La Nunziatura Apostolica in Cile: Ruolo, Storia e Presenza della Chiesa Cattolica

La Nunziatura Apostolica in Cile rappresenta la Santa Sede nel Paese sudamericano, svolgendo un ruolo cruciale sia a livello diplomatico che pastorale. Il nunzio apostolico è il rappresentante permanente del Papa presso lo Stato cileno e la Chiesa locale, fungendo da ponte tra la Santa Sede e le comunità cattoliche del Cile.

I Nunzi Apostolici in Cile: Nomine e Attività

L'Arcivescovo Kurian Mathew Vayalunkal: Arrivo e Prime Iniziative

L'arcivescovo Kurian Mathew Vayalunkal, classe 1966 e originario dell'India, è stato nominato nunzio apostolico in Cile da Papa Francesco. Precedentemente, dal 2021, aveva ricoperto il ruolo di nunzio in Algeria e Tunisia, e prima ancora in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone.

Il 13 giugno 2025, l’arcivescovo Kurian Mathew Vayalunkal è arrivato all’Aeropuerto Internacional Arturo Merino Benítez, accolto da diverse eminenti figure ecclesiastiche e civili. Tra i presenti vi erano il cardinale Fernando Natalio Chomalí Garib, arcivescovo di Santiago del Cile; i presuli René Osvaldo Rebolledo Salinas, arcivescovo di La Serena e presidente della Conferenza Episcopale del Cile (CECH); Ignacio Francisco Ducasse Medina, arcivescovo di Antofagasta e vicepresidente della CECH; Cristián Castro Toovey, vescovo di Santa María de Los Ángeles e segretario generale della CECH; Juan Ignacio González Errázuriz, vescovo di San Bernardo; e monsignor Giuseppe Silvestrini, segretario della nunziatura. Era presente, inoltre, il signor Arturo Giadala, direttore del Cerimoniale e delle visite di Stato del ministero degli Affari esteri.

Il 17 giugno, il rappresentante pontificio ha presentato copia delle sue Lettere credenziali a Sua Eccellenza il signor Christian Hodges-Nugent, direttore generale del Protocollo e del Cerimoniale del ministero degli Affari esteri. Successivamente, il nunzio apostolico ha accolto l’invito della Conferenza episcopale a partecipare al ritiro annuale dei vescovi del Paese, incontrando l’intero episcopato il 28 luglio, al quale ha rivolto un discorso di ringraziamento e di incoraggiamento. Tre giorni dopo, il 31 luglio, ha presieduto la celebrazione eucaristica, durante la quale ha consegnato le Lettere commendatizie del segretario di Stato.

Il 13 agosto, il rappresentante pontificio si è recato presso il Palacio de La Moneda, accompagnato dall’arcivescovo Rebolledo Salinas e da monsignor Silvestrini, per prendere parte alla cerimonia ufficiale di presentazione. In tale occasione, il nunzio apostolico ha consegnato le Lettere credenziali a Sua Eccellenza il signor Gabriel Boric Font, presidente della Repubblica di Cile. Durante il consueto colloquio, alla presenza di Sua Eccellenza il signor Alberto van Klaveren Stork, ministro degli Affari esteri, l’arcivescovo Vayalunkal ha trasmesso i saluti del Santo Padre all’intero popolo cileno. Da parte sua, il presidente ha manifestato il vivo desiderio di poter incontrare prossimamente il Sommo Pontefice. Infine, il nunzio apostolico ha svolto alcune visite pastorali in diverse realtà parrocchiali, specialmente nelle periferie e nelle zone più segnate dalla povertà e dalle difficoltà sociali.

