Domus Sanctae Marthae: La Residenza di Papa Francesco

Il 13 marzo 2013 segna la data in cui Papa Francesco ha scelto la sua "casa" durante il pontificato: la Domus Sanctae Marthae. Questa residenza vaticana, inizialmente concepita come struttura di accoglienza, è diventata il luogo dove il Pontefice ha improntato le sue giornate all'insegna della massima normalità, con l'obiettivo di rimanere sempre raggiungibile.

La scelta di vivere nella Domus Sanctae Marthae rappresenta una significativa rottura con la tradizione. Tradizionalmente, i papi eletti al soglio pontificio fissano la loro residenza nell'appartamento destinato ai pontefici all'interno del Palazzo Apostolico. Tuttavia, Papa Francesco, spinto dal desiderio di essere circondato dalle persone e dalla ricerca di una vita umile, ha optato per un alloggio insolito, rompendo con il rigido protocollo vaticano e seguendo la sua visione di una Chiesa umile.

Vista esterna della Domus Sanctae Marthae con la Basilica di San Pietro sullo sfondo

Struttura e Caratteristiche della Domus Sanctae Marthae

La Domus Sanctae Marthae, il cui nome ufficiale in latino è Domus Sanctae Marthae, è un edificio alberghiero situato nei confini della Città del Vaticano, a due passi dalla Basilica di San Pietro. La struttura, con un classico prospetto ad H, si estende su cinque piani e comprende 105 suite con due camere, 26 stanze singole e un appartamento di rappresentanza. Ogni unità abitativa è funzionale e include una camera da letto, uno studio privato, un salottino e un bagno.

L'arredamento in generale è semplice e spartano. Le camere da letto sono dotate di un letto singolo, comodini e una sedia, il tutto realizzato in legno, così come gli armadi e i comò. I salottini adiacenti alle camere da letto sono composti da un divanetto e due poltroncine in velluto con un tavolino centrale. Negli studi, come nel resto dell'appartamento, gli arredi sono interamente in legno, con una scrivania al centro della stanza fornita del necessario per il lavoro.

La Scelta della Stanza 201

Papa Francesco ha scelto di occupare la stanza 201, situata al secondo piano della Domus Sanctae Marthae. Questa stanza presenta le stesse caratteristiche di tutte le altre camere, riflettendo la volontà del Pontefice di vivere in modo semplice e accessibile.

Interno di una stanza tipo della Domus Sanctae Marthae con arredi in legno

Storia e Origini della Domus Sanctae Marthae

La storia della Domus Sanctae Marthae affonda le sue radici nel XVI secolo. L'edificio attuale è stato costruito su un sito dove sorgeva il "Pontificium Hospitium Sanctae Marthae" risalente al 1891. La struttura originale era nata come un piccolo ospedale nel 1538, gestito dalla Confraternita della Carità, su richiesta dei domestici del Palazzo Apostolico per assistere i poveri. Nel corso dei secoli, la struttura ha subito diverse trasformazioni e gestioni, passando dai Padri Trinitari alle suore Trinitarie italiane, fino a diventare un ospizio per malati e pellegrini.

Durante la Seconda guerra mondiale, la Domus Sanctae Marthae ospitò gli ambasciatori presso la Santa Sede i cui Paesi avevano rotto le relazioni diplomatiche con il governo di Mussolini. Per cinque anni, vi risiedettero i rappresentanti diplomatici di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Polonia e Belgio.

La residenza nella sua forma attuale è stata inaugurata nel 1996, a seguito di un'importante ristrutturazione che ha comportato anche l'innalzamento di un piano. Questa modifica suscitò polemiche con l'associazione ambientalista "Italia Nostra", ma ricevette il parere favorevole del Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti e dell'UNESCO.

La Domus Sanctae Marthae come Residenza per il Conclave

La Domus Sanctae Marthae è stata destinata a residenza dei cardinali durante il Conclave dalla Costituzione apostolica di Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, promulgata il 22 febbraio 1996. Durante il Conclave, l'edificio viene riservato ai cardinali che partecipano all'elezione del nuovo Pontefice, trasformandosi in un luogo di convivenza e incontro.

documentario sulla Basilica di San Pietro in Vaticano

Motivazioni della Scelta di Papa Francesco

Papa Francesco ha spiegato pubblicamente i motivi della sua scelta di risiedere nella Domus Sanctae Marthae, rompendo con la consuetudine del Palazzo Apostolico. In un'udienza giubilare il 30 gennaio 2016, ha dichiarato che la sua decisione era motivata da "motivi psichiatrici" e da un suo "problema di personalità". Ha espresso il bisogno di "vivere in mezzo alla gente" e ha aggiunto che non era abituato a vivere in spazi così grandi come quelli dell'appartamento papale nel Palazzo Apostolico.

Ha sottolineato l'importanza di considerare le persone che lavorano nella Casa Santa Marta come parte della sua famiglia, non come semplici dipendenti. Questo approccio riflette la sua visione di una Chiesa più comunitaria e accessibile.

Anche il suo segretario, Georg Gänswein, nel suo libro di memorie, ha raccontato come Papa Francesco avesse manifestato disagio negli ampi spazi del Palazzo Apostolico, preferendo la familiarità e la dimensione umana della Domus Sanctae Marthae.

La Vita Quotidiana nella Domus Sanctae Marthae

Nella Domus Sanctae Marthae, Papa Francesco conduce una vita improntata alla normalità e alla vicinanza con le persone. Oltre ai sacerdoti e ai vescovi che lavorano in Curia e agli ospiti di passaggio, la residenza è animata da un gruppo di uomini e donne che si occupano dei lavori domestici, della cucina e della sala da pranzo. Il Pontefice li considera parte integrante della sua famiglia.

La struttura ospita anche un ambulatorio per bambini poveri, testimoniando l'impegno continuo della Casa verso la carità.

Durante i periodi di convalescenza, come quello seguito alla polmonite bilaterale, Papa Francesco è tornato nel suo appartamento nella Domus Sanctae Marthae, continuando a ricevere visite dal suo staff medico e dai suoi segretari, che risiedono stabilmente nella struttura.

Papa Francesco che incontra fedeli all'esterno della Domus Sanctae Marthae

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