La normativa in materia di compartimentazione antincendio si inserisce nell’ambito delle strategie di prevenzione e protezione dal rischio di incendio, essenziali per garantire la sicurezza delle persone e la tutela delle strutture. La compartimentazione antincendio di un’opera di ingegneria civile consiste nella suddivisione della stessa in “celle” stagne, le une rispetto alle altre, nei confronti degli effetti di un incendio che dovesse principiarsi in una zona qualsiasi del manufatto.
Nel contesto della prevenzione incendi, la compartimentazione EI è la tecnica che consente di suddividere un edificio in sezioni indipendenti, in grado di contenere e rallentare la propagazione del fuoco. In questo articolo, è proposto un inquadramento dell’argomento sul piano tecnico e normativo, ponendo particolare enfasi sulla gestione delle forometrie e degli attraversamenti impiantistici, considerati punti critici per il mantenimento della continuità della compartimentazione.

Cos'è la Compartimentazione Antincendio e Perché è Obbligatoria
La compartimentazione antincendio è una delle misure di protezione passiva più importanti all’interno della prevenzione incendi. Essa ha l’obiettivo di limitare la propagazione di un incendio all’interno di un edificio o di una struttura, controllando la diffusione di fumo, calore e fiamme. In questo modo si garantisce una protezione più sicura per le persone e i beni, migliorando le possibilità di evacuazione e facilitando l’intervento dei soccorsi.
La Classificazione EI e i Suoi Requisiti
La classificazione normativa europea “EI” indica due caratteristiche fondamentali:
- E = Ermeticità: la capacità di impedire il passaggio di fiamme e gas caldi.
- I = Isolamento: la capacità di ridurre la trasmissione del calore da un lato all’altro della struttura.
Una parete, un controsoffitto o una porta possono essere certificati EI30, EI60, EI90, EI120, ecc., a seconda dei minuti di resistenza garantita secondo prove di laboratorio normate. In questi casi, non è sufficiente “realizzare una parete”: è necessario usare materiali certificati EI e rispettare la posa secondo schede tecniche validate.
Quando la Compartimentazione è Richiesta?
La normativa italiana in materia, in particolare il DM 3 agosto 2015, noto come "Codice di Prevenzione Incendi", prevede l’obbligo di compartimentazione per:
- Attività soggette a prevenzione incendi (industriali, commerciali, sanitarie, logistiche…).
- Locali con carico d’incendio elevato.
- Edifici con superficie oltre soglie critiche.
- Piani interrati, depositi, archivi, quadri elettrici.
La Compartimentazione Antincendio: Funzione e Obiettivi
La funzione del compartimento è quella di limitare la progressione dell’incendio all’interno delle opere da costruzione, relegandone gli effetti a spazi circoscritti per un lasso temporale prestabilito. Nello specifico, il compartimento antincendio funge da “cella” continua, progettata per contenere l’incendio al suo interno senza che le sue prestazioni di resistenza al fuoco si degradino, almeno per il periodo previsto dalla classe di resistenza, anche in caso di un incendio diffuso.
La progettazione antincendio effettuata con il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 03/08/2015) pone un limite al numero massimo di compartimenti “incendiabili”: esso è pari ad uno. La misura di compartimentazione S.3 ha la funzione di suddividere l’opera da costruzione in volumi, ciascuno dei quali consentirà di mantenere al proprio interno l’eventuale incendio per un tempo prefissato.
Tale assunzione comporta una serie di conseguenze estremamente rilevanti, che sia i progettisti che i gestori di attività devono tenere ben presenti. I compartimenti antincendio pensati e progettati per essere a ridotto rischio di incendio, come le scale antincendio o i “filtri”, devono conservare questa loro caratteristica nel corso del tempo, garantendo che gli occupanti possano attraversarli in sicurezza. Il sistema delle vie d’esodo deve essere concepito per minimizzare i percorsi verso i compartimenti adiacenti o i luoghi sicuri.
