Ostie a Basso Contenuto di Glutine e le Direttive della Chiesa

È un annuncio che molti cattolici hanno probabilmente sentito almeno una volta durante la Messa: la disponibilità di ostie “a basso contenuto di glutine” o “senza glutine” per i fedeli con sensibilità al glutine, al fine di permettere loro di partecipare al Santissimo Sacramento con il minimo disagio. Sebbene questa pratica possa sembrare un’innovazione recente, in realtà è una questione dibattuta dai responsabili della Chiesa da oltre trent’anni.

Foto tematica: ostie a basso contenuto di glutine su patena

La Posizione della Chiesa e il Diritto Canonico

Il diritto canonico della Chiesa è categorico: il “Santissimo Sacrificio Eucaristico” può essere offerto solo con pane azzimo fatto “soltanto di frumento”. Questo significa che le farine completamente prive di glutine non sono ammesse come materia valida per l'Eucaristia. La Comunione può essere distribuita “sotto la sola specie del vino in caso di necessità”, ma molte parrocchie hanno adottato l’opzione delle ostie a basso contenuto di glutine per i fedeli che ne hanno bisogno.

Già nell’agosto del 1994, il prefetto della Congregazione (oggi Dicastero) per la Dottrina della Fede, il cardinale Joseph Ratzinger (il futuro Papa Benedetto XVI), emanò la direttiva Norme per l’uso del pane a basso contenuto di glutine. In essa specificava che il pane d’altare “quibus glutinum ablatum est”, ovvero “dal quale è stato rimosso il glutine”, era invalido per il sacramento, mentre le ostie “a basso contenuto di glutine” erano considerate “materia valida”.

Il pane utilizzato deve contenere “una quantità di glutine sufficiente per ottenere la panificazione” e non deve contenere “materiali estranei” oltre a frumento e acqua. Inoltre, il processo di produzione delle ostie non deve “alterare la natura della sostanza del pane”, come stabilito da Ratzinger. Queste direttive furono inviate ai vescovi di tutto il mondo in una lettera del 1995. Successivamente, nel luglio 2003, fu pubblicata una “Circolare ai Presidente delle Conferenze Episcopali circa l’uso del pane con poca quantità di glutine e del mosto come materia eucaristica”, ribadendo che “le ostie completamente prive di glutine sono materia invalida per l'Eucaristia”.

Lo Sviluppo delle Ostie a Basso Contenuto di Glutine

Le Benedettine dell’Adorazione Perpetua di Clyde, nel Missouri (USA), sono tra i vari monasteri e comunità monastiche che producono pane d’altare. Le suore hanno rivelato a CNA che ci sono voluti oltre 10 anni di sperimentazione per trovare la ricetta giusta per le ostie a basso contenuto di glutine, diventando il primo produttore negli Stati Uniti ad essere approvato dal Vaticano per tale produzione. Gli amidi vengono separati attraverso un particolare processo di macinazione. Per la cottura, “usiamo lo stesso tipo di forni delle ostie tradizionali”, ma “il processo di impasto è un po’ più difficile perché l’amido di frumento crea un impasto più gelatinoso o ‘appiccicoso’ rispetto alla farina normale.”

Suor Jane Heschmeyer, che lavora nel reparto di produzione delle ostie, ha raccontato un aneddoto sulla scoperta della ricetta: “Un giorno avevamo finito un esperimento e ci era rimasto un po’ di impasto sul cucchiaio, così lo abbiamo lanciato sulla piastra per waffle e ce ne siamo dimenticate mentre lavavamo i piatti. Abbiamo aperto [la piastra per waffle] e c’era questa cosa commestibile dall’aspetto traforato. L’abbiamo assaggiata subito e poi ci siamo dimenticate di come ci fossimo arrivate, ma lo Spirito Santo ci ha aiutate a ritrovare quel momento.”

Le suore producono queste ostie dal 2004 e “ancora oggi riceviamo nuovi clienti ogni mese”, ha affermato Suor Starman, aggiungendo di non sapere se la sensibilità al glutine fosse “conosciuta” nei tempi antichi o se fosse specificamente diagnosticata.