Foto di Monsignor Kurian Mathew Vayalunkal che presenta le lettere credenziali al Presidente del Cile

Precedenti Nomine e Transizioni

Papa Francesco ha nominato nunzio apostolico in Cile monsignor Alberto Ortega Martin, che in precedenza era titolare del medesimo ufficio in Giordania e in Iraq. La sua nomina ha segnato un passaggio da una regione segnata da conflitti militari a una zona caratterizzata da "scontri ecclesiali e disastri umani". Questo a causa degli scandali di abusi sessuali su minori che hanno travolto la Chiesa in Cile negli ultimi anni, aggravati dai silenzi che hanno gettato grave discredito sulla Chiesa Cattolica. Tale situazione era già complessa per il ruolo ambiguo di alcuni pastori durante la dittatura di Pinochet.

Il precedente nunzio in Cile, monsignor Ivo Scapolo, è stato successivamente nominato dal Papa rappresentante diplomatico in Portogallo. A monsignor Scapolo è stato talvolta contestato di non aver fornito informazioni veritiere al Papa sul caso Karadima e sulla situazione della diocesi di Osorno.

La Nunziatura Apostolica in Cile: Rappresentanza e Servizi Consolari

La Nunziatura Apostolica della Santa Sede a Santiago è l'unica rappresentazione della Santa Sede in Cile. Essa fa parte delle 229 rappresentanze straniere in Cile e delle 121 rappresentanze diplomatiche e consolari della Santa Sede all'estero. Il Cile, a sua volta, ha un'ambasciata presso la Santa Sede.

La nunziatura apostolica a Santiago può offrire assistenza ai propri cittadini e servizi consolari generali. I servizi consolari tipicamente disponibili includono:

  • Servizi di visto
  • Servizi di passaporto
  • Servizi notarili e legalizzazione
  • Registrazione civile
  • Documenti urgenti
È consigliabile contattare direttamente la nunziatura apostolica per confermare la disponibilità di questi servizi. I cittadini del Cile non necessitano di visto per entrare nella Santa Sede.

Mappa che mostra la posizione della Nunziatura Apostolica a Santiago del Cile

La Chiesa Cattolica in Cile: Contesto Storico e Sociale

Dalle Origini alla Separazione tra Stato e Chiesa

La presenza ufficiale del cattolicesimo sul territorio cileno risale al 13 dicembre 1540, quando la spedizione dei conquistatori spagnoli guidata da Pedro de Valdivia raggiunse la valle del Mapocho. Per vent'anni, questi territori furono sotto la giurisdizione ecclesiastica della Diocesi di Lima. Il 27 giugno 1561, Papa Pio IV creò la Diocesi di Santiago del Cile, con giurisdizione sull'intero territorio della Capitaneria Generale del Cile (un governatorato del vicereame del Perù esistito dal 1541 al 1818, chiamato anche "Regno del Cile"). Il primo vescovo della nuova diocesi fu Rodrigo González Marmolejo. L'evangelizzazione dell'intero territorio fu affidata ai missionari degli Ordini religiosi.

La soluzione alle tensioni tra Stato e Chiesa si ebbe solo nel 1925 con la "Costituzione Politica della Repubblica del Cile", che stabilì la separazione tra Stato e Chiesa. In quell'occasione, la Chiesa cattolica rinunciò ai tentativi di influenza nel potere politico per poter essere un soggetto attivo, critico e propositivo nelle questioni sociali del Paese.

Il Ruolo della Chiesa durante la Dittatura di Pinochet

Durante il regime militare retto da Augusto Pinochet, che governò il Cile dal 1973 al 1990, la Chiesa cattolica svolse un ruolo importante nella difesa dei diritti umani. Per questo motivo, il governo militare la considerò parte dell'opposizione. Il cardinale Raul Silva Enriquez divenne uno dei più decisi oppositori del regime militare, dando vita, insieme ad altre confessioni cristiane, al "Comitato di cooperazione per la pace in Cile", e successivamente alla "Vicaria de la Solidaridad", una struttura diocesana che garantiva assistenza sociale e legale alle vittime della dittatura.

La Visita di Giovanni Paolo II nel 1987

Il tentativo di pacificazione da parte della Chiesa culminò nell'aprile 1987 con il viaggio di Giovanni Paolo II in Cile, dal 1º al 6 aprile. Questa visita pastorale è stata spesso interpretata erroneamente come un sostegno alla dittatura militare. In realtà, il Papa non rinunciò mai a richiamare i politici cileni alle loro responsabilità, soprattutto nei confronti delle violazioni dei diritti umani.

