L'elezione e l'inizio del pontificato di Benedetto XVI

Il 19 aprile 2005, esattamente venti anni fa, i 115 porporati riuniti in conclave eleggevano al pontificato il cardinale Joseph Ratzinger. Affacciandosi dalla Loggia della Benedizione della basilica Vaticana dopo la fumata bianca, il prefetto dell’allora Congregazione per la Dottrina della Fede e decano del Collegio cardinalizio si presentò al mondo con il nome di Benedetto XVI.

Foto storica di Papa Benedetto XVI che si affaccia alla Loggia della Benedizione per il suo primo saluto

Il cammino verso il conclave

L'elezione avvenne in un clima segnato dalla recente scomparsa di Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile 2005. Nelle giornate precedenti, Roma fu teatro di un pellegrinaggio impressionante: circa due milioni di fedeli giunsero per l'ultimo saluto all'amato Pontefice polacco. I cardinali giunti a Roma si riunirono sotto la presidenza del decano Ratzinger per le congregazioni generali, dove il cardinale tedesco dimostrò grande autorevolezza.

Già durante la Quaresima del 2005, durante la Via Crucis del Venerdì santo, Ratzinger aveva pronunciato parole che molti definirono profetiche: «Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero completamente appartenere a lui!». Un segnale chiaro della sua volontà di procedere a riforme necessarie.

L'elezione: 19 aprile 2005

Il conclave ebbe inizio il 18 aprile. Ratzinger appariva come il candidato principale, sostenuto da un blocco solido di voti. Dopo quattro scrutini, nel pomeriggio del 19 aprile, arrivò la fumata bianca. L'elezione fu rapida, guidata dall'autorevolezza intellettuale e morale del cardinale. Come egli stesso avrebbe poi raccontato, il momento della scelta fu per lui un travaglio interiore: «Quando l’andamento delle votazioni mi ha fatto capire che la scure sarebbe caduta su di me, la mia testa ha incominciato a girare. Ho detto al Signore: non farmi questo!».

Il significato del nome pontificale

La scelta del nome Benedetto XVI richiamava due figure fondamentali:

  • Benedetto XV: il Papa della pace durante la Prima Guerra Mondiale, definito un profeta di pace.
  • San Benedetto da Norcia: il patriarca del monachesimo occidentale, a sottolineare un ideale di preghiera e lavoro.

L'inizio del ministero petrino

Nella visione di Ratzinger, il papato non era un potere temporale, ma un servizio, una testimonianza. Per questo, la messa inaugurale non fu definita di "intronizzazione", bensì di inizio del ministero petrino. Durante l'omelia, il nuovo Papa si definì «un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore».

Il Papa illustrò i due simboli del suo ufficio:

  1. Il Pallio: fatto di lana d'agnello, richiama la parabola della pecorella smarrita e il compito del pastore di farsi carico dell'umanità sofferente.
  2. L'Anello del pescatore: simbolo dell'amore che guida Pietro e ogni suo successore sulla strada del martirio, a imitazione di Gesù.
Schema grafico che illustra il significato teologico dei simboli del ministero petrino: il pallio e l'anello

Un pontificato tra fede e ragione

Il magistero di Benedetto XVI è stato profondamente segnato dalla ricerca di un dialogo tra fede e ragione. Sin dalla sua prima enciclica, Deus caritas est, il Papa ha voluto riportare al centro l'amore di Dio in un mondo in cui il nome del Signore veniva spesso associato alla violenza. Le sue riflessioni hanno toccato temi cruciali come l'etica nell'economia (Caritas in veritate) e la speranza cristiana (Spe salvi), mettendo in guardia contro il relativismo e le derive di un progresso senza Dio.

Un Pontificato breve

Il suo impegno è proseguito attraverso viaggi apostolici che lo hanno portato in tutto il mondo, tra cui l'Africa e il Medio Oriente, cercando sempre di promuovere il dialogo interreligioso e la dignità di ogni persona come «frutto di un pensiero di Dio».

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