La Chiesa di San Michele Arcangelo a Formignano: Storia, Arte e Archeologia

La Chiesa di San Michele Arcangelo a Formignano, annidata tra paesaggi naturali mozzafiato, offre ai visitatori una serena fuga nella bellezza del suo ambiente. Questa affascinante chiesa non è solo un luogo di culto, ma anche un punto invitante per coloro che cercano di connettersi con la natura mentre apprezzano l'architettura storica. Fu la parrocchiale del villaggio, ormai scomparso, di Formignano e continuò ad essere utilizzata fino alla fine del Cinquecento.

Veduta panoramica della Chiesa di San Michele Arcangelo a Formignano immersa nel paesaggio naturale

La Chiesa Madre di San Michele: Dalla Demolizione alla Consacrazione

La storia della Chiesa Madre di San Michele inizia nel 1780, anno in cui fu posata la sua prima pietra. Si decise, infatti, di procedere alla demolizione della chiesa vecchia e alla costruzione di un nuovo tempio.

Il Progetto di Lorenzo Martinuzzi e il Nuovo Orientamento

Il progetto fu affidato a Lorenzo Martinuzzi, e le fondamenta dell'edificio furono poste nella piazza adiacente alla chiesa antica, originariamente legata al complesso dell'abbazia e poi rifatta in modo radicale nel 1613. Di essa si conserva un architrave collocato sopra la porta d'ingresso. L'unico resto visibile del complesso medievale, se si eccettua il mosaico di piazza Marconi, è la torre campanaria, risalente, secondo Ugo Ojetti, al periodo medievale. Il rifacimento invertì l'orientamento della pianta, che restò rettangolare e a un'unica navata, ma con la facciata rivolta verso via Mercato, segno che il centro urbano si andava spostando verso piazza Unità.

Decorazioni e Interventi Successivi

La costruzione procedette a rilento e la consacrazione avvenne nel 1833. Nel 1847 il pittore veneziano Sebastiano Santi decorò il soffitto del presbiterio con affreschi raffiguranti l'Assunzione di Maria, quattro Evangelisti, il Redentore, San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo. Nel 1857, Stefano Argenti, di Milano, costruì il nuovo altare maggiore. La chiesa, chiusa nuovamente nel 1966, fu restaurata e restituita alla città il 29 settembre.

La Collegiata di San Michele Arcangelo: Una Storia di Ricostruzioni

La Collegiata di San Michele Arcangelo, situata in Via S., sorge sul luogo dove anticamente si trovavano la chiesa di San Michele Arcangelo e un vasto edificio comprendente una torre. Questa costruzione, ovvero l'antica rocca, secondo le cronache, era adibita a deposito delle polveri, delle armi e del vettovagliamento. San Michele fu distrutto il 31 maggio del 1556 durante un temporale, a causa di un fulmine che vi si abbatté.

Illustrazione storica della distruzione della rocca e della chiesa di San Michele Arcangelo

Il Progetto di Orazio Porta e gli Interventi di Andrea Pozzo

I resti dell'antica chiesa, oggi adibita a canonica, sono visibili nella parte posteriore della Collegiata. La costruzione fu progettata dal pittore e architetto Orazio Porta, che inizialmente aveva previsto una copertura a capriate lignee, ma che in fase di realizzazione fu sostituita con una volta a botte per tutta la navata centrale. I lavori iniziarono nel 1592 e si conclusero nel 1621. In seguito furono fatti altri interventi, come la scalinata esterna, l'altare maggiore e il disegno del campanile, attribuiti ad Andrea Pozzo.

Architettura e Decorazioni Interne

La chiesa è impostata su un impianto a croce latina, al quale sono aggregati sacrestia, campanile e canonica. La facciata è divisa in due parti: quella inferiore caratterizzata da un muro in mattoni diviso verticalmente da quattro alte lesene in pietra serena, quella superiore caratterizzata da una muratura in pietra. Al centro della facciata si apre un maestoso portone in pietra serena con timpano curvilineo interrotto al centro, dove è scolpito un giglio, mentre nella parte alta è posto un grande finestrone rettangolare in mattoni. Ai piedi della facciata, la bellissima scalinata in travertino riprende il disegno ellissoidale della struttura urbana del paese.

