Padre Pio: Umorismo, Arguzia e Fede

San Pio da Pietrelcina è stato probabilmente il santo più conosciuto dopo San Francesco d’Assisi. I suoi miracoli, essendo egli ancora vivo, si contano a migliaia e si moltiplicano ora che gode della vita eterna. Tuttavia, oltre ai suoi carismi divini, Padre Pio possedeva un innato senso dell'umorismo, un'arguzia frizzante e una spiccata capacità di intrattenere e sdrammatizzare, spesso utilizzata per nascondere la sua profonda umiltà e la sua santità.

Padre Pio sorridente mentre saluta i fedeli

L'Umorismo come Espressione di Normalità e Umiltà

È stato scritto che la gioia è il grande segreto del cristiano! Ed è vero, è il segreto del cristiano vero, autentico, pieno di fede, di amore e di speranza. Chi pensa che i Santi siano persone melanconiche e tristi, si sbaglia di grosso. Il caro Padre si è sforzato durante tutta la sua vita di essere la persona più normale e naturale di questo mondo senza minimamente creare attorno a sé alcun alone speciale e tanto meno quello della santità. Per raggiungere il suo scopo non ha rinunciato a imparare, inventare e produrre un repertorio inesauribile di battute, barzellette ed aneddoti per trattenere in piacevole relax i figli spirituali che lo andavano a visitare. Il Padre seppe nascondere i carismi di Dio con il suo comportamento faceto e gioviale - il suo humour servì a nascondere la sua innata umiltà. Tra umorismo e profetismo si parlò di canonizzazione nel lontano 1918.

Dalle testimonianze raccolte tra coloro che vissero vicino al Padre si può tracciare un quadro piuttosto completo del suo aspetto umoristico. Padre Pio era un mimo di professione ed un attore consumato, bastava guardarlo ed ascoltarlo quando raccontava gli aneddoti e le barzellette: ogni parola ed ogni gesto erano indirizzati a creare l’atmosfera adatta per lo scoppio di un’allegra risata. Sapeva utilizzare tutti i piccoli ritagli di tempo che il ministero e la preghiera gli lasciavano liberi per rilassarsi e rilassare, raccontando quasi sempre barzellette a sfondo didattico e morale. Era capace di condire, direi, con il giusto pizzico di sale ogni sua uscita spiritosa senza stonare o annoiare mai.

Era sempre vivace e brillante, quando intratteneva i confratelli in giardino o sulla veranda dinanzi alla sua celletta. Sapeva diffondere gioia ed allegria intorno a sé. La sua arguzia ed ilarità contagiavano coloro che lo attorniavano. Era impossibile sottrarsi a quella gioia semplice e spontanea. Molte foto ci mostrano il suo volto e il suo sorriso sincero, buono, aperto alla gioia. In genere una persona mostra sul volto e negli occhi come nel gesto ciò che racchiude nel suo cuore. Gli occhi del Padre sapevano sprigionare una luce ed una vivacità uniche, segni manifesti della gioia divina che racchiudeva nel suo cuore. E non dimentichiamo le sue molteplici sofferenze morali, spirituali e fisiche, in modo particolare, le stimmate che gli procuravano dolori lancinanti ad ogni movimento.

Aneddoti tra il Sacro e il Profano

Interazioni con Figli Spirituali e Fedeli

Il Saluto "Grande Grande"

Una figlia spirituale di Padre Pio era rimasta a San Giovanni Rotondo tre settimane, col solo scopo di riuscire a confessarsi da lui. Non riuscendoci, non si rassegnava a tornare a casa sua, in Svizzera, da quanto era profonda la sua tristezza. Si ricordò all'improvviso che Padre Pio dava tutti i giorni la benedizione dalla finestra della sua cella. Si rinfrancò al pensiero di poter almeno ricevere la sua benedizione prima di partire. Così si affrettò a raggiungere il convento, dicendo tra sé e sé: “Non importa, io voglio un saluto grade, grande, solo per me”.

