Natività della Vergine Maria: Fondamento della Salvezza e della Chiesa

Oggi, 8 Settembre, le Chiese d’Oriente e d’Occidente celebrano la nascita della Vergine Maria, la Madre del Signore! Per noi cristiani, la nascita di Maria Santissima rappresenta il culmine, il momento più alto del mistero della salvezza, che Dio vuole realizzare attraverso Colei che deve donare al mondo il Salvatore. Quindi, onorando la nascita della Madre di Dio, si va al vero significato e al fine di questo evento: l’Incarnazione del Verbo.

Rappresentazione artistica della Natività della Vergine Maria

La Celebrazione della Nascita di Maria

Le Fonti Apocrife e le Origini Storiche

La fonte principale che narra tale evento è il cosiddetto Protovangelo di Giacomo, un testo apocrifo, dal quale apprendiamo che Maria nacque a Gerusalemme, da Gioacchino e Anna. Successivamente, nel IV secolo, in quel luogo verrà edificata la Basilica di Sant’Anna e, nel giorno della sua dedicazione, veniva celebrata la natività della Madre di Dio.

Mappa del Medio Oriente con indicazione di Gerusalemme e luoghi biblici

Il Significato Profondo per i Cristiani

Maria è la piena di grazia, la tutta santa, concepita senza alcuna macchia del peccato originale, proprio in prospettiva della divina maternità. La nascita di Maria è dunque presagio di grazia e di benedizioni. Da Lei viene Gesù; con Gesù per Maria la Chiesa, i sacramenti e tutti i doni divini. In una parola: la nascita della Vergine segna l’inizio del Cristianesimo. Con Maria nasce anche la Chiesa che tutti vorremmo vedere rifiorire nella sua grandezza di fede, di amore al Signore e di testimonianza nel mondo della verità e dell’unicità del Vangelo.

Icona della Theotokos (Madre di Dio)

La Natività di Maria nella Riflessione dei Padri della Chiesa

La festa odierna è stata celebrata con lodi magnifiche da molti Santi e Padri della Chiesa.

La Visione di San Pier Damiani

Nel secondo Sermone della Natività di Maria, di S. Pier Damiani, si legge: “Dio Onnipotente, prima che l’uomo cadesse, previde la sua caduta e decise, prima dei secoli, l’umana redenzione. Decise dunque di incarnarsi in Maria. Oggi è il giorno in cui Dio comincia a mettere in pratica il Suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa prima che il Re scendesse ad abitarla … Casa bella, poiché questo palazzo di Maria poggia sui sette doni dello Spirito Santo”.

Rappresentazione di San Pier Damiani

Maria: Tempio del Verbo Incarnato

S. Pier Damiani si interroga e risponde: “Come celebreremo la nascita di Maria, Tempio del Verbo Incarnato? Questo nuovo Tempio si vedrà riempito dello stesso Dio che viene per essere la luce delle genti”. È giusto, dunque, cantare questo giorno e Colei che nasce in esso!

Maria: Madre della Chiesa e Corredentrice

L'Inizio del Cristianesimo e la Nascita della Chiesa

Con Maria nasce anche la Chiesa che tutti vorremmo vedere rifiorire nella sua grandezza di fede, di amore al Signore e di testimonianza nel mondo della verità e dell’unicità del Vangelo. Molto spesso umiliata a causa di visioni pastorali molto umane, o di ideologie antropocentriche che hanno sostituito la prassi alla fede, la Chiesa può ritornare a rifulgere quale astro luminoso se ripartiamo da Maria, da una profonda devozione a Lei.

