Padre Pio: Vita, Opere e L'eredità di un Santo

Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, è stato un presbitero e mistico italiano, religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, proclamato santo da papa Giovanni Paolo II nel 2002. Noto anche come il "frate con le stimmate", la sua figura è stata oggetto di profonda venerazione popolare, ma anche di complesse controversie ecclesiastiche e personali. La sua memoria liturgica viene celebrata il 23 settembre, anniversario della morte.

Biografia e Vocazione

La Nascita e la Giovinezza

Francesco Forgione nasce a Pietrelcina, in provincia e diocesi di Benevento, il 25 maggio 1887. È il quarto figlio di Grazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio. Fin da bambino è animato dal desiderio di “farsi frate” e sente la vocazione religiosa a cinque anni, quando promette di consacrarsi per sempre al Signore. Viene battezzato il giorno successivo nella chiesa di Sant'Anna.

Il giovane non frequenta le scuole in maniera regolare perché deve rendersi utile in famiglia lavorando la terra. Solo a dodici anni comincia a studiare con metodo, sotto la guida del sacerdote Domenico Tizzani che, in un biennio, gli fa svolgere tutto il programma delle elementari. Il desiderio di diventare sacerdote è sollecitato dalla conoscenza di Fra Camillo da Sant’Elia a Pianisi, un cappuccino questuante che periodicamente passa per Pietrelcina a raccogliere offerte. Francesco vuole diventare «frate con la barba», come fra Camillo.

L'Ingresso nell'Ordine e l'Ordinazione Sacerdotale

A 16 anni, nel 1903, entra nel noviziato dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini a Morcone e sceglie di chiamarsi Fra Pio. Le pratiche per l'entrata in convento furono avviate nella primavera del 1902. La notte del 5 gennaio 1903, l'ultima che trascorre con la sua famiglia, dichiara di aver avuto una visione in cui Dio e Maria lo incoraggiavano assicurandogli la loro predilezione. Concluso l'anno del noviziato, Pio emette la professione dei voti semplici (povertà, castità e obbedienza) il 22 gennaio 1904. Fu ordinato presbitero il 10 agosto 1910, nel sacello dei canonici del Duomo di Benevento, da monsignor Paolo Schinosi, grazie a una dispensa della Santa Sede.

Quattro giorni dopo, Padre Pio celebra la sua prima Messa solenne nella chiesa parrocchiale di Pietrelcina. In questo periodo, gli agiografi iniziano a parlare della comparsa sulle sue mani delle stimmate.

Ritratto di Padre Pio giovane, al tempo della sua ordinazione sacerdotale

Le Malattie e i Primi Fenomeni Inspiegabili

Più volte, per motivi di salute, il giovane frate è costretto a lasciare il convento e gli studi. I medici gli consigliano di tornare a Pietrelcina per respirare l'aria del paese nativo. Negli anni giovanili, padre Pio è colpito da diverse malattie: a 6 anni da una grave enterite, poi da bronchite asmatica (di cui soffrirà fino alla morte), calcolosi renale grave e gastrite cronica trasformata in ulcera. Nel 1904, a Sant'Elia a Pianisi, comincia a star male accusando inappetenza, insonnia, spossatezza, svenimenti improvvisi e terribili emicranie. Vomitava spesso e riusciva a nutrirsi soltanto con del latte. In questo periodo, insieme ai malanni fisici, cominciano a manifestarsi fenomeni inspiegabili: di notte, nella sua stanza, si udivano rumori sospetti, a volte urli o ruggiti. Nel giugno 1905, la sua salute è talmente compromessa che i superiori decidono di mandarlo in un convento di montagna, ma le condizioni peggiorano e i medici consigliano il ritorno al paese natale.