Quando arrivò al convento, non incontrò che persone che si disperdevano, a poco a poco, perché Padre Pio aveva già dato la benedizione. Aveva salutato tutti agitando il fazzoletto dall’alto della sua finestrella e poi si era ritirato per riposare. La signora, ad ogni buon conto, non si scoraggiò: si inginocchiò con le altre donne dicendo dentro di sé: «Non fa niente, io voglio un saluto grande, grande: per me soltanto!». Qualche minuto dopo, la finestra della cella di Padre Pio si aprì e quest’ultimo, dopo aver dato di nuovo la sua benedizione, cominciò a salutare di nuovo, agitando una tovaglia invece del fazzoletto. Tutti cominciarono a ridere e una donna commentò: «Tie’, il Padre è impazzito!». La figlia spirituale ne fu commossa fino alle lacrime, perché vi aveva riconosciuto il saluto “grande grande” che aveva domandato per sé.

Sotto il Materasso: Quando l'Emicrania non si Cura

Una donna soffriva di terribili emicranie e decise di mettere una foto di Padre Pio sotto al cuscino con la speranza che il dolore scomparisse. Dopo alcune settimane il dolore alla testa continuava e, presa dal suo temperamento sanguigno, esclamò: «D’accordo, Padre Pio: visto che non mi hai voluto liberare da questo malanno, per punizione ti metto sotto al materasso». Qualche mese più tardi, si recò a San Giovanni Rotondo per confessarsi dal frate. Appena si era inginocchiata al confessionale e il religioso, dopo averla fissata intensamente, le sbatté davanti lo sportello del confessionale con un colpo secco. La donna restò pietrificata, completamente sbalordita da quella reazione inattesa. Qualche istante più tardi, lo sportello si riaprì e Padre Pio, sorridendo, le disse: «Non ti è piaciuto, vero? Eh, neanche io ho apprezzato essere messo sotto al materasso!».

Illustrazione di Padre Pio nel confessionale

Il Raccomandato Pelato

Un uomo era molto preoccupato perché man mano che passavano gli anni continuava a perdere i capelli e rifiutava l’idea di diventare pelato. Venuto a conoscenza dei miracoli di Padre Pio, lo andò a cercare e gli disse: “Padre, preghi per me perché non mi cadano i capelli”. Il Padre, che in quel momento stava scendendo le scale del coro, cambiò improvvisamente l’espressione del suo viso e con uno sguardo molto espressivo segnalò un uomo che si trovava dall’altra parte della scala dicendogli: “Raccomandati a lui”. L'uomo si girò e vide un prete completamente calvo, con una testa così brillante che luccicava come uno specchio. «Ci siamo messi a ridere a crepapelle tutti e tre».

La Scarpa in Faccia

Un parrocchiano di Padre Pio soffriva di terribili mal di denti, un dolore così forte che non gli lasciava tregua. La moglie gli suggerì: «Perché non preghi Padre Pio che ti liberi da questa sofferenza? Tieni, ecco la sua foto: pregalo». Il marito, seccato, gridò: «Con un dolore simile non hai niente di meglio da propormi che la preghiera?». Si tolse allora una scarpa e la scagliò con tutte le sue forze contro il ritratto di Padre Pio. Qualche mese più tardi, la moglie riuscì a convincerlo ad andare a confessarsi da Padre Pio a San Giovanni Rotondo. Si mise in ginocchio nel confessionale e, dopo aver enunciato la lista di tutti i peccati di cui si ricordava, Padre Pio gli rispose: «Di che altro ti ricordi?». «Nient’altro», replicò l’uomo. «Nient’altro? E la scarpa che mi hai tirato in faccia dove la mettiamo?».

"Pensi che me la sposi io?"

Padre Pio celebrava un matrimonio. Arrivato al punto culminante della cerimonia, sopraffatto dall’emozione, il fidanzato non riusciva a pronunciare il “sì” rituale. Il Padre attese qualche istante, cercando di incoraggiarlo con un sorriso. Ma vedendo che tutti i suoi sforzi erano vani, esclamò con forza: «Insomma, vuoi dire “sì” o pensi che me la sposi io?».

"E le caramelle dove sono?"

Il figlio di un vigile urbano, un ragazzino, sognava da molto tempo di avere un trenino elettrico. La festa dei Re Magi si avvicinava e il ragazzino si rivolse al ritratto di Padre Pio che stava appeso al muro, facendogli questa promessa: «Ascoltami, Padre Pio, se riesci a far sì che mi diano un trenino elettrico io ti porterò un sacchetto di caramelle». Il giorno dei Re, il bambino ricevette il trenino tanto sperato. Qualche tempo più tardi, il ragazzo accompagnò sua zia a San Giovanni Rotondo. Padre Pio gli domandò, con fare paterno e sorridente: «E le caramelle dove sono?».

