La domanda su come un Dio infinitamente amorevole e onnipotente possa permettere la sofferenza sulla terra è antica quanto l'umanità stessa ed è una delle più difficili e comuni. Molti si chiedono se Dio non possa intervenire per eliminare il dolore e creare un mondo senza sofferenza. Per comprendere le grandi questioni che circondano questo argomento, è essenziale esaminare il piano divino nella sua totalità.
L'Origine della Sofferenza: La Creazione e la Caduta
Un Mondo Senza Sofferenza: L'Intenzione Originale di Dio
In principio, Dio creò un mondo senza sofferenza. Questo era il cielo e la terra prima della caduta nel peccato originale. Tutti gli angeli e tutto ciò che era stato creato viveva in armonia con Dio, in un'atmosfera di pace, gioia e perfezione. Era esattamente come Dio lo desiderava.

La Ribellione e l'Introduzione del Peccato
Tuttavia, Satana, uno degli angeli, scelse di andare contro questo ordine e di trovare la sua propria strada. Egli esaltò se stesso, immaginando di poter essere uguale o migliore di Dio. Questo fu il primo peccato, che portò alla separazione tra Dio e Satana. L'agire di Satana era fuori dalla benedizione di Dio e pertanto maledetta.
Quando Dio creò Adamo ed Eva, le prime persone, diede loro una libera volontà. Erano puri e avevano un contatto e una comunione diretti con Dio. Satana, pieno di male, voleva distruggere quest’armonia. A suo parere, se alle persone fosse stata data la scelta, avrebbero peccato piuttosto che ubbidire a Dio. Dio avrebbe potuto zittirlo o forzarlo a cambiare opinione, ma Lui ha troppo rispetto per la libera volontà, persino per quella di coloro che scelgono di disubbidire. Così, invece di forzare Satana a tornare nella luce, Dio aveva bisogno di provare che la via del peccato avrebbe solamente portato alla sofferenza.
La Caduta dell'Uomo e la Contaminazione della Creazione
L'intenzione di Dio, quando creò la terra, era che fosse un'estensione della pace e dell’armonia del paradiso. Ciononostante, a Satana fu dato accesso alla terra, e lui tentò Eva nel Giardino dell’Eden. Quando Satana offrì a Eva la scelta di seguire la via di Dio o la via del peccato, Dio sperò di tutto cuore che lei scegliesse la Sua via, sapendo che l'unico modo per gli esseri umani di essere felici era l'ubbidienza.
Sfortunatamente, Eva scelse di credere alla via di Satana - la via della maledizione - e convinse Adamo a fare lo stesso. Per il Suo immenso rispetto verso la libera volontà, Dio dovette fare un passo indietro e lasciar raccogliere ad Adamo ed Eva le conseguenze delle loro azioni. Tutte le sofferenze, tutto il dolore e ogni lacrima versata qui in terra sono un risultato diretto o indiretto del peccato. Persino i disastri naturali avvengono perché il mondo fu maledetto. Il peccato contaminò tutto e divenne sempre peggio col passare del tempo. Quando una persona ha peccato, raccoglie sofferenza; quelli intorno a lui hanno sofferto; la terra stessa ha sofferto. La natura del mondo stesso diventò contaminata con spine e rovi. Questo non è stato un Dio cattivo che aveva esagerato con le punizioni, ma un risultato naturale delle leggi che Dio aveva fatto molto tempo prima, persino prima della creazione della terra. Egli sapeva che peccare portava sofferenza. Questo è il motivo per cui Lui ci mette tutta la Sua energia affinché noi non lo facciamo.
Che cos'è il peccato originale?
Perché Dio Non Interviene Subito?
La Dimostrazione Definitiva Contro Satana
Dio potrebbe intervenire in qualsiasi momento e fermare la sofferenza. Potrebbe stendere la Sua mano e salvarci dal dolore, dopotutto Lui è onnipotente. Se però lo facesse, Lui non riuscirebbe mai a provare, oltre ogni possibile ombra di dubbio, che Satana aveva torto. Il peccare causa sofferenza: Dio lo sa e adesso lo vuole provare a tutta la creazione.