Le Stimmate: Apparizione e Controversie

Le Prime Manifestazioni

A distanza di poche settimane dall'ordinazione, si verifica la prima apparizione delle stimmate «visibili, specie in una mano». Il frate prega il Signore di ritirare «un tal fenomeno visibile» perché ne resta «assai esterefatto». La preghiera viene esaudita, e scompaiono «le trafitture», ma non «il dolore acutissimo che si fa sentire, specie in qualche circostanza ed in determinati giorni». Padre Pio ne dà comunicazione per la prima volta l'8 settembre 1911, in una lettera indirizzata al padre spirituale di San Marco in Lamis, rivelando che il fenomeno andava ripetendosi da quasi un anno e che aveva taciuto per «maledetta vergogna».

Il 20 settembre del 1918, mentre Padre Pio è assorto in preghiera nel coro della chiesetta del convento di San Giovanni Rotondo, dal Cristo crocefisso partono cinque dardi di luce che gli trafiggono mani, piedi e costato. Un «misterioso personaggio, simile a quello visto la sera del 5 agosto», ma con «le mani ed i piedi ed il costato che grondavano sangue», gli appare. Queste stimmate, cinque piaghe grondanti sangue, rimarranno tali per 50 anni, fino alla sua morte il 23 settembre 1968.

Immagine iconica di Padre Pio con le stigmate sulle mani

Il Servizio Militare e l'Arrivo a San Giovanni Rotondo

Il 6 novembre 1915, durante la prima guerra mondiale, inizia la sua esperienza militare, segnata da tre lunghi periodi di convalescenza a causa del riacutizzarsi della sua misteriosa malattia con febbre fino a 52 gradi. Il 6 dicembre è assegnato alla decima compagnia sanità di Napoli. Durante uno di questi periodi di convalescenza, Padre Pio dimora in convento a Foggia, obbligato dal suo ministro provinciale e padre spirituale, Benedetto da San Marco in Lamis, convinto che la sua malattia sia un fenomeno diabolico per tenerlo lontano dal chiostro. A Foggia, però, il giovane frate soffre molto per il gran caldo. Il 28 luglio 1916 il guardiano del convento di San Giovanni Rotondo, padre Paolino da Casacalenda, lo porta con sé nel paesino garganico, dove trova refrigerio. Per questo ottiene l’autorizzazione a tornarci «provvisoriamente» il 4 settembre successivo. La sera del 28 luglio, accompagnato da padre Paolino da Casacalenda, Pio arriva per la prima volta a San Giovanni Rotondo. In ragione di ciò, il 13 agosto Pio scrive al provinciale, chiedendo di poter «passare un po' di tempo a San Giovanni Rotondo» anche perché, a suo dire, Gesù gli assicurava che là sarebbe stato meglio.

Indagini e Scrutinio Ecclesiastico

La notizia delle stimmate si diffonde già dall’anno successivo e comincia l’afflusso dei pellegrini. Tra il 1919 e il 1920, per ordine dei superiori, Padre Pio si fa visitare da tre luminari della medicina dell’epoca: i professori Romanelli e Bignami e il dott. Festa. Il primo medico a studiare le stimmate è il professor Luigi Romanelli, primario dell'ospedale civile di Barletta, il 15 e 16 maggio 1919, che descrive lesioni ricoperte da una membrana di colore rosso bruno, senza alcun punto sanguinante, niente edema e niente reazione infiammatoria. Due mesi dopo, il 26 luglio, arriva a San Giovanni Rotondo il professor Amico Bignami, ordinario di patologia medica all'Università di Roma, le cui considerazioni non si discostano da quelle di Romanelli. Alcuni medici, tuttavia, non furono in grado di determinarne la causa con certezza, parlando di un possibile fenomeno artificiale e/o patologico, suggerendo che le stimmate potessero essere state mantenute artificialmente, per esempio, con la tintura di iodio. Si è notata una pigmentazione bruna dovuta proprio a questa sostanza.

