Parrocchia di Santa Maria Assunta a Bientina: Informazioni e Storia

La chiesa di Santa Maria Assunta si trova nella piazza principale di Bientina. Nonostante la chiesa appaia da fuori molto semplice, il suo interno settecentesco si presenta molto fastoso con le sue decorazioni a stucchi e, ad accompagnare i vari altari, figurano diversi oli su tela di pittori toscani del Seicento e del Settecento.

Storia e Origini della Pieve

La Pieve di Santa Maria Assunta, posta all’interno del castello, è attestata nei documenti fin dal 1326 nel piviere di Calcinaia. L'antica chiesa assunse il titolo di pieve nel XV secolo e fu consacrata alla Vergine Assunta il 27 settembre del 1509. Nel 1332 ottenne dall’arcivescovo Simone Saltarelli il fonte battesimale, divenendo all’inizio del XV secolo chiesa plebana.

Ampliamenti e Ristrutturazioni

L'attuale edificio religioso venne poi ampliato e ristrutturato tra il 1628 e il 1639. L'intervento, su progetto dell'architetto fiorentino Gherardo Silvani, comportò la demolizione del campanile. I lavori di ampliamento della pieve si conclusero con la consacrazione del nuovo edificio avvenuta il 10 aprile 1644 ad opera dell’arcivescovo Scipione Pannocchieschi d’Elci.

Le Reliquie di San Valentino Martire

Già nel 1695 le autorità cittadine avevano perorato l'arrivo nella chiesa principale del paese del corpo di un santo martire proveniente da una catacomba romana. A questo fine si erano affidati al Provinciale dei Minori Osservanti, Giovanni Maria Maestrini, che riuscì a far arrivare a Bientina i resti di san Valentino martire. Dopo l'arrivo a Bientina, il 6 giugno 1699, delle spoglie del santo, esumate dalle Catacombe di San Callisto nel 1681, vi furono traslate le reliquie di S. Valentino Martire.

Ricostruzione storica della Pieve di Santa Maria Assunta nel XVII secolo

Architettura e Decorazioni Interne

L’interno della Pieve subì una ristrutturazione e un arricchimento di decorazioni e arredi ispirata alle formule decorative del periodo rococò. L’interno fu ridecorato in stile rococò tra il 1750 e il 1785. Per tutto il Settecento l'edificio fu arricchito di stucchi e decorazioni, gli altari vennero dotati quasi tutti di paliotti in marmo e scagliola e di tele d'altare settecentesche.

Il Soffitto Ligneo e gli Stucchi

L'interno a navata unica con altari laterali è coperto da un grandioso soffitto ligneo a cassettoni dipinto, opera di Andrea Mattei intagliatore di Pisa e realizzato nel 1749, recante al centro l'immagine intagliata dell'Assunta tra angeli. Le pareti laterali e quella di fondo precedente il presbiterio sono decorati da stucchi di Paolo e Domenico Bolani eseguiti tra il 1777 e il 1778 e presentano, sopra gli altari, un ballatoio continuo.

L'Organo a Canne

In controfacciata si trova l'importante organo a canne costruito dal lucchese Bartolomeo Ravani nel 1640 e restaurato nel 2002, la cui cassa lignea, intagliata e dorata a oro zecchino, fu progettata dallo stesso Silvani.

Foto dell'interno della Pieve di Santa Maria Assunta, Bientina, con enfasi sul soffitto a cassettoni

Gli Altari e le Opere d'Arte

La Pieve custodisce numerose opere d'arte di notevole pregio, distribuite tra i suoi altari.

  • Il primo altare a destra, di Sant'Andrea, patrocinato dalla famiglia Del Grande, corredato di un paliotto marmoreo, contiene una tela con l'Annunciazione con i santi Luca (?), Lorenzo, Andrea e Pietro, già attribuita a Carlo Cignani, opera di un pittore non identificato e databile alla fine del secolo XVII.
  • Il secondo altare, eretto dalla famiglia Del Rosso nel 1616, custodisce un dipinto con l'Immacolata Concezione e santi di Alessandro Bardelli.
  • A lato è il pulpito lapideo cinquecentesco seguito dal terzo altare, del 1735, della famiglia Cosci, con un paliotto di Giovan Battista Vaccà e corredato dalla Madonna del Carmelo e santi, di Giovanni Antonio Pucci, dello stesso anno.

Il Presbiterio e l'Altare Maggiore

Il presbiterio si presenta nella sistemazione ideata da Antonio Ferri, con al centro l'altare maggiore in marmo policromo ad opera di Giovanni Baratta scultore carrarino, realizzato nel 1701. Dietro ad esso, nella parete di fondo, è la pala raffigurante la Gloria di San Valentino, dipinta da Pier Dandini all'inizio del Settecento. I dipinti laterali, coevi, raffigurano il Martirio di san Valentino, opera di Antonio Puglieschi, e la Condanna a morte di san Valentino di Tommaso Redi. Al di sopra sono gli stucchi di Giovanni Martino Portogalli, eseguiti tra il 1702 e il 1706.

Altre Cappelle e Altari

L'altra cappella, a sinistra del presbiterio, è dedicata a sant'Antonio da Padova e al Santissimo Sacramento. Alla parete sinistra, l'ultimo altare, del Corpus Domini, recava una Ultima Cena di Aurelio Lomi, del 1603-1604, oggi nella chiesa di San Domenico. Il dipinto che vi si vede oggi rappresenta la Madonna col Bambino, le anime purganti, san Giovanni Battista e Girolamo, dipinta da un pittore non identificato tra il 1642 e il 1643 per la sconsacrata chiesa di San Girolamo.

L'altare centrale, dedicato alla Madonna Assunta, edificato nel 1605, contiene una statua moderna, mentre il primo altare, del Crocifisso o del Comune, presenta un Crocifisso ligneo tardo cinquecentesco, restaurato nel 1995, forse proveniente dalla scomparsa chiesa di san Giusto.

Il Museo di Arte Sacra

Annesso alla chiesa, è visitabile anche il Museo di Arte Sacra, una raccolta di più di 120 preziosi oggetti religiosi, tra vassoi, candelieri, calici, lampade e ostensori. Tutti questi sono manifatture realizzate da famosi argentieri di Lucca, Pisa e Firenze, ma anche di scuola napoletana e francese. Molto apprezzata dagli esperti è la collezione di arredi, che coprono un periodo che va tra i secoli XVI e XVII.

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