Dio si addolora nel vedere la Sua creazione soffrire. Il suo desiderio è che questa termini; desidera fortemente poter stendere la Sua mano per aiutarci. L'obiettivo ultimo di Dio è fermare la sofferenza per tutta l’eternità. Vuole che tutta la creazione viva assieme in perfetta armonia come lo era all’inizio. Questa volta, però, si deve assicurare che nessuno possa portare il peccato nella nuova creazione. Questo è il motivo per cui deve poter mostrare, oltre ogni ombra di dubbio, che è solamente il peccato che porta alla miseria e alla sofferenza. E per ottenere questa prova, Dio deve giocare secondo le regole che Lui stesso ha dettato.
Lo Scopo di Dio con la Creazione: Gioia e Vittoria sul Peccato
L’intenzione di Dio con noi non è solamente provare che il peccare porta a sofferenza. È ancora più importante provare che vivere senza peccare porta gioia, pace e armonia.
Come dice Efesini 3:8-11: “...è stata data questa grazia di annunciare agli stranieri le insondabili ricchezze di Cristo e di manifestare a tutti quale sia il piano seguito da Dio riguardo al mistero che è stato fin dalle più remote età nascosto in Dio, il Creatore di tutte le cose; affinché i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio, secondo il disegno eterno che egli ha attuato mediante il nostro Signore, Cristo Gesù.”
Questa è la quintessenza del piano di Dio con l’umanità, l’ultimo colpo sradicante contro Satana. Mandando il Suo proprio figlio Gesù in terra come uomo, Lui fu capace di provare una volta per tutte che è possibile vincere Satana e i suoi inganni. Da essere umano, Gesù fu tentato in ogni modo come noi, ma in ogni circostanza scelse di fare la volontà di Dio invece della propria, così non commise mai peccato (Ebrei 4:15, Ebrei 5:7-9). Quando Gesù fu crocifisso e gridò, “È compiuto!”, la vittoria era totale.
Gesù fece questo in modo da poter mostrare la via ad altri. Adesso Dio sta formando una sposa per Gesù Cristo che mostrerà, vivendo una vita pura e santa come fece Lui, che la vittoria sul peccato porta vera, eterna gioia e pace. Questa è la chiesa, dalla quale la multiforme saggezza di Dio sarà rivelata a tutta la creazione. Questa gioia non è semplicemente una ricompensa che riceviamo nell'eternità, ma inizia adesso.
Quindi, sebbene Dio debba far raccogliere alla terra il salario del peccato, Lui di fatto è molto più interessato a lasciare che coloro che scelgono di servirlo ne raccolgano i benefici.
Il Dibattito sulla Sofferenza: Prospettive Diverse
Le Obiezioni dell'Ateismo e l'Argomento Evoluzionista
Di fronte a catastrofi e tragedie, la domanda "Se Dio è un Dio d'amore, perché c'è tanta sofferenza nel mondo?" è posta regolarmente. Molti hanno rifiutato Dio a causa della sofferenza. Charles Darwin, dopo la morte di sua figlia, rinunciò al cristianesimo, sostenendo che "la morte crudele di Annie distrusse le tracce della fede che Charles aveva in un suo universo di moralità e giustizia." Similmente, Ted Turner e l'evangelista Charles Templeton hanno perso la fede a causa della sofferenza che vedevano. La "severa ed inevitabile realtà" per loro è che tutta la vita è basata sulla morte: "Ogni creatura carnivora deve, per sopravvivere, uccidere e divorare un’altra creatura."
Basandosi sulla prospettiva evolutiva, Darwin considerava la morte una componente permanente nel mondo, un risultato della "guerra della natura, della carestia e della morte." Secondo questo punto di vista, morte, sofferenza e malattie sono sempre esistite, continuano ad esistere e esisteranno nel futuro, con la morte che ha un ruolo permanente nel processo di 'creazione' della vita. Questa visione implica che il mondo è sempre stato un luogo pericoloso e mortale, portando alla domanda: "Chi ha causato il cancro, le malattie e la violenza, talvolta testimoniati anche dai fossili ritrovati?"