Nel 1920, padre Agostino Gemelli, medico, psicologo e consulente del Sant'Uffizio, è incaricato dal cardinale Merry Del Val di visitare Padre Pio per un "esame clinico delle ferite". Il frate rifiuta la visita, adducendo la mancanza di un'autorizzazione scritta del Sant'Uffizio. Come risultato di questa vicenda, il 31 maggio 1923, arriva un vero e proprio decreto in cui il Sant'Uffizio dichiara il "non constat de supernaturalitate" circa i fatti legati alla vita di Padre Pio, esortando i fedeli a non credere e a non recarsi a San Giovanni Rotondo. Questo decreto è pubblicato dall'Osservatore Romano il 5 luglio successivo e ripreso dai giornali di tutto il mondo. L'inchiesta sul frate si chiude con l'arrivo del quinto e definitivo decreto di condanna (23 maggio 1931) che invita i fedeli a non considerare come sovrannaturali le manifestazioni psichiatriche certificate dal Gemelli. Tuttavia, i più fedeli sostenitori di Padre Pio non considerano il divieto di Roma vincolante.

Le Restrizioni e la Reazione Popolare

Clamore e calunnie producono tentativi di trasferimento di Padre Pio ad altro convento, ma la reazione popolare ne impedisce l’attuazione. Nel 1922, il Santo Uffizio accusa Padre Pio di impostura e mette in atto varie restrizioni, incluso il divieto di celebrare messa. Nel 1931, è sospeso da ogni ministero eccetto la messa da celebrare da solo nella cappella interna del Convento. Questo è considerato il periodo più triste della vita del frate. Tra il 1919 e il 1931, si registrano diverse insurrezioni armate in difesa di Padre Pio, tutte efficaci e senza gravi conseguenze. La determinazione popolare induce un giornalista locale a pubblicare nel 1921 un articolo dal titolo eloquente: «Padre Pio non lascerà mai San Giovanni Rotondo». Due anni dopo, le restrizioni decadono e nel 1933 papa Pio XI revoca le sanzioni. Il santo frate torna alla sua vita di sempre: la santa Messa al mattino, poi in confessionale, fino a 16 ore al giorno, per «prosciogliere i fratelli dai lacci di satana».

Indagine su Padre Pio

Carismi e Fama di Santità

La Preghiera e i Carismi Straordinari

Padre Pio si definisce “un povero frate che prega”. “La preghiera - afferma - è la migliore arma che abbiamo, una chiave per aprire il cuore di Dio”. Già durante la sua vita gode di vasta fama di santità, dovuta alle sue virtù, al suo spirito di preghiera, di sacrificio e di dedizione totale al bene delle anime. La popolazione si accorge che il frate è un preveggente e capace di leggere nel pensiero. Qualcuno giura di aver assistito a strani fenomeni di bilocazione o levitazione. Tra i segni miracolosi che gli vengono attribuiti, oltre alle stimmate, troviamo il dono della bilocazione e della capacità di leggere nei cuori e nella mente delle persone.

Per Padre Pio «soffrire con Gesù» è un dono: «nel contemplare la croce sulle spalle di Gesù mi sento sempre più fortificato ed esulto di una santa gioia». «Tutto quello che ha sofferto Gesù nella sua passione - rivela - indegnamente, lo soffro anch’io, per quanto è possibile a creatura umana».

Nel 1948, confessa un giovane sacerdote polacco, don Karol Wojtyła, che 30 anni dopo salirà al soglio di Pietro con il nome di Giovanni Paolo II. Nell’umile frate - sottolineerà il Pontefice nel 1999 durante il rito di beatificazione - si scorge l’immagine di Cristo sofferente e risorto: «Il suo corpo, segnato dalle ‘stimmate’ mostrava l'intima connessione tra morte e risurrezione». «Non meno dolorose, e umanamente forse ancor più cocenti - ricorda il Papa nell’omelia - furono le prove che dovette sopportare in conseguenza, si direbbe, dei suoi singolari carismi».

