La Palestina, Terra di Gesù: Storia, Geografia e Contesto Culturale

La Palestina, definita dagli antichi come il paese di Canaan, è una regione dalla storia millenaria e dalla profonda importanza religiosa. Sebbene non fosse uno stato unitario, ma piuttosto un insieme di città-stato spesso in conflitto, essa è stata il crocevia di civiltà e fedi, nonché la culla del Cristianesimo. Nonostante le molteplici tragedie e le sfide contemporanee, questa terra continua ad attrarre visitatori da ogni parte del mondo, mossi dalla passione per la scoperta dei luoghi e delle memorie legate alle gesta di Gesù.

Già nel 1927, il pastore statunitense Harry Emerson Fosdick, nel suo volume A Pilgrimage to Palestine, frutto di un lungo soggiorno nella Terra Santa divenuta mandato britannico dopo secoli di dominio ottomano, notava come pochi viaggiatori vi si fermassero abbastanza a lungo per superare uno sguardo fugace. Lo stesso periodo vide un altro americano, Eric Matson, immortalare atmosfere e immagini di questa antica terra attraverso centinaia di scatti fotografici. Entrambi si unirono a una schiera di viaggiatori colti - religiosi e laici, scrittori, giornalisti e archeologi - che, in quei decenni, si imbarcavano alla riscoperta della terra della Bibbia e della vita di Gesù.

Mappa storica della Palestina e della Terra Santa al tempo di Gesù

L'Evoluzione del Nome della Terra Santa

Il nome con cui l'antico popolo di Israele designava la Palestina era paese di Canaan. Questa denominazione non indicava uno stato, ma una regione caratterizzata da varie città-stato in conflitto, prima dell'insediamento dei discendenti di Abramo. Nella Bibbia è chiamata anche paese d'Israele (Eretz Israel), un termine che a volte si riferisce al regno del Nord (Samaria) e altre volte a tutta la regione. In epoca asmonea ed erodiana prevalse il nome di Giudea, derivante dalla tribù insediatasi sui monti omonimi.

Il nome più ricorrente, tuttavia, è quello di Palestina. Questa denominazione risale agli Assiri, che la chiamarono Phalastu, in riferimento ai Filistei che avevano occupato parte della costa mediterranea. Il termine fu poi modificato in Philistina e infine in Palestina. Questo nome rimase anche durante la dominazione romana.

È fondamentale sottolineare un aspetto storico spesso frainteso: al tempo della nascita di Gesù, la regione non si chiamava Palestina. Questo nome le fu attribuito dall'imperatore Adriano a partire dal 135 d.C., alla fine della Terza Guerra Giudaica. In precedenza, era conosciuta principalmente come Giudea. Dopo la sconfitta dei ribelli ebrei e la distruzione di Gerusalemme, l'Impero Romano decise di cambiare il nome alla città in Aelia Capitolina e all'antica provincia della Giudea in Siria Palæstina. Questa mossa servì a punire il popolo ebraico e a cancellare la loro identità territoriale, sostituendo il nome ebraico con quello di un antico nemico, i Filistei, proiettando retroattivamente questa narrazione su tutta la storia precedente della regione.

Geografia della Palestina al Tempo di Gesù

La Palestina si trova al centro della Mezzaluna fertile, un'area i cui estremi sono il Tigri e l'Eufrate in Mesopotamia e il Nilo in Egitto. Sebbene ne faccia parte, la terra di Canaan non è così fertile come le sue estremità. La regione si presenta come una stretta striscia di terra lunga circa 240 km, da Dan a nord a Bersabea a sud, con una larghezza che varia da circa 48 km al nord a 80 km nella regione del Mar Morto.

