Confessioni di Fede Cristiane e le loro Radici nel Nuovo Testamento

La fede personale nel Signore Gesù deve essere necessariamente inquadrata in una struttura portante di carattere dogmatico, quella presupposta, ma non sistematicamente presentata, dalle Sacre Scritture. Il compito di estrarre, sistematizzare ed esporre le verità della fede contenute nelle Scritture è stato affidato da Dio al ministero dei “dottori” che, insieme agli evangelisti e ai pastori, sono chiamati al perfezionamento dei santi (cioè tutti i cristiani), in vista dell’opera del servizio cristiano e dell’edificazione del corpo di Cristo (la chiesa), “fino a che tutti giungiamo all’unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all’altezza della statura perfetta di Cristo” (Efesini 4:13).

L'Importanza e il Contesto Storico delle Confessioni di Fede

Inquadrare la fede in strutture dogmatiche serve a orientare i credenti e a difendere la purezza del messaggio evangelico. Diverse figure storiche hanno contribuito a questa sistematizzazione.

Nella Confessione di fede e negli Articoli di fede Gioacchino da Fiore si presenta non tanto nelle consuete vesti di esegeta biblico, specialista dell’Apocalisse, né di teologo della storia che annuncia «profeticamente» l’imminente terza età dello Spirito, quanto come teologo a confronto con altri teologi e nei panni del teologo-abate, maestro dei suoi monaci. Nella Confessione di fede Gioacchino esprime una cultura teologica assimilata anche attraverso i testi della scolastica, in particolare le Sentenze di Pietro Lombardo. I destinatari del breve scritto sono teologi dotti, cui l’abate si rivolge probabilmente dall’abbazia di Casamari tra il 1182 e il 1184. Di altro genere è l’impostazione degli Articoli di fede. I temi trattati sono comunque teologici, ma sono i toni e il lessico a essere diversi e a indicare che i destinatari sono i monaci della sua comunità, rappresentati dal filius Giovanni.

illustrazione di Gioacchino da Fiore che insegna ai suoi monaci

Le Confessioni di Fede della Riforma Protestante

Riteniamo che questa “struttura dogmatica” delle Sacre Scritture trovi la sua migliore presentazione nelle sempre attuali Confessioni di fede della Riforma protestante. A nostro giudizio esse costituiscono di fatto il migliore “distillato”, la migliore ed insuperata sistematizzazione teologica di un movimento, quello della Riforma del XVI e XVII secolo, che era stato espressamente inteso come un ritorno al genuino messaggio del Nuovo Testamento, depurato dalle incrostazioni e dalle scorie accumulate nella storia del Cristianesimo.

Esempi Storici di Confessioni Riformate

Tra le confessioni che hanno plasmato il pensiero teologico e la pratica ecclesiale, si annoverano:

  • I Canoni di Westminster
  • Le Tre Formule di Unità (Confessione di fede belga, Catechismo di Heidelberg, Canoni di Dordrecht)
  • Confessione augustana (1530)
  • La Confessione di fede elvetica posteriore del 1566
  • Confessione di fede di Ginevra (1536)
  • Confessione di fede di Magdeburgo (1550)
  • Breve formula per una confessione di fede (Giovanni Calvino)
  • La Confessione di fede belga (1561, riv. 1618-19)
  • Confessione di La Rochelle (1559)
  • Confessione di fede dei Valdesi (1560)
  • Confessione di Beza (1560)
  • La Confessione di fede di Cyril Lukaris (1629)
  • La Confessione di fede valdese del 1662
  • Formula elvetica di consenso (1675)

Questi testi, insieme a opere come "Una breve e non tecnica esposizione della Fede riformata" di B., "Credi e Confessioni di fede: perché?" di A. A. Hodge, e "La necessità di essere ben radicati nelle basi della nostra fede" di Thomas Watson, sottolineano l'importanza di essere ben radicati nelle verità di Dio secondo le Scritture.

mappa delle aree di diffusione della Riforma Protestante nel XVI secolo

Le Verità Fondamentali della Fede Cristiana

Le seguenti verità, basate sulle Sacre Scritture, rappresentano un esempio di confessione di fede moderna, che delinea i punti cardinali della dottrina cristiana.