Dettaglio della facciata della Collegiata di San Michele Arcangelo con il portone e la scalinata

All'interno, nella crociera tra navata e transetto, è collocata una cupola emisferica sormontata da un tiburio ottagonale coperto a padiglione. Le pareti laterali della navata sono suddivise in tre arcate, alle quali si aggiungono quelle relative ai bracci del transetto. Gli altari seicenteschi che vi si trovano raccolgono dipinti di G. Gemignani da Pistoia, O. Porta, M. Rosselli e G. da Sangiovanni. Lo scenografico altare maggiore di A. Pozzo è costituito da un basamento in pietra serena sul quale poggiano quattro slanciate colonne che sorreggono una trabeazione curvilinea. Sul lato destro e sinistro si trovano la statua di San Pietro e quella di San Paolo. Al centro è posta la figura di San Michele.

L'Antiquarium San Michele Arcangelo a Cervignano

Gli scavi nella «cripta» della Chiesa di San Michele a Cervignano hanno riportato alla luce resti di epoca romana. Presso il Museo di Cervignano si trova l'“Antiquarium San Michele Arcangelo”, un piccolo museo che si compone di due stanze. Al suo interno sono ospitati documenti e reperti storici provenienti dal territorio, con l'intento di valorizzarne il patrimonio artistico e storico.

Reperti archeologici di epoca romana rinvenuti nella cripta della chiesa

L'Amministrazione comunale cervignanese ha firmato una convenzione per l'utilizzo e l'allestimento delle sale, di proprietà della parrocchia, che si trovano alla base del campanile della chiesa madre di San Michele, con l'accesso posto in piazza Marconi.

La Chiesa nel Contesto di Lucignano

Il Residence è parte integrante del caratteristico villaggio medievale di Lucignano. Questa comunità crebbe notevolmente di importanza fino al 1330, quando l'afflusso di fedeli e pellegrini divenne tale da rendere necessaria la costruzione di una chiesa che li potesse accogliere. Verso la fine del Settecento, per volere del vescovo Scipione de' Ricci, il convento fu soppresso e, una volta demolita la vecchia pieve di S. Michele, fu edificata la nuova chiesa.

Architettura Francescana e Capolavori Artistici

La sua struttura ripropone la classica architettura francescana con la navata centrale, il coro nell'abside e le cappelle laterali, ed è il prodotto di un importante restauro, eseguito nell'immediato dopoguerra, a causa dei danneggiamenti riportati durante i bombardamenti. Lungo la navata si sviluppano sei altari laterali ove si possono ammirare dal lato destro:

  • la Visitazione di Jacopo Carucci, conosciuto come Pontormo, celeberrimo capolavoro del Cinquecento fiorentino;
  • La Madonna del Carmine e Santi, attribuibile a Giovan Pietro Naldini;
  • la tela secentesca, attribuibile sempre al Naldini, che riproduce San Francesco che riceve le stimmate.

Dal lato sinistro:

  • La Madonna con Bambino tra i santi Domenico, Pio V, Caterina da Siena e Caterina di Alessandria con quattro angeli che sorreggono i misteri del rosario, opera di Cosimo Lotti;
  • la tela che riproduce l'effige dei santi Giovanni Evangelista, Francesco, Macario ed Andrea che fa da cornice alla tavola con l'Annunciazione e l'Adorazione dei pastori.

Collegata alla chiesa è la struttura del chiostro, con loggiato sorretto da colonne e pozzo centrale, che dà accesso alla Cappella di S. Luca od Oratorio della Compagnia del SS. Sacramento.

Atessa, la chiesa di San Michele arcangelo, Storia e Arte

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