La Risposta Cristiana: Morale Oggettiva e Contesto Storico
L'ateo che si lamenta che il Dio cristiano è maligno deve anche esprimere quale concetto di bene e di male usa per giudicare Dio. Se gli esseri umani sono solamente il prodotto dell'evoluzione, dove troviamo uno "standard" oggettivo di bene e di male? Le nostre idee di bene e male sarebbero semplicemente il risultato di processi chimici che ci hanno conferito un vantaggio di sopravvivenza.
Un vero cristiano, invece, crede che c'è uno standard oggettivo di moralità che è al di sopra dell’individuo umano, perché è stabilito da un Legislatore morale, oggettivo e trascendente, che è anche il nostro Creatore. L'ateo che ragiona contro Dio a causa di un male oggettivo, involontariamente concorda proprio con quel punto contro il quale si sta accanendo.
Tali questioni, che riguardano Dio, sono il risultato di una prospettiva storica sbagliata. Credere nell'evoluzione e/o in milioni di anni di storia rende necessario che la morte abbia avuto una parte nella storia stessa fin da quando la vita comparve su questo pianeta. Se si crede che gli strati rocciosi della crosta terrestre, che contengono miliardi di fossili e specie morte, rappresentino la storia della vita terrestre nel suo cammino di milioni di anni, è difatti un ricordo bruttissimo, pieno di morte, malattia e sofferenza.
La Prospettiva Biblica della Storia e le Conseguenze del Peccato
La Morte come Pena del Peccato
La Bibbia ci offre un resoconto diverso della storia e della morte. All’inizio Dio creò un mondo perfetto, definito "molto buono" (Genesi 1:31). Sia l’uomo che gli animali mangiavano piante, invece di nutrirsi l’un dell’altro (Genesi 1:29-30). Però questo mondo buono, privo del peccato, fu rovinato a causa della ribellione del primo uomo, Adamo. Il suo peccato ha fatto entrare un intruso nel mondo, cioè la morte. Dio giudicò il peccato, proprio perché aveva già ammonito Adamo prima di commetterlo (Genesi 2:17; cf 3:19). In verità, Dio provocò apparentemente la prima morte nel mondo, sacrificando un animale per farne dei vestiti per coprire Adamo ed Eva (Genesi 3:21).
La morte è la pena del peccato (Romani 6:23) e questo è la base del messaggio del Vangelo. Se si accettasse l'idea di milioni di anni di morte e sofferenza prima del peccato di Adamo, si creerebbe una grave contraddizione nel messaggio evangelico e si implicherebbe che la morte è anche una colpa di Dio. Dal punto di vista biblico, la morte è un nemico, non un alleato.

Il Ritiro Temporaneo del Sostegno Divino
Con il suo peccato, Adamo, come capo della razza umana e rappresentante di ognuno di noi, dichiarò di voler vivere la sua vita senza Dio. Di conseguenza, Dio dovette giudicare e punire il peccato di Adamo con la morte. La morte è la pena naturale della scelta di vivere senza Dio, senza Colui che dà la vita. Romani 8:22 ci dice che "fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme ed è in travaglio," perché Dio stesso ha sottoposto tutta la creazione al processo di decadimento (v. 20). Questo è un assaggio della vita priva di Lui, un mondo pieno di violenza, morte, sofferenza e malattia. Se Dio ritirasse definitivamente tutto il Suo sostegno, la creazione non esisterebbe più, poiché Colossesi 1:16-17 afferma che tutte le cose sussistono per mezzo della potenza del Creatore, il Signore Gesù Cristo. Dio ci permette di sperimentare ciò che abbiamo voluto: la vita senza di Lui (Romani 1:18-32).
Esempi biblici come gli israeliti nel deserto (Deuteronomio 29:5, Neemia 9:21) o i tre amici di Daniele nella fornace ardente (Daniele 3) mostrano come sarebbe un mondo sostenuto pienamente da Dio, dove niente si consumerebbe o si deteriorerebbe. Attualmente viviamo in un universo in cui tutto si disintegra. Intorno a noi vediamo morte, sofferenza e malattie: tutto ciò è il risultato del giudizio di Dio al peccato e del ritiro di una parte del Suo sostegno, per darci così ciò che volevamo, cioè un assaggio della vita priva di Dio.
