L'Omelia del Parroco Piacentino Don Pietro Cesena e le Sue Controversie

Don Pietro Cesena, parroco della popolosa frazione di Borgotrebbia (Piacenza), un tempo chiamata la "Stalingrado Rossa", è una figura che ha più volte catturato l'attenzione dei media e dei social. Conosciuto anche come "Donpi" dagli amici, il sacerdote è diventato celebre per le sue omelie e posizioni spesso singolari, che lo hanno portato al centro di diverse discussioni.

L'Omelia di Natale Diventata Virale e il Ricovero Urgente

Durante la messa di Natale della parrocchia Santi Angeli Custodi a Piacenza, l'omelia di don Pietro Cesena è diventata virale. Le messe sono trasmesse in streaming e questa in particolare non è passata inosservata.

Il sacerdote ha infatti dichiarato, testualmente: «Vi invito oggi a mangiare bene e a bere con abbondanza, ma non la Coca-Cola! Vino buono, perché il vino è segno della vita eterna! In paradiso fratelli miei gli astemi non potranno entrare, perché si beve il vino».

Il video dell’omelia di Natale, interrotta da scroscianti applausi dei fedeli presenti, era diventato subito virale sui social, dove il parroco 62enne di Borgotrebbia (Piacenza) aveva scherzosamente esortato i fedeli a mangiare e bere abbondantemente vino "poiché gli astemi in Paradiso non entrano".

Don Cesena parroco di Borgotrebbia "No agli astemi in Paradiso"

Il Ricovero per Covid-19

Poche ore dopo, però, per il sacerdote si sono aperte le porte del reparto Covid. Don Cesena si è infatti sentito male dopo la celebrazione ed è stato ricoverato in ospedale. Il religioso si è sentito male proprio nella notte tra venerdì 25 e sabato 26 dicembre, dunque a nemmeno ventiquattro ore dalla messa che ha fatto il giro dei social.

Dopo essersi sottoposto ad un tampone ed essere risultato positivo al Covid-19, al sacerdote è stata diagnosticata una polmonite bilaterale. Le sue condizioni non sembrano gravi, ma è stato comunque ricoverato nel reparto di pneumologia dell'ospedale di Piacenza in osservazione.

Subito sono state annullate le successive funzioni, anche perché, diagnosticata la sua positività al virus, immediatamente è scattata la quarantena per tutti i sacerdoti e i chierichetti che avevano condiviso con lui l’altare. Ma a finire in isolamento sono stati anche molti fedeli. Visto il pochissimo tempo intercorso tra la messa e i primi sintomi della malattia, è assai probabile che don Pietro fosse contagioso anche durante la celebrazione.

Foto di Don Pietro Cesena durante una celebrazione

Le Precedenti Controversie del Parroco Piacentino

Il sacerdote non è nuovo alle cronache. Il suo percorso è costellato di episodi che ne hanno evidenziato il carattere battagliero e la tendenza a prendere posizioni fuori dal coro.

La Multa Durante il Lockdown

Il sacerdote era salito agli onori della cronaca già nell’aprile precedente, in pieno lockdown. In quell’occasione, nonostante i divieti, decise di officiare ugualmente la messa e per questo venne sanzionato, dovendo pagare 400 euro di multa. Davanti alle telecamere del Tg2, don Cesena aveva ribadito energicamente il diritto dei fedeli di ricevere l’Eucaristia, spiegando: «Io rispondo per il mio essere prete». Aveva anche detto durante la messa a porte aperte non autorizzata: «Non pagate le multe della Polizia, non abbiate paura di venire a messa. Quello a cui ci hanno messo di fronte è anticostituzionale, è qualcosa di oppressivo. Andremo dai giudici, e tutto questo vedrete che verrà messo in discussione».

La Benedizione Contestata di un Candidato Sindaco

Don Pietro Cesena ha catturato nuovamente le prime pagine di media e social piacentini in un'altra occasione. Una lista capitanata dal medico Maurizio Botti, in lizza alle Comunali del 12 giugno, si era recata a Borgotrebbia per ricevere la benedizione del parroco. Il don aveva benedetto la lista, ma la Curia vescovile si era dissociata, definendo la sua «una scelta del tutto personale, non opportuna e non condivisibile».

La Curia, pur riconoscendo in passato di aver fatto campagna elettorale da ogni pulpito, in questa occasione aveva dichiarato che «la valutazione sui programmi e sulle persone candidate viene lasciata alla coscienza dei singoli cittadini», un'affermazione considerata da molti uno "schiaffone in piena regola" al parroco di Borgotrebbia.

La risposta di don Pietro alla Curia era stata altrettanto puntuta: «Io non ho preso nessuna posizione politica, sono disposto a benedire altri candidati sindaco e altri candidati consiglieri comunali se vorranno venire a farsi benedire da me».

Il Carattere e l'Operato di Don Pietro Cesena

Il battagliero don Pietro, pur avendo subito a sua volta il Covid che lo ha costretto in ospedale, non ha negato un certo quale comune sentire con il variegato popolo dei no vax e dei no green pass. Nonostante le controversie, il parroco piacentino è anche un grande organizzatore di giovani e di iniziative caritatevoli a favore delle ragazze madri, uno che non ha paura a rimboccarsi le maniche e a lavorare duro.

Per "Donpi", come lo chiamano gli amici, un amministratore pubblico può essere comunista o fascista o centrista, non fa differenza. Ma se ha male amministrato o, peggio, si è lasciato cullare nel dolce far niente, gli conviene girare al largo da Borgotrebbia e dalla chiesa dei Santi Angeli Custodi.

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