"Per due fichi!"

Un giorno, una donna che aveva una grande devozione per Padre Pio mangiò un paio di fichi di troppo. Tormentata dagli scrupoli, perché le sembrava di aver commesso un peccato di gola, si promise di andare a confessarsi dal Padre non appena avesse potuto. L’occasione arrivò, e la signora poté recarsi a San Giovanni Rotondo. Al termine della confessione aggiunse, molto preoccupata: «Padre, ho l’impressione di aver scordato un peccato, e forse è una cosa molto grave». Il Padre le rispose: «Non vi preoccupate. Per due fichi… non ne vale la pena».

"Sono tre anni che mi dici la stessa cosa!"

Una donna, molto devota, non andava mai a dormire senza aver raccomandato tutti i suoi bambini a Padre Pio. Tutte le sere si inginocchiava davanti all’immagine del Padre e diceva: «Padre, vi affido i miei bambini». Dopo tre anni a ripetere questo medesimo rituale tutte le sere, ebbe la possibilità di recarsi a San Giovanni Rotondo. Quando fu davanti a Padre Pio gli disse: «Padre, vi affido i miei bambini». Il religioso le rispose: «Lo so, figlia mia. Sono tre anni che mi dici la stessa cosa tutti i giorni!».

"E tu invece ridi"

Una fervente ammiratrice di Padre Pio aveva l’abitudine di pregare in ginocchio tutti i giorni davanti all’immagine del frate, domandandogli la sua benedizione. Suo marito era anche lui un grande ammiratore del religioso, ma non riusciva a trattenersi dal ridere, trovando la scena un tantino esagerata. Tutte le sere si ripeteva la stessa scena. Si presentò loro l’occasione di rendere visita a Padre Pio. Il marito gli disse: «Padre, mia moglie vi domanda la benedizione tutte le sere». E il Padre gli rispose: «E tu invece ridi».

Padre Pio e Lourdes (storia di Padre Pio)

Scherzi e Dialoghi con Confratelli e Superiori

"Il Monaco che Sa Tutto"

Qualche tempo prima, quando il convento di San Giovanni Rotondo era un romitorio abitato da pochi religiosi, ma la fama di Padre Pio già si diffondeva all’intorno, un contadino suonò la campanella e Padre Pio si presentò ad aprire. «Sta qua il monaco che sa tutto?», chiese il buon uomo. Padre Pio, senza scomporsi, rispose di sì e invitò il visitatore a seguirlo. Attraversato il corridoio del chiostro, i due salirono le scale e si fermarono alla prima cella, quella di Padre Paolino da Casacalenda. «Padre Guardiano - disse Padre Pio -, qui c’è un signore che vuol parlare col monaco che sa tutto. Accontentatelo». E lesto andò in fondo al corridoio per godersi lo spettacolo.

L'Accoglienza al Procuratore Generale

Padre Pio non risparmiava nemmeno i suoi superiori. Secondo il racconto di padre Pellegrino Funicelli, nel 1952 ci fu la visita del Procuratore generale padre Agatangelo da Langasco. I frati di San Giovanni Rotondo avevano saputo una frase che egli avrebbe pronunciato a loro riguardo: “Vado laggiù e metto a posto io quella famiglia di quattro stupidi”. Prima che arrivasse, i frati si chiedevano come accoglierlo. Allora Padre Pio suggerì ridendo: «Ha detto che siamo una famiglia di stupidi? E noi lo accoglieremo come uno di famiglia!».

Il "Miracolo" del Vino

Anche gli eventi prodigiosi di cui era protagonista assumevano talvolta aspetti umoristici. Un giorno fra’ Modestino da Pietrelcina procurò alcuni ricordini religiosi da regalare agli amici, oltre a una bottiglia di vino per sé. Tornato in convento, si recò da Padre Pio per fargli benedire quegli oggetti e gli chiese di fare lo stesso anche con la bottiglia. Il Padre lo accontentò e poi, con aria sorniona, aggiunse: «Beh, ho fatto il primo miracolo stamattina». Fra’ Modestino gli chiese di spiegarsi, e Padre Pio: «Ho fatto diventare vino il contenuto di questa bottiglia». All’affermazione che quello era già vino, il Padre gli rivolse uno sguardo di commiserazione. Soltanto in seguito fra’ Modestino scoprì che quel vinaio produceva il vino non con l’uva, ma con le cosiddette “cartelle”, e anche di scarsa qualità!

