Novena a Santa Teresa d'Avila: Secondo Giorno

L’esperienza di Santa Teresa di Gesù è stimolante sempre perché conduce direttamente alla ricerca del Signore. Teresa invita ad entrare nel proprio intimo, non per cercarvi se stessi, ma per trovarvi il Signore. Le sue annotazioni intorno agli atteggiamenti della preghiera convergono spesso nello sguardo a questo Signore Benedetto. Teresa viveva di Lui. Ed era il conoscere Cristo, il sapere di Lui che aiutava le sue scelte, ispirava i suoi desideri, i suoi slanci, il suo fervore.

Ritratto di Santa Teresa d'Avila in preghiera

Tema del Secondo Giorno: "Vivi con Me"

Senza atteggiarsi a maestra, Santa Teresa ci insegna che lo stare con il Signore non è un fatto separabile dalla vita, anzi è la vita. Vivere con Cristo significa configurarsi:

  • all’umiltà di Cristo,
  • alla povertà di Cristo,
  • alla carità di Cristo.

Questo è il cammino dell’orazione. Camminando per questa strada si incontra Lui, si diventa amici. Per Teresa, la vita spirituale, come vita di orazione, è essenzialmente vivere con Qualcuno, con Gesù, nella coerenza quotidiana.

Santa Teresa sottolinea quanto è essenziale la preghiera. Pregare, dice, “significa frequentare con amicizia, poiché frequentiamo a tu per tu Colui che sappiamo che ci ama” (Vita 8, 5). La preghiera è vita e si sviluppa gradualmente di pari passo con la crescita della vita cristiana:

  1. Comincia con la preghiera vocale.
  2. Passa per l’interiorizzazione attraverso la meditazione e il raccoglimento.
  3. Fino a giungere all’unione d’amore con Cristo e con la Santissima Trinità.

Ovviamente, non si tratta di uno sviluppo in cui salire ai gradini più alti vuol dire lasciare il precedente tipo di preghiera, ma è piuttosto un approfondirsi graduale del rapporto con Dio che avvolge tutta la vita.

Schema dei gradi della preghiera secondo Santa Teresa d'Avila

La Centralità dell'Umanità di Cristo e la Perseveranza nell'Orazione

Un altro tema caro alla Santa è la centralità dell’umanità di Cristo. Per Teresa, infatti, la vita cristiana è relazione personale con Gesù, che culmina nell’unione con Lui:

  • per grazia,
  • per amore e
  • per imitazione.

Da ciò deriva l’importanza che ella attribuisce alla meditazione della Passione e all’Eucaristia, come presenza di Cristo, nella Chiesa, per la vita di ogni credente e come cuore della liturgia.

“La porta per cui mi vennero tante grazie fu soltanto l’orazione. Se Dio vuole entrare in un’anima per prendervi le sue delizie e ricolmarla di beni, non ha altra via che questa, perché Egli la vuole sola, pura e desiderosa di riceverlo. Certo bisogna imparare a pregare. E a pregare si impara pregando, come si impara a camminare camminando. Nel cominciare il cammino dell’orazione si deve prendere una risoluzione ferma e decisa di non fermarsi mai, né mai abbandonarla. Avvenga quel che vuole avvenire, succeda quel che vuole succedere, si fatichi quanto bisogna faticare, ma piuttosto di morire a mezza strada, scoraggiati per i molti ostacoli che si presentano, si tenda sempre alla meta.”

Preghiere del Giorno

Preghiera allo Spirito Santo di Santa Teresa d'Avila

O Spirito Santo, sei Tu che unisci la mia anima a Dio: muovila con ardenti desideri e accendila con il fuoco del Tuo Amore. Quanto sei buono con me, o Spirito Santo di Dio: sii per sempre lodato e benedetto per il grande amore. C'è qualcuno che non ti ami? Per tanto tempo non ti ho amato! Perdonami, Signore. O Spirito Santo, concedi all’anima mia di essere tutta di Dio e di servirlo senza alcun interesse personale, ma solo perché è Padre mio e mi ama. Mio Dio e mio Tutto, c’è forse qualche altra cosa che io possa desiderare? Tu solo mi basti.

I. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.

Orazione a Santa Teresa d'Avila

O Serafina amantissima del Crocifisso, mia gloriosa avvocata Santa Teresa, ecco ai vostri piedi un'anima che, più d'ogni altra, ha bisogno del vostro patrocinio perché, più d'ogni altra, è carica d'imperfezioni e di miserie. Quel desiderio così ardente che voi aveste qui in terra della salute dei peccatori, ben l'avrete ancora su in Cielo per ottenermi dalla divina misericordia un vero pentimento delle mie colpe ed una ferma risoluzione di non peccare mai più.

