Il MoVimento 5 Stelle e le Elezioni Politiche del 2013: Verso un Cambiamento Epocale

Il MoVimento 5 Stelle si preparava ad affrontare le elezioni politiche del 2013 con una serie di proposte e modalità operative innovative, considerate "straordinarie" per il panorama politico italiano. L'obiettivo era portare un cambiamento radicale, basato sulla partecipazione dei cittadini e sulla trasparenza.

infografica: principi fondanti del MoVimento 5 Stelle

Le Elezioni Via Web e la Candidatura

Una delle peculiarità del MoVimento era la gestione delle elezioni e delle candidature attraverso la piattaforma web. Questo processo richiedeva una grande attenzione alle regole e una precisione impeccabile, dato che, come sottolineato, "stanno molto attenti se sbagliamo, bisogna non sbagliare nulla".

Chi Poteva Votare e Essere Eletto

  • Votanti: Tutti gli iscritti al MoVimento 5 Stelle che avevano fornito la documentazione richiesta, inclusa la carta d'identità, per garantire l'identità e prevenire infiltrazioni. L'iscrizione, soprattutto per gli italiani all'estero, non prevedeva costi, ma richiedeva l'invio dei dati e di un documento.

  • Candidati: Potevano candidarsi coloro che avevano già fatto parte di una lista comunale o regionale del MoVimento. Questo criterio mirava a premiare chi aveva "combattuto sul territorio" per cinque anni, anche se non eletto. Veniva specificato che "non si può candidare uno scelto in una circoscrizione che vive in un posto e si fa eleggere da un'altra parte", in netta discontinuità con le pratiche della politica tradizionale.

Circa 60 delegati si erano offerti di assistere nel compito di presentare le liste in Tribunale, evidenziando il bisogno di personale nelle circoscrizioni.

Il Ruolo del Capo Politico e i Principi Fondamentali

Il ruolo del capo politico del MoVimento era concepito non come una figura di potere assoluto, ma come quello di un "garante", incaricato di "controllare, vedere chi entra", mantenendo "soglie di attenzione molto alte". Il vero leader era identificato nel MoVimento stesso, con i suoi "Cittadini".

Trasparenza e Controllo

I futuri parlamentari del MoVimento 5 Stelle avrebbero dovuto abbandonare il "nomignolo ormai deleterio di onorevole" per essere riconosciuti come "Cittadini del MoVimento 5 Stelle". Era previsto che mantenessero "sempre un piede fuori dal Parlamento", garantendo un controllo continuo da parte dei cittadini esterni.

  • Rimborsi e Stipendi: Avrebbero dovuto rispettare un limite massimo, e tutte le spese sarebbero state "fatturate" e "messe online" per la massima trasparenza.

  • Interazione Cittadini-Parlamentari: I cittadini avrebbero potuto proporre leggi, che sarebbero state presentate e discusse in Parlamento attraverso i parlamentari del MoVimento.

Riforme Costituzionali e Programma di Governo

Il MoVimento intendeva promuovere riforme costituzionali significative, tra cui:

  • L'introduzione del referendum propositivo senza quorum.
  • L'obbligo per il Parlamento di discutere le leggi di iniziativa popolare.
  • L'inserimento nella Costituzione della legge elettorale del voto di preferenza, impedendo modifiche durante le elezioni.

Questi cambiamenti erano visti come un "cambiamento epocale, duro". Prima delle elezioni politiche del 2013, tutti gli iscritti al M5S avrebbero potuto contribuire a integrare il Programma del MoVimento, che sarebbe diventato il programma di governo, attraverso una procedura pubblicata sul sito ufficiale.

La Reazione e il Supporto dei Cittadini

La base di sostenitori del MoVimento esprimeva un forte entusiasmo e supporto per le iniziative proposte. Molti si dichiaravano "felici di partecipare al cambiamento" e pronti ad aiutare e sostenere Beppe Grillo, percepito come un "profeta" capace di istruire la popolazione e avviare una "rivoluzione democratica".

Critiche al Sistema Politico Tradizionale

Emergevano critiche accese verso la "vecchia politica", accusata di corruzione, ruberie e incapacità. Si richiedeva un "processo morale, collettivo" alla classe politica, con la pubblicazione online del patrimonio "prima e dopo" l'incarico pubblico, per motivare eventuali arricchimenti. La richiesta di "fuori i soldi dalla politica" era un leitmotiv, e si chiedeva ai politici di "restituire quello che hanno rubato".

foto: persone che manifestano per la trasparenza in politica

Vi era un forte desiderio di unire le forze per spezzare le "barriere" che dividevano i cittadini, con l'obiettivo di "far sloggiare gli intrusi, ladroni, incapaci ed incompetenti che occupano da tempo immemorabile gli scranni del parlamento".

Aspettative e Sfide in Sicilia

Nonostante l'entusiasmo, c'era anche la consapevolezza delle sfide. In particolare, si faceva riferimento ai risultati in Sicilia, dove si sperava in un maggiore successo. L'astensionismo era considerato troppo alto, e si riconosceva che la popolazione siciliana era stata per troppo tempo influenzata dalla mafia e dal potere, che avevano interesse a tenerla nell'ignoranza. Tuttavia, la convinzione era che il "seme" del cambiamento fosse stato gettato e che "occorre tempo e fatica prima che la natura compia il miracolo".

Anche per quanto riguarda il trattamento economico degli eletti, l'attenzione era massima: "massima trasparenza, garantendo la massima economicità degli eventuali rimborsi spese". Si auspicava che i futuri eletti fossero "in gamba e competenti", augurandosi che il MoVimento 5 Stelle diventasse il primo partito alle politiche.

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