Nazareth: Scoperte Archeologiche e il Dibattito Storico sul Monte del Precipizio

L'Antica Casa dell'Infanzia di Gesù a Nazareth: Le Ricerche di Ken Dark

L'archeologo Ken Dark, professore di archeologia e storia all'Università di Reading, ha creduto fermamente nelle rivelazioni del vescovo franco Arculfo, tramandate dalla storia, per individuare la casa dell'infanzia di Gesù a Nazareth, in Galilea. I dettagli di questa ricerca sono contenuti nel suo libro, pubblicato di recente da Taylor & Francis, intitolato "The Sisters of Nazareth convent".

Questo volume raccoglie gli ultimi 80 anni di indagini condotte nel sito, inizialmente esplorato dalle religiose e successivamente per decenni da Henri Senès, le cui ricerche erano rimaste inedite. Il Progetto archeologico britannico di Nazareth, sponsorizzato dal Palestine Exploration Fund e dal Late Antiquity Research Group e diretto da Ken Dark, ha iniziato a indagare il sito nel 2006.

Gli scavi hanno rivelato un edificio domestico di epoca romana, in parte scavato nella roccia, affiancato da cave e sepolture sempre di epoca romana, una chiesa rupestre ben conservata, e chiese bizantine e crociate a livello superficiale. La casa sarebbe emersa fra le rovine della chiesa bizantina in uno strato di roccia risalente a 21 secoli fa, come riportato dalla "Biblical Archaeology Society". Secondo il documentario di Alberto Castellani, “Rivisitare Nazareth”, basato sulle ricerche di Dark, le rovine della casa, all’epoca delle crociate, furono incorporate nella chiesa soprastante proprio per proteggerla.

Ricostruzione artistica dell'antica casa di Gesù a Nazareth o planimetria del sito archeologico del Convento delle Sorelle di Nazareth

Il Monte del Precipizio (Jebel el-Qafze): Storia e Archeologia

La nuova strada che dalla pianura di Esdrelon sale contornando il lato meridionale e orientale del Monte del Precipizio (Jebel el-Qafze) offre visioni inedite del territorio circostante Nazareth e del Monte Tabor. Passando sopra il ponte e prima di entrare nel tunnel di recente costruzione, o viceversa in discesa, appaiono le grotte del Monte del Precipizio, disposte l’una di fronte all’altra.

La grotta di destra, alla base del picco maggiore, è di formazione naturale e di dimensioni più grandi, ed è stata abitata dall’uomo in epoche preistoriche. Sono stati trovati in particolare resti umani (scheletri di adulto e bambino) con caratteristiche antropomorfiche tipiche dell’Homo sapiens. La cura dei cadaveri, trattati con ocra rossa, è giudicata indicativa di un primo sviluppo del pensiero umano e/o pratica religiosa.

L’altra grotta, più piccola, si trova sulla cima più bassa del monte e sulla parte sinistra della valle. Si mostra essere stata in origine una semplice frattura della parete rocciosa, successivamente adattata come parte di un complesso religioso semirupestre tipico dei monasteri lauriti di epoca bizantino-araba. Ne abbiamo menzione nel Commemoratorium de casis Dei dell’anno 808: «A un miglio da Nazaret, dove i Giudei vollero precipitare Cristo Signore, è costruito un monastero e chiesa di Santa Maria».

I crociati chiamarono il luogo in latino Saltus Domini (Il salto del Signore) con una interpretazione particolare del testo evangelico (Lc 4,28-30). Burcardo di Monte Sion nel 1283 riferisce: «Sfuggì dalle loro mani e subito, come ivi si mostra, si trovò sul lato opposto del monte, alla distanza di un tiro d’arco. E vi si vedono le forme del corpo e delle vesti impresse nella pietra». Più esplicito è Giacomo da Verona (1335): «Saltò con un salto su un altro monte distante due tiri di balestra. E c’è la valle in mezzo».

La via più breve per visitare questo luogo, dal basso, è interrotta da reti e filo spinato, oltre che dai danni prodotti da una grande cava. Dall’alto, la stretta strada asfaltata che esisteva in precedenza è chiusa in più punti, ma a piedi è percorribile in circa venti minuti. Partendo dalla strada di circonvallazione, si prosegue fino alla scomparsa della strada, dove una scala di ferro, arrugginita e pericolante, aiuta a scendere nel letto del wadi per arrivare alla grotta preistorica. A destra, un breve ma ripido sentiero porta alla base di una rustica scalinata in pietra sulla cui sommità si trova uno spiazzo minuscolo proprio davanti alla grotta ricordata come il rifugio di Nostro Signore, con segni e graffiti sulla roccia, soprattutto presso l’altare, e rovine di muri e cisterne dell’antico monastero.

