La Domenica delle Palme e l'Apertura della Settimana Santa
La Domenica delle Palme, 5 aprile 2009, Papa Benedetto XVI ha aperto i riti della Settimana Santa in una Piazza San Pietro affollata di fedeli. La celebrazione ha segnato l'inizio del cammino verso la Pasqua, rievocando l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e il suo amore che vince la morte per sempre. In questa giornata, la Chiesa rivive il passaggio dagli osanna delle palme all’atrocità del Golgota, un dolore supremo che culmina nella Passione di Cristo.
Il Papa ha guidato la processione delle Palme, resa più suggestiva dalla composizione floreale donata dalla Regione Puglia, tra gli striscioni e gli ulivi alzati da migliaia di ragazze e ragazzi riversatisi nel colonnato del Bernini illuminato dal sole.

Il Messaggio Centrale dell'Omelia: Sacrificio e Rinuncia
Il Pellegrinaggio di Cristo e il Desiderio di Vedere Gesù
Nell'omelia, Benedetto XVI ha ricordato l’“essenziale” di quel pellegrinaggio che Cristo compì entrando a Gerusalemme a dorso d’asino, ma come Signore di un nuovo Regno. Egli ha affermato che “Il vero scopo del pellegrinaggio deve essere quello di incontrare Dio; di adorarlo e così mettere nell’ordine giusto la relazione di fondo della nostra vita (…). Cari amici, per questo ci siamo riuniti qui: Vogliamo vedere Gesù. A questo scopo, l’anno scorso, migliaia di giovani sono andati a Sydney. Certo, avranno avuto molteplici attese per questo pellegrinaggio. Ma l’obiettivo essenziale era questo: Vogliamo vedere Gesù”.
Le Caratteristiche del Regno di Cristo
Il Papa ha delineato due caratteristiche fondamentali del Regno instaurato da Cristo: la cattolicità e l’universalità. Questo Regno, ha detto il Papa, non poggia sulla “regalità di un potere politico, ma si basa unicamente sulla libera adesione dell’amore”. Benedetto XVI ha soggiunto che “L’universalità è sempre un superamento di se stessi, rinuncia a qualcosa di personale. L’universalità e la croce vanno insieme. Solo così si crea la pace”.
La Verità del Sacrificio nella Vita Cristiana
Il Pontefice ha poi sottolineato che questi resterebbero solo principi spirituali se nella vita l’uomo non fosse in grado di “osare il grande sì” a Dio: ovvero, “metterci a disposizione, quando in fondo vorremmo aggrapparci al nostro io”. Il Papa ha enunciato una verità che la mentalità odierna troppo spesso cerca di rimuovere: “Ad una vita retta appartiene anche il sacrificio, la rinuncia. Chi promette una vita senza questo sempre nuovo dono di sé, inganna la gente. Non esiste una vita riuscita senza sacrificio. Se getto uno sguardo retrospettivo sulla mia vita personale, devo dire che proprio i momenti in cui ho detto ‘sì’ ad una rinuncia sono stati i momenti grandi ed importanti della mia vita”.
benedetto xvi rinuncia al pontificato
Anche Gesù ha saputo offrire a Dio il suo “sì” assoluto, superando il “terrore della passione” che lo attendeva. Benedetto XVI ha evidenziato che “Anche noi possiamo lamentarci davanti al Signore come Giobbe, presentargli tutte le nostre domande che, di fronte all’ingiustizia nel mondo e alla difficoltà del nostro stesso io, emergono in noi. Davanti a Lui non dobbiamo rifugiarci in pie frasi, in un mondo fittizio. Pregare significa sempre anche lottare con Dio, e come Giacobbe possiamo dirGli: ‘Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!’”. Una circostanza, ha sottolineato il Papa, che ci insegna, in quanto cristiani, che la volontà di Dio “è sempre più importante e più vera” della nostra e che “la sua volontà è la verità e l’amore”.
Il Messaggio ai Giovani sulla Croce
Un pensiero particolare il Pontefice ha diretto ai giovani che di lì a poco avrebbero passato di mano la Croce della GMG: “Quanto più per amore della grande verità e del grande amore - per amore della verità e dell’amore di Dio - possiamo fare anche qualche rinuncia, tanto più grande e più ricca diventa la vita. Chi vuole riservare la sua vita per se stesso, la perde. Chi dona la sua vita - quotidianamente nei piccoli gesti, che fanno parte della grande decisione - questi la trova. È questa la verità esigente, ma anche profondamente bella e liberatrice, nella quale vogliamo passo passo entrare durante il cammino della Croce attraverso i continenti”. Benedetto XVI ha concluso la Messa solenne della Domenica delle Palme, affermando che “quanto più si compiono gesti di rinuncia per amore di Dio, tanto più grande e ricca diventa la vita”, un insegnamento che ha detto di aver sperimentato più volte nella sua vita.
Appelli dell'Angelus: Pace e Solidarietà
Al termine dell’Angelus, salutando i fedeli in sette lingue, Benedetto XVI ha levato due accorati appelli ai governi di tutto il mondo riguardo problemi che richiedono interventi solleciti.
Contro le Mine Antiuomo
A 10 anni dall’entrata in vigore della Convenzione per la messa al bando delle mine antipersona e dopo la recente apertura alla firma per la convenzione per l’interdizione delle munizioni a grappolo, il Papa ha detto: “Desidero incoraggiare i Paesi che non lo hanno ancora fatto a firmare senza indugio questi importanti strumenti del diritto internazionale umanitario, ai quali la Santa Sede ha dato da sempre il proprio appoggio. Esprimo altresì il mio sostegno a qualsiasi misura intesa a garantire la necessaria assistenza alle vittime di tali armi devastanti”. Ha definito le mine antiuomo e le bombe a grappolo “armi invisibili e disumane nella loro concezione”, responsabili di mutilazioni, soprattutto tra i bambini.

