Padre Pio, tra gli altri doni concessi dal Signore, aveva quello di scrutare l’animo delle persone e capire se queste fossero in difetto. Per comprendere quale fosse la sua posizione sulle coppie che convivono al di fuori del matrimonio, basta leggere quanto accaduto in diverse occasioni a San Giovanni Rotondo.
I Convivenze e Relazioni Irregolari: Le Testimonianze
L'Attrice e il Suo Amante Malato
Erano gli anni ’50 quando, accompagnata a San Giovanni da Carlo Campanini, una nota attrice di successo si presentò al cospetto di Padre Pio per chiedere al Santo la guarigione del suo amante, da tempo malato di cancro. Il sacerdote guardò la donna e le disse, con la sua caratteristica capacità di leggere le anime: “Non posso ottenerti questa grazia perché quell’uomo non ti appartiene, è di un’altra donna da cui ha avuto anche dei figli.”
L’attrice, all'udir la sentenza, si sentì morire e all'inizio non trovò la forza di decidersi immediatamente per un atto così estremo. La videro per vari giorni in chiesa, raccolta in preghiera e in lacrime, mentre Padre Pio, a cui nulla sfuggiva, certamente pregava per lei. Dopo aver udito la risposta, la donna si alzò dal confessionale in lacrime e senza dire una parola si allontanò dalla chiesa. Il giorno dopo, e quelli a seguire, la donna tornò in Chiesa per pregare e finita la preghiera usciva. Dopo qualche giorno è tornata a parlare con San Pio e gli dichiarò la sua decisione: era pronta ad accettare la volontà del Signore e che avrebbe lasciato il suo amato, sebbene questo la facesse stare male.

Il Famoso Presentatore e la Sua Convivenza
Un altro episodio riguarda un famosissimo presentatore, che il buon Campanini portò varie volte a San Giovanni. Costui, separato dalla moglie, conviveva con un’attrice, ma non aveva alcuna intenzione di lasciarla, nonostante fosse un credente. Racconta Renzo Allegri nel terzo volume del libro Vita e miracoli di Padre Pio che un giorno l’uomo giunse a San Giovanni per offrire del denaro per la costruzione di un ospedale. Quando incontrò Padre Pio e gli porse una mazzetta di denaro, il Santo lo trattò molto freddamente. Prese una banconota, si fece dare la penna stilografica che l’uomo teneva nel taschino dell’abito, vi scrisse sopra qualcosa e glielo porse. L’attore impallidì, ma non disse nulla ed uscì dalla chiesa mestamente. Padre Pio, conoscendo i suoi peccati, non accettò un’offerta fatta da chi viveva in una situazione di peccato grave e pubblico.
La Dottrina della Chiesa sull'Indissolubilità del Matrimonio
L’insegnamento divino è di una chiarezza inequivocabile che non ammette ambiguità. La Dottrina perenne della Chiesa sull’indissolubilità del Matrimonio ha le sue fondamenta nella Sacra Scrittura. L’uomo ha sempre cercato nel corso dei secoli dei motivi "leciti" per sfuggire in qualche modo al vincolo indissolubile del Matrimonio che agli occhi umani, in certi casi, può risultare difficile, se non impossibile. Abbiamo come esempio la celebre e triste vicenda di Enrico VIII, il re adultero che in tutti i modi cercò di ottenere dal papa Clemente VII l’annullamento del suo Matrimonio con Caterina d’Aragona per poter sposare Anna Bolena. Egli si trovò dinanzi al netto rifiuto del Papa, che dinanzi alla certa validità del Sacramento celebrato, pur con tutta la sua autorità, non poté sciogliere il vincolo matrimoniale e violare la Legge divina. Ciò comportò lo Scisma d’Occidente con la nascita della Chiesa anglicana, separata dalla Chiesa Cattolica.