L'Impegno Sociale: La Casa Sollievo della Sofferenza

La Nascita di un Sogno

La vita di Padre Pio è anche il riflesso di un incessante impegno teso ad alleviare dolori e miserie di tante famiglie. Nel 1940 si delinea, in Padre Pio, l’idea di fondare la “Casa Sollievo della Sofferenza”. La prima pietra viene posata il 16 maggio del 1947. Il 5 maggio 1956, Padre Pio celebra sulla scalinata del pronao la Messa dell'inaugurazione e la definisce la «pupilla dei miei occhi», affermando: «Questa è la creatura che la Provvidenza, aiutata da voi, ha creato; ve la presento. Ammiratela e benedite insieme a me il Signore Iddio. È stato deposto nella terra un seme che Egli riscalderà coi suoi raggi d’amore».

Fotografia storica dell'inaugurazione della Casa Sollievo della Sofferenza con Padre Pio

Evoluzione e Gestione dell'Ospedale

L’anno successivo (1957), Padre Pio chiede al papa che la gestione dell’ospedale sia affidata alla Congregazione del Terz’Ordine Francescano, che le azioni siano depositate presso lo IOR e che, alla sua morte, la Sede Apostolica voglia accettare in donazione i beni della Casa Sollievo della Sofferenza. Oggi è una vera e propria città ospedaliera, un'eccellenza nel campo medico e della ricerca. Tuttavia, si registrano anche problemi di conti nella gestione finanziaria.

Le Ultime Anni e la Morte

Nuove Indagini e Restrizioni

Nel 1960 nuove calunnie spingono il Generale dei Cappuccini a chiedere al Papa, Giovanni XXIII, una visita apostolica al convento di San Giovanni Rotondo e a Casa Sollievo della Sofferenza. L’incarico è affidato a monsignor Carlo Maccari. Giovanni XXIII, assumendo informazioni sulla cerchia delle donne intorno a Padre Pio, si appuntava nomi di fedelissime. Il Papa si dice dispiaciuto di P.P. per «un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa». La testimonianza di monsignor Cesarano, che spiegò che i "baci" di cui si parlava erano espressioni di affetto e venerazione verso le stimmate di Padre Pio, portò conforto a Papa Giovanni.

In seguito a questa visita, scattano alcune disposizioni, fra cui il divieto «ai Sacerdoti, ed a maggior ragione agli Ecc.mi Vescovi, di servire la Messa del Padre» e l’obbligo, per il Cappuccino, di celebrare «la S. Messa nei limiti di tempo che sogliono impiegarvi i sacerdoti devoti, vale a dire in mezz’ora o al massimo 40 minuti» e «di non celebrare invariabilmente ogni giorno allo stesso orario».

Nel 1964, il nuovo Papa Paolo VI concede personalmente ma ufficiosamente a Padre Pio l'Indulto (reintegro) per continuare a celebrare, anche pubblicamente, la Santa Messa secondo il rito di San Pio V, sebbene, dalla Quaresima del 1965 fosse in attuazione la riforma liturgica.

La Morte

Nel 1966 si aggravano le condizioni di salute di Padre Pio, che ottiene la facoltà di poter celebrare la Messa seduto. Alle cinque del mattino del 22 settembre 1968, Padre Pio celebra la sua ultima Messa, durante la quale sta per svenire a causa di un collasso. Portato in sagrestia, ripete con affanno: «Figli miei, figli miei!». Alle nove dello stesso giorno, l’amministratore apostolico della Provincia religiosa, padre Clemente da Santa Maria in Punta, benedice la cripta ricavata sotto il presbiterio della chiesa grande. Alle 18 Padre Pio impartisce la benedizione alla folla radunata in chiesa.

Alle 2:30 del mattino del 23 settembre 1968, Padre Pio muore all'età di 81 anni, pronunciando ripetutamente i nomi di Gesù e Maria. Durante il controllo ispettivo sul corpo del Cappuccino, appena spirato, si scopre che le stimmate sono scomparse senza lasciare traccia, neanche una cicatrice, "non servono più".