1. Il Dio Uno e Trino

Crediamo in un solo Dio che esiste eternamente in tre Persone ugualmente divine: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo i quali si conoscono, si amano e si glorificano a vicenda. Questo Dio unico, vero e vivente, è infinitamente perfetto sia nel suo amore sia nella sua santità. Egli è il Creatore di tutte le cose, visibili e invisibili, ed è quindi degno di ricevere tutta la gloria e tutta l’adorazione. Essendo eterno e immortale, egli conosce perfettamente e completamente la fine sin dal principio, sostiene e governa in modo sovrano tutte le cose, portando provvidenzialmente a compimento i suoi buoni propositi eterni per redimere un popolo per se stesso e per restaurare la sua creazione decaduta, a lode della sua gloriosa grazia.

iconografia della Trinità

2. La Rivelazione Divina

Dio ha rivelato per grazia la sua esistenza e la sua potenza nell’ordine creato, e ha supremamente rivelato se stesso all’umanità decaduta nella persona del suo Figlio, la Parola incarnata. Inoltre, Dio è un Dio che parla e che per mezzo del suo Spirito ha rivelato se stesso per grazia con parole umane: crediamo che Dio ha ispirato le parole preservate nelle Scritture - i sessantasei libri che compongono l’Antico e il Nuovo Testamento - le quali sono sia testimonianza che strumento della sua opera salvifica nel mondo. Solo questi scritti costituiscono la Parola di Dio verbalmente ispirata, la quale è pienamente autorevole e senza errori negli scritti originali, completa nella rivelazione della volontà divina per la salvezza, sufficiente per tutto quello che Dio ci comanda di credere e di fare, e finale nella sua autorità in tutte le sfere del sapere a cui parla. Confessiamo che sia la nostra finitudine sia la nostra peccaminosità ci precludono la possibilità di conoscere in maniera esaustiva le verità di Dio, ma affermiamo che, illuminati dallo Spirito di Dio, possiamo conoscere in maniera vera la verità rivelata da Dio. Dobbiamo credere tutto quello che la Bibbia insegna, in quanto è l’insegnamento di Dio; dobbiamo obbedire a tutto quello che la Bibbia comanda, in quanto è il comandamento di Dio; e dobbiamo porre la nostra fiducia in tutto quello che la Bibbia promette, in quanto è la promessa di Dio. Nell’ascoltare, nel credere e nel praticare la Parola, il popolo di Dio viene equipaggiato per essere discepoli di Cristo e testimoni del vangelo.

libro aperto della Bibbia con luce che irradia

3. La Creazione dell’Umanità

Crediamo che Dio creò gli essere umani - maschio e femmina - a sua immagine. Adamo ed Eva appartenevano a quell’ordine creato che Dio stesso dichiarò essere molto buono, e servivono come i rappresentanti di Dio per custodire, amministrare e governare la creazione, vivendo in una santa e devota comunione con il loro Creatore. Gli uomini e le donne, ugualmente creati a immagine di Dio, godono dello stesso accesso a Dio mediante la fede in Gesù Cristo, e tutt’e due sono chiamati ad abbandonare l’egoismo passivo per impegnarsi in modo significativo, privatamente e pubblicamente, nella famiglia, nella chiesa e nella società. Adamo ed Eva furono creati per complementarsi a vicenda e la loro unione in una stessa carne stabilisce l’unico paradigma normativo di rapporti sessuali per uomini e donne, al punto che il matrimonio serve in ultima analisi come “tipo” (ossia figura) dell’unione tra Cristo e la sua chiesa. Secondo i saggi proponimenti di Dio, uomini e donne non sono semplicemente intercambiabili, piuttosto sono tra loro complementari in modo da arricchirsi reciprocamente. Dio dispone che essi assumano ruoli distinti che riflettano la relazione d’amore tra Cristo e la chiesa: il marito esercita leadership in un modo che mostra l’amore di Cristo, premuroso e pronto al sacrificio; e la moglie si sottomette al marito in un modo che mostra l’amore della chiesa per il suo Signore. Nel suo ministero, la chiesa dovrebbe incoraggiare e preparare sia uomini che donne a servire Cristo, secondo il loro pieno potenziale, negli svariati ministeri del popolo di Dio. Il ruolo distintivo della leadership della chiesa affidato a uomini idonei è fondato sulle dottrine della creazione, della caduta e della redenzione, e non lo si deve mettere da parte appellandosi a cambiamenti culturali.

