Il Primo Mistero Glorioso: La Risurrezione di Gesù

I Misteri Gloriosi, che celebrano la vittoria di Gesù sulla morte, ci invitano a contemplare la gloria della sua risurrezione e la promessa della vita eterna. Oggi approfondiamo il Primo Mistero Glorioso: la Risurrezione di Gesù. Questo mistero ci invita a pregare e a riflettere sulla risurrezione di Gesù. Dopo tre giorni nel sepolcro, Gesù risorge, trionfando sulla morte e sul peccato. Questo evento è il fondamento della fede cristiana e offre a tutti i credenti la speranza della vita eterna.

rappresentazione della Risurrezione di Gesù con il sepolcro vuoto e angeli

Il Contesto Biblico della Risurrezione

La risurrezione di Gesù è un evento centrale e storicamente attestato nei Vangeli, sebbene con sfumature diverse tra gli evangelisti. Le donne furono le prime testimoni dell'evento più sconvolgente e gioioso della storia.

Gli Annunci al Sepolcro

  • Dal Vangelo secondo Matteo (28, 1-2; 5-7): "Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. L’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete”."
  • Dal Vangelo secondo Marco (16, 1-7): "Passato il sabato, Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono spezie per andare a ungere Gesù. Il primo giorno della settimana si recarono al sepolcro di buon mattino, mentre il sole era appena sorto. Entrando, rimangono costernate perché non trovano il corpo del Signore. - Un giovane, in bianche vesti, dice loro: «Non temete, so che cercate Gesù Nazareno: (non est hic, surrexit enim sicut dixit), non è qui, perché è risorto come aveva predetto»."
  • Dal Vangelo secondo Luca (24, 1-7): "Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? E’ nella resurrezione che noi troviamo la certezza della nostra fede."
  • Dal Vangelo secondo Giovanni (20, 1-9): "Il primo giorno della settimana, Maria Maddalena andò al sepolcro di buon mattino, mentre era ancora buio; e vide che la pietra era stata rimossa dal sepolcro. Corse da Simon Pietro e dall'altro discepolo che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano posto»."

In tutti questi racconti, il messaggio è chiaro: "Non è qui, perché è risorto, proprio come aveva detto." Questa frase, pronunciata dagli angeli, sigilla la vittoria di Cristo sulla morte.

Le Apparizioni del Risorto

Gesù è risorto: non è più nel sepolcro. La Vita ha sconfitto la morte. È apparso alla sua Santissima Madre. È apparso a Maria di Magdala, pazza d’amore. All’improvviso Gesù venne loro incontro: «Rallegratevi! Dite ai discepoli di andare in Galilea; là mi vedranno». Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. Questo incontro con il Risorto ha trasformato la loro tristezza in gioia e la loro incertezza in fede.

Il Profondo Significato Spirituale della Risurrezione

La risurrezione di Gesù ha un significato spirituale immenso e trasformativo per l'intera umanità e per la storia della salvezza.

Vera Umanità e Vera Divinità

Con la sua morte ha dimostrato di essere vero uomo, con la sua risurrezione dimostra di essere vero Dio. La risurrezione di Gesù è un fatto storico, di significato cosmico, è l’inizio della trasformazione globale del mondo; è un evento di significato epocale perché trasforma il senso della storia e ne indica la vera direzione.

Vittoria sulla Morte e sul Peccato

Nell’ora delle tenebre pareva che il “mistero dell’iniquità” avesse riportato la definitiva vittoria sull’umanità: vittoria della menzogna, dell’odio, del dolore e della morte. Ma attraverso la sua risurrezione, Gesù trionfa sulla morte, offrendo la vita eterna a tutti coloro che credono in lui. È nella risurrezione che noi troviamo la certezza della nostra fede. Chi giaceva nella morte è risorto nella gloria. Al mattino è risorto, chi alla sera era stato sepolto, affinché si adempisse la parola del salmo: «Alla sera perdura il pianto, ma al mattino ecco la gioia».