Fotografia in bianco e nero di Padre Pio anziano poco prima della sua morte

Il Processo di Beatificazione e Canonizzazione

Le pratiche giuridiche preliminari del processo di beatificazione iniziano un anno dopo la morte del Padre, nel 1969, ma incontrano molti ostacoli da parte di coloro che erano stati nemici dichiarati di Padre Pio. Vengono ascoltati decine di testimoni e raccolti 104 volumi di disposizioni e documenti. Nel 1979, tutto il materiale è inviato a Roma al vaglio degli esperti del Papa. Il 20 marzo 1983 inizia il processo diocesano per la sua canonizzazione. Il 21 gennaio 1990, Padre Pio viene proclamato venerabile. Viene beatificato il 2 maggio 1999 e proclamato santo il 16 giugno 2002 in piazza San Pietro da papa Giovanni Paolo II come San Pio da Pietrelcina. Tra i molti miracoli che gli vengono attribuiti e che hanno portato alla canonizzazione, c'è quello della guarigione del piccolo Matteo Pio Colella di San Giovanni Rotondo.

Il 20 febbraio 1971, ad appena tre anni dalla sua morte, Paolo VI, parlando ai Superiori dell'Ordine Cappuccino, disse di Padre Pio: «Guardate che fama ha avuto, che clientela mondiale ha adunato intorno a sé! Ma perché? Forse perché era un filosofo? Perché era un sapiente? Perché aveva mezzi a disposizione? Perché diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera, ed era, difficile a dire, rappresentante stampato delle stimmate di nostro Signore».

Le Ostensioni del Corpo e il Culto Post-mortem

Subito dopo i funerali, la cripta dove riposa il corpo di Padre Pio è aperta al pubblico, dando inizio a un pellegrinaggio di milioni di fedeli. Il corpo di San Pio è stato già esposto per quasi un anno e mezzo, dal 24 aprile 2008 al 24 settembre 2009, in una teca in vetro nella cripta del vecchio santuario della Madonna delle Grazie. Nella riesumazione, si erano rilevati i primi segni di decomposizione, soprattutto al volto, tanto che San Pio fu esposto con una maschera di silicone che ne riproduce le sembianze. Furono adottati anche altri accorgimenti per la conservazione, come due contenitori in pvc pieni di gel di silice per la regolazione dell'umidità e l'immissione di azoto nella teca.

Il flusso di pellegrini è stato imponente, con circa 9 milioni di presenze stimate. Questa è stata la prima ostensione di un santo nell'era degli smartphone, con continue foto scattate. Dal 1° giugno 2013, la salma del santo è visibile a tutti i fedeli con l'Ostensione Permanente di San Pio nella chiesa inferiore del nuovo santuario, progettato da Renzo Piano.

Foto della teca contenente il corpo esposto di San Pio con la maschera di silicone

L'Impatto su San Giovanni Rotondo

Il Paesino Garganico: Condizioni Iniziali

Quando Padre Pio giunge a San Giovanni Rotondo il 28 luglio 1916, a bordo della piccola autocorriera che lo collegava alla vita civile, il paese, situato sulle brulle pendici del monte Gargano, è pressoché sconosciuto e insignificante. Versa in condizioni igienico-sanitarie infime, senza fogne, luce, acquedotto e con l’acqua dei pozzi insufficiente. La popolazione vive in misere abitazioni dove si ammassava promiscuamente perfino con gli animali, e l'ambiente era afflitto da mosche, zanzare e tifo.

Padre Pio accenna anche ad altre ragioni, che però preferisce non rivelare («che qui tacere è bello»), ricollegabili alle tristi condizioni storiche e sociali del paesino garganico. A causa di un eccidio, non vi poté essere ricambio politico e i vecchi notabili poterono continuare a spadroneggiare sulla sfortunata plebe. L’odio tra partiti e un tafferuglio tra un socialista e un carabiniere bastarono ad accendere la miccia, portando a sparatorie sugli inermi contadini. Alla base di queste lotte c’era la secolare questione dell’assegnazione delle terre demaniali.

