Il nome Nicodemo deriva dal greco antico Νικόδημος (Nikódemos), composto da νίκη (níkē), che significa "vittoria", e δῆμος (dêmos), che significa "popolo". Pertanto, il significato complessivo del nome è "vittoria del popolo" o "vincitore tra il popolo". Era un nome piuttosto comune nell'antica Grecia.

Nicodemo nel Vangelo di Giovanni
Un personaggio biblico famoso con questo nome è Nicodemo, un fariseo e membro del Sinedrio menzionato esclusivamente nel Vangelo di Giovanni. La sua figura è significativa nella tradizione cristiana, soprattutto per il suo ruolo di discepolo segreto di Gesù. Nicodemo è ritenuto santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa Ortodossa, e la sua memoria liturgica si celebra il 31 agosto.
Un Maestro in Israele alla Ricerca della Verità
Il Vangelo di Giovanni lo presenta come un uomo stimato e influente, con una profonda conoscenza della legge ebraica, tanto da essere definito da Gesù stesso "maestro in Israele". Giovanni è l'unico evangelista a parlare di Nicodemo, probabilmente perché fu testimone oculare sia del colloquio notturno con Gesù sia della sepoltura. Nicodemo, uomo retto, vede dei segni nei miracoli di Gesù e si lascia interrogare da essi, intraprendendo un itinerario di fede.
Per l'evangelista Giovanni, l'obiettivo è dimostrare come tutti, al di là delle loro condizioni di vita, abbiano bisogno di rinnovare lo sguardo alla luce della verità di Cristo. A tal fine, Giovanni presenta due testimoni sostanzialmente antitetici: Nicodemo, un sacerdote stimato e influente di sicura ortodossia, e la Samaritana, una donna ebrea ed eretica. Questo "polarismo" è un genere letterario caro ai libri sapienziali, che permette di cogliere una situazione nella sua totalità citandone gli estremi.
L'Incontro Notturno e la Rinascita Spirituale
È noto il suo incontro notturno con Gesù, durante cui discutono della necessità di "nascere di nuovo" (Giovanni 3:1-21). La sua data di nascita non è nota. Nicodemo andò da Gesù, di notte, dicendogli: «Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno, infatti, può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui». Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Nicodemo replicò: «Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».
Gesù chiarì: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito». Gesù conclude con un interrogativo che rivela una sottile ironia: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose?».

Il Significato della "Notte"
La visita notturna di Nicodemo a Gesù non significa necessariamente che volesse agire di nascosto per timore dei Giudei, anche se il suo ruolo di "capo dei Giudei" suggeriva una certa cautela per non esporsi. Giovanni penetra con il suo sguardo dentro all’oscurità cogliendo l’ombra di Nicodemo che va a cercare Gesù "di notte". Qualche studioso preferisce leggere la visita notturna come un evento avvolto nel mistero.
Tuttavia, per Giovanni, l'oscurità coincide spesso con l'ambiguità e il turbamento. Il contrasto tra luce e tenebre attraversa tutto il Vangelo giovanneo come un filo rosso, e in questa annotazione cronologica si può cogliere il clima interiore di Nicodemo: egli è alla ricerca della luce, confuso, crede in Gesù ma nel contempo non riesce ad assumere una posizione personale definita. Nicodemo, parlando al plurale ("sappiamo"), cerca sicurezza in una categoria (i farisei simpatizzanti di Gesù o i "molti" che credevano in lui vedendo i segni), ma la sua conoscenza intellettuale vacilla sotto il peso dell'opinione altrui. Nicodemo passerà gradatamente da questa sicurezza a un'esperienza umile della fede che farà di lui un testimone.
Il Concetto di "Rinascere dall'Alto"
In merito alla conversazione di Gesù con Nicodemo, lo studioso Bart Ehrman ritiene che tale dialogo acquisisca pieno senso solo se riportato in greco, la lingua in cui fu scritto il Vangelo di Giovanni, poiché si basa sul doppio significato del termine greco "anothen", che vuol dire sia "di nuovo" che "dall’alto". Nicodemo, per due volte, attribuirebbe erroneamente ad "anothen" il significato "di nuovo", chiedendo come sia possibile ritornare nel grembo della madre quando si è vecchi. Gesù, invece, intendeva "dall'alto", sottolineando una rinascita spirituale attraverso l'intervento divino. Questo processo di trasformazione è continuo, un'esperienza del cuore o l'accumularsi graduale di innumerevoli scelte rette lungo tutto il corso della vita, che porta a una maggiore somiglianza con il Salvatore.
Il Signore stava insegnando a Nicodemo che il processo di apprendimento delle cose da parte dello Spirito è reale, anche se l’operato dello Spirito non può essere compreso da coloro che non sono nati di nuovo.
Come possiamo: Rinascere dall'alto?
Nicodemo Difensore di Gesù e la Sua Apertura alla Fede
L'itinerario di fede di Nicodemo si manifesta in momenti cruciali. Lo ritroviamo al capitolo 7 del Vangelo di Giovanni, in procinto di difendere Gesù. Quando le guardie non portarono Gesù davanti al Sinedrio perché avevano riconosciuto in lui un profeta, i Farisei chiesero se anche loro fossero stati "sedotti" dalle sue dottrine. Nicodemo intervenne, affermando che la legge non giudica un uomo prima di averlo ascoltato e aver saputo ciò che egli fa, mostrando così una crescente apertura e coraggio.
La Sepoltura di Gesù
L'ultimo e più significativo atto di Nicodemo nel Vangelo si svolge dopo la crocifissione di Gesù. Insieme a Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù ma occulto per timore dei Giudei, Nicodemo ebbe il coraggio di chiedere a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù. Nicodemo portò con sé "una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre" per la preparazione del corpo, una quantità che al tempo veniva utilizzata solo per la sepoltura di un re, onorando Gesù con un gesto di grande devozione e rischio personale. Essi presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in fasce con gli aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso i Giudei, e lo deposero in un sepolcro nuovo, situato in un giardino vicino al luogo della crocifissione.

