Don Francesco Viganò: Il Nuovo Parroco di Santa Maria del Monte Carmelo a Rovereto

La diocesi trentina ha annunciato ufficialmente i nuovi incarichi del clero che entreranno in vigore dall’autunno 2024. Tra le nomine più significative per la comunità di Rovereto, spicca quella di Don Francesco Viganò, che assumerà il ruolo di parroco di Santa Maria del Monte Carmelo, Lizzanella e delle nove unità pastorali della Vallarsa (Albaredo, Camposilvano, Matassone, Obra, Parrocchia, Raossi, Riva di Vallarsa, S. Anna, Valmorbia).

Don Francesco Viganò: Un Nuovo Pastore con una Missione Chiave

Descritto come giovane, energico ed entusiasta, Don Francesco Viganò è già proiettato verso una missione particolarmente difficile: dialogare con cuore e intelligenza con i giovani di oggi. Per questa generazione, la strada della ricerca, spinosa ed affascinante, si apre presto ed è priva di quei “paracarri” che potevano assicurare alle generazioni passate maggiore sicurezza, favorendo però anche una fede ricca di automatismi.

Profilo e Formazione

Nato in Bolivia il 17 maggio 1991, Don Francesco è ripartito con i suoi genitori alla volta di Trento quando aveva appena un anno e mezzo. È figlio di Giorgio Viganò, ex consigliere provinciale eletto nel 2003 tra le fila della Civica Margherita, e nipote del pavoniano Padre Flavio Paoli, missionario in Burkina Faso. Dopo aver frequentato il Liceo linguistico, ha lavorato per un anno come educatore in una casa famiglia a Sarno, tra Napoli e Salerno, seguendo dieci ragazzi provenienti da situazioni ambientali problematiche. Questo periodo ha rafforzato il suo desiderio di conoscere da vicino la figura di Gesù, portandolo a intraprendere il percorso del seminario non escludendo la possibilità di diventare prete.

L'Incarico e l'Accoglienza Prevista

L'insediamento di Don Francesco Viganò a Rovereto è previsto per domenica 13 ottobre 2024, subentrando a Don Giuseppe Mihelcic, il quale andrà a svolgere le funzioni di assistente spirituale all’Ospedale S. Chiara di Trento. La comunità si prepara ad accogliere festosamente il nuovo parroco. La Chiesa di Santa Maria del Carmine si preannuncia gremita, con molte persone in piedi e persino sulla scalinata di accesso.

Foto della chiesa di Santa Maria del Carmine a Rovereto durante una celebrazione affollata

Il primo saluto istituzionale sarà offerto dalla Sindaca di Rovereto, Giulia Robol, seguito da quello del Sindaco di Vallarsa, Luca Costa. Don Francesco concelebrerà la Santa Messa con Don Marco Saiani, parroco di San Marco e Sacra Famiglia e figura di riferimento per la Diocesi di Trento nella città di Rovereto. Dopo la celebrazione, lo storico Coro Bianche Zime di Rovereto, diretto dal Maestro Mattia Grott, dedicherà al nuovo Parroco cinque toccanti brani: “Belle rose”, “En cil i sta una stele”, “Improvviso”, ” Fiori de cristal” e “La cesota del Vason”. L'evento sarà un momento di grande partecipazione e apprezzamento da parte della comunità.

La Missione: Dialogo con i Giovani

Don Francesco ha espresso il suo impegno nella pastorale giovanile, con l'intento di seguire le numerose attività già in corso in città, lavorando in collaborazione tra più parrocchie, in particolare con Don Marco Saiani. Ha ricoperto il ruolo di assistente spirituale già quando era viceparroco a Cristo Re. Riguardo alla questione delle vocazioni, che sono sempre più al minimo storico, Don Francesco Viganò osserva che i giovani hanno una grande voglia di spiritualità e ascesi, a volte cercata anche in religioni esotiche.