Adamo ed Eva nel Giardino dell'Eden

4. La Caduta dell’Umanità

Crediamo che Adamo, creato a immagine di Dio, distorse quell’immagine e rinunciò alla beatitudine originaria-sia per se stesso che per tutta la sua progenie-cadendo nel peccato per mezzo della tentazione di Satana. Di conseguenza, tutti gli esseri umani sono alienati da Dio, corrotti in ogni parte del loro essere (p.e., dal punto di vista fisico, mentale, volitivo, emotivo, spirituale) e condannati alla morte in modo definitivo e irrevocabile, se Dio stesso non interviene nella sua grazia. Il supremo bisogno di ogni essere umano è di essere riconciliato con Dio, essendo tutti noi sotto la sua giusta e santa ira; l’unica speranza di ogni essere umano è l’amore immeritato di questo medesimo Dio, il quale è l’unico che può salvarci e restaurarci a se stesso.

5. Il Piano di Salvezza di Dio

Crediamo che da tutta l’eternità Dio ha determinato, nella sua grazia, di salvare una grande moltitudine di peccatori colpevoli di ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e che a questo fine li ha preconosciuti e li ha eletti. Crediamo che Dio giustifica e santifica coloro che per grazia ripongono la propria fede in Gesù, e che un giorno li glorificherà, tutto a lode della sua gloriosa grazia. Nel suo amore Dio ordina e implora a tutti di ravvedersi e di credere, avendo posto il suo amore salvifico su quelli che ha scelto, e avendo determinato che Cristo fosse il loro redentore.

6. Il Vangelo di Gesù Cristo

Crediamo che il Vangelo è la buona novella relativa a Gesù Cristo-la stessa sapienza di Dio. Pura pazzia per il mondo, anche se è la potenza di Dio per coloro che vengono salvati, questa buona novella è cristologica, ossia fondata sulla croce e sulla resurrezione di Cristo: il vangelo non è proclamato se Cristo non è proclamato, e l’autentico Cristo non è proclamato se la sua morte e la sua risurrezione non sono centrali (il messaggio è che «Cristo morì per i nostri peccati… [ed] è stato risuscitato»). Questa buona novella è biblica (la morte e la risurrezione di Cristo sono secondo le Scritture), teologica e salvifica (Cristo morì per i nostri peccati, per riconciliarci con Dio), storica (se questi eventi salvifici non sono davvero accaduti, la nostra fede è vana, siamo ancora nei nostri peccati, e siamo i più miseri fra tutti gli uomini), apostolica (il messaggio fu affidato agli apostoli e da loro trasmesso, essi che furono testimoni di questi eventi salvifici) e profondamente personale (quando questo messaggio è ricevuto, creduto e confessato con fermezza persone individuali sono salvate).

