La Casa del Divin Redentore a Novara: Un Rifugio Sostenibile

La Casa del Divin Redentore, situata a Novara, rappresenta un esempio virtuoso di accoglienza e sostenibilità. Fin dalla sua origine, la struttura è stata pensata come un rifugio per le persone più vulnerabili, realizzando il sogno della sua fondatrice.

Le Origini e il Sogno di Rina Musso

La destinazione d’uso per la Signora Musso era chiara fin dall’inizio: sarebbe stata la casa di accoglienza per gli “ultimi”, per le persone appena uscite dal carcere o in difficoltà economiche, per gli emarginati sociali. Fu così che il sogno di Rina Musso si realizzò e la Casa del Divin Redentore diventò un caldo rifugio per molti, negli anni che seguirono.

La Rinascita grazie a Don Dino Campiotti

Dopo la sua morte, la struttura cadde in disuso e venne abbandonata; riqualificarla avrebbe comportato costi eccessivi. L’occasione per arrestarne il degrado e recuperarne le finalità sociali si presentò quando uno spirito illuminato, Don Dino Campiotti, allora direttore della Caritas Diocesana di Novara, scorgendone le potenzialità, chiese e ottenne in concessione l’intera area per 25 anni dalla Diocesi di Novara, con l’obiettivo di recuperare l’antico sogno della Maestra Musso e farne una nuova casa di accoglienza.

Foto esterna della Casa del Divin Redentore, Novara

Sostenibilità e Indipendenza Energetica: I Lavori di Riqualificazione

Durante i lavori di riqualificazione, oltre alla finalità etico-sociale, si è tenuto conto anche del valore della sostenibilità e dell’indipendenza energetica. Si è partiti da una specifica esigenza di Don Campiotti di realizzare un pozzo di prelievo per poter irrigare l’orto con il minimo consumo di risorse. Lo sfruttamento delle energie rinnovabili è stata quindi l'idea di partenza che ha guidato la progettazione dell’intera struttura e in particolare della centrale termica.

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Il Sistema Geotermico Innovativo

L’acqua emunta a circa 12°C (temperatura costante durante tutto l’anno) dal pozzo di prelievo (a 40 metri di profondità), viene convogliata allo scambiatore di calore, dove cede 3-4°C al circuito secondario dell’impianto. L’acqua prelevata dall’ambiente viene comunque restituita all’ambiente totalmente incontaminata con una circolarità che risponde all’esigenza di sostenibilità. Inizialmente l’impianto geotermico, alimentato tra l’altro da un impianto fotovoltaico da 20 kW, doveva essere sufficiente per riscaldare l’intera struttura ricettiva. Quando poi si è aggiunta la sartoria, è stata creata una minirete di teleriscaldamento.

Schema tecnico dell'impianto geotermico della Casa del Divin Redentore

Integrazione Solare e Affidabilità Termica

Grazie ai due circuiti frigoriferi completamente indipendenti, la Thermalia Dual R garantisce la massima affidabilità di esercizio. L'integrazione di sistema consente infine di sfruttare efficacemente l'apporto gratuito del sole, grazie a 6 collettori solari termici Hoval UltraSol per la produzione di acqua calda sanitaria, opportunamente integrati con 2 bollitori Hoval ESSR e un accumulo inerziale Hoval EnerVal.

Schema di integrazione solare termico e fotovoltaico con la centrale termica

Gestione e Monitoraggio Digitale degli Impianti

La massima efficienza del sistema è garantita dalla presenza del sistema di regolazione Hoval Top TronicE che gestisce i generatori, il campo solare e tutti i circuiti a servizio delle varie zone della struttura. L’innovativo sistema Hoval Top Tronic E è in grado di regolare la produzione di calore a seconda delle previsioni del tempo e delle effettive necessità. La digitalizzazione dell’impianto è stata ulteriormente integrata con il sistema di supervisione da remoto HovalSupervisor cloud che, tramite una rete VPN, permette il controllo on-line dell'intero sistema, consentendo di ottimizzare i consumi grazie a una dettagliata reportistica degli stati di funzionamento dell'impianto e alla predittività atmosferica.

Misure per l'Efficienza Energetica

La Casa del Divin Redentore è provvista anche di ventilazione meccanica controllata, fondamentale per ottenere i ricambi d’aria senza dover aprire le finestre. A rendere più efficiente la struttura contribuisce anche il sistema di isolamento a cappotto di 16 cm in lana di roccia e serramenti a triplo vetro. L’attenzione ai materiali e agli impianti utilizzati, al fine di ridurre al minimo le dispersioni, i consumi e le emissioni, ha consentito di ottenere un fabbisogno termico ridotto: 40 kW per l’intera struttura.

Dettaglio dell'isolamento a cappotto e dei serramenti a triplo vetro

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