Alcuni vescovi cileni, tra cui il cardinale Fresno e monsignor Precht, credevano che la presenza del Papa potesse restituire vigore alla società civile e far progredire il Paese verso la democrazia. Giovanni Paolo II sviluppò questi temi nei suoi trenta discorsi cileni, confermando la Chiesa nel suo ruolo di paladina dei diritti umani e di fautrice della riconciliazione. Indicò all'opposizione e al governo che una transizione non violenta a una democrazia fondata sul diritto era la strada giusta da imboccare. Il secondo obiettivo del pellegrinaggio era dare al popolo cileno l'opportunità di esprimere la propria preferenza per un cammino basato sulla comprensione e non sullo scontro.

Giovanni Paolo II arrivò a Santiago il 1º aprile 1987 e fu accolto dal presidente Pinochet. Il giorno successivo, nel palazzo presidenziale, il Papa incontrò il generale Pinochet per un colloquio privato alla presenza del nunzio apostolico, l'arcivescovo Angelo Sodano. Durante la conversazione, Pinochet chiese: "Perché la Chiesa parla sempre di democrazia? Un sistema di governo vale l'altro". Il Papa dissentì fermamente, ribattendo: "No, le persone hanno diritto alle loro libertà, anche se possono commettere errori nell'esercitarle". Sebbene Pinochet tentasse di usare l'occasione per farsi fotografare con il Pontefice su un balcone, suggerendo un beneplacito del Papa al regime, il discorso rivolto quello stesso giorno agli studenti a Valparaíso chiarì l'opposto. La popolazione cilena sembrò aver recepito il messaggio, e dopo la fine della dittatura militare nel 1990, la Chiesa ha intrapreso con decisione il processo di pacificazione.

Giovanni Paolo II, nei suoi discorsi ai vescovi, sottolineò l'importanza di un "primario servizio pastorale all'unità" e l'impegno a "rifiutare e a evitare la violenza e l'odio in Cile". Esortò a "difendere sempre, di fronte a tutti, i legittimi diritti della persona" e a manifestare un "amore preferenziale per i poveri", combattendo ogni forma di miseria. Ribadì che il rispetto dei diritti umani è essenziale, non solo per convenienza politica, ma per la dignità intrinseca di ogni persona, "creatura di Dio, dotata di una dignità unica e chiamata a un destino trascendente". Auspicò inoltre "la partecipazione piena e responsabile della cittadinanza alle grandi decisioni che riguardano la vita della Nazione".

La Chiesa cilena, consapevole della "memoria dei drammatici avvenimenti degli ultimi decenni", ha esortato a non ripetere gli errori del passato: "Mai più tanta povertà, tanta insufficienza di giustizia sociale, tanta iniquità nel possesso dei beni (...), tanta incapacità di dialogo, (...) tanto odio per la verità e la democrazia."

Foto storica di Giovanni Paolo II con Augusto Pinochet sul balcone del Palacio de La Moneda

Sfide e Risorse della Chiesa Cilena (Intervista a Mons. Ivo Scapolo)

In un'intervista, l'arcivescovo Ivo Scapolo ha descritto il Cile come un Paese dalle grandi risorse spirituali e morali. Ha sottolineato l'importanza di mettere in evidenza "tutto il bene che ogni giorno si realizza nelle varie comunità, nelle parrocchie, nei movimenti, da parte di vescovi, sacerdoti e religiosi, laici e comunità cristiane", pur riconoscendo i problemi che hanno caratterizzato la vita del Paese e della Chiesa.

