La chiesa di San Bernardo a Vercelli, un tempo una piccola chiesa parrocchiale, è un esempio significativo di architettura e devozione, la cui storia si intreccia con quella del Santuario della Madonna degli Infermi. È l'unica superstite delle numerose chiese romaniche della città, poiché tutte le altre chiese anteriori alla fine del XII secolo sono state ricostruite o rimaneggiate, parzialmente o in parte.

Le Origini e l'Evoluzione della Parrocchia di San Bernardo
La parrocchia di San Bernardo è già citata in documenti del 1169, sebbene Riccardo Orsenigo riporti che fu istituita nel 1164. San Bernardo era una piccola chiesa di Vercelli, il cui priorato dipendeva dai canonici del Gran San Bernardo.
La parrocchia viene menzionata in particolare nell'atto del 18 marzo 1169, che determinava il perimetro della vicina Sant'Andrea. Con ogni probabilità, la chiesa si trovava all'interno delle mura cittadine, poiché non compare alcuna specificazione per la chiesa di San Bernardo, a differenza delle parrocchiali poste fuori della cerchia antica che riportano il nome del sobborgo.
Dalla fondazione fino al 13 luglio 1522, la chiesa e parrocchia di San Bernardo furono amministrate dai Regolari di San Bernardo da Mentone. Successivamente, passarono all'Ordine degli Agostiniani, che vi rimase fino al 18 settembre 1803, anno delle soppressioni napoleoniche. Durante questo periodo, la chiesa subì gravi danni a causa dell'occupazione delle truppe militari.
La Ristrutturazione Neoromanica
A partire dal 1877, la chiesa venne ridisegnata dall'architetto Giuseppe Locarni. I lavori di ampliamento, iniziati nel 1884, si protrassero fino al 1896. Negli anni '20 del Novecento, la chiesa fu sottoposta a un restauro che restituì alla facciata le linee originarie. Tuttavia, un analogo intervento non fu possibile lungo il fianco a causa delle precedenti modifiche per l'aggiunta delle cappelle.
La facciata romanica, ripristinata ai primi del Novecento, presenta copie di due formelle, i cui originali restaurati sono conservati all'interno della chiesa.
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Architettura Interna della Chiesa di San Bernardo
L'interno della chiesa è a tre navate, strutturato sul modello romanico europeo. Ciascuna navata è divisa in tre campate con volte a crociera costolonate sorrette da pilastri a sezione quadrata, cui sono applicate quattro semicolonne. I capitelli sono un importante esempio di scultura medievale, rappresentando sirene, animali fantastici, atlanti e figure allegoriche dei peccati. Il tiburio poggia su un tamburo ottagonale decorato con affreschi barocchi.
Nella navata destra, si trova la prima cappella con la "Madonna delle Grazie", un affresco romanico rimaneggiato. Nella navata sinistra, vi è la seconda cappella, detta del "Suffragio", che ospita un quadro del XVII secolo.

Il Culto e la Storia del Santuario della Madonna degli Infermi
Il culto legato all'immagine della Madonna degli Infermi risale al 1630, quando Vercelli riuscì a superare un'epidemia di peste, la stessa descritta da Manzoni nei "Promessi Sposi". Secondo la leggenda, il numero di vittime a Vercelli fu inferiore rispetto ad altre località grazie a un voto solenne che i parrocchiani fecero alla Vergine il 19 maggio 1630.
A quell'epoca, il dipinto della Madonna con il Bambino (entrambi incoronati), oggetto del culto e datato al XV secolo, non si trovava nella sua posizione attuale, ma in una cappella differente. Il 19 maggio 1630, la comunità parrocchiale di San Bernardo si votò alla Madonna per essere liberata dalla peste. In seguito alla protezione accordata, la cappella della Madonna degli Infermi divenne meta di devozione e fu arricchita e abbellita. Sebbene spogliata dei suoi preziosi arredi in epoca napoleonica, dopo il 1820 tornò a essere riccamente dotata, e il culto fu rafforzato dalla pubblicazione di preghiere e sonetti dedicati a questa Madonna.
Gli Ampliamenti del Santuario
Il 1835 fu un altro anno cruciale: il colera, propagatosi in Piemonte, non colpì Vercelli, e la devozione alla Madonna degli Infermi divenne sempre più diffusa. I devoti aumentarono a tal punto da rendere la cappella insufficiente ad accoglierli tutti. Si formò così un Comitato Civico presieduto dall'Arcivescovo D'Angennes, che decise di dare una sede più degna in San Bernardo a quello che era ormai spontaneamente diventato un Santuario della Madonna "Salute degli Infermi". Nel 1836-1837 la chiesa venne ampliata, anche in adempimento del voto del 1630, su progetto di Carlo Emanuele Arborio Mella. I lavori durarono due anni e occuparono una parte del giardino retrostante l'abside, comportando l'abbattimento dell'abside stessa e la distruzione del cupolino che la sormontava.
Nel 1884, una nuova epidemia risparmiò la città di Vercelli, e i fedeli aumentarono di nuovo esponenzialmente. Divenne chiaro che, nonostante il precedente ampliamento, le dimensioni del Santuario erano ancora inadeguate. Così, il parroco dell'epoca, grazie a una colletta pubblica molto partecipata, raccolse i fondi necessari per importanti lavori di ampliamento. La Chiesa fu dotata di una statua dorata della Madonnina, venne aperta una seconda porta d'ingresso e furono compiuti molti altri lavori in stile neoromanico sotto la direzione dell'architetto Giuseppe Locarni.
In adempimento del voto del 1630, venne organizzata una processione dalla cappella al santuario della Madonna dello Schiaffo, nella cattedrale di Vercelli. Il santuario vercellese dedicato alla Madonna degli Infermi celebra la festa il 21 novembre, giorno della presentazione di Maria al tempio.