Mentre il nostro mondo è tormentato da uno straordinario cambiamento culturale, la chiesa si trova in uno stato di profondo disorientamento. Sfortunatamente, la risposta della chiesa è stata spesso di lotta o fuga. Tuttavia, il nostro disorientamento, così come lo stesso rapido cambiamento culturale, richiedono che la chiesa trovi una fedele via da seguire. Dobbiamo iniziare abbracciando la verità che Dio è, per sua stessa natura, un Dio missionario.
La natura missionaria di Dio
La missione è un attributo essenziale di Dio: nostro Padre ci persegue, offrendo una relazione restaurata e la riconciliazione con la sua creazione, al di là di tutte le barriere e fratture. Il racconto biblico ci indica questa immagine della natura di Dio:
- Genesi: Il Signore ha fatto il mondo perché è un Dio missionario; ha scelto di creare un mondo abitato da persone per relazionarsi con esseri al di fuori di sé.
- Esodo: Dio ha portato la liberazione a Israele, incaricandoli di vivere come popolo culturalmente contrastante.
- Nuovo Testamento: Gesù Cristo è l'incarnazione della missione di Dio. Nel Vangelo di Giovanni, egli si identifica come "inviato" quarantanove volte e afferma: “Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi” (Giovanni 20:21).

La Chiesa come comunità inviata
L'impatto di questa verità è profondo per l'identità della Chiesa. La chiesa di questo Dio missionario deve essere, a sua volta, una chiesa missionaria. Essa non è un'istituzione che si allinea con il potere politico per proteggere la propria posizione, ma una comunità che si riunisce per il culto e viene poi inviata nel mondo per vivere come visse Cristo.
L'attuale crisi culturale è un'opportunità per permettere a Dio di riformare la Chiesa. Come pastore, cerco di modellare questo discepolato attraverso:
- La preghiera per un cambiamento di identità, affinché io sia formato come missionario proprio dove sono.
- La creazione di una dichiarazione di intenti: "Sono un impegno vivente per coinvolgere un mondo profondamente diviso attraverso l'amicizia spirituale".
- Il vivere quotidiano come segno, assaggio e strumento del regno di Dio.
La Giornata Missionaria Mondiale
Celebrare la Giornata Missionaria Mondiale significa riaffermare come la preghiera, la riflessione e l'aiuto materiale siano opportunità per partecipare attivamente alla missione di Gesù. Istituita nel 1926 da Papa Pio XI, questa giornata si svolge l'ultima domenica di ottobre ed è una festa della cattolicità e della solidarietà universale.

Il ruolo dei laici e la vocazione universale
Ognuno di noi ha una vocazione missionaria. Per i laici, essa può iniziare con semplici gesti quotidiani:
- Invitare un amico, un collega o un vicino a partecipare alla Messa.
- Fare volontariato nella parrocchia locale o servire come catechista.
- Distribuire biglietti di preghiera o incoraggiare la lettura delle Scritture.
Come sottolineato da Papa Francesco nel messaggio "Cuori in fiamme, piedi in movimento", la nostra fede è missionaria per natura. In questo anno segnato dalle sfide globali, la chiamata del Signore risuona ancora: «Chi manderò?». La risposta di ogni battezzato deve essere generosa e convinta: «Eccomi, manda me!» (Is 6,8).