La Schedina del Totocalcio

In un’altra circostanza, l’impiegato della Casa Sollievo che ogni giorno portava a Padre Pio la corrispondenza da benedire prima della spedizione compilò una schedina del totocalcio e, chiusala in una busta, la mise insieme alle altre. «Padre - disse -, le benedica tutte», ma Padre Pio, con lo sguardo di chi sapeva, rispose: «Sì, tutte, meno una».

Previsioni e Aiuti Soprannaturali con un Tocco di Leggerezza

"Ma tu mi hai preso per la guida telefonica?"

Il generale Tarcisio Quarti assistette, nel luglio 1943, a un episodio che ebbe come protagonista il signor Tonelli di Bologna, il quale voleva spedire da San Giovanni Rotondo alcune cartoline a persone delle quali non conosceva l’indirizzo preciso. Chiese a Padre Pio: «Dove abita la signora X?». E il Padre diede la via, il numero e la località. Poi continuò: «E il signor tale?». E il Padre diede l’indirizzo. La terza volta il Padre rispose: «Credo... via tale e numero tale». Alla quarta cartolina il Padre si ribellò bonariamente: «Ma tu mi ha preso per la guida telefonica?».

Gli Angeli Custodi e l'Esame di Diritto Privato

Il commercialista Adolfo Affatato ha raccontato che, quando viveva a Napoli per studiare, appena poteva si recava a San Giovanni Rotondo. Una volta Padre Pio gli disse: «Figlio mio, non devi preoccuparti di venire se non puoi. Basta che entri in una chiesa dove c’è il Santissimo Sacramento e mi mandi l’angelo custode». Il giorno in cui doveva sostenere l’esame di Diritto Privato, il giovane aveva molta paura e così, recandosi all’università, entrò in tutte le chiese che incontrava lungo il cammino. L’esame andò benissimo. Tornando a San Giovanni Rotondo per ringraziare il Padre, questi gli disse: «Ti avevo detto che nei momenti di necessità potevi mandarmi l’Angelo custode: però bastava una volta sola!».

Passeggiare sulla Testa della Gente

E, con l’aiuto degli angeli suoi amici, Padre Pio si levava anche d’impiccio con divertimento. Una volta, nonostante stesse poco bene, il Cappuccino si trattenne comunque a confessare fino alle 11.30. A un certo punto don Pierino Galeone lo vide in piedi, sulla predella del confessionale, e poi a due metri d’altezza, mentre veniva avvolto da una nuvola, fino a scomparire del tutto. Al pomeriggio, in giardino, i confratelli gli chiesero: «Padre, dove siete andato a finire questa mattina?». E lui, ridendo: «Appena ho finito di confessare mi sono alzato, ho avuto forti sbandamenti di testa, tanto che temevo di cadere a terra. Ho pregato gentilmente gli angeli di togliermi dall’imbarazzo e mi hanno sostenuto, lasciandomi camminare sulla testa della gente. Come erano dure quelle teste... Altro che mattoni!».

Rappresentazione di un angelo custode

"Sta’ attento a dove cammini!"

Un uomo era andato fino a San Giovanni Rotondo per incontrare Padre Pio, ma c’era in giro una tale folla che era dovuto tornare a casa sua senza averlo potuto vedere. Mentre si allontanava dal convento, sentì il meraviglioso profumo che promanava dalle stimmate del religioso e ne fu confortato. Qualche mese più tardi, mentre attraversava una zona di montagna, respirò di nuovo il medesimo profumo. Si fermò e restò alcuni istanti come in estasi, annusando lo squisito profumo. Quando tornò in sé, si rese conto che si trovava al bordo di un precipizio e che, senza il profumo del religioso, avrebbe continuato ad avanzare. Si decise a tornare a San Giovanni Rotondo per ringraziare Padre Pio. Quando arrivò al convento, Padre Pio, che non l’aveva mai visto, lo apostrofò sorridendo: «Figlio mio! Sta’ attento a dove cammini!».