Capacità di Compartimentazione e i Suoi Elementi Chiave
La capacità di compartimentazione si riferisce all’efficacia di un compartimento antincendio nel contenere la propagazione dell’emergenza, limitandone la diffusione a una determinata area per un tempo specifico. Questo concetto implica che il compartimento deve essere in grado di garantire:
- Resistenza al fuoco: il compartimento deve poter resistere alle alte temperature e alle sollecitazioni generate dall’incendio senza perdere la sua integrità strutturale o funzionale.
- Tenuta al fumo e alle fiamme: il compartimento deve essere progettato per evitare la fuoriuscita di fiamme e gas caldi attraverso eventuali fessure, aperture o attraversamenti.
- Isolamento termico: la capacità di limitare il trasferimento di calore, impedendo che materiali infiammabili possano accendersi in locali confinanti anche in assenza di fiamme dirette.
- Durata dell’efficacia: definita dal tempo (espressa in minuti, come REI 60, 120, ecc.) durante il quale il compartimento mantiene le sue proprietà protettive.
Il compartimento antincendio è definito come la parte dell’opera da costruzione organizzata per rispondere alle esigenze della sicurezza in caso di incendio e delimitata da prodotti o elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l’azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la resistenza al fuoco. Qualora non sia prevista alcuna compartimentazione, si intende che il compartimento coincida con l’intera opera da costruzione.

Tipi di Compartimentazione: Interna, Esterna, di Frontiera, Orizzontale e Verticale
La compartimentazione antincendio può essere categorizzata in base alla sua funzione e alla sua disposizione all’interno e all’esterno dell’edificio.
Compartimentazione Interna, Esterna e di Frontiera
- La compartimentazione “interna” serve a limitare gli effetti dell’incendio, consentendo il contenimento dei danni alle cose, favorendo l’esodo in sicurezza degli occupanti e semplificando il lavoro alle squadre di lotta all’incendio.
- La compartimentazione “esterna” risiede nell’obbligo previsto dal Codice di limitare la progressione di un eventuale incendio ad altre opere da costruzione, attuabile mediante opportuno distanziamento fisico o la predisposizione di schermi o barriere resistenti al fuoco.
- La compartimentazione “di frontiera” impone al progettista l’obbligo di limitare la diffusione dell’incendio attraverso le chiusure d’ambito dell’opera di costruzione, come facciate o coperture, per non vanificare gli accorgimenti di compartimentazione interna o esterna.
Compartimentazione Orizzontale e Verticale
La compartimentazione antincendio può essere suddivisa in compartimentazione orizzontale e verticale, a seconda di come vengono suddivisi gli spazi all’interno di un edificio. Entrambe le tipologie svolgono un ruolo fondamentale nella protezione degli occupanti, limitando la propagazione del fuoco e del fumo e facilitando l’evacuazione.
- La compartimentazione orizzontale riguarda la separazione delle aree su uno stesso piano, realizzata principalmente con pareti tagliafuoco, porte tagliafuoco e sigillature antincendio per impedire la propagazione orizzontale del fumo e delle fiamme.
- La compartimentazione verticale riguarda la suddivisione tra i diversi piani dell’edificio, impedendo la propagazione verticale del fuoco. Si realizza con solai resistenti al fuoco, vani scala compartimentati e barriere tagliafumo nei condotti tecnici verticali.
Forometrie e Attraversamenti Impiantistici: I Punti Deboli della Barriera
Il Codice di Prevenzione Incendi sottolinea l’importanza di prestare particolare attenzione a determinati elementi considerati “vulnerabili” all’interno della barriera di compartimentazione, che di fatto costituiscono le forometrie o i punti di discontinuità. Questi includono:
- Le “giunzioni” tra i vari elementi di compartimentazione.
- I passaggi degli impianti tecnologici o di processo (es. tubazioni, cavi elettrici, canalizzazioni).
- Le canalizzazioni che attraversano i compartimenti.
- I camini destinati all’esaustione o all’estrazione dei fumi.
- Gli ascensori e altri condotti verticali, come i cavedi per gli impianti.