  • Che bel coraggio infondeste Voi, o dolcissimo Gesù, nella vostra prediletta figlia Santa Teresa, dato che fin dall'età di sette anni, accesa della più viva brama del martirio, fuggì dalla casa paterna e si incamminò verso l'Africa con il disegno di seminarvi la fede e lasciarvi la vita!
  • Quanto grandi furono, o Sapienza eterna del divin Padre, i lumi celesti e le superne cognizioni che concedeste a Santa Teresa, per cui divenne capace d'insegnare anche ai più dotti le più sublimi dottrine di santità e di perfezione! Ma, quanto profonda non fu al tempo stesso la sua umiltà e la diffidenza di sé medesima, lasciandosi sempre ciecamente condurre da chi aveva la direzione dell'anima sua!
  • Pazientissimo immacolato agnello Gesù, che soffriste per noi tante pene, fino a perdere su di una croce la vostra vita divina, oh come bene seppe imitarvi la prediletta vostra sposa Santa Teresa, esclamando: "O patire, o morire!" Oh quanto a tale riflessione deve confonderci l'eccessiva nostra delicatezza!
  • Fu pur grande ed oltremodo operoso, o Dio di bontà, l'amore fraterno che infondeste in cuore all'instancabile vostra amante Santa Teresa, avendo ella sempre procurato con tutto il vigore delle sue forze e con tutto l'ardore del suo spirito di giovare agli altri, e di tutto fare per condurre tutti a conversione e salvezza, senza lasciarsi mai abbattere od arrestare né dalle fatiche, né dagli stenti, né da opposizione di sorta alcuna!
  • Quale rimprovero non è mai, o Dio onnipotente, per la nostra pusillanimità e codardia, l'arduo incomparabile voto che fece la vostra sposa Santa Teresa, di far sempre ciò che conoscesse essere di maggior perfezione! O quanto dobbiamo noi confonderci nel vederci così propensi al male, e tanto imperfetti nel bene!
  • Amorosissimo Gesù, che vive fiamme d'ardentissima carità accendeste nell'anima di Santa Teresa allorquando per mezzo di un Serafino con infuocata saetta le feriste e trapassaste sensibilmente il cuore! Deh Voi che veniste in terra per accendervi e dilatarvi il fuoco del vostro santo amore, accendete ed infiammate di esso anche il cuor nostro, affinché, purificati noi d'ogni terreno affetto, e tutti avvampanti di queste fiamme celesti, meritiamo, come la vostra sposa Santa Teresa, di entrare un giorno nel vostro Paradiso.

Deh! e ottienimi dalla Misericordia Divina la grazia di cui ho tanto bisogno... del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Dio, vieni a salvarmi.

VITA E INSEGNAMENTO DI SANTA TERESA D'AVILA - PERSONAGGI - ELENA BIANCHINI BRAGLIA

Breve Biografia di Santa Teresa d'Avila

Figlia di secondo letto di un ebreo convertito, Santa Teresa d’Avila nasce il 28 marzo 1515. L’infanzia felice trascorsa insieme a fratelli e cugini la vede affascinata dai romanzi cavallereschi. Dopo la morte in battaglia del fratello maggiore Giovanni nel 1524 e la perdita della madre Beatrice, la giovane venne mandata a studiare presso il monastero delle agostiniane di Nostra Signora delle Grazie, dove viene colpita da una prima crisi esistenziale.

In seguito a grave malattia torna nella casa paterna, dove è testimone della partenza dell'amato fratello Rodrigo per le colonie spagnole d’oltreoceano. Nel 1536 viene colpita dalla cosiddetta “grande crisi” e matura la ferma decisione di entrare in monastero presso le carmelitane dell'Incarnazione di Avila. Ma il padre si oppone e Teresa fugge di casa.

La sua salute torna presto a compromettersi. Nonostante il conseguente ritorno in famiglia, il caso viene giudicato disperato e Teresa ricondotta in convento dove le suore iniziano a prepararle il funerale. Inspiegabilmente però, in pochi giorni la malata riprende vita.

Parzialmente liberata dagli impegni della vita claustrale a causa della convalescenza, allegra di carattere, amante di musica, poesia, lettura e scrittura, intesserà una fitta rete di amicizie polarizzando attorno a sé varie persone desiderose di incontrarla. Presto però avvertirà questi incontri come motivi di distrazione dal compito principale della preghiera e vivrà la sua “seconda conversione”: “I miei occhi caddero sopra un’immagine... Raffigurava Nostro Signore coperto di piaghe.”

Le visioni e le estasi rappresentano il capitolo più misterioso e interessante della vita di Santa Teresa d’Avila. Nella sua Autobiografia (redatta su ordine del vescovo) e in altri testi e lettere descrive i vari stadi delle manifestazioni divine, visive e uditive. È vista levitare, cadere in deliquio e restare come morta (così la raffigurerà Bernini intorno al 1650, nella statua di S. Maria della Vittoria a Roma).

Teresa intuisce di dover rifondare il Carmelo per rimediare a una certa disorganizzazione interna. Nel 1566 il Superiore generale dell’Ordine l’autorizza a fondare in Castiglia vari monasteri, compresi due conventi di Carmelitani Scalzi. Decisivo, nel 1567, l’incontro fra Teresa e un giovane studente di Salamanca, appena ordinato sacerdote: con il nome di Giovanni della Croce, il giovane assumerà la veste degli Scalzi e accompagnerà la fondatrice nei suoi viaggi.

Instancabile nonostante la salute cagionevole, Santa Teresa d’Avila muore ad Alba de Tormes nel 1582, durante uno dei suoi viaggi. È stata la prima donna della storia alla quale è stato riconosciuto il titolo di 'dottore della Chiesa', un'esperienza spirituale e dottrinale riassunta mirabilmente nella sua opera più conosciuta, il Castello Interiore, un testo sempre attualissimo che ci insegna a riconoscere e a sentire realmente la sete di Dio che esiste nella profondità del nostro cuore.

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