La Novena di Natale è una pratica di pietà popolare profondamente radicata nella tradizione cattolica. Pur non appartenendo alla liturgia ufficiale della Chiesa, essa accompagna da secoli la preparazione spirituale alla solennità della Natività del Signore.
Si celebra nei nove giorni precedenti la solennità del Natale, tipicamente dal 16 al 24 dicembre, e comprende vari testi che aiutano i fedeli a prepararsi spiritualmente alla nascita di Gesù. In generale, le novene sono celebrazioni popolari che nell'arco dei secoli hanno affiancato le "liturgie ufficiali", annoverate nel grande elenco dei "pii esercizi".

Origini Storiche e Diffusione
Le Radici della Devozione
Storicamente, i primi accenni a una devozione natalizia si riscontrano già ai tempi del Concilio di Toledo del 694, dove questa pratica viene menzionata per la prima volta. Lo sviluppo di tale devozione si ampliò notevolmente con San Francesco d'Assisi, che incoraggiò la devozione al Dio Bambino quando nel 1224 celebrò il primo Presepe vivente a Greccio (Umbria). Nel XVII secolo, la devozione cominciò a diffondersi ampiamente anche fuori dalla Spagna.
La Novena moderna: Torino 1720
La prima esecuzione della Novena di Natale, nella sua forma più riconoscibile, risale al 1720, a Torino, presso la chiesa dell’Immacolata annessa al Convitto Ecclesiastico dei missionari vincenziani. In questo contesto si distinse la figura di padre Carlo Antonio Vacchetta (1665-1747), responsabile delle cerimonie e del canto, insieme al beato Sebastiano Valfré. La tradizione attribuisce a padre Vacchetta la composizione dei testi e della melodia della Novena. Padre Vacchetta era "maestro di sacre cerimonie e prefetto della chiesa e del canto" e, insieme al beato Sebastiano Valfré, nutriva una particolare pietà verso l'umanità di Gesù, propagando la devozione all'Incarnazione e Natività di Cristo.
Grazie alle missioni popolari dei vincenziani, la Novena si diffuse rapidamente dal Piemonte al resto d’Italia. La sua diffusione fu facilitata dal fascino del canto e dalla semplicità della melodia. Un ruolo nella promozione di questa devozione fu anche di Gabriella Marolles delle Lanze, marchesa di Caluso, che divenuta vedova e residente vicino alla casa dei vincenziani, scelse padre Domenico Amosso come direttore spirituale, contribuendo a favorirne la diffusione.
Evoluzione e Rapporto con la Liturgia
Prima del Concilio Vaticano II la Novena era celebrata in latino; successivamente, ne sono state diffuse versioni nelle diverse lingue, favorendone una più ampia partecipazione. La versione più diffusa è quella dei monaci benedettini del monastero di Subiaco.
La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, nel Direttorio su pietà popolare e liturgia (2002), descrive la Novena di Natale (al n. 103) come sorta per comunicare ai fedeli le ricchezze di una Liturgia alla quale essi non avevano facile accesso. Il Direttorio afferma che la novena natalizia ha svolto una funzione salutare e può continuare ancora a svolgerla.
Integrazione Liturgica Contemporanea
Nel nostro tempo, in cui la partecipazione del popolo alle celebrazioni liturgiche è stata resa più agevole, si auspica che nei giorni 17-23 dicembre sia solennizzata la celebrazione dei Vespri con le “antifone maggiori” e che i fedeli siano invitati a parteciparvi. Tale celebrazione, prima o dopo la quale potranno essere valorizzati alcuni elementi cari alla pietà popolare, costituirebbe un’eccellente “novena del Natale” pienamente liturgica e attenta alle esigenze della pietà popolare.