Come funziona il processo di nullità del matrimonio nella Chiesa cattolica
Il Fondamento Biblico del Matrimonio
Cosa è il matrimonio in mente Dei? Ce lo dice in maniera inequivocabile la divina Rivelazione attraverso le pagine della Bibbia. Nel libro della Genesi, nel racconto della creazione dell’uomo, c’è il fondamento primordiale della coniugalità. Dopo la creazione della donna che viene presentata all’uomo come sua compagna, «carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa», il testo continua così: «Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due saranno una carne sola» (Gen 2,24). Subito dopo la creazione del primo uomo e della prima donna, all’origine stessa della vita umana, viene anche presentato il progetto divino sull’unione coniugale e sulla famiglia e nello stesso tempo l’indissolubilità di questo consorzio perché «i due saranno una carne sola». Si evince subito il carattere universale dell’affermazione che appare al di sopra di riferimenti storici, geografici o religiosi; si tratta di una verità universale, legata alla natura stessa dell’uomo e della donna, e definitoria della natura ed essenza del Matrimonio.
Gesù e l'Indissolubilità
Nel Vangelo Gesù completa tale insegnamento riportandolo in campo proprio a proposito del divorzio. Marco scrive che «Alcuni farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: “È lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?”. Ma egli rispose loro: “Che cosa vi ha ordinato Mosè?”. “Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla”. Gesù disse loro: “Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto”» (Mc 10,2-12). Questo discorso di Gesù è ammirevole nella sua semplicità e chiarezza. Egli pur ammettendo che nella legge mosaica vi era stata una concessione al divorzio, dovuta alla “durezza del cuore”, riafferma con la sua autorità divina, l’originale disegno di Dio citando proprio il passo della Genesi. Gesù sa bene quali sono le possibilità dell’uomo e quindi sa anche che nell’ordine della grazia, che Lui è venuto a instaurare attraverso il Sacramento del Matrimonio, si può superare la “durezza del cuore” e rimanere fedeli per sempre agli impegni assunti dinanzi a Dio.
In Luca 16,18 Gesù afferma: «Chiunque ripudia la propria donna e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio». Qui il richiamo di Gesù è focalizzato su una seconda convivenza la quale è considerata adulterina per il semplice fatto che un “presunto” secondo matrimonio non sussiste, e di conseguenza le relazioni coniugali delle parti coinvolte sono da considerarsi un vero e proprio adulterio.
In Matteo 19,3-9 e 5,31-32 il discorso è sostanzialmente lo stesso di quello degli altri Vangeli, però c’è un breve inciso che non appare negli altri sinottici. Gesù dice: «Perciò io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio». Il caso di concubinato è quello della convivenza senza il Matrimonio. È un caso che si dava nel passato e che oggigiorno si riscontra sempre più frequentemente. In tal caso, poiché non esiste nessun Matrimonio da sciogliere e nessuna moglie o marito da ripudiare è consequenziale che la separazione sia possibile, e non si tratta certamente di una concessione al divorzio.

Il Divieto di Risposarsi di San Paolo
San Paolo in 1Corinzi 7,10-11 afferma: «Agli sposati poi, ordino, non io, ma il Signore: la donna non si separi dal marito e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili col marito; e il marito non ripudi la sua donna». Anche qui è affermato il divieto del divorzio, e nel caso di separazione, il divieto di risposarsi. È interessante quell’invito di san Paolo, in caso di separazione, a «rimanere senza sposarsi»: se è vero che in certi casi la convivenza con il proprio coniuge risulta estremamente difficile e non conveniente, è anche vero che non è necessario arrivare al divorzio e, soprattutto, non è necessario risposarsi. Sarebbe la scelta della via della grazia a quella del peccato; una via di conversione e di impegno nella vita spirituale che potrebbe forse in molti casi portare anche alla riconciliazione con il proprio coniuge.
L'Impegno di Padre Pio per la Santità del Matrimonio e della Famiglia
San Pio non solo educava alla Legge divina, ma elevava all’ascesi matrimoniale, alla spiritualità della vita coniugale, orientava alla sacramentalità che porta alla santità comune, all’abbandono fiducioso al disegno di Dio, alla fedeltà ai doveri della famiglia. Egli sapeva che i buoni cristiani e i Santi germinano nel tepore del focolare domestico santificato. Si può senza dubbio dire che la vita di Padre Pio sia trascorsa nell’impegno di convertire la famiglia degradata conferendole dignità, nello sforzo costante di rinnovare le famiglie prive di valori autentici. Orientava i genitori alla missione fondamentale della famiglia, quella di trasmettere la vita, di crescere i figli in quanto figli di Dio e di condurli in Paradiso. Considerava il peccato personale dei coniugi il primo nemico della formazione ed educazione dei figli. Che cosa avrebbe detto Padre Pio di fronte allo sconvolgimento dello stesso concetto di “famiglia” a cui assistiamo oggi?
