Il 26 gennaio è una data significativa nel calendario liturgico, principalmente dedicata alla memoria di Santa Paola Romana, una figura di spicco del cristianesimo antico, e dei Santi Timoteo e Tito, discepoli di San Paolo.
Santa Paola Romana: Vita e Opere
Santa Paola Romana (Roma, 5 maggio 347 - Betlemme, 26 gennaio 406) è stata una nobile matrona romana di fede cristiana, celebre per essere stata discepola di San Girolamo e fondatrice di monasteri in Palestina.
Origini e Famiglia
Paola nacque a Roma nel 347, sotto l'impero di Costantino II. Apparteneva a una ricchissima e nobile famiglia patrizia, imparentata con la gens Cornelia. Suo nonno materno, Petronio Probino, fu console nel 341. A quindici anni, sposò Tossozio, un nobile del suo stesso rango. Il loro fu un matrimonio felice, allietato dalla nascita di quattro figlie - Blesilla, Paolina, Eustochio e Ruffina - e di un maschio, chiamato con lo stesso nome del padre, Tossozio.

Vedovanza e Impegno Spirituale
Purtroppo, a soli 32 anni, Paola si ritrovò vedova. Alla cura della famiglia, Paola unì svariati impegni caritativi. Il suo palazzo divenne un luogo di accoglienza per incontri, riunioni di preghiera e approfondimento della dottrina cristiana, oltre a ospitare iniziative per i poveri. Insieme alla figlia Eustochio, Paola decise di unirsi al cenacolo che santa Marcella aveva creato sull'Aventino, realizzando un ideale ascetico di negazione delle vanità del mondo e di alta cultura religiosa.
L'incontro con San Girolamo e il viaggio in Oriente
Nel 382, San Girolamo giunse a Roma dalla Terrasanta e divenne collaboratore di papa Damaso. Girolamo era un divulgatore appassionato degli ideali ascetici e, grazie alla sua eccellente preparazione culturale, esercitò un forte ascendente anche nella cerchia di Marcella e Paola, comunicando loro la sua passione per le Sacre Scritture. Nel 384, Paola subì la perdita della figlia Blesilla, e poco dopo morì anche papa Damaso. Girolamo decise allora di lasciare Roma per l'Oriente, dedicandosi all'opera che stava tanto a cuore al pontefice: dare alla Chiesa la Bibbia in una corretta e completa versione in lingua latina, la cosiddetta Vulgata. Sia Paola che Eustochio decisero di seguirlo. L'anno dopo, Paola partì per l'Oriente, accompagnata da Eustochio, mentre a Roma Paolina si occupò di Ruffina e del figlio Tossozio.
Fondazione di Monasteri e Morte
Dopo un soggiorno ad Antiochia, Paola e Eustochio visitarono i luoghi santi della Palestina e l'Egitto, dove ebbero modo di studiare la vita degli eremiti e delle comunità cenobitiche (monaci che vivevano in comunità nei monasteri seguendo delle regole). Paola visitò la Terrasanta e poi la regione dell'Egitto, dove si ritiravano i Padri del deserto. Si recò poi a Betlemme e qui si fermò per sempre, spendendo le sue ricchezze per creare una casa destinata ai pellegrini e due monasteri. Nel monastero maschile lavorò Girolamo fino alla morte, mentre Paola costituì una comunità femminile sotto la sua guida. Paola concluse la sua vita nella città di David, in uno dei due monasteri che aveva fondato, cercando, senza successo, di convincere l'antica compagna Marcella ad unirsi alla sua comunità. Il fecondo rapporto intellettuale e spirituale con Girolamo perdurò fino alla sua morte. Si spense il 26 gennaio del 406 a 59 anni, affidando le cinquanta monache alla figlia Eustochio.
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Santi Timoteo e Tito: Discepoli di San Paolo
Il 26 gennaio si ricordano anche i Santi Timoteo e Tito, vescovi e discepoli di San Paolo, vissuti nel I secolo d.C. La memoria di questi due vescovi delle primissime generazioni cristiane, entrambi convertiti da San Paolo e suoi collaboratori, è stata abbinata nel nuovo Calendario della Chiesa. Timoteo e Tito non erano israeliti, e la loro amicizia apostolica con Paolo è un esempio di come la diffusione del Vangelo richieda una comunità di amici che condividano la stessa ansia e missione per l'annuncio del Vangelo e che collaborino bene insieme.
Ruoli Episcopali
Timoteo fu vescovo di Efeso, mentre Tito fu vescovo di Creta. Essi accompagnarono San Paolo nei suoi numerosi viaggi apostolici e si presero cura della formazione di alcune chiese appena fondate dall'apostolo. Questo richiama quanto Gesù aveva indicato quando aveva designato 72 discepoli, inviandoli a due a due in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Per un annuncio efficace del Vangelo, è necessaria la testimonianza di due o più discepoli che siano veri amici nella fede, che preghino insieme, che portino pace e che si accontentino di ciò che viene loro offerto. Gli annunciatori solitari del Vangelo possono fare colpo al momento, ma difficilmente radicano veramente il lieto annuncio nel cuore di coloro che ascoltano.

Altre ricorrenze del 26 Gennaio
Oltre a Santa Paola Romana, San Timoteo e San Tito, il 26 gennaio si recita la novena a diversi altri santi importanti:
- San Tommaso d'Aquino, maestro di preghiera e dottore della Chiesa.
- Sant'Angela Merici, fondatrice delle Orsoline.
- San Giovanni Bosco, fondatore della Società Salesiana e dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
- San Biagio, martire e protettore della gola.
- Presentazione del Signore.
- San Geminiano di Modena, vescovo.
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