Dio Soffre con Noi: Il Ruolo di Gesù Cristo
L'Empatia Divina e la Sofferenza di Gesù
Il Signore "non vuole il male, la malattia, la morte, ma permette che ci siano per rispetto della nostra libertà." Dio, però, non ci ha lasciati soli in balia del male, ma ha mandato il suo Figlio per salvarci e dare un senso anche al dolore. Al di là di ogni spiegazione logica che possiamo escogitare, il cristianesimo è l’unica vera risposta al dramma della sofferenza. Noi crediamo, infatti, che Dio stesso, per mezzo del suo Figlio, condividendo la nostra natura umana, ha sperimentato il dolore, l’ingiustizia, la persecuzione, la morte. Come leggiamo nel Vangelo di Giovanni, «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (3:16).
In questo modo Gesù Cristo, il Figlio di Dio, si è unito alla passione di ogni essere umano, a tutti coloro che soffrono, sono malati, torturati, segnati da malattie. Ogni volta che vediamo un fratello o una sorella che soffre possiamo riconoscervi la presenza di Cristo e impegnarci per alleviare il suo dolore e curare le sue piaghe, come il buon samaritano della parabola. Non è tuttavia la sofferenza di Cristo che ci ha redenti dal male, ma il suo amore per noi, un amore giunto a dare la vita, fino alla morte di croce. Come scrive san Paolo ai Galati, Cristo «mi ha amato e ha dato se stesso per me» (2:20).
Il Padre celeste soffriva con il Figlio sulla croce, non stava a guardare dall’alto. Questo Padre che era con il Figlio sulla croce, ora soffre con ogni sua creatura che soffre e, se si trattiene, è perché sa cosa farà di ogni lacrima versata nella fede e nella speranza. Dio ha dimostrato chiaramente attraverso la sofferenza e la morte di Gesù Cristo che Egli soffre con noi. Non ci spiega tutto, non ci risparmia da esperienze di sofferenza, ma è sempre il "Dio profondamente compassionevole" (Giacomo 5:11) con il cuore e le braccia aperte per coloro che si disperano nella vita.
"Soffrire nella Carne": La Vittoria sul Peccato
Tutti soffrono, e le sofferenze che una persona attraversa in terra non sono necessariamente proporzionali all’ammontare di peccato che hanno commesso. I discepoli di Gesù Cristo, però, sanno come usare questa sofferenza a loro vantaggio.
In 1 Pietro 4:1 dice: “Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi dello stesso pensiero, che, cioè, colui che ha sofferto nella carne rinuncia al peccato." La sofferenza fisica in se stessa ovviamente non porta una fine al peccato. Al contrario, quando le persone sperimentano dolore, perdite e tragedie, il peccato dentro di loro si mostra e sono tentati a sentirsi arrabbiati, amareggiati, scoraggiati. Un discepolo però fa quello che fece il suo Maestro, Gesù: prende questi pensieri, li nega e li mette a morte. E un poco del peccato muore. Questo è chiamato "sofferenza nella carne," perché negare la carne nel compiere i suoi desideri è lo stesso che negare la tua propria volontà, e questo è doloroso. Questo è quello che fece Gesù quando era in terra, ed è la volontà di Dio per noi. Il risultato comunque è che il peccato è stato vinto, ed è stato rimpiazzato invece con la virtù.
Quando abbastanza persone hanno consciamente scelto di soffrire nella carne, piuttosto che peccare e soffrirne le conseguenze, allora Dio potrà finalmente dire a Satana: "Vedi, la tua via non funziona. Il peccato porta solamente alla sofferenza, ma alcune persone scelgono la mia via. Scelgono di non peccare. È stato provato volta dopo volta, non hai su che basarti!"
Come Affrontare la Sofferenza Personale
Condividere il Dolore e la Speranza
Gesù, quando incontrava qualcuno nella malattia o nel lutto, non faceva loro discorsi sul perché e sul senso della loro sofferenza, ma soffriva e perfino a volte piangeva con loro. Solo dopo aver condiviso il loro dolore, li rassicurava dicendo: "Io sono la risurrezione e la vita: chi crede in me, anche se morto, vivrà."
