Un'Oasi di Storia e Spiritualità alla Giudecca
L'Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore a Venezia, situato sull'isola della Giudecca, è un organismo vivente in continua crescita e trasformazione. Rappresenta una bellezza pura offerta dalla natura che segue le stagioni, un’oasi unica dove il tempo e lo spazio sembrano sospesi. Questo angolo di biodiversità si aggiunge al patrimonio verde di Venezia, una città che dietro i suoi palazzi custodisce giardini e orti ricchi di piante mediterranee, alberi secolari e pergolati fioriti. L'Orto Giardino afferisce al prestigioso e antico Complesso Monumentale del Redentore, realizzato dalla Serenissima.
La Rinascita dopo la Peste del Cinquecento
La storia dell'Orto Giardino è profondamente legata a uno dei periodi più difficili per Venezia: la terribile peste del 1575-1577, che, nonostante i moderni provvedimenti della Serenissima Repubblica, mietè molte migliaia di vittime. Nella profonda crisi che ne conseguì, la stessa Serenissima stabilì il 4 settembre 1576 di riporre la propria rinascita e il bene comune nella costruzione di una nuova chiesa dedicata al Santissimo Redentore. La scelta si orientò sul sito della Giudecca, dove già dagli anni Trenta del XVI secolo si erano insediati i cappuccini, con una piccola chiesa e un convento, l’“eremitorio di S. Maria degli Angeli”, costruiti per desiderio di alcuni Frati Minori. La Chiesa del Santissimo Redentore fu progettata da Andrea Palladio, una delle personalità più influenti nella storia dell’architettura del XVI secolo, insieme a Papa Gregorio XIII come simbolo di rinascita.

Il Progetto di Restauro della Venice Gardens Foundation
Nel 2021, al fine di salvaguardare una testimonianza di così importante rilevanza storica, paesaggistica, culturale e religiosa, il Compendio Monumentale del Redentore è stato affidato a Venice Gardens Foundation dalla Curia Provinciale dei Frati Minori Cappuccini, con l’autorizzazione della Santa Sede e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna. La Fondazione, nata nel 2014 su idea di Adele Re Rebaudengo, sua Presidente, opera per la tutela e la protezione del patrimonio botanico, artistico e architettonico di Venezia, con vari progetti d’eccellenza già al suo attivo come il ripristino dei Giardini Reali in area marciana. Un progetto, promosso e realizzato dalla Fondazione, è volto al restauro, alla cura, alla gestione e all’apertura ai visitatori del Compendio, che comprende la Cappella di meditazione, le Antiche Officine e la Serra del Convento della Chiesa palladiana del Santissimo Redentore.
«È un onore per Venice Gardens Foundation poter concorrere a tramandare un Bene di così alto valore storico, simbolico e spirituale, attraverso il suo restauro e conservazione nel tempo», ha dichiarato Adele Re Rebaudengo. «Un progetto reso possibile grazie sia alle affinità tra il carisma Cappuccino e la missione della Fondazione, sia al proficuo confronto con i Frati del Convento. Un percorso che ha coinvolto tanti professionisti, istituzioni e generosi mecenati che hanno partecipato con entusiasmo a questo nostro nuovo progetto, condividendone la visione e i principi: il valore del restauro, del rispetto e della protezione della natura in armonioso accordo.»
Il tempo e gli eventi, tra cui l’Acqua Granda del novembre 2019, avevano causato gravi danni alla vegetazione e agli edifici storici del convento, rendendo il restauro una necessità impellente. Per riportare in vita questo tesoro, Venice Gardens Foundation ha mobilitato fondi pubblici e privati, inclusi 2 milioni di euro dal pacchetto di recupero post-pandemico dell'Unione Europea, NextGenerationEU (PNRR - Ministero della Cultura - Restauro e valorizzazione di parchi e giardini storici). Questo importante progetto è stato realizzato grazie al sostegno di: Unione Europea NextGenerationEU; Ministero della Cultura - Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna e di tanti generosi Mecenati.
UN ORTO GIARDINO MERAVIGLIOSO NEL CUORE DI VENEZIA | 31/10/2024
Metodologia e Principi del Restauro
Il restauro conservativo e filologico del patrimonio botanico, artistico e architettonico è stato condotto su progetto di Paolo Pejrone e a cura dell’architetta Alessandra Raso. Realizzato secondo un rigoroso metodo scientifico e storico, con una particolare attenzione alla cultura botanica sviluppatasi nei secoli, il restauro ha rispettato l’originaria sacralità del luogo, rendendo possibile un’attenta fruizione d’intesa con i padri cappuccini.
Incardinato ai principi di conoscenza, responsabilità, sostenibilità ed autosufficienza, il restauro realizzato è un modello che riconduce all’importante tradizione dei giardini e degli orti conventuali, alla loro ricchezza e capacità di sperimentazione, guardando al futuro con consapevole e responsabile impegno. Una grande attenzione è stata posta alla sostenibilità: un sistema di recupero delle acque piovane dai tetti e la creazione di un pozzo garantiscono l’autosufficienza idrica, mentre le vasche di compostaggio in loco trasformano gli scarti organici in fertilizzante per il terreno. Come afferma il principio guida: “Restaurare significa ritrovare l’anima di un luogo. Un giardino vivo e rigoglioso regala armonia e pace.”