Le comunicazioni tra compartimenti differenti vengono realizzate mediante porte che, quando chiuse, garantiscono lo stesso livello di isolamento e tenuta al fuoco del compartimento stesso. Anche gli attraversamenti degli impianti tecnologici e di servizio rappresentano punti di “discontinuità” cruciali nella compartimentazione.
Il Codice di Prevenzione Incendi dedica un’intera sezione alla “Continuità dei compartimenti” (par. S.3.7.3), stabilendo che tutte le chiusure orizzontali e verticali devono formare una “barriera continua e uniforme” per prevenire la propagazione degli effetti dell’incendio.

Classificazione degli Attraversamenti e Loro Comportamento al Fuoco
La tipologia di attraversamento da proteggere è un fattore determinante nella scelta del sistema di sigillatura antifuoco.
Tubazioni Combustibili (es. plastiche)
Questo tipo di attraversamenti vede decadere la propria consistenza in un range di temperature piuttosto basso, circa da 80 a 220°C. In pochi minuti il deterioramento della tubazione lascia dentro al supporto uno spazio pericolosamente soggetto al passaggio di fiamme, fumi e gas di combustione. In questo caso la missione di una barriera antifuoco è quella di ripristinare immediatamente l’integrità del supporto, sigillando ogni zona libera lasciata dal disgregamento degli elementi combustibili. Solitamente l’avvio di questo processo avviene intorno ai 180° e prosegue fino a circa 400°. Conoscere la tipologia del tecnopolimero è fondamentale per la scelta del sistema di protezione.
Tubazioni Incombustibili (metallo)
Diversamente dalle tubazioni combustibili, quelle definite incombustibili sono composte di materiali (es. ferro, acciaio e rame) che fondono a temperature superiori ai 1000°C, mantenendo integra la propria struttura durante l’incendio. La loro elevata conducibilità termica, al contrario, li porta a surriscaldarsi molto velocemente diventando così una pericolosa fonte d’innesco in altre compartimentazioni (innesco per induzione). Caso particolare è l’alluminio che, avendo una temperatura di fusione piuttosto bassa (circa 600°C), rischia di non rimanere integro durante un incendio.
Tubazioni Incombustibili Coibentate
Se le tubazioni sotto esame, oltre che incombustibili, sono anche coibentate, occorre tenere conto della natura dell’isolante. Se il coibente è di tipo combustibile, la tubazione andrà protetta con un prodotto termo-espansivo (es. collare termo espandente).

Tecnologie e Parametri per la Sigillatura Antifuoco
Le tecnologie impiegate nella realizzazione dei prodotti per la protezione passiva dal fuoco di attraversamenti di impianti tecnici sono principalmente due:
- Ablatività: Materiali che assorbono energia termica attraverso processi endotermici, formando uno strato protettivo e rallentando il trasferimento di calore.
- Intumescenza: Materiali che si espandono e formano una schiuma carboniosa isolante ad alte temperature, sigillando gli spazi e impedendo il passaggio di fiamme e fumi. I prodotti termo-espansivi rientrano in questa categoria.

Parametri Cruciali nella Scelta dei Sistemi di Sigillatura
Per la sigillatura antifuoco di attraversamenti di cavi o tubazioni, alcuni parametri sono fondamentali per differenziare i sistemi sigillanti dal punto di vista dell’utilizzatore, in particolare in contesti con specifiche esigenze di manutenzione e/o variazione dell’impianto elettrico che rendono rara l’adozione di sistemi rigidi.
Flessibilità del Sistema
La flessibilità è un parametro chiave, considerando che la gran parte dei sistemi di sigillatura antifuoco recentemente immessi sul mercato, come i mattoncini in spugna tagliafuoco, offrono soluzioni meno rigide. Questa caratteristica è particolarmente vantaggiosa per la realizzazione di varianti di progetto o per la manutenzione futura degli impianti.
Per merito di test specifici, i produttori hanno potuto estendere il campo di applicazione del proprio sistema a tubi di piccole dimensioni con spessore delle pareti più sottili di quelle dei tubi più grandi, dimostrando la versatilità delle soluzioni flessibili.