Il Santo stimmatizzato seguiva e dava ai coniugi delle linee direttive molto chiare che dovevano essere alla base del loro Matrimonio: unità, fecondità, santità. Il Matrimonio è finalizzato alla vita, i genitori sono collaboratori di Dio nella formazione delle anime.

La Ferma Posizione sulla Procreazione e la Contraccezione
Padre Pio tuonava inesorabilmente contro chi si accusava in confessione di infedeltà, di aborto, dell’uso della contraccezione o anche dei metodi naturali usati allo scopo di non avere tanti figli quanti voluti da Dio. «Quando ti sei sposato, Dio ha deciso quanti figli ti deve dare», così diceva a chi opponeva scuse. Racconta Mario Tentori, figlio spirituale del Santo, che un giorno in sacrestia sentì il Padre gridare: «Vai via animale, vai via!». Le parole erano indirizzate a un uomo che si era appena inginocchiato ai suoi piedi per confessarsi e che usciva da dietro la tendina umiliato. L'uomo spiegò poi a Mario: «Padre Pio ha detto testualmente: “Vai via animale, vai via, perché d’accordo con tua moglie hai abortito tre volte”. Capisci? Il Padre ha detto: “Hai abortito!”, si è diretto a me, perché l’iniziativa di fare abortire mia moglie era partita sempre da me». Anche la cooperazione formale all’aborto costituisce una colpa grave. Il rigore di Padre Pio aveva salvato un padre che, dopo aver negato la vita a tre creature, stava correndo il pericolo di perdere la sua anima per l’eternità.
Un altro figlio spirituale confida che nella sua seconda Confessione fatta col Santo, dopo aver terminato l’accusa dei peccati, il Padre gli chiese: «Hai altro?». Alla risposta negativa, egli, guardandolo bene negli occhi, chiese: «Con la tua sposa hai fatto le cose per bene nel santo matrimonio?». «No, Padre - rispose -, perché i medici ci hanno proibito di avere altri bambini». E lui puntualizzando: «E che c’entrano i medici in queste cose!?». «Hanno detto che ci poteva nascere un mostro», rispose. «E questo ti saresti meritato!», gridò il Santo. E ancora una volta lo allontanò dal confessionale.
Ad un’altra signora Padre Pio non diede l’assoluzione perché non voleva avere bambini. «Facendo così - disse Padre Pio - si calpestano i sacramenti di Dio». Un altro giorno, al convento una signora piangeva a dirotto, e a quelli che le chiedevano il motivo rispose: «Padre Pio mi ha cacciato dal confessionale perché gli ho detto che mio marito non vuole bambini. Mi ha gridato: “E verranno i cancri!”». E aggiunse con il terrore negli occhi: «Mio marito il cancro ce l’ha già, ce l’ha già!».
Un’altra testimonianza riguarda gli anni Cinquanta. Maria Ravagnani Malaguti racconta che, dopo aver avuto due bambine (una con parto difficile, la seconda con blocco renale e complicazioni), il medico le prescrisse: «Niente figli, perché un terzo figlio può costarle la vita». Andata col marito a San Giovanni Rotondo da Padre Pio, il Santo, mentre le passava accanto, le pose la mano sulla testa e lei gli disse: «Padre, Padre, ho due bambine, i medici mi dicono che se ne avrò un terzo morirò. Io non voglio peccare, ma non voglio morire». Padre Pio le rispose: «Prendete tutti quelli che il Signore vi manda». Il racconto termina con la notizia che i figli diventarono cinque e la donna era in ottima salute.
Il Padre, inoltre, esigeva da parte dei Sacerdoti l’applicazione della stessa dottrina da lui insegnata. «Eravamo nel 1947, un giorno [P. Pio] mi chiamò in disparte, sulla terrazzina adiacente alla sua cella n. 1 e mi lesse un passo del secondo Notturno dell’Ufficio delle letture nell’ottava del Corpus Domini, tratta da un commento di San Giovanni Crisostomo. Ecco il passo: “Sanguis Eius exquiretur ex manibus eorum [Il suo Sangue sarà richiesto dalle loro mani]”. E proseguì: “Hai capito, figlio mio? Il Sangue di Gesù sarà richiesto dalle mani di noi Sacerdoti se avremo dato l’assoluzione a chi non dovrebbe riceverla, in particolare a chi impedisce la prole.”