Geograficamente, la Palestina può essere divisa in quattro strisce parallele, procedendo da occidente a oriente:

  1. La zona costiera mediterranea: Divisa in due parti dal monte Carmelo. La parte nord corrisponde all'antica Fenicia, mentre la parte sud alla pianura del Saron e alla Filistea. La costa è rettilinea, con poche insenature adatte a porti naturali. Le città costiere più importanti includevano Gaza, Ascalon, Ioppe e Tiro.
  2. La Cisgiordania (Catena montagnosa centrale): Si divide da nord a sud in tre sezioni corrispondenti alle classiche province: la Galilea, la Samaria (con i monti Ebal e Garizim) e la Giudea. In questa catena montagnosa si trovavano i siti più importanti dell'Antico e Nuovo Testamento: Nazareth, Meghiddo, Samaria, Sichem, Silo, Betel, Gabaon, Ghibea, Gerusalemme, Betlemme, Hebron e Bersabea. La Giudea è una regione montagnosa e arida, che include il deserto di Giuda e quello del Neghev, e le rive del Mar Morto. L'attività più praticata è la pastorizia, ma nelle oasi verdeggianti, come quella di Gerico, si coltivano vite e olive. La Samaria è una regione vasta e montagnosa, scarsa d'acqua ma ricca di pascoli. La Galilea è la zona più fertile di tutto il territorio, con coltivazioni di olivo, vite, ananas e agrumi. Ricca di vie di comunicazione, fu il centro principale dell'attività di Gesù.
  3. La valle del Giordano (Valle di Rift): Forma la depressione più profonda di tutta la crosta terrestre (400 metri sotto il livello del mare nella regione del Mar Morto). Scorrendo nella valle, il Giordano forma tre laghi: il lago Hule (oggi prosciugato), il lago di Tiberiade o di Galilea (chiamato anche lago di Gennèsareth) e il Mar Morto, nel quale sfocia. Attorno al lago di Tiberiade, principale scenario dell'attività di Gesù, c'erano le città di Cafàrnào, Corazìn, Betsàida e Màgdala. Poco prima di sfociare nel Mar Morto, il Giordano scorre vicino a Gerico. Il Mar Morto, per la sua eccezionale salinità, non permette nessuna forma di vita. Lungo le sue rive si trovano molte grotte naturali, che in passato servirono da nascondiglio; in una di queste, a Qumran, furono scoperti nel 1947 i manoscritti più antichi della Bibbia.
  4. La Transgiordania: La regione a est del fiume Giordano, anticamente una terra ricca dove si coltivava frumento.
Paesaggio della Valle del Giordano con il fiume e il Mar Morto

Le Città Principali al Tempo di Gesù

La città più importante era Gerusalemme, una delle più antiche del mondo, situata in Giudea a circa 750 metri di altezza. Tra le sue mura sorgeva il Tempio, centro religioso di tutto il paese. Per i Samaritani, il centro più importante era la città di Samaria. Altre città importanti all'epoca di Gesù includevano Gerico, Betlemme, Emmaus, Betania in Giudea; Tiberiade, Cafarnao, Nazaret e Cana in Galilea.

Il Paesaggio Sociale e Politico al Tempo di Gesù

Il racconto evangelico offre un'idea del paesaggio sociale della Terra Santa al tempo di Gesù, fornendo un prezioso quadro interpretativo per rivivere e scoprire la ricchezza delle Scritture.

Situazione Politica

Il regno di Erode il Grande durò dal 37 a.C. al 4 a.C. Noto per la sua crudeltà e astuzia, Erode cercò di accattivarsi il popolo ebraico, anche ingrandendo e abbellendo il Tempio di Gerusalemme. Alla sua morte, la Palestina fu suddivisa tra i suoi quattro figli: Archelao ereditò la Giudea, la Samaria e l'Idumea, ma fu deposto dai Romani nel 6 d.C. e sostituito da un "procuratore" romano. Erode Antipa fu tetrarca della Galilea, mentre Filippo era tetrarca delle regioni a nord-est del fiume Giordano. Lisania governava l'ultima parte del territorio.

I procuratori romani disponevano di un esercito, avevano il loro quartier generale a Cesarea e, a Gerusalemme, risiedevano nel palazzo di Erode il Grande. Essi rispondevano direttamente all'imperatore romano.