Dopo aver sviluppato la ricetta, le suore hanno fatto analizzare le ostie in un laboratorio per verificarne il contenuto di glutine e hanno chiesto a diversi volontari affetti da celiachia di consumarle per testare eventuali reazioni avverse. Gli scienziati hanno scoperto che le ostie contengono solo lo 0,001% di glutine, una quantità abbastanza bassa da essere sicura per la maggior parte delle persone affette da celiachia, pur rispettando i requisiti per la validità della Comunione.

Schema semplificato del processo di produzione delle ostie a basso contenuto di glutine

Le Linee Guida della CEI e dell'AIC in Italia

In Italia, il numero di cattolici praticanti affetti da celiachia, patologia che determina un’intolleranza assoluta al glutine, è notevolmente aumentato negli ultimi anni. Per un celiaco, rinunciare alla Comunione a causa del rischio sanitario rappresentato dalla particola tradizionale è un problema significativo. La Chiesa deve quindi venire incontro alle esigenze dei fedeli anche dal punto di vista della salute.

La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ha affrontato la questione, come ha scritto in una lettera alle diocesi italiane: “In questo stato di cose, il celiaco non può neppure accostarsi alla Comunione eucaristica, in quanto le ostie utilizzate comunemente nella celebrazione sono prodotte con farina di frumento e di conseguenza contengono glutine”. Le regole per la distribuzione della particola durante la messa sono state accuratamente ragionate dai vescovi italiani, dopo un attento dibattito che, grazie anche a monsignor Tarcisio Bertone, ha superato lo scoglio della presenza di pane nell’ostia per essere davvero considerata il corpo di Cristo.

Per essere conformi alle norme ecclesiastiche, le particole devono contenere glutine per non snaturare la sostanza del pane, anche se si è riusciti ad elaborare un’ostia con quantità decisamente basse e tali da non nuocere alla salute. L’Associazione Italiana Celiachia (AIC) ha dato il benestare all’utilizzo di ostie a basso contenuto di glutine, inferiore a 20 mg/kg, attestando l’idoneità al consumo senza ripercussioni per la salute. Così, grazie alla collaborazione tra Chiesa e AIC, sono arrivate nelle parrocchie le particole garantite “senza glutine”, con contenuto massimo di 20 mg/kg, permettendo ai celiaci di accostarsi all’Eucarestia pur mantenendo la panificazione indispensabile per la consacrazione.

Un esempio di organizzazione è la parrocchia di San Martino, dove ad ogni messa, specie la domenica mattina, accanto al prete c’è un diacono che accoglie sulla seconda fila i fedeli con problemi alimentari e dispensa ostie appositamente confezionate senza glutine. Trattandosi di alimenti “speciali”, anche queste particole sono soggette a data di scadenza con relativa crescita di costi per parroci e sagrestani, coperti in parte dalle offerte.

Ostie a Basso Contenuto di Glutine in Commercio in Italia

In Italia esistono in commercio ostie prive di glutine, idonee al consumo da parte di soggetti celiaci e riportanti la dicitura “senza glutine” oppure il simbolo della spiga barrata. Le ditte Sicom (di Betteni Alberto & C. sas) e Arte Sacra (di Candotti Claudio, che commercializza particole preparate dalla ditta Franz Hoch in Germania) sono tra i produttori di queste ostie “per celiaci”. La loro genuinità è stata verificata e garantita dalla stessa Associazione Italiana Celiaci dopo attente indagini di laboratorio, attestando che la percentuale di glutine è conforme ai limiti di tolleranza (20 ppm) riconosciuti dalla scienza medica in Italia.

Negli ultimi anni, gli organi di stampa hanno talvolta diffuso la lettera ai Vescovi della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, evidenziando e talora distorcendo il significato della parte del documento riferita alle ostie senza glutine. Niente allarmismi quindi, almeno per quanto riguarda l’Italia, dove ormai praticamente tutte le Chiese e i parroci sono consapevoli di questa problematica e solitamente dispongono di particole da offrire ai celiaci.

