Padre Pio da Pietrelcina, figura emblematica della spiritualità cattolica, è spesso ricordato non solo per i suoi miracoli e le stimmate, ma anche per la sua profonda sensibilità e le lacrime che versava in diverse occasioni. Queste manifestazioni di dolore, compassione o profonda commozione spirituale sono state testimoniate da molti e rivelano aspetti intimi della sua vita interiore.
Il pianto di fronte al Divino e al peccato
Le lacrime di Padre Pio spesso scaturivano da una profonda riflessione sulla condizione umana e sulla giustizia divina, rivelando la sua profonda umiltà e consapevolezza del peso del peccato.
- Padre Gaetano da Ischia di Castro raccontò che un giorno stava confessando Padre Pio e il discorso cadde sul peccato di Adamo. Di fronte a tale riflessione, “E Padre Pio piangeva, piangeva”.
- Il dott. Franco Lotti andò a visitare Padre Pio nella sua stanza e lo trovò piangendo. Gli chiese perché stesse piangendo tanto. Padre Pio rispose: “Sto piangendo al pensiero che io dovrò presentarmi davanti a Dio.” Questa affermazione sottolinea la sua vivida coscienza della presenza divina e della responsabilità individuale.
Compassione e mistero del dolore
In altre circostanze, il pianto del Santo era legato a un misterioso dolore o a una profonda compassione, spesso non immediatamente comprensibile ai suoi confratelli, che ne intuivano però la natura spirituale.
- Padre Michele Placentino racconta che una sera trovò Padre Pio adagiato sul letto che singhiozzava e gli domandò il motivo del suo turbamento.
- Un giorno, come sempre, c’era tanta gente nel prato antistante la cella di Padre Pio che attendeva la sua benedizione. L’attesa si faceva lunga e Padre Paolino da Casacalenda entrò nella cella per rendersi conto del ritardo. Trovò il Santo che piangeva e gli chiese: “Ma che fai? Perché piangi?” Queste domande evidenziano come il suo pianto fosse un fenomeno ricorrente, ma spesso inspiegabile per chi lo circondava.

Il dolore umano per la perdita della madre
Le lacrime di Padre Pio non furono solo espressione di estasi o sofferenza spirituale, ma anche di profondo dolore umano e affetto filiale, come in occasione della morte della sua amata madre, Mamma Peppa.
Il legame tra Padre Pio e sua madre era speciale. Sebbene egli non avesse mai permesso che sua madre gli baciasse le mani, affermando: «È il figlio che deve baciare le mani alla madre, non il contrario», Mamma Peppa ricorreva a stratagemmi per esprimere il suo affetto. Come racconta Maria Pyle, mamma Peppa prese la mano del figlio e la baciò «per zia Libera (primo bacio) e per zia Pellegrina (secondo bacio), e per zia Filomena (terzo bacio)» e così oltre «per circa dieci e più comari», prima di tentare di baciarla per sé, venendo però fermata da Padre Pio con un risoluto «Questo mai».
Ogni mattina Mamma Peppa andava ad ascoltare la Messa celebrata dal figlio nella chiesetta del convento. Dopo aver ricevuto la Comunione, si inginocchiava per terra e baciava dove il figlio aveva camminato, segno della sua profonda devozione e amore materno.
L’inverno del 1928 fu particolarmente rigido. La sera del 23 dicembre, Mamma Peppa disse al Padre guardiano: «Vogliate bene al mio figlio». Lui rispose: «Zia Peppa, state tranquilla, non temete di nulla. Piuttosto fate attenzione che c’è molto freddo». Mamma Peppa, nonostante indossasse abiti dimessi e leggeri per la stagione invernale e non si convincesse a mettere un vestito di lana regalatole da amiche, continuò a seguire le funzioni religiose. La notte di Natale seguì le funzioni religiose confusa con la gente che riempiva la chiesetta. Dopo la Messa, scese a casa di Maria Pyle e volle essere lei a portare la statuetta del Bambino Gesù nella grotta del presepio fatto in casa, come Padre Pio aveva fatto in chiesa. In chiesa quella sera prese troppo freddo e il suo corpo fu scosso da brividi.
Al mattino si alzò con la febbre. Il giorno successivo, 27 dicembre, la febbre era molto alta e Mamma Peppa non riusciva ad alzarsi dal letto. Si pensò inizialmente a un po’ di influenza. Ogni giorno Padre Pio, accompagnato dal Guardiano, andava a trovare la mamma. Quando si rese conto che le sue condizioni erano gravi, non si mosse più dal suo capezzale. La assistette fino all’ultimo. Le amministrò l’Estrema Unzione, e quando vide che stava per esalare l’ultimo respiro, la baciò in fronte, poi, con un forte singulto, cadde svenuto.
Due medici lo portarono in una camera accanto. Maria Pyle prese il suo posto e Mamma Peppa spirò tra le braccia dell’americana. Nella camera attigua, Padre Pio sfogò il proprio dolore in un mare di lacrime. Era, il suo, un pianto straziante. Piangeva e continuava a invocare: «Mamma mia, mamma mia bella, mammella mia». Qualcuno gli disse: «Padre, lei stesso ci ha insegnato che il dolore altro non deve essere che l’espressione dell’amore che dobbiamo offrire a Dio: perché piange così?». Ed egli rispose: «Queste sono lacrime d’amore, nient’altro che d’amore. E poi, non ho mica cento mamme, ma una sola». Mamma Peppa venne sepolta nel cimitero di San Giovanni Rotondo il 4 gennaio con grande concorso di gente. I medici, preoccupati per la salute di Padre Pio, lo tennero nella casa di Maria Pyle per due giorni ancora, in tutto quel tempo non venendo mai lasciato solo.