La Maternità Spirituale al Calvario e come "Nuova Eva"

La fecondità della Chiesa dipende dalla Croce, ci ripete Papa Leone XIV, ed è ai piedi della Croce che la Vergine è divenuta nostra Madre e perciò Madre della Chiesa. Dire “nuova Eva” o “seconda Eva”, come preferisce San John Henry Newman, echeggiando i grandi Padri dei primi secoli, significa dire che Maria è la vera «madre di tutti i viventi» (Gn 3,20), cioè Colei che ci ha generato nelle doglie di un parto doloroso e corredentivo. Il parto di Gesù a Betlemme fu verginale, senza doglie o lesioni del grembo. Al Calvario il nostro parto fu doloroso, intriso di com-passione. “Madre nostra” è perciò sinonimo di “Corredentrice”, parola carica di sospetto, ma che in fondo, in modo semplice e immediato, esprime questa verità: Maria con Gesù al Calvario ci ha rigenerato alla vita eterna, a quella vita a cui eravamo stati preclusi a causa della disobbedienza di Eva e di Adamo.

Immagine della Vergine Maria ai piedi della Croce (Stabat Mater)

La Dipendenza della Chiesa da Maria

Papa Leone XIV nella medesima omelia aggiungeva un tratto molto fecondo di dottrina: «La fecondità della Chiesa è la stessa fecondità di Maria; e si realizza nell’esistenza dei suoi membri nella misura in cui essi rivivono, “in piccolo”, ciò che ha vissuto la Madre, cioè amano secondo l’amore di Gesù. La maternità spirituale ed ecclesiale di Maria, iniziata ai piedi della Croce, si colora di riflessi d’amore e di sollecitudine al Cenacolo, in attesa del Paraclito. Qui Maria in modo evidente e pubblico è Colei che raduna intorno a sé gli Apostoli. Li istruisce ricordando loro tutto quello che aveva detto e fatto il Maestro, suo Figlio. È il Cuore di Maria che ci rende con-cordi. È vivere nel suo Cuore che ci fa ritrovare la vera con-cordia di fede e di carità. Maria è quindi Madre della Chiesa perché ha generato tutti alla vita nuova del Figlio; ha generato gli Apostoli e tutte le membra del Corpo mistico di Cristo, perché tutti, ognuno secondo il dono e il ministero ricevuto, fossero a servizio di Cristo e del Vangelo. Madre della Chiesa, diciamolo ancora una volta, implica l’atto generativo e corredentivo della Vergine. Negarlo significa o opporsi al titolo, come coloro che durante il Concilio Vaticano II provarono ad ostacolare Paolo VI nel suo desiderio di proclamarlo, oppure sminuirlo, rendendo Maria simbolo di una maternità che invece avrebbe nella Chiesa-mistero la sua ragion d’essere. Se non c’è Maria non c’è la Chiesa. Maria precede la Chiesa e pertanto la Chiesa dipende da Maria. Maria è perciò l’inizio. La sua natività annuncia la nascita di Gesù e di ciascuno di noi alla fede in Lui. Solo se ripartiamo da Maria rinnoviamo la Chiesa. Solo se amiamo Maria, astro nascente di santità, troveremo nel suo Cuore Immacolato la vera con-cordia di cui ha bisogno la Chiesa: essere fedele a Gesù rispettando e amando l’ininterrotta Tradizione apostolica di cui Lei è Madre e Maestra. Saremo con-cordi se in fondo avremo un solo cuore: il suo Cuore purissimo. Per noi, membri della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, la Vergine Santissima rappresenta tutta la nostra Fiducia e la nostra Speranza!

Piena Di Grazia La Storia di Maria, la Madre di Gesù | Storico | Film Completo in italiano

La Maternità di Maria nell'Arte e nella Teologia

L'Espressione Artistica della Natività e della Maternità

La lode manzoniana è adagiata sull’affresco di Domenico Ghirlandaio, “Natività della Vergine”, eseguito dal pittore fiorentino per la Basilica di Santa Maria Novella. L’arte e la poesia celebrano all’unisono le grandezze ineffabili di questa Donna Santa arricchita dal suo Creatore e Signore di ogni dono di grazia perché da Lei nascesse il Salvatore e così venisse già formata la Chiesa, tempio santo di Dio, Corpo mistico del Signore.