Indicazioni Pratiche per la Somministrazione della Comunione

Per garantire la massima sicurezza e inclusione dei fedeli celiaci, sono state definite specifiche indicazioni pratiche per sacerdoti, diaconi e ministri straordinari dell’Eucaristia:

  • Sensibilizzazione dei parroci: È richiesta un’attenzione particolare nel conoscere i fedeli celiaci della propria parrocchia, tenendo conto del disagio e delle difficoltà che la celiachia comporta. Si raccomanda di informare i catechisti, soprattutto durante la preparazione dei bambini alla Messa di Prima Comunione.
  • Conservazione delle ostie: Si consiglia di conservare in ogni parrocchia (in modo particolare nelle località di afflusso turistico) una quantità adeguata di ostie per celiaci. Dette ostie devono essere conservate in un contenitore a parte, chiuso e facilmente distinguibile, in modo da evitare qualsiasi forma di contaminazione con ostie normali o con altri prodotti contenenti glutine (frumento, orzo, segale, farro).
  • Precauzioni nella Celebrazione Eucaristica:
    • Per la Consacrazione: Le ostie per celiaci siano poste in una pisside a parte, chiusa e facilmente riconoscibile. Chi prepara il rito e il celebrante devono prestare attenzione per evitare che briciole di ostie “convenzionali” possano contaminare le ostie senza glutine.
    • Per la Distribuzione: Valgono le stesse precauzioni per evitare contaminazioni. Il sacerdote/diacono/ministro straordinario dell’Eucaristia deve pulirsi le mani in caso di precedente contatto con ostie e particole tradizionali.
  • Comunione fuori dalla Messa: Per i celiaci ammalati o anziani che non possono partecipare alla S. Messa e desiderano ricevere la Comunione Eucaristica, si deve provvedere a conservare nel Tabernacolo la quantità necessaria di Pane Eucaristico, fatto con ostie per celiaci, in una pisside chiusa e facilmente distinguibile.
  • Comunione sotto le due specie: Se i fedeli sono ammessi alla Comunione sotto le due specie o se, per qualche ragione straordinaria (ad esempio in mancanza delle ostie per celiaci), fanno la comunione al Calice, è fondamentale evitare di comunicare il celiaco al calice nel quale è stata fatta l’immixtio con un frammento del pane eucaristico normale. Si deve consacrare, per questi casi, il vino necessario in un altro calice a parte, nel quale non si farà l’immixtio.

L’AIC suggerisce di evitare manovre o atteggiamenti che possano far sentire “diversi” i fedeli celiaci, soprattutto i più piccoli, applicando queste piccole attenzioni senza darne troppa evidenza al resto dell’Assemblea.

Infografica: precauzioni per la Comunione dei celiaci (calice e pisside separati)

La Questione a Livello Internazionale

Mentre la possibilità di accostarsi in tutta sicurezza al Sacramento dell’Eucarestia è ormai un punto fermo in Italia, non è così per numerosi altri Paesi nei quali non è ancora possibile comunicarsi con ostie a basso contenuto di glutine. Questo non è dovuto a un cambio delle regole, che sono state ribadite dalla Congregazione per la Dottrina della Fede sin dal 1995 e dal 2003, ma piuttosto alla diversa implementazione locale. Le ostie completamente prive di glutine restano materia invalida per l'Eucaristia.

A questo proposito, l’Associazione Italiana Celiachia ha recentemente inviato una lettera al Santo Padre su incarico dell’AOECS, la Federazione delle Associazioni Celiachia Europee, per affrontare la sfera sociale dei fedeli celiaci, con particolare attenzione ai minori, e per sensibilizzare sulla necessità di estendere queste pratiche anche in altri contesti globali. Esempi come quello di un’amica celiaca in Sud America, il cui parroco non accetta l’uso di ostie a basso contenuto di glutine, citando un video della Conferencia Episcopal Española del 2003 che dichiarava l’impossibilità di far comunicare i celiaci per questo motivo, dimostrano che la situazione varia significativamente a livello mondiale.

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