Foto del Monte del Precipizio a Nazareth, con indicazione delle grotte

Nazareth nei Vangeli e la Realtà Storica

Nazareth, città nello Stato d’Israele (66.000 abitanti nel 2008), sorge a 350-450 m s.l.m. sulle pendici occidentali della catena che culmina nel Monte Tabor (588 m). Nonostante non sia ricordata nell’Antico Testamento né negli scritti di Flavio Giuseppe, deve la sua celebrità al Nuovo Testamento, dove è indicata come il centro in cui viveva Maria quando ricevette l’Annunciazione e dove Gesù Cristo trascorse la sua giovinezza. Già nel IV secolo, Costantino fece erigere una chiesa sulla casa dell'Annunciazione, trasformata in cattedrale al tempo delle Crociate. Dopo la sua distruzione nel 1263, i francescani ottennero di erigere un convento e una nuova chiesa nel 1620.

Secondo il Vangelo di Luca (Lc 1,26), «Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret». Questa indicazione, e le accurate ricerche storiche attribuite a San Luca, suggeriscono che Nazareth avesse una sua sinagoga e che lì Gesù iniziò la sua predicazione. José Luis Martin Descalzo, nel suo lavoro su Gesù di Nazareth, afferma che «Possiamo avere la certezza più assoluta che la sinagoga di Nazareth - le cui rovine si conoscono ancora oggi - fu uno dei centri vitali dell’infanzia di Gesù».

La diffusione delle sinagoghe era ampia ai tempi di Cristo: «Da quasi tre secoli la sinagoga occupava un posto di primo piano nella vita religiosa di Israele. Fu durante il tempo dell’esilio, quando non potevano accorrere a Gerusalemme, che i fedeli incominciarono a riunirsi nelle case o in locali particolari per commentare la legge e la storia del loro popolo. Da allora le sinagoghe si erano moltiplicate. Ai tempi di Cristo certamente non c’era villaggio, per piccolo che fosse, che non avesse, bene o male una sinagoga.»

Il Vangelo di Luca narra l'episodio in cui Gesù, nella sinagoga di Nazareth, affermò che le Scritture si erano compiute in lui (Lc 4,14-30): «All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù». Questo evento è cruciale per comprendere la tradizione legata al Monte del Precipizio.

Il Dibattito sull'Esistenza di Nazareth al Tempo di Gesù

Le Tesi Scettiche e i Dubbi

Alcuni studiosi e recenti ricerche hanno sollevato dubbi sull'esistenza o sulla rilevanza di Nazareth al tempo di Gesù. Le principali questioni riguardano:

  • L'affermazione che, secondo alcune ricerche archeologiche, ai tempi di Gesù Nazareth non esisteva o era al più una piccola frazione di pochi abitanti, priva di una sinagoga.
  • La contestazione che Nazareth non sia collocata su un monte con precipizi o burroni adeguati per l'episodio evangelico. Ciò ha portato molti a ritenere che "Gesù nazareno" si riferisse a uno stato personale (Nazoreo) piuttosto che alla città.
  • La distanza significativa di Nazareth (oltre 30 chilometri) dal Lago di Tiberiade, rendendo problematico il quotidiano recarsi di Gesù al lago per la sua missione. Alcune ricerche storiche hanno ipotizzato che il paese si riferisse in realtà alla città di Gamala, più vicina al lago e con una sinagoga fiorente.

R. Salm, un autore controverso, ha sostenuto che se Nazareth non fosse esistita, gli evangelisti avrebbero "mentito in modo significativo", e che "la paletta dell’archeologo fa paura perché potrebbe dimostrare che le cose non sono accadute come dicono le Scritture". Egli afferma che la cittadina non annoverò alcun abitante ai tempi dei romani, nel I secolo, sebbene Salm stesso sia privo di titoli accademici in ambito storico o archeologico.