04. Il significato della risurrezione di Cristo

Speranza, Fede e Nuovo Inizio

La risurrezione è il fondamento della speranza cristiana e rafforza la nostra fede nella promessa della vita eterna. La risurrezione segna l'inizio di una nuova creazione, in cui la morte e il peccato sono sconfitti. Il primo mistero è la risurrezione di Gesù. San Paolo chiama Gesù il primogenito dai morti: primogenito perché Gesù, Gesù risorto, è il nostro futuro. Non è un ritorno nel niente, come alcuni potrebbero pensare, ma la promessa di una vita eterna.

Come afferma Papa Benedetto XVI: «Sì, l’erba medicinale contro la morte esiste. Cristo è l’albero della vita reso nuovamente accessibile. Se ci atteniamo a Lui, allora siamo nella vita. Per questo canteremo in questa notte della risurrezione, con tutto il cuore, l’alleluia, il canto della gioia che non ha bisogno di parole. Il Signore risorto ci dona la gioia: la vera vita. Noi siamo ormai per sempre custoditi nell’amore di Colui al quale è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra».

Cari fratelli e sorelle, rinnoviamo la fede nella divinità di Cristo e nella risurrezione dei morti. «Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Gesù risorto, tu mi insegni che anche il mio destino è di essere trasfigurato in un corpo glorioso. Fammi vivere nella speranza della resurrezione, donami perseveranza nella preghiera perché rimanga sempre unito a Te».

La Testimonianza e la Missione dei Discepoli

Terminata la missione affidatagli dal Padre, Gesù è salito al cielo, affidandoci il mandato di continuare la sua missione sulla terra. Ai discepoli, rimproverati per la loro incredulità, disse: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato».

Quale compito immenso e misterioso è affidato ai discepoli! Egli ha voluto rendersi visibile attraverso i suoi discepoli. Sia nel Vangelo sia negli Atti, l’evangelista san Luca associa strettamente alla partenza di Gesù il tema della testimonianza. Quel “voi” indica in primo luogo gli apostoli che sono stati con Gesù. Difatti, dopo la Pentecoste, essi non fanno altro che rendere testimonianza a Cristo. Proclamano a tutti: «Dio lo risuscitò e noi ne siamo testimoni» (At.1,22). «La vita si è fatta visibile, noi l’abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza»: così comincia la Prima lettera di san Giovanni.

Dopo gli apostoli, questa testimonianza per così dire ufficiale, cioè legata all’ufficio, passa a tutti i successori, papi, vescovi, sacerdoti, cioè alla Chiesa. Celebre è diventata l’affermazione di Paolo VI: «Il mondo ha bisogno di testimoni, più che di maestri». Verissimo! Il testimone è uno che parla con la vita. In questo senso il modello d’ogni testimonianza è Cristo stesso che, davanti a Pilato, si definì “testimone della verità” e che la Scrittura chiama “il testimone fedele” (Ap.1,5).

Testimonianza nella Vita Quotidiana

Un papà e una mamma credenti devono essere “i primi testimoni della fede” presso i figli. Con il loro modo di correggere e perdonare il bambino e di perdonarsi tra loro, di parlare con rispetto degli assenti, di comportarsi amorevolmente di fronte ad un povero che chiede l’elemosina, coi commenti che fanno alla presenza dei figli nell’ascoltare le notizie del giorno, i genitori, senza forse proporselo, hanno la possibilità di rendere una splendida testimonianza della loro fede. Gesù sa benissimo che da soli noi non siamo capaci di rendere testimonianza.

La Gioia e la Speranza del Credente

La missione del cristiano, dopo la Risurrezione, è chiara, così come fu chiara ai discepoli. Eppure il loro cuore non è triste. Ecco il perché della gioia... È la letizia una delle caratteristiche più importanti di un credente.