La Guardia e i Ladri

Dei ladri imperversavano in un quartiere di Roma, e questo impediva a un tale di andare a trovare Padre Pio. Alla fine prese la decisione di andare lo stesso, concludendo una specie di patto mentale con lui: «Padre Pio, io vengo a trovarvi se voi pensate alla mia casa…». Una volta arrivato a San Giovanni Rotondo, poté confessarsi col religioso. Il giorno seguente andò a salutarlo, e ne fu ripreso così: «E tu ancora qua stai? E io che sudo a tenere ferma la porta di casa tua!». Si mise allora immediatamente in viaggio, senza capire che cosa avesse voluto dirgli. Arrivato sul posto, realizzò rapidamente che i ladri erano effettivamente venuti: avevano forzato la serratura, ma in casa non mancava niente.

L'Umorismo Nascosto nelle Lettere

Leggendo un paio di lettere indirizzate dal caro Padre al suo amico e confratello, Padre Basilio da Mirabello Sannitico, di due anni più giovane di lui, si evince il suo carattere giocoso. Ho riso di cuore nell’immaginare la figura sorniona e sorridente del Padre a scrivere queste missive. Contemporaneamente sono stato colpito dalla profonda umiltà del beato Padre e dal modo in cui sapeva stornare e deviare l’interesse, l’attenzione e gli argomenti dei confratelli come pure di altre persone che lo avvicinavano, quando questi riguardavano la sua persona. Non siamo in possesso delle lettere inviate da Padre Basilio a Padre Pio, ma dal contesto di quelle del Padre possiamo facilmente intuire che in una il Padre Basilio gli aveva descritto un sogno fatto da lui nel quale aveva visto, come in un filmato, la canonizzazione del Padre stesso o forse gli aveva fatto l’augurio di vederlo un domani sugli altari. Questo è un augurio che si porge ben volentieri a tutti, ma in particolare ai Sacerdoti. Padre Basilio conosceva il caro Padre e intuiva la sua alta levatura morale e spirituale.

"Il Papa" Basilio e la Canonizzazione

Il beato Padre scrive nell’8 febbraio 1918: «Sai, Basilio, che il tuo sogno mi ha fatto questa bella impressione? Essendo tu Pontifex in temporibus illis sul processo della mia beatificazione non potranno aver luogo le molte difficoltà essendo a te note virtù e miracoli. Viene pure assodata la questione della musica, non è vero? Godo e sempre più godo nel considerare il nome che prenderai» (Epistolario IV, p. 249). Il Padre sa scherzare e prendere in giro con fine delicatezza il suo caro confratello creandolo addirittura Papa della sua canonizzazione, così dice, si eviteranno le lungaggini per il processo e sapeste quante se ne volevano creare. Inoltre poiché il Padre Basilio sapeva suonare molto bene, si eviterà di conseguenza anche di trovare un suonatore per la solennità della cerimonia. Gioisce poi per il nome che assumerà da Papa. È una irrealtà che piace e che fa ridere: un Papa che presiede e che suona all’organo (sic).

Consigli Filosofici e Battute

Il caro Padre ritorna sull’argomento nella lettera successiva dell’8 giugno dello stesso anno, quando si lamenta di non essere mai visitato da Padre Basilio cui dice con sorniona bonarietà: «Ti compatisco, però, perché è proprio del filosofo parlar molto, ma sentir poco. La filosofia raramente ha creato dei veri amatori, e non mi sbaglio se in genere dico che gli appassionati della filosofia non saranno mai ascetici e molto meno mistici. Mi sbaglio? Giudicalo tu con la sottigliezza della tua mente, e se erro, non me ne fare un capo di accusa allorquando ti troverai d’iniziare processi di beatificazione e canonizzazione!» (Ivi, p. 255). Non se l’abbiano a male gli amici filosofi, anche perché il Padre sa inserire un “in genere” volendo, in pratica, limitare quello che sta per dire al solo Padre Basilio. È sempre una battuta che, questa volta, serve come invito al confratello, laureato in Filosofia, a tenere i piedi per terra e a non fantasticare troppo. Qui la sua facezia raggiunge l’apice considerando con quanto spirito sa parlare al filosofo e con quanta furbizia sa rivolgere la domanda di perdono. Come si nota l’umorismo nelle mani di Padre Pio diventa frizzante ed effervescente, mezzo utilissimo per distrarre il Padre Basilio in modo tale da nascondergli i doni di cui Dio lo aveva colmato.

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