La figura di Padre Gabriele Amorth, l'esorcista più conosciuto e stimato a livello mondiale, ha continuato a suscitare interesse anche dopo la sua scomparsa. La discrezione che ha avvolto il suo luogo di sepoltura è diventata essa stessa parte della sua storia, riflettendo la complessità e la sensibilità del suo ministero.
Le Esequie e l'Ultimo Saluto
Padre Gabriele Amorth, l'esorcista che aiutava le persone sofferenti nello spirito, è morto a Roma all'età di 91 anni. Le esequie si sono tenute nella grande chiesa Regina degli Apostoli nel quartiere San Paolo a Roma. A celebrare la funzione furono il vescovo ausiliare monsignor Paolo Lojudice e il superiore generale della Società San Paolo, don Valdir José De Castro, congregazione a cui don Amorth apparteneva. Con loro concelebrarono circa un centinaio di sacerdoti, fra i quali numerosi esorcisti, incluso il presidente della loro associazione internazionale, padre Francesco Bamonte.
Una grande folla di almeno 1500 persone ha partecipato al rito, molte delle quali non riuscirono a entrare in chiesa e rimasero sul sagrato. Almeno un migliaio di persone avevano già sfilato davanti alla salma esposta per l'intera domenica e la mattinata di lunedì, nella cripta al di sotto della chiesa, accanto alla sepoltura del beato Giacomo Alberione, fondatore della Società San Paolo. I partecipanti provenivano da tutta Italia e non solo, e molti di loro avevano ricevuto conforto e aiuto da padre Gabriele nella malattia. Numerosi erano anche i membri dei gruppi di preghiera che padre Gabriele seguiva a Roma, e molti si univano a lui in preghiera durante gli esorcismi.
Alla fine della celebrazione, padre Bamonte ha ricordato l'impegno "tenace e appassionato" di Padre Amorth nel sensibilizzare sia all'interno che all'esterno della Chiesa a favore delle persone che soffrono nello spirito e che necessitano dell'aiuto specifico degli esorcisti. Fu proprio padre Amorth, ha ricordato Bamonte, a riunire per la prima volta gli esorcisti italiani nel 1991 e a fondare nel 1994 l'Associazione Internazionale degli Esorcisti, di cui è stato presidente fino al 2000 e poi presidente onorario fino alla morte. Gli statuti di questa associazione sono stati riconosciuti e approvati ufficialmente il 13 giugno 2014. Il presidente degli esorcisti ha sottolineato che il suo unico scopo è stato l'evangelizzazione integrale, che include anche il guarire i malati e il cacciare i demoni.

La Scelta del Luogo di Sepoltura e la Discrezione
La Società San Paolo, la congregazione religiosa a cui don Gabriele apparteneva, ha scelto di non indicare pubblicamente quale cimitero ospitasse il sepolcro dell'esorcista più famoso del mondo, scomparso a settembre del 2016. Questa decisione è stata presa con la consapevolezza del rischio, ritenuto reale, che qualche satanista, o presunto tale, potesse oltraggiarla. Vi era anche il pericolo di qualche persona con problemi psichici pronta a tutto per ottenere un momento di notorietà.
Questa soluzione ha funzionato, tanto che molti hanno impiegato tempo per individuare il luogo. Taluni suggeriscono anche un'altra spiegazione, al confine con la fantasia, per la discrezione sul cimitero: non rivelare la sua posizione per evitare un lungo e ininterrotto via vai sulla sua tomba, volendo così evitare atteggiamenti da "santo subito". Tuttavia, queste sono considerate solo malelingue, poiché la realtà è spesso diversa da come ci si immagina.
La Scoperta della Tomba
Nonostante la discrezione, dopo una lunga ricerca, è stato possibile individuare il cimitero in questione. Essendo un luogo gigantesco, senza punti di riferimento precisi o persone a cui chiedere informazioni, la ricerca della tomba di don Gabriele è stata complessa, richiedendo diverse ore. Una volta trovata, la scoperta ha suscitato una forte emozione, presto sostituita da una sensazione di sgomento. La tomba, un grande sarcofago, custodisce ben 12 religiosi defunti della Società San Paolo.
La condizione della tomba, circondata da erbacce, terriccio e insetti, e situata vicino a una rete di ferro sgangherata, ha rattristato chi l'ha trovata, evidenziando una quasi totale mancanza di cura. Questo stato di anonimato e semplicità contrasta con la fama e l'importanza della figura di Padre Gabriele Amorth.

Il Cimitero Laurentino: La Dimora Finale
Il cimitero in cui riposa Padre Gabriele Amorth è il Cimitero Laurentino, un cimitero comunale di Roma. È situato nella zona Castel di Decima ed è gestito da AMA. Il cimitero è stato consacrato il 9 marzo 2002 dal cardinale vicario Camillo Ruini e si estende su un'area di circa 21 ettari. Tra le sue strutture vi è la cappella del Gesù Risorto, realizzata in muratura con una copertura di tegole laminate in rame e lastre di pietra di Trani. Occupa uno spazio di 220 metri quadrati con un ampio sagrato esterno di 120 metri quadrati e ha una capacità di circa 140 posti a sedere. All'interno del cimitero si trova anche il Giardino degli Angeli, un'area di circa 600 metri quadrati riservata alla sepoltura di bambini mai nati.