Nel suo libro intitolato “Natività. Madre e Figlio nell’arte”, Vittorio Sgarbi si cimenta nel racconto della storia più antica e più bella di tutta la cultura cristiana, quella che si fonda sul rapporto tra la Vergine Maria e Gesù, mostrando come la Natività sia stata illustrata da tanti maestri aventi stili e tecniche diverse.

Secondo Sgarbi, la nascita viene dipinta come essenza generatrice di ogni cosa, come semplice atto che riassume il legame affettuoso tra una madre e il proprio bambino, di cui la religione cattolica si fa paladina innalzandolo al rapporto dell’uomo con Dio. L’autore rammenta che la Natività è anticipata da due momenti fondamentali: l’Annunciazione, che è l’inizio di tutta la storia, e la Concezione che è lo stato implicito in cui si trova ancora il bambino prima della sua venuta al mondo.

Affresco

Maria come Madre Umana e Divina nell'Arte

Sgarbi sottolinea che “la maternità di Maria non è un tema religioso ma un tema umano. Ed è qui la forza del cristianesimo: la nostra religione coincide con la vita, si sovrappone alla vita fin dalle sue origini”. Nel momento stesso in cui vive la maternità, Maria non si erge a divinità suprema simile alle grandi sacerdotesse del mondo pagano, ma si presenta come un’umile madre che coccola il suo piccino. La figura della Madonna del Parto (1455) di Piero della Francesca, che raffigura una ragazza con un’aria semplice e spavalda, con la pancia rigonfia, diventa emblema di tutte le donne e simboleggia la vita. Da quel momento in poi si genereranno, nella lunga storia dell’arte, tante “Madonne col Bambino” aventi una sacralità assoluta. Anche nell’atto finale della Passione di Cristo ritroviamo il tema della maternità, con una madre che sta sotto la croce e non abbandona il figlio morente, come nelle Pietà di Michelangelo o la Crocifissione (1513) di Gaudenzio Ferrari.

Esempi Significativi dall'Arte Sacra

  • Duccio di Buoninsegna (Siena 1255 - Siena 1318) ritrae la maternità divina nell’opera Maestà (1308-1311), nella quale è riscontrabile il riferimento alla tradizione bizantina. Il suo intento è quello di perfezionare sempre di più la forma come via per glorificare Dio. Quella di Duccio è “la più fedele riproduzione della natura sacra della madre di Dio, icona suprema”, riferisce Sgarbi, e la sua pittura “divinizza la maternità”.

  • Dettaglio della
  • Ambrogio Lorenzetti (Siena 1290 - Siena 1348) dipinge la “Madonna del latte” (1325), definita dal pittore preraffaellita, Charles Fairfax Murray, “la più bella tavola di Ambrogio esistente”. Il pittore senese rappresenta Maria a mezzo busto e in atteggiamento serio, con il bambino che succhia il latte dal suo seno e volge uno sguardo scherzoso a chi lo sta osservando. Riprendendo la tradizione bizantina della Vergine Galaktotrophousa, Ambrogio effettua quell’operazione di umanizzazione delle immagini sacre per affermare l’umanità di Cristo attraverso la maternità.

  • Carlo Maratta (Camerano 1625 - Roma 1713) dipinge nel 1650 la “Natività” intesa come momento di intimità. In un’atmosfera notturna la donna avvolge, protegge e accoglie dolcemente Gesù, mentre cinque angeli osservano la scena. Il buio fa risaltare i colori di Maria (blu e azzurro) mentre i cherubini ricevono la luce del Messia venuto al mondo. “L’immagine è essenziale, è la pura emozione della Vergine, la sua beatitudine nell’abbraccio, il farsi luce diffusa, che rende il suo corpo fisico il centro di un fuoco che non si può spegnere”, scrive Sgarbi. “Non è la realtà, è il sogno della maternità annunciata”, continua il critico. Ciò che l’angelo le aveva predetto sta per verificarsi, per cui la natività diventa realizzazione di un sogno. Nella maternità il divino diventa umano e l’umano racchiude in sé segni della divinità.

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