Il Motto del Viaggio Apostolico in Mozambico

Papa Francesco, nel suo 31° viaggio internazionale in Africa, ha visitato il Mozambico, il Madagascar e le Mauritius tra il 4 e il 10 settembre. Questo viaggio apostolico, il quarto del Pontefice nel continente africano, si inserisce nel cinquantesimo anniversario della prima visita di un papa in Africa (Paolo VI in Uganda nel 1969).

Il Santo Padre è partito dall'aeroporto di Fiumicino e, dopo la cerimonia di benvenuto a Maputo, si è recato alla Nunziatura Apostolica. Prima di lasciare Casa Santa Marta, ha incontrato una decina di persone provenienti da Mozambico, Madagascar e Mauritius, accolte dal Centro Astalli e dalla Comunità di Sant'Egidio.

"Speranza, Pace e Riconciliazione": Il Motto per il Mozambico

Il motto scelto per la visita in Mozambico è stato "Speranza, Pace e Riconciliazione". Queste parole hanno avuto un grande eco nei cuori di tutti, incoraggiando a superare con coraggio i traumi causati dalla tragica devastazione dei cicloni tropicali Idai e Kenneth e ad affrontare con fede e speranza la difficile situazione nella quale vive la popolazione della Provincia di Cabo Delgado, per i ripetuti attacchi perpetrati da gruppi non ancora ufficialmente identificati.

Il motto è stato rappresentato anche nel logo del viaggio, che mostra la mappa del Paese, Papa Francesco e una colomba, simbolo della pace. Le due mani simboleggiano l'accoglienza del Mozambico al Papa e il messaggio di "speranza, pace e riconciliazione" che porta al popolo mozambicano. I colori nel logo sono i cinque della bandiera del Mozambico: il verde è legato alla speranza, il rosso alla riconciliazione, il bianco alla pace e il giallo ai colori del Vaticano.

Logo ufficiale del viaggio apostolico di Papa Francesco in Mozambico con i simboli di speranza, pace e riconciliazione

La necessità di speranza era particolarmente sentita nelle zone del nord colpite dai cicloni, che hanno causato centinaia di morti e danni materiali ingenti a infrastrutture e coltivazioni. La pace e la riconciliazione sono cruciali per affrontare i forti contrasti politici tra i principali partiti, sfociati in confronti militari. Questi sono germogli che sostengono la speranza e danno fiducia per non lasciare che il modo di scrivere la storia sia la lotta fratricida, bensì la capacità di riconoscersi come fratelli, figli di una stessa terra, amministratori di un destino comune.

Il Discorso del Papa alle Autorità di Maputo: Un Appello alla Pace e alla Dignità

Nel suo primo discorso a Maputo, incontrando le Autorità, il Corpo Diplomatico e i rappresentanti della società civile presso il Palacio da Ponta Vermelha, residenza ufficiale del Presidente della Repubblica, Papa Francesco ha espresso la sua gioia di trovarsi di nuovo in Africa, in un Paese benedetto per la sua bellezza naturale e ricchezza culturale.

Papa Francesco mentre tiene un discorso alle Autorità, alla Società civile e al Corpo Diplomatico nel Palazzo Ponta Vermelha a Maputo

Il Pontefice ha rivolto le sue prime parole di vicinanza e solidarietà a tutti coloro che sono stati colpiti dai cicloni Idai e Kenneth. Ha condiviso l'angoscia, il dolore e l'impegno della comunità cattolica nell'affrontare una così dura situazione, chiedendo alla Provvidenza la sollecitudine di tutti gli attori civili e sociali per promuovere la necessaria ricostruzione, ponendo la persona al centro.

Papa Francesco ha espresso apprezzamento per gli sforzi compiuti da decenni affinché la pace torni ad essere la norma e la riconciliazione la via migliore per affrontare le difficoltà e le sfide del Paese. Ha salutato l'accordo di cessazione definitiva delle ostilità militari tra fratelli mozambicani, firmato nella Serra della Gorongosa circa un mese prima della sua visita, definendolo una pietra miliare sulla via della pace, che parte dall'Accordo Generale del 1992 a Roma.

Il Papa ha sottolineato che la ricerca della pace duratura richiede un lavoro duro, costante e senza sosta, poiché la pace è «come un fiore fragile, che cerca di sbocciare tra le pietre della violenza». È necessario affermare con determinazione ma senza fanatismo, con coraggio ma senza esaltazione, con tenacia ma in maniera intelligente: «No alla violenza che distrugge, sì alla pace e alla riconciliazione». Ha ricordato le parole di San Giovanni Paolo II durante la sua visita nel 1988: «No alla violenza e sì alla pace!».