All’interno della celebrazione dei Vespri si possono sviluppare elementi già previsti, come un intervento omiletico che, prendendo le mosse dal testo della lettura breve e dalle “antifone maggiori”, possa far risaltare l’ispirazione biblica della preghiera. Non deve mancare la proclamazione esplicita, seppure breve, della Parola di Dio, scegliendo testi come le letture brevi delle Lodi del mattino o dei Vespri, che si riferiscono alla venuta del Messia e agli atteggiamenti spirituali per accoglierlo.
Novena di Natale. Tra meraviglia e stupore - 18 dicembre 2021
Significato Spirituale e Temi Principali
I testi della Novena attingono soprattutto alle profezie dell’Antico Testamento, in particolare a quelle di Isaia. Essi esprimono l’attesa messianica e la supplica per la venuta del Salvatore, presente nella storia degli uomini. La Novena riscopre in queste profezie il profondo anelito messianico dell’umanità in attesa di Cristo, centro e riferimento di tutto l’anno liturgico.
Varie sono le metafore che alimentano la gioia dell'attesa nella Novena: Gesù verrà come luce, come pace, come rugiada, come dolcezza, come novità, come Re potente, come dominatore universale, come bambino, come Signore giusto.
Una nota caratteristica di questa forma di preghiera è il suo carattere ripetitivo: l’assemblea è convocata per nove giorni. Questo permette all'invocazione di farsi sempre più insistente mentre ci si avvicina al giorno gioioso che fa memoria della venuta del Signore nella nostra carne. Il tempo si riempie gradualmente della sua presenza salvifica. Questo può essere simboleggiato dall'accensione di un cero ogni sera davanti all'ambone o ad un'immagine della Vergine Maria.
Le "Antifone O"
La Liturgia dell’Avvento ci invita a preparare il cuore all’accoglienza del dono di Gesù Bambino con uno stupore che si esprime nell’esclamazione: “Oh!”. Infatti, le invocazioni delle cosiddette Antifone maggiori, che si celebrano nei giorni precedenti la Solennità del Natale, sono chiamate “Antifone O”. Esse cominciano tutte con l’espressione enfatica “O”, espressione di un cuore che contempla colmo di stupore.
L’origine storica di queste invocazioni risale al tempo di papa Gregorio Magno, intorno agli inizi del VII secolo d.C., e da allora mantengono tutta la loro bellezza e il loro stupore. Partendo dall’ultima lettera, le prime di ciascuna parola latina stampata in grassetto, permettono di leggere ERO CRAS, cioè: "(ci) sarò domani". È la risposta confortante del Messia all’accorata invocazione dell’umanità che gli chiede di venire.
Le Antifone “O” sottolineano con maggior forza che il Bambino deposto nella mangiatoia è veramente il Dio che abbiamo atteso e desiderato: È Lui l’eterna Sapienza, il nostro Signore, il Messia lungamente atteso, il Germoglio della stirpe di Davide, il vero Sole che sorge, il Dio con noi, l’Emmanuele. L'invocazione culmina nel grido festevole di Avvento: "Vieni, Signore Gesù!".
Elementi della Celebrazione e il Ruolo di Maria
La Novena di Natale è un momento significativo per le comunità cristiane, un invito a fermarsi e attendere in preghiera la nascita di Gesù. È bene che sia vissuta dando spazio al canto, ai segni, alla riflessione, ma soprattutto alla Parola di Dio.
Il silenzio è un elemento importante della celebrazione, necessario per accogliere nei cuori la piena risonanza della voce dello Spirito Santo e per unire più strettamente la preghiera personale con la parola di Dio e con la voce pubblica della Chiesa. Il rapporto tra promessa, invocazione e realizzazione è messo in evidenza dal canto dei testi profetici, con l'invito a Gerusalemme a gioire per l'imminente venuta del Messia.
La novena del Natale non può disattendere il tema mariologico. La figlia di Sion, infatti, è colei che ha atteso nell’intimo e nel suo corpo la realizzazione dell’annuncio angelico e, pertanto, è maestra fiduciosa per coloro che credono e sperano e guida affidabile nel cammino della Chiesa in preparazione al Natale.