Lo Sviluppo del Santuario e della Città

Già dai primi anni '20, si assiste ad un sempre crescente numero di pellegrini che salgono il monte Gargano, e l'inadeguatezza della Chiesina di Santa Maria delle Grazie a gestire questo "popolo bisognoso" è palese, tanto che Padre Pio sarà più volte costretto a celebrare all'aperto. I lavori per il Santuario iniziano solo nel 1956. La chiesa, costituita da tre navate, prende forma sotto la direzione attenta dell'Architetto Giuseppe Gentile di Boiano e viene consacrata il 1° luglio 1959. La navata centrale è dominata dall'imponente mosaico dell'abside, della scuola vaticana, raffigurante l'icona della Madonna delle Grazie nella gloria degli angeli e San Pio, intermediatore tra Maria e l'umanità sofferente. Sul presbiterio, un nuovo altare consacrato il 13 dicembre 2008, sostituisce quello su cui Padre Pio ha celebrato l'eucarestia dal 1959 fino al 22 settembre 1968. La vecchia mensa eucaristica è stata "incastonata" nell'altare maggiore, alla base del tabernacolo.

La Nuova Chiesa di San Pio da Pietralcina, progettata da Renzo Piano, ha una superficie di 6000 m² ed è in grado di contenere 7000 persone. Per la sua costruzione, durata circa dieci anni, è stato necessario fondare un consorzio. È stata inaugurata dinanzi a oltre trentamila persone il 1° luglio 2004 e consacrata da monsignor Domenico Umberto D'Ambrosio. La costruzione ha raccolto critiche per il suo stile contemporaneo, diverso dalle forme più canoniche. Sfruttando l'altimetria del sito, è stata costruita anche una chiesa inferiore, di dimensioni più raccolte, dove il 19 aprile 2010 è stata traslata la salma del santo.

Oggi, San Giovanni Rotondo è uno dei centri più grandi dell'intera provincia, grazie a un'espansione edilizia senza precedenti che l'ha resa l'epicentro turistico ed economico del Gargano. Si stimano in circa sette milioni i fedeli che ogni anno raggiungono San Giovanni Rotondo per un pellegrinaggio che spesso si trasforma in una sosta turistica. La massiccia presenza di turisti ha agevolato la creazione di una vasta rete di servizi e infrastrutture.

Veduta aerea del nuovo Santuario di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, progettato da Renzo Piano

Il Convento dei Frati Minori Cappuccini

Dal giorno del suo arrivo, il Convento di Santa Maria delle Grazie è stato la casa di Padre Pio. Edificato nel XVI secolo e ricostruito più volte, il giorno prima della sua morte il frate benedisse la cripta del Convento, dove si trova anche l'umile cella dove Padre Pio era solito pregare. I pellegrini possono ancora vedere i sandali, le lenzuola, il crocifisso, i guanti che gli coprivano le stimmate e l'inseparabile Vangelo.

Monumenti e Strutture Collegate

Nel 1987 è stato realizzato il Monumento a Padre Pio di Pericle Fazzini, interamente in bronzo, che rappresenta i momenti importanti della sua vita in quattro scene bronzee, culminanti con la figura del Padre che eleva l'Ostensorio. Il cenacolo "SANTA CHIARA", creato dall'ingegner Carlo Terzaghi e dalla moglie Clara, è entrato a far parte del complesso di opere della Casa Sollievo della Sofferenza. Ha lo scopo di incrementare la vita interiore con ritiri spirituali ed è affidato alle suore Apostole del Sacro Cuore.

Il Turismo Religioso e le Sue Sfide

Nonostante la grande affluenza, il turismo religioso a San Giovanni Rotondo ha subito un calo, tanto che le decine di alberghi e strutture ricettive realizzate nel 2000 per il Giubileo hanno chiesto il cambio di destinazione d'uso. Nel piccolo centro garganico ci sono posti letto notevolmente in eccesso rispetto alla domanda, soprattutto considerando la tipologia del turista religioso che arriva e riparte nella giornata. Il CIT, il centro di informazione turistica operativo da quattro anni, fornisce dati utili su orari e luoghi legati alla figura di Padre Pio e informazioni sulle zone di interesse turistico del Gargano.

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