Il Sinedrio

Al tempo di Gesù, l'istituzione più importante era il Sinedrio, guidato dal Sommo Sacerdote. Era composto da 71 membri scelti tra i sommi sacerdoti destituiti e gli anziani delle famiglie più abbienti di Gerusalemme. Il Sinedrio aveva il compito di amministrare la vita religiosa, giuridica ed economica degli ebrei, disponendo di un proprio corpo di polizia. Poteva emettere sentenze di morte, ma queste dovevano essere sottoposte al consenso dei Romani.

La Società Giudaica

La Palestina al tempo di Gesù era abitata da poco più di mezzo milione di persone, distribuite in piccoli villaggi. Accanto a una gran parte che viveva modestamente del proprio lavoro quotidiano, vi erano ricchi commercianti, proprietari terrieri, usurai e i "pubblicani", ovvero gli esattori delle tasse per conto dei Romani. Numerosi erano i poveri, i mendicanti, i malati e i portatori di handicap fisici e psichici, spesso disprezzati ed emarginati in quanto ritenuti peccatori e impuri.

I Gruppi Religiosi

La società giudaica era frammentata in gruppi religiosi e sette che, pur accomunati dalla fede in Yahweh, davano interpretazioni diverse della tradizione e della Legge. Questa frammentazione aveva anche un carattere politico: le classi più abbienti erano generalmente favorevoli al dominio romano o vi collaboravano, mentre i ceti popolari erano fortemente antiromani. I principali gruppi religiosi erano:

  • I Farisei: Rappresentavano un gruppo religioso significativo, basato sulla conoscenza della Scrittura. Comprendevano gli scribi, che insegnavano la Legge. Erano intransigenti sulla fede ma duttili sulle sue applicazioni, credendo nella risurrezione dei morti e nel premio o castigo delle anime.
  • I Sadducei: Rappresentati dall'aristocrazia delle antiche famiglie sacerdotali, si richiamavano all'antico sommo sacerdote al tempo di Salomone. Consideravano vincolante solo la Legge scritta (Torah) e, a differenza dei farisei, non credevano nella resurrezione dei morti, nell'esistenza di un'anima immortale o nella dottrina degli angeli.
  • Gli Scribi: Esperti di scrittura, molti dei quali sacerdoti colti. Erano specializzati nella trascrizione dei testi sacri in ebraico e profondi conoscitori di dottrine e regole. Avevano il compito di conservare, leggere, tradurre e interpretare la Legge al popolo.
  • I Sacerdoti: Costituivano un'istituzione permanente di uomini dedicati al servizio di Yahweh. Appartenevano alla tribù di Levi ed erano discendenti di Aronne. Il Sommo Sacerdote, in particolare, aveva funzioni religiose, civili e politiche ed era il vero capo della comunità di Israele dopo l'esilio. Solo il Sommo Sacerdote poteva entrare nel Santo dei Santi nel giorno dello Yom Kippur.
  • Gli Esseni: Costituivano la setta dei "puri". Avevano abbandonato Gerusalemme e il Tempio, rifugiandosi nel deserto di Giuda, dove vivevano in povertà e comunità, con uno stile di vita ascetico, attendendo il Messia e osservando scrupolosamente la Legge.
  • Gli Zeloti: Fazione politica fortemente antiromana, il cui obiettivo era la cacciata degli invasori e la costruzione del regno di Dio sulla terra attraverso una rivoluzione violenta. Tra di loro vi erano gli estremisti chiamati Sicari.
  • I Samaritani: Abitanti della Samaria, ritenevano che il Monte Garizim, e non il Tempio di Gerusalemme, fosse il luogo prescelto da Dio per i sacrifici. Riconoscevano come sacri solo i primi cinque libri della Bibbia e attendevano la venuta di un nuovo Mosè.

La Galilea, ad esempio, era un'area di popolazione mista: città ebraiche (come Nazareth e Cana) si affiancavano a città di cultura greco-romana e pagana (come Sepphoris e Tiberiade). Gli abitanti della regione, pur essendo di fede ebraica, erano disprezzati dagli abitanti della Giudea, che si consideravano più puri e raffinati, tanto che nei Vangeli si sente dire che "nulla di buono può uscire da Nazareth o dalla Galilea". Anche il loro modo di parlare, con pronunce gutturali e aspirate considerate buffe o volgari, era oggetto di scherno.