Per i Migranti Vittime delle Tragedie in Mare
Con toni accorati, Benedetto XVI ha affrontato il tema dei viaggi che migliaia di immigrati intraprendono dall’Africa verso l’Europa con esiti spesso devastanti, come accaduto pochi giorni prima con il naufragio di circa 200 persone salpate dalla Libia nel Mediterraneo. “Non possiamo rassegnarci a tali tragedie, che purtroppo si ripetono da tempo!”, ha esclamato il Pontefice, pregando per le vittime e invitando Unione Europea e nazioni africane ad adottare strategie “urgenti” e “adeguate misure di carattere umanitario, per impedire che questi migranti ricorrano a trafficanti senza scrupoli”. Il Papa ha osservato che questo problema, ulteriormente aggravato dalla crisi globale, “troverà soluzione solo quando le popolazioni africane, con l’aiuto della comunità internazionale, potranno affrancarsi dalla miseria e dalle guerre”.

La Giornata Mondiale della Gioventù e la Croce
Al termine dell’Angelus, Benedetto XVI ha dato spazio alla 24ª Giornata mondiale della gioventù, che nel 2009 è stata celebrata a livello diocesano. Ha salutato le delegazioni di ragazzi provenienti da Australia e Spagna per la consegna della Croce della GMG. “Questo ‘passaggio di testimone’ - ha affermato - assume un valore altamente simbolico, con cui esprimiamo immensa gratitudine a Dio per i doni ricevuti nel grande incontro di Sydney e per quelli che vorrà concederci in quello di Madrid”, la città che ospiterà il prossimo raduno nel 2011. Il passaggio della Croce, che da 24 anni simboleggia la GMG, rappresenta un momento chiave per i giovani cristiani di oggi e di domani.

La Speranza dei Giovani Presenti
Durante la Messa in Piazza San Pietro, alcuni giovani hanno condiviso le loro impressioni sul tema della speranza, filo conduttore della GMG di quell’anno:
- Un giovane ha espresso la speranza in un mondo di pace e la certezza che il Signore è una presenza costante, guida della sua vita.
- Un altro ha affermato che “Tutta la nostra speranza è in Cristo, perché uno che scopre Cristo tutto ciò cui aspira è di reincontrarlo il più possibile nella propria vita.”
- Una ragazza ha sottolineato: “L’unica conferma che c’è nella vita è che veramente Gesù Cristo ti ama così come sei e quindi ci rimane questa speranza che lui ci ama senza giudicare.”
- Un altro giovane ha dichiarato: “Speranza per me è sapere che Gesù ci è sempre vicino e quindi dobbiamo avere questa certezza grande che il suo amore ci segue e ci accompagna.”
- Un altro ha indicato la speranza come vivere ogni giorno “secondo i principi che Gesù stesso ci ha trasmesso nel corso della sua vita, quindi vivendo alla luce dei principi di Cristo con la speranza di avere anche la presenza del Signore ogni giorno accanto.”