Le Evidenze Archeologiche e Storiche

Le tesi scettiche sono state ampiamente confutate da biblisti e archeologi di fama:

  • Riferimenti Biblici e Storici: L'evangelista Luca (Lc 1,26) menziona Nazareth come città della Galilea, e le ricerche di San Luca sono considerate accurate. José Luis Martin Descalzo sottolinea l'esistenza di rovine della sinagoga di Nazareth, confermandola come centro vitale dell'infanzia di Gesù.
  • Il Monte del Precipizio: Il biblista Marco Sales indica che il luogo da cui si intendeva precipitare Gesù è probabilmente dove oggi sorge la chiesa dei Maroniti, all’angolo sud-ovest della città, dove vi è un precipizio profondo 10 o 12 metri. Marie-Joseph Lagrange precisa che il sito non è il punto più elevato della moderna Nazareth, ma l'antica e modesta Acropoli, dove si solleva al di sopra della valle orientale.
  • Prove Archeologiche dell'Esistenza di Nazareth:
    • Bart D. Ehrman, pur riconoscendo che "non è possibile avere certezza" assoluta sul luogo di nascita di Gesù, ha smentito l'idea che l'assenza di tombe ricche dal I secolo significhi l'assenza della città, poiché le fosse dei poveri raramente resistono al tempo.
    • J. Finegan ha documentato 23 tombe ritrovate, alcune con oggetti risalenti al I, III o IV secolo e con chiusure tipiche del tardo periodo ebraico (fino al 70 d.C.), concludendo che "Nazareth era un insediamento fortemente ebraico nel periodo romano".
    • Reperti archeologici indicano che "Nazareth esisteva ai tempi di Gesù e che", come altri villaggi della Galilea, "era stata edificata sul fianco della collina, nei pressi delle future tombe scavate nella roccia".
    • Nel 1996-1997 è stata scoperta una fattoria collegata a Nazareth risalente all’epoca di Gesù, con terreno, torchio, torri di guardia, pietre per la frantumazione delle olive, sistemi di irrigazione e un’antica cava.
    • Gregory Jenks ha segnalato che antichi materiali scoperti nel 1884 sotto l’attuale convento delle Sisters of Nazareth sono stati datati al I secolo tramite analisi stratigrafiche.
    • Nel 2009, l'archeologa Yardenna Alexandre (Israel Antiquity Authority) ha annunciato la scoperta di una casa risalente al tempo di Gesù a Nazareth, con frammenti ceramici dal 100 a.C. al I secolo d.C., indicando che "la prima abitazione trovata a Nazareth può essere fatta risalire al tempo di Gesù".
  • Confutazione delle Tesi di Salm: Archeologi come Ken Dark, Stephen J. Pfann e Yehudah Rapuano hanno replicato direttamente a Salm, sottolineando la sua mancanza di titoli in archeologia e definendo la sua tesi "insostenibile sul piano archeologico" e le sue valutazioni come "mito".

Tra fede e storia, viaggio nel tempo alla scoperta di Nazareth

I Siti Tradizionali di Nazareth

Tra i luoghi di culto più significativi di Nazareth vi è la Basilica dell’Annunciazione. Questa chiesa, in stile moderno, è stata edificata sulle rovine di numerose chiese precedenti. La sua peculiarità è che, oltre al porticato esterno con dipinti e mosaici della Madonna, consta di due piani: quello superiore dedicato a “Maria Madre della Chiesa” e quello inferiore, dove si trova la Grotta dell’Annunciazione. Questa grotta è tradizionalmente identificata con la casa di Maria e si ritiene che la casa fosse costituita da una parte scavata nella roccia (la grotta) e una parte in muratura. All’interno della grotta si trovano l’altare barocco della vecchia chiesa e un moderno tabernacolo, sovrastati da un baldacchino decorato con rilievi in rame dorato raffiguranti l'Annunciazione.

Un altro sito di interesse è la Fontana della Vergine, ubicata all’interno della chiesa greco-ortodossa di San Gabriele. Secondo il vangelo apocrifo di S. Giacomo, qui Maria ricevette l’annuncio dall’Angelo. Essendo vicina al villaggio, questa sorgente era probabilmente quella da cui attingevano l’acqua Gesù e Maria. L’attuale luogo di culto fu edificato nel 1750 da alcuni monaci, sulle rovine di un santuario crociato. L’interno è riccamente decorato con scene bibliche e, attraversando la chiesa, si accede a una cripta dove sgorga l’acqua della fonte.

Veduta interna della Basilica dell'Annunciazione di Nazareth o della Grotta dell'Annunciazione

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