Il Tempio di Gerusalemme e la Sinagoga

Il Tempio era il segno della presenza di Dio in mezzo agli uomini. Il primo Tempio, fatto costruire da Salomone nel X secolo a.C., fu distrutto da Nabucodonosor. Fu ricostruito dopo l'esilio e raggiunse una magnificenza senza pari sotto Erode il Grande ai tempi di Gesù, prima di essere definitivamente distrutto dai Romani nel 70 d.C. Il Tempio di Salomone era costituito da tre cortili: l'Atrio dei Gentili, l'Atrio degli Ebrei (donne e bambini), e l'Atrio degli Uomini dove si portavano i sacrifici. Il Santo dei Santi era accessibile solo al Sommo Sacerdote nel giorno dello Yom Kippur. Ai tempi di Gesù, al suo interno era presente la Menorah d'oro.

Durante l'esilio a Babilonia, gli Ebrei, "orfani" del Tempio, iniziarono a radunarsi nelle sinagoghe, luoghi di culto e preghiera. Dopo la distruzione definitiva del Tempio nel 70 d.C., l'uso della sinagoga divenne una consuetudine e perdura ancora oggi.

La "Terra Santa" come "Quinto Vangelo"

La Terra Santa è stata più volte indicata come il "Quinto Vangelo". Questo concetto riflette la missione di Gesù come abbassamento di Dio all'uomo, la κένωσις ("svuotamento"), in cui Dio si spoglia delle proprie prerogative divine per condividerle con l'uomo. Questo movimento comporta, dopo una discesa, anche un'ascesa dalla terra al cielo, la θέοσις, l'elevazione della natura umana che diventa divina. Questo è visibile in vari aspetti della vita umana di Gesù, dalla sua nascita alla sua morte in croce e resurrezione, ma anche nella sua predicazione del Vangelo in Terra d'Israele, dal battesimo nel fiume Giordano fino al suo viaggio verso Gerusalemme.

Gesù, dunque, scende, come il Giordano (il cui nome ebraico, Yarden, significa "colui che scende") nel Mar Morto, un luogo deserto e basso che simboleggia gli abissi del peccato e della morte. Tuttavia, egli sale poi a Gerusalemme, il luogo in cui sarebbe stato "innalzato" da terra, proprio come tutti gli ebrei salivano in pellegrinaggio. Per estensione, questa idea di pellegrinaggio o "ascensione" si ritrova nel concetto moderno di "aliyah", che definisce sia il pellegrinaggio ebraico (e cristiano) in Israele sia l'immigrazione e l'insediamento.

La Palestina ai tempi di Gesù (dalla puntata di Ulisse - Il piacere della scoperta)

La Palestina Oggi: Un Patrimonio Vivo

La Palestina è un piccolo Paese con una storia e una cultura ricche e variegate, e con un abbondante patrimonio archeologico e religioso. È la patria delle tre religioni monoteistiche e il luogo natale di Gesù Cristo. La sua storia si estende per oltre un milione di anni, con migliaia di siti che rappresentano un patrimonio culturale e naturale. A partire dai primi pellegrini, il Paese ha visto avvicendarsi famosi visitatori. In questa fase di costruzione dello Stato, la Palestina considera il turismo come uno dei settori più importanti dell'economia, con un grande potenziale di crescita.

Dal punto di vista dei rapporti tra Stati e religioni, il 2 gennaio 2016 è entrato in vigore l'accordo siglato il 26 giugno 2015 tra lo Stato di Palestina e il Vaticano. Questo accordo segue l'Accordo base tra la Santa Sede e l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) del 2000, ma è stato firmato con lo Stato di Palestina, un segno del percorso compiuto dall'Autorità Palestinese e dell'approvazione internazionale culminata nella risoluzione dell'Assemblea Generale dell'ONU del 29 novembre 2012, che ha riconosciuto la Palestina quale Stato osservatore non membro delle Nazioni Unite. In diverse occasioni, il Presidente palestinese Mahmoud Abbas ha espresso gratitudine per il ruolo della Santa Sede nel riconoscere lo Stato di Palestina.

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