La pace, ha aggiunto, non è solo assenza di guerra, ma l'impegno instancabile di riconoscere, garantire e ricostruire concretamente la dignità dei fratelli, affinché possano sentirsi protagonisti del destino della propria nazione. Senza uguaglianza di opportunità, infatti, le diverse forme di aggressione e di guerra troveranno un terreno fertile. La pace ha reso possibile lo sviluppo del Mozambico in diversi settori, come l'istruzione e la salute, e il Pontefice ha incoraggiato a consolidare le strutture e le istituzioni necessarie affinché nessuno si senta abbandonato, in particolare i giovani.

Una cultura di pace richiede «un costante processo nel quale ogni nuova generazione si vede coinvolta», favorendo la cultura dell'incontro, il riconoscimento dell'altro e la costruzione di ponti. È essenziale mantenere viva la memoria per un futuro di speranza e dignità, impegnandosi affinché non ci siano bambini e adolescenti senza istruzione, famiglie senza casa, lavoratori senza occupazione, contadini senza terra. Queste sono le armi della pace.

Il Papa ha anche invitato a curare la casa comune, poiché il Mozambico è una nazione benedetta. La difesa della terra è difesa della vita e richiede attenzione contro il saccheggio e la bramosia di accumulare, promuovendo uno sviluppo produttivo, sostenibile e inclusivo. Papa Francesco ha concluso chiedendo a Dio di poter contribuire affinché pace, riconciliazione e speranza regnino definitivamente tra i mozambicani.

L'Incontro Interreligioso con i Giovani: Gioia e Speranza per il Presente

Durante l'incontro interreligioso con i giovani nel Pavillon Maxaquene, Papa Francesco ha sottolineato l'importanza dei giovani, definendoli non solo il futuro, ma il presente del Mozambico. Ha riconosciuto il loro entusiasmo, le loro canzoni e la loro gioia di vivere come il miglior segno della speranza del Paese.

Papa Francesco durante l'incontro interreligioso con i Giovani nel Pavillon Maxaquene, Mozambico

Ha evidenziato la gioia di vivere come una delle loro principali caratteristiche, un antidoto contro coloro che cercano di dividere e frammentare. Ha ringraziato le diverse confessioni religiose presenti per incoraggiarsi a vivere la sfida della pace e celebrarla insieme come famiglia, mostrando che «tutti siamo necessari: con le nostre differenze, ma necessari».

Papa Francesco Mozambico Incontro interreligioso con i giovani 2019-09-05

Rispondendo alle domande su come realizzare i sogni e coinvolgersi nei problemi del Paese, il Papa ha esortato i giovani a non lasciarsi rubare la gioia. Ha messo in guardia contro due atteggiamenti che uccidono i sogni e la speranza: la rassegnazione e l'ansia. Ha citato l'esempio di Eusebio da Silva, la "pantera nera", che nonostante le difficoltà non si è mai rassegnato, spinto dal suo sogno e dalla sua voglia di giocare.

Contesto Storico dei Viaggi Papali in Africa e il SECAM

La visita di Papa Francesco si inserisce in una lunga storia di viaggi apostolici in Africa. Prima di questo viaggio, i Papi avevano compiuto 17 viaggi nel continente. Giovanni Paolo II, tra il 1980 e il 2000, ha visitato 42 Paesi in 16 occasioni. Benedetto XVI è stato in Africa due volte (nel 2009 in Camerun e Angola, e nel 2011 in Benin), appellandosi alla solidarietà e alla giustizia.

Il 2019 è anche l'anno delle celebrazioni del 50° anniversario del SECAM (Simposio delle Conferenze episcopali dell’Africa e del Madagascar). Le parole pronunciate 50 anni fa da Paolo VI restano attuali: la Chiesa africana deve rivolgersi come «una ‘madre e maestra’ a tutti i figli di questa terra del sole», offrendo un'interpretazione tradizionale e moderna della vita, educando alle nuove forme di organizzazione civile, purificando quelle della famiglia e della comunità, dando impulso alle virtù individuali e sociali, e sviluppando ogni attività in favore del pubblico bene, specialmente l'istruzione e l'assistenza ai poveri e ai malati. Tutto questo per aiutare l'Africa allo sviluppo, alla concordia e alla pace, temi centrali anche nel motto per il Mozambico.

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