La notizia della scomparsa di Papa Francesco ha suscitato profonda commozione, con le prime immagini della sua salma esposta a Santa Marta che hanno iniziato a circolare sui canali social. Il Pontefice è apparso in una semplice bara di legno, indossando la mitra bianca, la veste liturgica rossa e un rosario tra le mani. Accanto al feretro, il cardinale Pietro Parolin è stato visto raccolto in preghiera.

Il Cerimoniale delle Esequie
Secondo quanto comunicato dal Collegio Cardinalizio, mercoledì 23 aprile alle ore 9, la bara con il defunto Romano Pontefice Francesco sarà traslata dalla Cappella della Domus Sanctæ Marthæ alla Basilica Papale di San Pietro. Questo trasferimento segue le disposizioni previste nell'Ordo Exsequiarum Romani Pontificis. La processione attraverserà Piazza Santa Marta e Piazza dei Protomartiri Romani, per poi uscire in Piazza San Pietro dall'Arco delle Campane ed entrare nella Basilica Vaticana attraverso la porta centrale.
Presso l'altare della Confessione, il Cardinale Camerlengo, Kevin Joseph Farrell, presiederà la Liturgia della Parola. Successivamente, avranno inizio le visite alla salma del Romano Pontefice. La Basilica di San Pietro rimarrà aperta ai fedeli per rendere omaggio alla salma negli seguenti orari:
- Mercoledì 23 aprile: ore 11:00 - 24:00
- Giovedì 24 aprile: ore 7:00 - 24:00
- Venerdì 25 aprile: ore 7:00 - 19:00
La Messa delle esequie di Papa Francesco si terrà sabato 26 aprile alle ore 10:00, primo giorno dei Novendiali, sul sagrato della Basilica di San Pietro. La liturgia sarà presieduta dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio Cardinalizio. Al termine della Celebrazione Eucaristica, avranno luogo l'Ultima commendatio e la Valedictio. Successivamente, il feretro del Pontefice sarà portato nella Basilica di San Pietro e da lì traslato alla Basilica di Santa Maria Maggiore per la tumulazione.
La Residenza Vaticana: Domus Santa Marta
Per comprendere meglio la vita di Papa Francesco, è utile conoscere la sua residenza a Domus Santa Marta. Questa struttura, il cui nome ufficiale è Domus Sanctæ Marthæ, è stata la dimora di Bergoglio fin dalla sua elezione nel marzo 2013. La scelta di risiedere a Santa Marta, anziché negli appartamenti pontifici del Palazzo Apostolico, fu una decisione che sorprese molti, ma che lo stesso Papa spiegò con un'autoironia spiazzante, definendola una questione di "personalità" e "motivi psichiatrici".
Il Palazzo Apostolico, molto più vasto, comprende uffici amministrativi e dieci stanze riservate ai papi al terzo piano, tra cui uno studio privato, una sala da pranzo e una sala delle udienze. Papa Francesco, invece, preferì la più contenuta Domus Santa Marta, descritta dal giornalista Paolo Rodari come una "semplice stanza con a fianco uno studio dotato di poltrona e scrivania in legno", con un letto singolo e un bagno. Questa scelta è radicata nella storia vaticana, poiché dal 1870, anno della presa di Roma, i papi hanno risieduto in questa struttura.
Domus Santa Marta, gestita dalle suore Figlie della Carità di San Vincenzo De’ Paoli, dispone di 105 suite con due camere e 26 stanze singole. Storicamente, ha svolto la funzione di ospizio e, durante la Seconda Guerra Mondiale, ha accolto ambasciatori presso la Santa Sede. Nel periodo del Conclave, l'edificio viene riservato ai cardinali che partecipano all'elezione del nuovo Pontefice, una prassi stabilita da Papa Giovanni Paolo II nella sua Costituzione Apostolica "Universi Dominici Gregis" del 1996.

La "Diplomazia di Santa Marta" e la Vita Quotidiana
Negli anni, Santa Marta è diventata il centro dell'attività "privata" di Bergoglio, un luogo per ricevere ospiti e amici al di fuori dei contesti ufficiali. Questa modalità di interazione è stata definita da alcuni come "diplomazia di Santa Marta", indicando un'attività meno esposta al controllo della Curia Vaticana.
Attualmente, per via delle sue condizioni di salute, Papa Francesco è circondato da un ristretto entourage. Oltre ai medici, che hanno raccomandato di limitare gli incontri per evitare il rischio di infezioni, sono presenti i suoi tre segretari (don Fabio Salerno, don Daniel Pellizzon e don Juan Cruz Villalon) e il suo infermiere personale, Massimiliano Strappetti, affiancato da altri infermieri specializzati e personale della Domus.
Nonostante le prescrizioni mediche, Papa Francesco ha mostrato una notevole vitalità, come dimostra il suo desiderio di recarsi a Santa Maria Maggiore prima del rientro definitivo in Vaticano. La sua agenda, per il momento, è ridotta, con la prospettiva di utilizzare testi scritti per interventi pubblici come l'Angelus domenicale. Meno probabile la sua partecipazione a eventi imminenti, anche se uno spiraglio rimane aperto per un possibile incontro con Re Carlo.
Riflessioni Spirituali dalla Domus Santa Marta
Dalla sua residenza a Santa Marta, Papa Francesco ha continuato a condividere i suoi pensieri e le sue riflessioni spirituali, come avvenuto durante la Messa nella sesta Domenica di Pasqua. In quell'occasione, ha dedicato la sua preghiera a coloro che svolgono lavori umili e necessari, come gli addetti alle pulizie e allo smaltimento dei rifiuti, sottolineando l'importanza di ogni servizio per la sopravvivenza.
L'omelia si è concentrata sul Vangelo di Giovanni (14,15-21), in cui Gesù promette ai discepoli la venuta del Paraclito, lo Spirito della verità. Papa Francesco ha evidenziato il tema dell'"orfanezza" presente nel mondo contemporaneo, dove, nonostante il possesso di molte cose, manca la figura paterna. Ha spiegato come lo Spirito Santo non sia un fine a sé stesso, ma un mezzo per accedere al Padre, sottolineando che la spiritualità è incentrata sulla figura paterna.
Il Papa ha collegato il senso di orfanezza alle guerre e all'insulto, contrapponendoli alla mitezza e alla dolcezza che lo Spirito Santo insegna. Ha invocato lo Spirito Santo affinché ricordi costantemente l'accesso al Padre, affinché la civiltà ritrovi il senso di appartenenza a una famiglia, guidata da un Padre che dà senso alla vita e promuove la fratellanza.
Papa Francesco, omelia Messa a Casa Santa Marta, 2019-12-10
Le parole del Pontefice risuonano come un invito alla riflessione sulla necessità di ritrovare le radici spirituali e la consapevolezza di essere figli, non orfani, per vivere in pace e fraternità. La sua costante attenzione verso i più vulnerabili e il suo messaggio di speranza continuano a ispirare milioni di fedeli in tutto il mondo.