Introduzione al Santuario
Il Santuario della Beata Vergine della Castagna sorge ai piedi dei colli che da Bergamo si estendono verso Sombreno. Circondato da basse e verdi colline, rappresenta una meta ideale per momenti di raccoglimento e per gite fuori porta, offrendo un'oasi di pace e spiritualità.

Le Origini Storiche e le Apparizioni
La storia del Santuario è profondamente legata a tradizioni antiche e a eventi miracolosi. La costruzione di questo luogo di culto affonderebbe le radici in un desiderio della Madonna stessa di vedere eretto un oratorio in questa località.
La Prima Apparizione e la Costruzione Iniziale (1310)
Secondo quanto riportato dal notaio Gerolamo Ceres nel 1646, l'edificazione del Santuario fu innescata da un evento documentato il 28 aprile 1310. Si narra che un contadino, mentre lavorava un campo di proprietà del sacerdote Giovannino Moroni, ebbe un'apparizione mariana. La Signora si presentò come la beatissima Genitrice di Dio e espresse il desiderio che gli abitanti locali costruissero un luogo di preghiera a lei dedicato, indicando il punto esatto sul terreno.
Il contadino, pur proseguendo il suo lavoro, raccontò l'accaduto. Molti bergamaschi accorsero sul luogo per pregare e chiedere grazie, molte delle quali ebbero esito favorevole. La notizia giunse al sacerdote Moroni, che concesse il terreno necessario per la costruzione dell'edificio di culto dedicato alla Vergine.

La Seconda Apparizione (1510)
Esiste un ulteriore racconto tramandato dagli abitanti del luogo, che narra di un'altra apparizione avvenuta il 28 aprile 1510. In questa occasione, la Madonna sarebbe apparsa a due uomini, forse padre e figlio, intenti a raccogliere foglie per gli animali, ordinando loro di edificare un edificio a lei dedicato.
La posa della prima pietra di quello che era un edificio di culto è documentata nel 1511. Inizialmente, si trattava di un edificio aperto, come descritto nella visita pastorale del 1575 di San Carlo Borromeo, il quale invitò i fedeli a completare l'opera.
Evoluzione Architettonica e Vicende Storiche
Nel corso dei secoli, il Santuario ha subito diverse trasformazioni e ampliamenti, adattandosi alle esigenze e alle vicende storiche.
Dal XVII al XVIII Secolo
Nel secolo successivo alle prime edificazioni, tra il 1624 e il 1627, si registra la presenza di un piccolo locale adibito a stalla adiacente alla chiesa, un portico con l'abitazione del romito e ambienti destinati alla foresteria.
Nel Settecento, l'aula del Santuario fu ampliata con l'aggiunta di un'ulteriore campata e la facciata venne rifatta, con l'apertura di un arco.
Le Trasformazioni dell'Ottocento e del Novecento
Nel 1808, la chiesa fu chiusa al culto per ordine delle autorità cittadine e acquistata dalla famiglia Fedrighini, che in seguito la cedette alla chiesa di San Rocco in località Fontana.
Nella seconda metà dell'Ottocento, l'edificio fu oggetto di ulteriori rifacimenti: venne eliminato il porticato esterno del custode, aggiunto un nuovo locale coperto e, nella zona dedicata all'accoglienza e al ristoro dei fedeli, fu realizzato un nuovo camminatoio esterno.
La prima metà del Novecento vide un incremento dei visitatori. Furono costruiti l'abitazione del cappellano e il campanile, e vennero eseguiti lavori di adeguamento e ristrutturazione del sagrato.

Descrizione Attuale del Santuario
L'accesso al Santuario avviene attraverso un lungo viale alberato che conduce al grande sagrato con pavimentazione in ciottoli di fiume.
Esterno
La facciata a capanna, con orientamento a nord, presenta l'ingresso principale posto centralmente. Ai suoi lati si trovano due finestre rettangolari complete di grata e con contorni in pietra. Simmetricamente, più spostati, si aprono due ulteriori ingressi con contorni in pietra ad arco a tutto sesto.
Nella parte superiore della facciata spicca un grande arco con contorno in mattoni rossi, che racchiude una vasta apertura rettangolare. Ulteriori finestre, non disposte simmetricamente, arricchiscono i fianchi della facciata.
Interno
L'interno è a aula unica e si compone di due campate. Nella prima campata sono disposti due confessionali e l'altare dedicato alla Madonna Bambina. La seconda campata ospita la cappella dedicata all'apparizione della Vergine, di pianta quadrata e illuminata da una grande finestra.

La Confraternita dei "Ciccialardoni"
Un aspetto interessante legato alla storia della zona è quello della confraternita fiorentina, inizialmente dedicata alla Compagnia Maggiore della Beata Vergine e poi trasformata nella "Compagnia della Purificazione di Maria Vergine".
Nel 1294, i Bostichi donarono alla Compagnia una cappella dedicata a Santa Maria al Castagno, frequentata da mercanti e artigiani fiorentini che si riunivano l'ultima domenica del mese. Questa confraternita era nota come "ciccialardoni".
Il X volume del Bollettino Senese di storia patria riporta che, fin dal 1297, queste "divote e spirituali persone" si radunavano per "fuggire l'ozio e gli cattivi e disonesti esercizi", prendendo come avvocata la madre di Gesù Cristo.
Il 26 agosto dello stesso anno, un certo Corteccione di Giovanni Rustici donò a Giovanni di Lippo Antinori, per gli uomini di questa Compagnia, un pezzo di terra con l'oratorio di S. Maria del Castagno, portici e tre celle.
Repetti, nel suo Dizionario Geografico, ipotizza che il nome "ciccialardoni" derivasse dal fatto che, complice l'amenità del luogo, i confratelli sfruttassero le riunioni "per trattenersi a diporto", forse legati a banchetti o cene.
Il Lumachi, nella sua opera "Firenze: nuova guida illustrata" del 1935, conferma che i Ciccialardoni continuarono a riunirsi sul Monte Oliveto per i loro banchetti fino alla prima metà del XVIII secolo. Questi "banchetti" potrebbero aver assunto il valore di condivisione gioviale delle buone vivande con contadini e rustici meno abbienti.
Di Buon Mattino (TV2000) - La storia del Santuario della Scala Santa
Come Raggiungere il Santuario
Per raggiungere il Santuario della Madonna della Castagna, è possibile percorrere la Villa D’Almè-Dalmine. All'altezza della Pasticceria Bonati di Paladina, si deve girare in via Bolis.