Il Fidanzamento e la Preparazione al Matrimonio
Anche Padre Pio si interessava molto al problema dei fidanzati e poneva la sua particolare preoccupazione nel prepararli soprattutto spiritualmente. Il fidanzamento è un tempo di reciproca conoscenza in cui molte cose devono essere passate al vaglio: il carattere, le qualità, la solidità dell’amore, la salute, le condizioni familiari, i principi morali e religiosi e molti altri aspetti che nel futuro possono mettere in pericolo il matrimonio. È un tempo delicato di riflessione e di maturazione, ed è anche un tempo di preghiera. L’amore è la cosa più grande, ma è estremamente fragile. Occorre una forza che lo difenda dalla sua instabilità e questa forza non può derivare se non da Dio; solo la presenza di Dio tra due giovani può assicurare loro amore e fedeltà perenne. In una lettera inviata a Paolo Bavassano ed a Elisa Devoto, prima ancora che si sposassero, rivolgendosi a Paolo scriveva: “La Elisa mi ha risposto, e ed è disposta a tutto, purchè lo voglia Dio e lo voglia io. Ho scritto. Tu consulta bene Il Signore ed andando da lei avanza pure la domanda.”
Anche per quanto riguarda il fidanzamento Padre Pio era intransigente: era inconcepibile per lui un matrimonio non fondato su Dio. Un giorno si avvicinarono al Santo una signora e la sua giovane figlia per avere un consiglio importante: la ragazza era fidanzata con un giovane che si dichiarava e si dimostrava non credente. Padre Pio disse: «E su cosa vogliono basare il matrimonio togliendo Dio?».
Ad un’altra ragazza che gli diceva: «Padre non vado d’accordo col mio fidanzato. Non è religioso, non crede in Dio, perciò lo voglio lasciare. Ma mi ha detto che se lo faccio si getta nel pozzo!». Padre Pio rispose: «Nel pozzo già c’è. Più giù di così non può arrivare».
Molte testimonianze dimostrano la premura del Padre nell’illuminare con consigli e richiami i giovani che si ponevano dinanzi al progetto matrimoniale. Questo per Padre Pio andava inserito anzitutto in un disegno di Provvidenza che Dio ha su ciascuno dei suoi figli. L’elemento che il Santo metteva al primo posto nella preparazione al Sacramento del Matrimonio, sia per la scelta della persona con cui unirsi nel vincolo matrimoniale sia per la riuscita del matrimonio che comporta responsabilità che non si possono ignorare, pena il fallimento della vita coniugale, era la preghiera.
Consigli di Padre Pio per la Vita Matrimoniale
«Il Signore vi benedica e vi renda meno pesante il giogo della famiglia. Siate sempre buoni. Ricordate che il matrimonio porta dei doveri difficili che solo la divina grazia può rendere facili. Meritate sempre questa grazia ed il Signore vi conservi sino alla terza e alla quarta generazione».
Una cosa che lo faceva soffrire era la rottura del vincolo matrimoniale mediante il divorzio. Nella famiglia unita e santa, Padre Pio vedeva il luogo ove germoglia la fede. Gli strumenti pratici additati dal Santo per innalzare il livello della famiglia a tale altezza di vita morale e santificante erano due: fede forte e preghiera unita ai sacramenti. Dapprima coltivava nei coniugi la preghiera pressoché quotidiana del Santo Rosario e l’amore all’Eucaristia, e allo stesso tempo li educava all’abbandono alla Provvidenza e alla volontà di Dio. «Devi chiuderti nel silenzio della preghiera e salverai il tuo matrimonio».
Innanzitutto voleva che i bambini fossero battezzati entro tre giorni dalla nascita affinché il loro cuore divenisse subito dimora di Dio. Padre Pio parlava a tutte le mamme della Sacra Famiglia di Nazareth, insegnando loro che quando una donna è nella volontà di Dio diventa sorella e madre di Cristo come Maria Santissima, ed è quindi ricca dell’arte dell’educare i figli. Ogni mamma intenta all’educazione dei figli è una “martire”, come disse alla Serva di Dio Licia Gualandris. «Avremo una generazione di mamme che non sapranno educare i loro figli!». Che terribile verità!
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