagni, papa Bonifacio VIII, con l'intento di incrementare il prestigio e le rendite della Basilica di S. Nicola, donò il suddetto monastero con tutte le sue proprietà alla Basilica di S. Nicola. Di conseguenza, anche le pergamene di Ognissanti andarono ad arricchire il già vasto patrimonio archivistico della Basilica.
Questo evento segnò una profonda trasformazione: ridotto a fonte di guadagno per altri enti, Ognissanti continuò per secoli a produrre i frutti della terra, ma la sua vita spirituale subì una progressiva decadenza. La comunità monastica ben presto scomparve, e i canonici di S. Nicola si concentrarono unicamente sulla gestione ecclesiastica della chiesa.
La Fine del Monastero e la Nascita di un Santuario
Nel 1737, il monastero fu smantellato per consentire la costruzione del Santuario della Madonna del Pozzo a Capurso. Sembra che i canonici di San Nicola non abbiano intrapreso alcuna azione per prevenire questa decisione, probabilmente a causa del favore che il re Carlo III mostrava nei confronti della Madonna del Pozzo.
Documentario - "Bari: Porta d'Oriente": La Basilica di San Nicola
L'Architettura della Chiesa di Ognissanti Oggi
Oggi, del complesso originale, è rimasta soltanto la chiesa, che dal 1951 è gestita dai Domenicani, a cui fu affidata anche la Basilica di S. Nicola. Nonostante le sue dimensioni relativamente contenute (18,45 x 12,65 metri), è considerata una chiesa meravigliosa e un piccolo capolavoro nel suo genere.
Stile e Caratteristiche Distintive
La chiesa di Ognissanti appartiene alla categoria degli edifici a cupole in asse, di cui i migliori esempi in Puglia includono S. Benedetto di Conversano, S. Corrado di Molfetta e S. Francesco a Trani. Essa rappresenta una notevole sintesi di romanico pugliese e di reminiscenze bizantine, evidente fin dalla sua facciata principale, che rivela chiaramente la sua origine dell’XI secolo.
La Facciata Principale
La facciata è ricca di dettagli architettonici distintivi:
- Sia la fascia che corre lungo il portone centrale sia l’ornamentazione dei rosoni sono caratterizzate da un filare di palle a grani di rosario, un motivo che richiama, ad esempio, il portale di S. Marco dei Veneziani a Bari.
- Sempre sulla facciata, si possono ammirare i resti di un porticato a tre fornici; di questi, solo quello a destra è ancora integro e coperto a botte.
Pareti, Absidi e Tettoia
Le pareti, costruite in pietra calcarea, sono squadrate e levigate. La loro sobrietà è interrotta unicamente dalle fasce che costeggiano i finestroni esterni, poiché non presentano altre decorazioni. La parte posteriore, come tipico delle chiese dell’epoca bizantina, è costituita da tre absidi, con quella centrale che si distingue per dimensioni nettamente superiori (sia in larghezza che in altezza e profondità) rispetto alle due laterali.
Anche la tettoia è una caratteristica notevole, specialmente se osservata da una certa distanza. In corrispondenza delle cupole e degli spioventi delle navate, si ergono esternamente tre piramidi a base quadrata, conferendo alla struttura un aspetto unico.

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