Riguardo alla critica della gente verso la Chiesa, Scapolo ha ammesso che "ci sono stati in questi ultimi anni - purtroppo - vari casi di denunce di abusi da parte di ecclesiastici". Questo ha rappresentato "motivo di sofferenza, e anche di una revisione, una purificazione, all’interno della Chiesa, di un maggiore impegno nel salvaguardare soprattutto le nuove generazioni". Ha anche notato il rischio di "dimenticare l’altra realtà, che è quella della maggioranza delle persone, dei vescovi, sacerdoti e laici, che lavorano ogni giorno per il Regno di Dio".

Esempi di Devozione e Carità: Doni per il Santo Padre

A testimonianza della ricchezza spirituale del Cile, sono stati raccolti doni per il Santo Padre, rappresentando diverse realtà del Paese:

  • Un gruppo dal popolo Rapa Nui dell’isola di Pasqua ha presentato un Moai, statua tipica dell’isola, scolpito appositamente per essere donato al Papa. Questo gesto sottolinea la dimensione e la presenza dei popoli originari.
  • Fedeli dalla parrocchia di Talagante, diocesi di Melipilla, hanno offerto una serie di sculture che rappresentano i "quasimodistas", persone che da anni accompagnano i sacerdoti a portare l'Eucaristia agli ammalati.
  • Un gruppo della parrocchia di San Alberto Hurtado ha voluto rappresentare un modello di "camioneta" (auto) che San Alberto Hurtado utilizzava per le sue opere di carità. Alberto Hurtado (1901-1952), gesuita, promosse in Cile un'intensa opera di apostolato sociale.

La Presenza Cattolica e il Patrimonio Religioso in Cile

Struttura della Chiesa Cattolica e Demografia Religiosa

Attualmente (dati del 2011), la Chiesa cattolica in Cile è strutturata in 5 arcidiocesi, 18 diocesi, 2 prelature territoriali, un vicariato apostolico e un ordinariato militare.

Secondo i dati del censimento del 2002, su una popolazione di 15.116.435 abitanti, il 74% (11.226.309 abitanti) ha più di cinque anni. Tra questi, il 91,7% si dichiara credente, mentre l'8,3% (circa 931.990 abitanti) si dichiara ateo o agnostico. I 10.294.319 abitanti che si dichiarano credenti si distribuiscono tra le seguenti confessioni religiose:

  • Cattolici: 7.853.428 (69,9%)
  • Evangelici: 1.699.725 (15,14%)
  • Testimoni di Geova: 119.455 (1,06%)
  • Ebrei: 14.976 (0,13%)
  • Mormoni: 103.735 (0,92%)
  • Musulmani: 2.894 (0,03%)
  • Ortodossi: 6.959 (0,06%)
  • Altre religioni o credi: 493.147 (4,39%)

Luoghi di Culto e Simboli Nazionali

  • L'Isola di Pasqua (Rapa Nui) fa parte della Diocesi di Valparaíso. Giovanni Paolo II, in un discorso alla comunità cattolica dell'isola, sottolineò la profonda religiosità degli antenati, testimoniata dai "Moais", simboli di Rapa-Nui. È significativo che il contatto storico con il mondo occidentale sia avvenuto nel 1722, proprio la Domenica di Resurrezione.
  • La Chiesa di Santa María de Loreto, ad Achao, è una delle Chiese di Chiloé. Queste cappelle, costruite da gesuiti e poi da francescani nell'arcipelago di Chiloé (diocesi di Ancud) tra la metà del XVIII secolo e gli inizi del XX secolo, hanno dato vita a una tradizione architettonica unica, la "Scuola chilota di architettura religiosa in legno". Delle oltre 400 chiese sparse per l'arcipelago, 150 appartengono a questa scuola, e 16 di esse sono state dichiarate Monumento Nazionale e, nel 2000, Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO.
  • Il Tempio Votivo di Maipú, conosciuto anche come Basilica di Nuestra Señora del Carmen, è il Santuario nazionale del Cile. La prima pietra fu posta il 15 novembre 1818. Un terremoto nel 1906 danneggiò il Tempio al punto da richiederne la ricostruzione.
Foto delle Chiese in legno di Chiloé, Patrimonio UNESCO

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