La Parrocchia Beata Vergine Maria del Fuoco, situata a Pescara nel rione Rancitelli, rappresenta un importante punto di riferimento spirituale e architettonico per la comunità locale.
Informazioni e contatti
Di seguito sono riportati i dettagli ufficiali della parrocchia:
- Denominazione ufficiale: Beata Vergine Maria del Fuoco
- Indirizzo: Via Stradonetto, 89, 65128 Pescara (PE), Italia
- Telefono: 08551970
Architettura della chiesa
La nuova struttura sorge nelle vicinanze dell’antica chiesa. Il progetto fu redatto dall’architetto Francesco Palpacelli di Roma nel 1972, ma la costruzione fu portata a termine nel 1996 dall’ingegnere Giacomo Colabattista. L'edificio si distingue per una particolare copertura che si chiude curvando fino a toccare terra nel punto in cui è posta la grande croce.
All'interno, la staticità dello spazio è interrotta dalla casualità delle aperture vetrate e dalla copertura ovoidale che segue l’andamento planimetrico. L'altare, posto al centro dell’aula, costituisce il fulcro visivo dell’assemblea, mentre sulla destra dell’ingresso si aprono due cappelle dedicate.

L'origine del miracolo della Madonna del Fuoco
Il culto della Madonna del Fuoco ha radici storiche profonde, legate a un evento miracoloso avvenuto nel febbraio del 1428 a Forlì. Durante un incendio che distrusse una scuola frequentata da alunni del maestro Lombardino, una carta raffigurante l'immagine della Vergine rimase illesa tra le fiamme.
Giovanni di Mastro Pedrino, cronista e testimone dell'epoca, descrisse l'evento come un grande miracolo, riportando che, nonostante l'incendio avesse ridotto in cenere l'intera casa, l'immagine mariana fu preservata. Anche Giovanni Pansecco confermò il fatto, testimoniando come l'immagine rimase appesa al muro tra lo stupore dei presenti. Per ordine del legato pontificio Domenico Capranica, l'immagine fu successivamente traslata nella chiesa di Santa Croce per la venerazione pubblica.

Diffusione della devozione nel mondo
La devozione alla Madonna del Fuoco ha superato i confini regionali della Romagna, arrivando in diverse città italiane come Ancona e Roma, e raggiungendo mete lontane come l'Africa e il Polo Nord.
- Cervia: Il culto si radicò nel XVII secolo, sostenuto in particolare dai salinari che vedevano nella Vergine una protezione per il loro lavoro.
- Ancona e Roma: Don Pietro Giacomo della Valle promosse il culto in queste città, dedicando alla Madonna altari e quadri, come quello conservato nella chiesa di San Marcello al Corso.
- Uganda: Nel 1926 fu avviata una missione dedicata alla Madonna del Fuoco, che incluse laboratori femminili e opere di catechesi.
- Polo Nord: Nel 1928, una medaglia e una targa raffiguranti la Vergine furono portate dal comandante Umberto Nobile a bordo del dirigibile Italia, durante la sua spedizione polare.
La "conquista" del polo nord: l'impresa di Nobile e Amundsen a bordo del dirigibile Norge
Il legame con Papa Giovanni Paolo II
Un momento significativo per il culto della Madonna del Fuoco è legato alla visita di Papa Giovanni Paolo II, avvenuta l'8 maggio 1986 a Forlì. Durante la celebrazione, il Pontefice pregò davanti all'effigie della Patrona, esortando i giovani a offrire fiori spirituali alla Vergine, definita custode delle sorti della città e dei suoi abitanti.
La tradizione della Fiorita
Ogni anno, in prossimità del 4 febbraio, si rinnova la tradizione della Fiorita dei bambini. Centinaia di partecipanti, tra cui alunni delle scuole e famiglie, compiono un pellegrinaggio portando fiori e disegni alla colonna dedicata alla Madonna in piazza del Duomo a Forlì, concludendo il percorso con una preghiera comunitaria in Cattedrale.
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