La Tradizione del Volto Santo di Lucca
Una tradizione narra che Nicodemo si prefisse il compito di riprodurre nel legno l’immagine di Gesù morto sulla Croce, così come egli se lo ricordava. Iniziò il lavoro utilizzando legno di quercia per la Croce e cedro del Libano per l’immagine. Dopo aver scolpito il corpo, si arrestò di fronte alla difficoltà di riprodurre il Volto. Dopo lunga preghiera, cadde addormentato e al suo risveglio ebbe la sorpresa di vedere l’opera compiuta da mano angelica.
Prossimo a morire, Nicodemo affidò l’opera a Isacar, uomo giusto e timorato di Dio, il quale la tenne nascosta affinché non divenisse nota ai Giudei. Di generazione in generazione la Croce fu segretamente custodita e venerata. Circa seicento anni dopo, nei pressi del luogo dove la Croce era custodita, giunse il Vescovo Gualfredo, al quale apparve in sogno un Angelo che gli svelò la presenza della Croce. Questa visione fu interpretata come la precisa volontà divina: la Croce doveva essere spostata da una terra di infedeli a un luogo dove fosse possibile il culto pubblico.
La Croce fu trasportata alla riva della vicina città di Giaffa e collocata su una barca affidata alla Divina Provvidenza. Nella barca furono poste anche due ampolle contenenti il sangue di Cristo raccolto da Giuseppe d’Arimatea con Nicodemo. Dopo un lungo viaggio, la barca giunse nei pressi di Luni, in provincia della Spezia. Gli abitanti locali tentarono invano di avvicinarsi alla barca, poiché era prodigiosamente sospinta a ogni tentativo di avvicinamento.
A capo della diocesi di Lucca vi era allora un Vescovo, al quale apparve in sogno un angelo che gli suggerì di andare a Luni a recuperare la barca e il suo prezioso carico. Nel 742, dopo una contesa su chi avesse maggiori diritti di tenere il simulacro, si stabilì che ai Lunensi sarebbe andata una delle due ampolle contenenti il sangue di Cristo (ancora oggi conservata e visibile a Sarzana), mentre i Lucchesi avrebbero tenuto la barca, la Santa Croce e l’altra ampolla.
Nicodemo l'Agiorita: Un'Altra Figura Storica
Oltre al personaggio biblico, un altro personaggio storico di rilievo con questo nome è Nicodemo l'Agiorita (1749-1809), monaco e teologo greco, venerato come santo nella Chiesa ortodossa. La sua opera e il suo pensiero hanno lasciato un'impronta significativa nella spiritualità ortodossa.