Gli Spazi dell'Orto e del Convento Restaurati
Il Complesso Monumentale del Redentore si estende per circa un ettaro dal canale della Giudecca fino alla Laguna, comprendendo l’Orto, le Cappelle di meditazione, le Antiche Officine, la Serra e l’Apiario. Il restauro botanico, affidato all’architetto Paolo Pejrone, ha ricreato l’originale reticolo ortogonale di sentieri per le coltivazioni, bordure fiorite di lavande, salvie, rose ed elicrisi, e spazi dedicati alla meditazione.
La Diversità Botanica Storica e Attuale
L'Orto Giardino del Convento della Chiesa del Redentore conta una storia antichissima di coltivazioni. Fino ad alcuni anni fa era presente un'immensa e splendida carciofaia, ora adattata alla diminuzione di manodopera. I carciofi, di cui i veneziani vanno tanto fieri, erano (e sono tutt'ora in alcune aree della laguna) tra i migliori in Italia grazie al terreno sabbioso delle isole. Un tempo era diffusa anche la coltivazione delle more, usanza ormai sparita. Nell’orto sono presenti molti alberi da frutto, tra cui tre tipi diversi di peri (Abate, Williams e di S. perette di S.), i cui frutti sono duraturi oltre ad essere fortemente simbolici (la molteplicità dei semi rimanda a fertilità, ricchezza e generosità). Ci sono anche alberi che producono frutti ideali per marmellate. Mancano invece le altre piante medicinali, di cui è rimasto solo qualche vago ricordo, nonostante fossero fondamentali finché la farmacia del convento era attiva.

Le Antiche Officine e le Cappelle
A delimitare l’Horto grande a sud sono le Antiche Officine, fabbriche di servizio funzionali al buon andamento del convento: la falegnameria, l’officina, il lanificio (dove venivano confezionati i sai) e i luoghi adibiti alla preparazione del mistrà, un liquore mescolato all’acqua, offerto in occasione della festa del Redentore. Le antiche officine, restaurate con materiali tradizionali dell’artigianato veneziano, si aprono oggi a nuove funzioni. Oltre la vasca, si giunge agli antichi ambienti di lavoro che ospitano oggi gli uffici della Fondazione, sale per mostre ed eventi. In queste sale è allestita una mostra con le fotografie di come era l’orto giardino prima del restauro, e sono esposte opere che raccontano il restauro, come il video di Lucia Veronesi e le fotografie di Guido Guidi. Accanto, un laboratorio produce miele e olio, testimonianza dell’attività agricola che ancora vive nel luogo. Adiacenti alle Officine, due cappelle - dedicate alla meditazione e alla sosta fraternale - sono ornate all’ingresso da altrettanti rilievi raffiguranti temi religiosi: a est è S. Girolamo.
L'Apertura al Pubblico e Nuove Funzioni
Oggi l'Orto Giardino del Convento della Chiesa del Santissimo Redentore, definito il giardino più bello di Venezia, è stato per la prima volta nella sua storia aperto al pubblico. Terminati i restauri, la Fondazione apre ai visitatori i Compendi, al fine di trasmettere i valori connaturati di serenità e pace. L'inaugurazione ufficiale e l'apertura al pubblico sono avvenute nell'ottobre 2024. All'interno del complesso, i visitatori possono trovare il Caffè In Venetia Hortus Redemptoris, che vanta un bellissimo dehors affacciato sulla Laguna con vista sulle isole di San Clemente, Sacca Sessola e delle Grazie.
La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, in collaborazione con Venice Gardens Foundation, organizza incontri presso l’Orto Giardino del Santissimo Redentore. Questi eventi hanno l’obiettivo di far conoscere una particolare componente del paesaggio, i diversi approcci possibili e i rapporti tra le tante discipline coinvolte. L’incontro viene strutturato con una serie di interventi volti a raccontare le varie esperienze delle persone impegnate nel curare e custodire questo luogo di alto valore storico, simbolico e spirituale, promuovendo un rapporto che non si limita alla sola pratica manutentiva o di accoglienza, ma si eleva ad una dimensione “alta” per cogliere l’anima e l’essenza di tutte le forme viventi che compongono il giardino.
Per l'accesso all'Orto, il costo del biglietto intero è di 12 euro. È disponibile un biglietto ridotto a 6 euro per residenti, bambini dai 6 ai 12 anni e soci FAI.