croce con sfondo di alba, simboleggiante resurrezione

7. La Redenzione Operata da Cristo

Crediamo che, motivato dall’amore e dall’obbedienza verso il Padre, l’eterno Figlio di Dio divenne umano: la Parola diventò carne, pienamente Dio e pienamente uomo, una sola Persona in due nature. L’uomo Gesù, il Messia promesso di Israele, fu concepito per un’opera miracolosa dello Spirito Santo, e nacque dalla vergine Maria. Egli obbedì perfettamente al Padre celeste, visse una vita senza peccato, compì segni miracolosi, fu crocifisso sotto Ponzio Pilato, risuscitò corporalmente dai morti il terzo giorno, e ascese al cielo. Egli è seduto alla destra di Dio Padre quale Re e Mediatore ed esercita in cielo e in terra tutta la sovranità di Dio, ed è nostro sommo sacerdote e avvocato giusto. Crediamo che mediante la sua incarnazione, vita, morte, risurrezione e ascensione, Gesù Cristo fu nostro rappresentate e sostituto, e fece tutto questo affinché in lui noi diventassimo giustizia di Dio: sulla croce cancellò il peccato, propiziò Dio e, caricandosi della totale pena dei nostri peccati, riconciliò con Dio tutti quelli che credono. Per mezzo della risurrezione Gesù Cristo fu dimostrato giusto e innocente dal Padre, spezzò il potere della morte e sconfisse Satana che una volta aveva il potere sulla morte, e portò vita eterna a tutti i suoi; per mezzo della sua ascensione egli fu esaltato in eterno come Signore e ha preparato un luogo per noi dove saremo con lui. Crediamo che la salvezza non si trova in nessun altro, perché non è stato dato altro nome sotto il cielo per mezzo del quale dobbiamo essere salvati. Siccome Dio ha scelto le cose umili del mondo, le cose disprezzate, le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, nessun essere umano potrà mai vantarsi davanti a lui: Gesù Cristo è diventato per noi sapienza di Dio, ossia nostra giustizia, santità e redenzione.

8. La Giustificazione dei Peccatori

Crediamo che Cristo, per mezzo della sua obbedienza e della sua morte, pagò completamente il debito di tutti coloro che sono giustificati. Per mezzo del suo sacrificio portò al nostro posto il castigo dovutoci per i nostri peccati, compiendo per conto nostro una soddisfazione giusta, reale, e piena nei riguardi della giustizia di Dio. Per mezzo della sua obbedienza perfetta soddisfece i giusti precetti di Dio al nostro posto, in quanto per mezzo della sola fede quella perfetta obbedienza è accreditata a tutti coloro che confidano solo in Cristo per essere accettati da Dio. Poiché Cristo fu dato dal Padre per noi, e siccome la sua obbedienza e punizione furono accettate per noi - gratuitamente, e non per qualcosa in noi - questa giustificazione è solo per grazia gratuita, affinché nella giustificazione dei peccatori siano glorificate sia l’ineccepibile giustizia di Dio sia la sua ricca grazia. Crediamo che dalla realtà di questa giustificazione gratuita scaturisce lo zelo per l’obbedienza personale e pubblica.

9. La Potenza dello Spirito Santo

Crediamo che questa salvezza, attestata in tutte le Scritture e assicurata da Gesù Cristo, è applicata al popolo di Dio mediante lo Spirito Santo. Mandato dal Padre e dal Figlio, lo Spirito Santo glorifica il Signore Gesù Cristo e, essendo l’«altro» Paraclete (ossia Consolatore), è presente con i credenti ed anche in essi. Egli convince il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio, e per mezzo della sua misteriosa e potente opera rigenera i peccatori spiritualmente morti, risvegliandoli al ravvedimento e alla fede, e in lui essi sono battezzati nell’unione con il Signore Gesù, così che siano giustificati dinanzi a Dio per la sola grazia mediante la sola fede nel solo Gesù Cristo. Per mezzo dell’opera dello Spirito i credenti sono rinnovati, santificati e adottati nella famiglia di Dio; sono partecipi della natura divina e ricevono i doni spirituali che Dio elargisce sovranamente. Lo Spirito Santo è egli stesso la caparra dell’eredità promessa, e in quest’epoca egli dimora, guida, istruisce, equipaggia, risveglia e potenzia i credenti affinché vivano e servano in somiglianza con Cristo.

