Il Museo Pontificio della Santa Casa, situato nell'ala occidentale del Palazzo Apostolico di Loreto, rappresenta un punto d'incontro fondamentale tra arte, spiritualità e storia. Attraversare le sue sale significa immergersi in un racconto visivo che intreccia secoli di devozione e bellezza.

Storia e Sviluppo del Museo
Le collezioni del museo iniziano a formarsi alla fine del XIX secolo, in coincidenza con i lavori di ristrutturazione della Basilica ad opera di Giuseppe Sacconi (1884-1905). In questo periodo vennero raccolti nelle sale del Palazzo Apostolico dipinti, oggetti e arredi provenienti dal Santuario. Dopo un furto avvenuto nel 1974, a partire dal 1979, il museo è stato oggetto di una profonda ristrutturazione e riorganizzazione, con il restauro conservativo delle opere esposte.
La Pinacoteca: I Capolavori di Lorenzo Lotto
Il museo vanta una collezione di eccezionale valore, tra cui spiccano le opere di Lorenzo Lotto, che operò nelle Marche durante la prima metà del XVI secolo. L'artista trascorse a Loreto gli ultimi anni della sua vita come oblato della Santa Casa.
La "Sala Lotto" ospita tele un tempo collocate all'interno del coro della Basilica, ora riproposte secondo la disposizione storica. Tra le opere principali si annoverano:
- Battesimo di Cristo
- Cristo e l'adultera
- Santi Rocco, Cristoforo e Sebastiano (1531)
- San Michele caccia Lucifero
- Adorazione dei Magi
- Adorazione del Bambino
- Sacrificio di Melchisedec
- Presentazione al tempio (estrema opera dell'artista)

Collezioni di Maioliche e Arazzi
Di notevole interesse storico sono le collezioni di arti applicate:
- Maioliche da farmacia: Si tratta di oltre 500 pezzi rinascimentali, un tempo adibiti alla conservazione di unguenti e medicamenti presso la Spezieria della Santa Casa. La raccolta comprende pezzi della bottega urbinate di Orazio Fontana e 111 pezzi della bottega dei Patanazzi, decorati con scene bibliche, mitologiche e raffaellesche.
- Arazzi fiamminghi: Dieci preziosi arazzi in lana, seta, oro e argento, tessuti a Bruxelles tra il 1620 e il 1624 da Hendrik Mattens su cartoni di Raffaello. Nove di essi raffigurano episodi del Nuovo Testamento, mentre l'ultimo rappresenta la Madonna col Bambino, San Giovannino e Sant’Elisabetta.
L'Antico Tesoro e gli Arredi Sacri
Il nucleo originale del museo è costituito da oggetti di oreficeria e arredi sacri donati dai fedeli alla Madonna di Loreto nel corso dei secoli. Originariamente custoditi nella Sacrestia Nova (Sala del Tesoro), questi oggetti sono stati nel tempo soggetti a dispersioni dovute a furti e requisizioni. Tra le opere di alta oreficeria si distingue il crocefisso in argento modellato dal Giambologna, donato da Cristina di Lorena nel 1573, e uno splendido arredo d'altare in corallo di manifattura trapanese.

Affreschi e Opere dalla Basilica
Il museo conserva frammenti e testimonianze artistiche rimosse dalla Basilica durante le ristrutturazioni ottocentesche. Tra questi, il ciclo di affreschi di Cristoforo Roncalli, detto il Pomarancio, eseguito per la cupola tra il 1610 e il 1614. Sono presenti inoltre i cartoni preparatori realizzati da Cesare Maccari per la decorazione della cupola, risalenti alla fine del XIX secolo.
Curiosità: Il Tatuaggio Devozionale
Una testimonianza storica unica riguarda la pratica del tatuaggio devozionale, diffusa tra i pellegrini giunti a Loreto sin dal Medioevo. L'operazione avveniva mediante l'incisione della pelle con punte d'acciaio e l'applicazione di inchiostro turchino (indaco), lasciando permanentemente impresso sul corpo il disegno sacro.
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