«Sicuramente la domanda di spiritualità c’è, nei giovani e non solo», afferma Don Francesco. «Sicuramente non sempre trova risposta adeguata, perché si fa fatica a incrociare una ricerca spirituale tanto variegata. La stessa esigenza di preghiera, ad esempio, non è la stessa tra giovani e anziani; i primi hanno bisogno di atmosfera, luci, sottofondo musicale che favorisca un raccoglimento personale, mentre l’anziano di solito preferisce una preghiera maggiormente partecipata.» Sottolinea come la fede cristiana, con le sue esperienze di servizio e volontariato, possa sembrare distante per chi cerca l'interiorità, ma allo stesso tempo possa offrire una risposta a chi è impegnato a favore degli altri, dei più poveri e indifesi. La Chiesa si impegna a rispondere a queste diverse esigenze.

Background Familiare e Interessi Personali

Don Francesco ha un fisico da sportivo; bici, montagna ed arrampicata sono hobby che gli permettono, poi, di dedicarsi alla sua passione per la cucina. La sua famiglia aveva vissuto un'esperienza missionaria di tre anni in Bolivia, durante la quale i genitori si occuparono, tra le altre cose, della formazione dei catechisti, desiderando fare esperienza di servizio in una realtà nuova, diversa e povera, condividendo con semplicità la vita delle persone incontrate. Tornati in Italia, il padre riprese il suo lavoro di insegnante di Religione e la madre quello di casalinga, abitando prima a Ischia, poi a Ravina e infine a Romagnano.

L'Esperienza Missionaria e la Vocazione

Riflettendo sul suo percorso, Don Francesco ha dichiarato: «Non avevo escluso la possibilità di diventare prete, ma sentivo forte la voglia di conoscere da vicino quel Gesù di cui mi avevano sempre parlato. Ho iniziato il seminario perché volevo cercare, capire, verificare quale cammino volessi intraprendere, con la serenità di poter anche decidere di lasciare stare.» Sottolinea che «una rinuncia la si affronta se si trova qualche cosa d’altro, non per eroismo. Anche chi crea una famiglia deve affrontare rinunce.»

Un Legame con il Burkina Faso

Un legame particolare unisce Don Francesco al Burkina Faso, dove suo nipote, Padre Flavio Paoli, pavoniano, è missionario da anni. Don Francesco ha trascorso due settimane presso il centro che i pavoniani conducono per bambini e ragazzi sordomuti, assieme alla casa di formazione per giovani che desiderano intraprendere la vita religiosa.

Mappa del Burkina Faso con evidenziata l'area di missione dei Pavoniani

Nomine del Clero Trentino: Aggiornamenti per l'Autunno 2024

Giovedì 20 giugno la diocesi trentina ha diffuso i nuovi incarichi del clero che entreranno in vigore dall’autunno 2024. Queste nomine ridisegnano diverse responsabilità pastorali in tutta la provincia.

Dettagli sull'Incarico di Don Francesco Viganò

Come precedentemente annunciato, Don Francesco Viganò passerà da vicario parrocchiale di Trento Nord a parroco di Rovereto-S. Maria del Monte Carmelo, Lizzanella e dell’unità pastorale Vallarsa (parrocchie di Albaredo, Camposilvano, Matassone, Obra, Parrocchia, Raossi, Riva di Vallarsa, S. Anna). Sostituirà Don Giuseppe Mihelcic, che lascerà questo ruolo per diventare assistente spirituale all’Ospedale S. Chiara di Trento.

Altri Incarichi Rilevanti a Rovereto e Dintorni

  • Padre Paolo Moser sarà il nuovo parroco di Malè, Bolentina, Commezzadura, Croviana, Dimaro, Magras e Monclassico, lasciando l’incarico di vicario parrocchiale di Rovereto-S. Marco e S. Famiglia.
  • Don Marco Saiani continuerà come parroco di Rovereto-S. Marco, S. Famiglia, S. Caterina, Noriglio, Terragnolo, Trambileno e Vanza, aggiungendo anche il ruolo di parroco di Rovereto-S. Giuseppe.
  • Padre Ezio Tavernini (Cappuccini) sarà il nuovo assistente spirituale dell’Ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto, lasciando il ruolo di assistente spirituale all’Ospedale S. Chiara.