Profondità di Sigillatura
Di pari passo con la flessibilità troviamo un altro fondamentale parametro: la profondità di sigillatura. Questo si riferisce alla dimensione della sigillatura necessaria per garantire l'efficacia della barriera antincendio, influenzando sia il design che l'installazione.
Quadro Normativo di Riferimento e l'Importanza della Posa in Opera
In Italia, la regolamentazione della compartimentazione antincendio si sviluppa attraverso una serie di decreti, leggi e norme tecniche che forniscono linee guida precise per la progettazione e la realizzazione degli edifici, con l’obiettivo di limitare la propagazione del fuoco e del fumo all’interno di specifiche aree o compartimenti.
Il Codice di Prevenzione Incendi e Altri Riferimenti Normativi
Il principale quadro normativo di riferimento è il Codice di Prevenzione Incendi, introdotto dal D.M. del 03/08/2015, che ha riformato e modernizzato il sistema di prevenzione incendi in Italia. Il capitolo S.3 riguarda nello specifico la compartimentazione ed individua i criteri per la suddivisione degli edifici, definendo il carico d’incendio, la resistenza al fuoco (indicata con i parametri REI: Resistenza, Ermeticità, Isolamento) e i limiti di propagazione del fumo e delle fiamme. Ulteriori prescrizioni sono contenute nella sezione V del Codice, con riferimento alle Regole Tecniche Verticali vigenti.
Importanti indicazioni sono contenute anche nel D.Lgs. 81/2008 e nel D.M. 16/02/2007 che stabilisce i requisiti di resistenza al fuoco e i criteri di compartimentazione, e nella UNI EN 13501, che specifica le modalità di classificazione e verifica delle prestazioni antincendio di prodotti e sistemi costruttivi. Per le definizioni non ricomprese, si può fare riferimento in generale alle norme UNI, EN, ISO di riferimento e alla norma UNI EN ISO 13943:2023, «Sicurezza in caso di incendio - Vocabolario», che definisce la terminologia relativa alla sicurezza in caso di incendio.
Il Ruolo Cruciale dei Materiali Certificati e della Posa Corretta
Per garantire la resistenza al fuoco richiesta, è indispensabile utilizzare sistemi testati e documentati. Le soluzioni a secco, come quelle fornite da Knauf e altri produttori qualificati, permettono di realizzare pareti, contropareti, controsoffitti e cavedi EI certificati. Questi sistemi devono essere accompagnati da certificazione di resistenza al fuoco, da conservare e allegare alla documentazione dell’edificio.
La compartimentazione non è solo un tema tecnico, ma anche progettuale e di responsabilità. Errori comuni da evitare includono l'uso di materiali certificati senza rispettare le modalità di posa, la mancata considerazione delle interferenze con impianti (HVAC, elettrico, ecc.) e la dimenticanza di dettagli: giunzioni, fori e canaline non protette annullano l'efficacia della barriera.
Per questo è fondamentale affidarsi a imprese competenti, che non solo installano materiali certificati, ma progettano e realizzano l’intervento in coerenza con la normativa vigente e con le esigenze funzionali del cliente. Rispetto ai sistemi tradizionali, le soluzioni a secco offrono vantaggi significativi come tempi rapidi di installazione, pulizia di cantiere, flessibilità progettuale e facilità di ispezione/manutenzione, consentendo interventi anche su edifici esistenti senza demolizioni invasive.
S.3 La compartimentazione - Dagli attraversamenti alle barriere - Vicenza 4 marzo 2024
La compartimentazione EI è uno degli aspetti più importanti - e più sottovalutati - della sicurezza in edilizia. Progettarla e realizzarla correttamente, con particolare attenzione alle forometrie e agli attraversamenti, significa proteggere le persone, garantire la conformità normativa e salvaguardare il valore dell’immobile. Affidarsi a soluzioni certificate, installate da imprese competenti, è l’unico modo per evitare rischi futuri, multe o interventi correttivi costosi.
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