San Pio da Pietrelcina riflette sull'incontro di Maria Maddalena con il Risorto: «Un giorno la Maddalena parlava al divin Maestro e stimandosi separata da lui, piangeva e lo interrogava ed era tanto ansiosa che vedendolo, non lo vedeva e credeva che fosse l’ortolano. Così avviene anche in te. Orsù, coraggio, mia buona figliuola, non ti angustiare per nulla: tu hai in tua compagnia il tuo divin Maestro, non ne sei disunita. Di che temi? di che ti lamenti? La Maddalena voleva abbracciare nostro Signore, e questo dolce Maestro, che pur tant’altre volte glielo aveva permesso, questa volta frappone un ostacolo, un impedimento: No, le disse, non mi toccare, perché ancora non sono asceso al Padre mio. Gesù ti dia l’intelligenza chiara di questo e ti sia di conforto. Lassù non vi saranno più ostacoli, quaggiù bisogna soffrirli. Basti a noi che Dio è il nostro Dio e che il nostro cuore ne sia il suo tempio».

Gesù all’Anima afferma: «Io sono la resurrezione e la vita. Confida in me in tutte le angustie della tua vita, e sii certa del trionfo della mia gloria nella tua vita. Sii forte e vivi di amore e di carità, e risorgi ad una nuova vita, dopo aver crocifisso le tue miserie alla croce della penitenza e della mortificazione».

«Carissimi figlioli, nelle difficoltà, nelle tenebre, nelle debolezze, negli scoraggiamenti ricordiamoci che il Paradiso... il Paradiso... si sta avvicinando. Ogni giorno che passa è un giorno intero di meno di attesa, in questa valle di lacrime. Coraggio dunque!». La promessa è certa: se moriamo con Cristo, vivremo eternamente con lui; se soffriamo pazientemente con Cristo, regneremo con lui (cfr. 2Tm 2,11-12). Cristo è la nostra risurrezione, fuoco che continuamente brucia e mai si spegne.

illustrazione di Gesù Risorto che appare ai discepoli

Come Pregare sulla Risurrezione di Gesù

La contemplazione del volto di Cristo non può fermarsi all’immagine di Lui crocifisso. Egli è il Risorto! Da sempre il Rosario esprime questa consapevolezza della fede, invitando il credente ad andare oltre il buio della Passione, per fissare lo sguardo sulla gloria di Cristo nella Risurrezione.

Per una preghiera profonda sul Primo Mistero Glorioso:

  1. Preparazione: Trovate un luogo tranquillo e contemplativo. Prendetevi qualche momento per rilassarvi e fare silenzio dentro di voi.
  2. Lettura: Leggete lentamente e con attenzione i passi biblici sulla risurrezione di Gesù.
  3. Riflessione: Pensate alla vittoria di Gesù sulla morte e alla promessa di vita eterna. Meditate su ciò che questo significa per la vostra fede e la vostra vita spirituale.
  4. Preghiera: Rivolgetevi a Dio, chiedendo la grazia di comprendere profondamente questo mistero e di vivere come testimoni della risurrezione di Gesù.
  5. Integrazione: Riflettere sulle azioni concrete che si possono intraprendere per vivere in testimonianza della propria fede nella risurrezione e nell'amore di Gesù.

Benefici Spirituali della Preghiera sulla Risurrezione

Meditare sulla Risurrezione porta numerosi benefici spirituali:

  • Rafforzamento della fede: Approfondiamo la nostra comprensione della risurrezione di Gesù, rafforzando la nostra fede nella sua vittoria sulla morte.
  • Speranza e gioia: Questa preghiera ci ispira a vivere con speranza e gioia, sapendo che la risurrezione di Gesù ci promette la vita eterna.
  • Identificazione con Gesù: Ci identifichiamo più profondamente con la vittoria di Gesù, trovando in lui un modello di fede e di resistenza.
  • Consolazione e fiducia: Meditando sulla Risurrezione, troviamo consolazione e fiducia nelle nostre prove, sapendo che Gesù ha trionfato sulla morte per offrirci la vita eterna.

Il primo mistero glorioso, la risurrezione di Gesù, ci chiama a una profonda preghiera e riflessione sulla vittoria di Gesù sulla morte e sulla promessa di vita eterna. Pregando questo mistero, ci avviciniamo alla comprensione dell'amore e della vittoria di Gesù e ci impegniamo a vivere testimoniando la nostra fede nella sua risurrezione. Che questa riflessione ci ispiri ad accettare e superare le nostre sofferenze con fede e speranza, seguendo l'esempio di Gesù.

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