colomba stilizzata che simboleggia lo Spirito Santo

10. Il Regno di Dio

Crediamo che coloro i quali sono stati salvati per la grazia di Dio mediante l’unione con Cristo per fede e mediante la rigenerazione dello Spirito Santo entrano nel regno di Dio e si dilettano nelle benedizioni del nuovo patto: il perdono dei peccati, la trasformazione interiore che risveglia un desiderio di glorificare Dio, di confidare in lui e di obbedirlo, e la promessa della gloria che deve ancora essere rivelata. Le buone opere costituiscono l’indispensabile evidenza della grazia salvifica. Vivendo come sale in un mondo in decadimento e come luce in un mondo ottenebrato, i credenti non devono né segregarsi dal mondo né confondersi con esso: siamo piuttosto chiamati a “fare del bene alla città” [cfr. Ger. 29:7], poiché tutto l’onore e la gloria delle nazioni devono essere offerti al Dio vivente. Riconoscendo a chi appartiene l’ordine creato ed essendo cittadini del regno di Dio, dobbiamo amare il nostro prossimo come noi stessi, facendo del bene a tutti, specialmente a coloro che appartengono alla famiglia di Dio. Il regno di Dio, già presente ma non completamente realizzato, è l’esercizio della sovranità di Dio nel mondo in vista della futura redenzione di tutta la creazione. Il regno di Dio è una potenza invasiva che saccheggia il regno tenebroso di Satana, e rigenera e rinnova per mezzo del ravvedimento e della fede le vite degli individui liberati da quel regno. Perciò il regno di Dio inevitabilmente stabilisce una nuova comunità della vita umana unita sotto il controllo di Dio.

11. Il Nuovo Popolo di Dio: La Chiesa

Crediamo che il popolo di Dio del nuovo patto è già venuto alla Gerusalemme celeste; sono già seduti con Cristo nei luoghi celesti. Questa chiesa universale si manifesta in chiese locali di cui Cristo è il solo Capo; così ogni “chiesa locale” è, di fatto, la chiesa, la casa di Dio, l’assemblea del Dio vivente, colonna e sostegno della verità. La chiesa è il corpo di Cristo, la pupilla del suo occhio, colei che è scolpita sulle sue mani ed a cui egli ha promesso se stesso per sempre. La chiesa si distingue per il suo messaggio del vangelo, per i suoi sacri “ordinamenti”, per la sua disciplina, per la sua grande missione e, soprattutto, per il suo amore verso Dio, e per l’amore dei suoi membri, sia gli uni verso gli altri sia verso il mondo. Questo vangelo che noi teniamo caro ha sia dimensioni personali che dimensioni collettive, e nessuna delle due deve essere trascurata. Gesù Cristo è la nostra pace: egli non ha solo portato pace tra noi e Dio, ma anche tra popoli che erano alienati tra loro. Il suo proponimento era di creare in se stesso una sola nuova umanità, facendo così la pace, e di riconciliare a Dio in un solo corpo sia l’ebreo che il gentile tramite la croce, per mezzo della quale ha fatto morire la loro inimicizia. La chiesa serve come segno del futuro nuovo mondo di Dio quando i suoi membri vivono per servire gli uni gli altri e il loro prossimo, piuttosto che essere assorbiti dal proprio io. La chiesa è il luogo comunitario dove dimora lo Spirito di Dio, e costituisce la durevole testimonianza di Dio nel mondo.

comunità cristiana diversificata in preghiera

12. Il Battesimo e la Cena del Signore

Crediamo che il battesimo e la cena del Signore sono stati ordinati dal Signore Gesù stesso. Il primo è collegato con l’ingresso nella comunità del nuovo patto, il secondo con il continuo rinnovamento del patto. Insieme sono simultaneamente il pegno di Dio verso di noi, strumenti di grazia divinamente stabiliti, la nostra pubblica professione di sottomissione al Cristo una volta crocifisso e ora risorto, e delle anticipazioni del suo ritorno e della consumazione di tutte le cose.

13. La Restaurazione di Tutte le Cose

Crediamo nel ritorno personale, glorioso e corporale del nostro Signore Gesù Cristo, assieme ai suoi santi angeli, quando egli eserciterà le sue prerogative di Giudice supremo e il suo regno giungerà a compimento. Crediamo nella resurrezione corporale dei giusti e degli ingiusti: gli ingiusti per un giudizio eterno e conscio all’inferno, come il nostro Signore stesso ha insegnato, e i giusti per un’eterna beatitudine alla presenza di colui che siede sul trono e dell’Agnello, nei nuovi cieli e nella nuova terra dove abita la giustizia. In quel giorno la chiesa sarà presentata...

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