La cosa più utile da fare con chi soffre è aiutarlo a convincersi che Dio non sta a guardare dall’alto a braccia conserte, ma è lì al suo fianco e soffre con lui o con lei. Non è facile accettare questo pensiero, ma bisogna confidare nel potere intrinseco che ha la fede di operare il miracolo. Quando questo avviene è un miracolo più grande che la guarigione fisica, perché questa presto o tardi finirà e in ogni caso non servirà a evitare la morte, mentre l’altra guarigione, quella dell’anima, durerà in eterno e ci procurerà una quantità smisurata di gloria.
La Forza Interiore e il Senso del Sacrificio
Dio ha due modi di vincere il male fisico delle sue creature: o lo toglie con le risorse della medicina e a volte della preghiera, oppure dà loro una forza più grande del male per portarlo pazientemente e, a volte, gioiosamente, con Cristo senza essere schiacciati. Molti malati tornano da Lourdes fisicamente non guariti, ma spiritualmente più sereni e gioiosi.
Un esempio commovente di sacrificio e sofferenza è la storia di una madre che, per permettere al figlio di vedere con entrambi gli occhi dopo un incidente, donò il proprio occhio. Il figlio, che si vergognava della madre a causa della sua menomazione, scoprì la verità solo dopo la morte di lei, attraverso una lettera che recitava: "Quando eri piccolo tu hai avuto un incidente e hai rischiato di perdere un occhio, così io mi sono detta: 'Posso rinunciare al mio, perché mio figlio veda con due occhi', e oggi io so che tu vedi il mondo grazie al mio occhio." Questa storia, sebbene aneddotica, illustra la profondità dell'amore e del sacrificio che può nascere dalla sofferenza, rendendo visibile un amore che va oltre la comprensione immediata.

La Responsabilità Individuale e la Speranza per l'Eternità
Cosa Possiamo Fare Noi?
È difficile assistere inerti alla sofferenza che si espande nel mondo senza sapere cosa fare. Coloro che sono fedeli a Dio hanno la forza e la responsabilità di alleviare la sofferenza e rendere il mondo un luogo leggermente migliore lì dove si trovano.
- Possiamo essere una benedizione per coloro che ci sono intorno negando il peccato che ci tenta così facilmente, e che porta a conflitti e infelicità.
- Quando siamo propensi a rispondere con parole dure, possiamo mettere a morte quel peccato e rispondere gentilmente e cortesemente.
- Quando siamo tentati all’egoismo, possiamo praticare la generosità.
- Quando vediamo ingiustizia e crudeltà, possiamo essere campioni per la giustizia e la compassione.
- Possiamo anche pregare: "La preghiera del giusto ha una grande efficacia" (Giacomo 5:16). La preghiera è un’arma eccezionale contro l’oscurità di questo mondo. Possiamo pregare per guarigione, per misericordia, per i poveri, per i bisognosi, per i leader del mondo e per i governi, affinché luce, vita e misericordia entrino in questo mondo il più possibile.
Più viviamo in giustizia, più mettiamo a morte il nostro peccato, più lottiamo contro le tenebre, più velocemente arriverà il giorno del giudizio quando tutto il peccato e la sofferenza saranno finiti per sempre. "Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà, mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio" (2 Pietro 3:11-12).
L'Eternità: La Fine Definitiva della Sofferenza
Quel giorno verrà presto - il giorno in cui Gesù tornerà, pronto per prendere la sua sposa, pura e senza macchia, avendo scelto la via di Dio attraverso tutto. E poi viene il gran finale: Satana sarà legato e gettato nello stagno di fuoco per sempre (Apocalisse 20:10). Lui non riuscirà mai più a tentare le persone nel seguire la sua via e a causare miseria e sofferenza. Allora Dio riuscirà finalmente a creare un nuovo cielo e una nuova terra in perfetta pace, gioia e armonia per tutta l’eternità. Niente più pianti, niente lacrime, niente dolore. Niente tentazioni, peccati, lotte, conflitti o disubbidienza. Vivremo assieme a Dio e Gesù e i santi.