Il Santuario della Beata Maria Vergine della Moretta, situato al di fuori del centro storico di Alba, si staglia prospetticamente in direzione delle Langhe, concludendo scenograficamente il paesaggio. La sua storia affonda le radici in eventi miracolosi e si è evoluta attraverso diverse fasi architettoniche, diventando un importante centro di devozione e custode di un ricco patrimonio artistico.

Le Origini e i Primi Edifici
Il Miracolo del Pilone Votivo
Le prime notizie dell'edificio risalgono al 1685 con l'erezione di un pilone votivo, dedicato alla Beata Vergine di Loreto. In questo luogo, il 23 Luglio del 1684, un pilone votivo, dedicato alla Madonna, cominciò ad ondeggiare per "convincere" gli scettici circa una straordinaria guarigione avvenuta alcuni giorni prima. Questo evento miracoloso segnò l'inizio della devozione in questo sito.
L'Edificazione del Santuario della Beata Vergine del Pilone (1685-1691)
Sul luogo del miracolo, tra il 1685 ed il 1691, venne edificato il Santuario della Beata Vergine del Pilone, un bellissimo esempio di barocco piemontese, interamente costruito in cotto a vista. L’attuale costruzione è per gran parte opera dell’Architetto Baroncelli, fatta eccezione per il coro e le cappelle laterali, opera, rispettivamente, del Leoni e del Caronesi. Contemporaneamente alla costruzione del Santuario venne edificata la Foresteria, destinata a Casa di esercizi spirituali e residenza del Rettore del Santuario.
Artisti e Opere del Primo Santuario
All’interno del Santuario della Beata Vergine del Pilone si potevano ammirare alcuni bassorilievi del Bernero, collocati ai lati dell’altare, affreschi e tele dell’Ayres, nonchè l’imponente statua della Beata Vergine, opera dell’Antonini, collocata nella cappella alla destra dell’altare. Fulcro del Santuario, da un punto di vista artistico e di venerazione, era
La Madonna delle Grazie. L’immagine, databile tra 1630 e 1684 e posta nel primo altare a sinistra, racchiusa in un pregevole trionfo ligneo, rappresenta la Vergine con bambino in braccio, una piccola colomba.
La Nascita della "Madonna della Moretta" e la Cappella Campestre
Nel 1711, su commissione della famiglia Marengo, forse anche per l’espandersi della devozione da parte del popolo verso la Madonna, risulta terminata la costruzione di una cappella campestre intitolata al SS. Nome di Maria, già denominata “Madonna della Moretta”. Questa cappella segna un'ulteriore evoluzione del sito di culto, consolidando il nome con cui il santuario è conosciuto oggi.

L'Attuale Santuario della Moretta: Architettura e Struttura (Inizio Novecento)
Progetto e Impianto Planimetrico
L’attuale santuario si data invece ad inizio Novecento, realizzato su progetto del bolognese Giuseppe Gualandi. L’impianto planimetrico è impostato su una croce greca, il cui centro è costituito dalla grande cupola circolare.
La Facciata e gli Interni
La facciata mostra un imponente avancorpo centrale. All’interno si annovera la presenza dell’altare maggiore e di due altari laterali dedicati alla Sacra Famiglia e al Sacro Cuore di Gesù, entrambi realizzati in marmi policromi.

Il Patrimonio Artistico e Devotionale
Il Dipinto Murale del Pilone
La testimonianza pittorica di maggior importanza è l’antico dipinto murale trasferito qui dal pilone votivo e dalla successiva cappella campestre. Oggi è collocato nell’edicola posta nella parte alta dell’abside: datato al 1685 e realizzato da un anonimo pittore piemontese, rappresenta la Madonna di Loreto ed una pastorella in ginocchio.
Altre Opere Rilevanti
Altra opera considerevole è il Crocefisso ligneo dipinto posto nell’abside, riconducibile alla seconda metà dell’Ottocento.
La Cupola e le Decorazioni Pittoriche
La cupola, dipinta da Fedele Finati e Sebastiano Nizza, si data al 1910 e mostra l’Incoronazione della Madonna tra vari gruppi di Santi ed Evangelisti, mentre sulla volta del presbiterio compaiono i Quattro Evangelisti.

La facciata del Santuario della Beata Vergine Maria Saronno
La Ricca Collezione degli Ex Voto
Quantità, Tipologie e Cronologia
Il santuario ospita un’interessante e consistente collezione di 1075 ex voto, la maggior parte realizzati su tavolette lignee, a cui si aggiungono però anche stampe oleografiche e ricami. Le opere conservate si datano tra Ottocento e Novecento, ma è verosimile ritenere, stando a quanto è documentato dalle fonti, che dovessero esserci anche opere di più antica cronologia, oggi non più visibili.
Struttura e Tematiche degli Ex Voto
L’impostazione della scena rimanda alla consuetudine di utilizzare uno schema predefinito, che divide la tavoletta in due sezioni: una prima parte, solitamente a sinistra, è dedicata alla rappresentazione dello “spazio celeste” con la figura della Madonna o di altri santi taumaturgici, ed una seconda parte è occupata dallo “spazio umano” con la descrizione della vicenda che circostanzia il miracolo. L’effige della Madonna, tal quale come appare oggi, si diffonde negli ex voto a partire dalla costruzione del nuovo santuario (1905-1908) e si rifà a quella primitiva già venerata presso il Pilone della Moretta. I principali temi trattati sono quelli del mondo agricolo, della vita cittadina, della malattia e della ricerca di protezione da eventi bellici o da calamità naturali.