Altri Trasferimenti e Ruoli

  • Don Giorgio Cavagna passerà da parroco dell’unità pastorale Regina della Pace (comprendente le parrocchie di Folgaria, Carbonare, Lavarone, Lavarone Cappella, Luserna, Mezzomonte, Nosellari, S. Sebastiano e Serrada) a parroco di Levico Terme, Barco di Levico e S. Giuliana.
  • Don Luigi Giovannini, ex parroco di Rovereto-S. Giuseppe, sarà collaboratore pastorale a Trento.
  • Don Ernesto Ferretti sarà collaboratore della zona pastorale di Trento, risiedendo a Martignano, dopo aver lasciato il ruolo di parroco di Levico Terme, Barco di Levico e S. Giuliana.
  • Don Giuseppe Depetris, ex assistente spirituale all'Ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto, ricoprirà un nuovo incarico.
  • Don Franco Torresani passerà da assistente spirituale della RSA Residenza Via Veneto a assistente spirituale della RSA Villa Belfonte, della RSA Casa Famiglia di Cadine e dell’Ospedale S. Lorenzo.
  • Don Emanuele Cozzi avrà un periodo sabbatico e sarà assistente spirituale all’Ospedale S. Croce.
  • Padre Marius Adou N’sa (Bertoniani) sarà collaboratore pastorale a Trento e assistente spirituale dell’APSP Beato de Tschiderer e della RSA Residenza Via Veneto.

Un Altro Nuovo Incarico a Rovereto: Don Andrea Malfatti

Un lungo e affettuoso saluto ha accompagnato Don Andrea Malfatti nel suo nuovo incarico a Rovereto, dove è ufficialmente il parroco delle comunità di Borgo Sacco e San Giorgio, subentrando a Padre Nicola Riccadonna. A testimoniare il legame profondo costruito in oltre dieci anni di servizio tra le valli ladine, sessanta fedeli della Val di Fassa hanno voluto essere presenti alla cerimonia di insediamento.

Foto di Don Andrea Malfatti con fedeli o in un contesto cerimoniale

Il Nuovo Parroco di Borgo Sacco e San Giorgio

Don Andrea, 42 anni e originario di Mezzolombardo, era arrivato in Fassa nel 2014, poco più che trentenne, per assumere la guida delle parrocchie di Mazzin, Pera, Pozza, Vigo e Soraga, oggi riunite nel comune di Sèn Jan di Fassa. Da allora è diventato una figura familiare e stimata: un sacerdote capace di unire spiritualità e vicinanza concreta, di dialogare con i giovani e di rimanere accanto alle persone anche nei momenti più difficili - come durante la pandemia, quando continuò a celebrare messa sui social per mantenere viva la comunità.

L'Accoglienza e il Carattere

A Rovereto, la cerimonia d’ingresso di Don Andrea si è svolta tra le chiese di San Giorgio e San Giovanni Battista a Sacco, con una camminata di preghiera che ha simbolicamente unito i due quartieri. “Benvenuti a voi o a me? Non so!” - ha scherzato don Andrea, dimostrando subito il suo carattere sorridente e il tono accogliente che lo contraddistingue. Il vescovo Lauro Tisi ha voluto affidare proprio a Don Andrea il compito di accompagnare le due comunità nel nuovo percorso di rinnovamento pastorale.

Un Ponte tra le Valli Ladine e Rovereto

Per la Val di Fassa è stato un momento di commozione, ma anche di orgoglio: un sacerdote che ha lasciato un segno profondo in quelle valli porta ora un po’ di spirito ladino e di calore dolomitico nella città della Quercia. Don Andrea parla inglese, tedesco e spagnolo, ama il calcio (è tifoso della Juventus) e, soprattutto, sa farsi prossimo con semplicità. A Rovereto lo hanno già accolto come “uno di casa”, ma in Fassa resterà per tutti “il nos don Andrea”.

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