La festa dell'Immacolata Concezione, celebrata l'8 dicembre, è un momento di profonda spiritualità e tradizione, specialmente in Calabria, dove apre ufficialmente le porte al periodo natalizio. A Montemilone, questa festività assume un significato particolare, intrecciandosi con la ricca storia e le usanze locali.
L'Immacolata in Calabria: Un Preludio al Natale
L'Immacolata è una festività molto sentita in tutta la Calabria. È tradizione che le famiglie si apprestino a fare l’albero e il presepe, addobbando le abitazioni con luci e nastrini, in un'atmosfera di attesa e gioia. Le celebrazioni sono spesso accompagnate da riti collettivi che rafforzano il senso di comunità.
Tradizioni Gastronomiche della Festività
Per quanto riguarda la tradizione gastronomica, specialità tipiche delle feste sono i ‘turdiddri’, dolcetti ricoperti di miele. Un altro piatto immancabile sono le Grispelle, ciambelle a base di patate, farina, lievito e sale, che vengono poi fritte nell’olio bollente, un vero simbolo di convivialità.

La "Focara dell’Immacolata"
Nei paesi calabresi, nel giorno che precede la festa, si consumano ancora momenti di ritrovo attorno alla ‘focara dell’Immacolata’, grandi falò accesi in compagnia degli amici e della famiglia, un'usanza che simboleggia purificazione e l'inizio delle celebrazioni invernali.
Le tradizioni gastronomiche Calabresi del 8 Dicembre festa dell'immacolata
Montemilone: Cenni Storici e Sviluppo
La storia di Montemilone è ricca e complessa, con origini che si perdono nel tempo e che hanno visto il paese attraversare diverse dominazioni e periodi di trasformazione. Questa storia è strettamente legata alla costruzione e al ruolo della Chiesa dell'Immacolata Concezione nel tessuto sociale e religioso locale.
Origini e Prime Attestazioni
La ricostruzione delle origini di Montemilone e dei primi secoli della sua esistenza presenta delle difficoltà a causa dei documenti disponibili molto limitati. La prima carta storicamente attendibile che menziona l’esistenza di un casale Monte Meliune è un diploma greco del 983 d.C., che si riferisce a un castrum Montemelonis appartenente alla giurisdizione del vescovo di Trani Rodostramo. Alcuni numismatici attestano la presenza di un agglomerato urbano nei territori limitrofi all’odierno centro abitato già nel 463 a.C.
Secondo diversi storici, il nome Montemilone deriverebbe da Mons (latino, monte) e meros (greco, pomo, frutta o gregge), indicando un monte abbondante di pomi o di pastori. Altri documenti parlano di Mons-Melior nell’epoca in cui monaci e coloni, per motivi di sicurezza e calamità naturali, andarono in cerca di un luogo o colle più adatto allo svolgimento delle attività.
Dalle Dominazioni al Rinnovamento
Nell’XI secolo, la Chiesa montemilonese diviene sede di un episcopato di rito bizantino. Con l’avvento dei Normanni, guidati da Roberto il Guiscardo, Montemilone passa alla Contea di Gravina. Nel 1198, alla dinastia normanna succedette quella Sveva. Nel 1250, a Federico II succedette il figlio Manfredi, al quale Montemilone fu fedele. Successivamente, nel 1497, il paese viene donato al cardinale Ascanio Maria Sforza Visconti e nel 1505 è ceduto a Ferrante d’Andrada. Sotto la dominazione spagnola, Montemilone continua a passare da un dominatore all'altro. Tra il 1561 e il 1595, sotto Geronimo del Tufo, si registra un incremento economico dovuto a uno sviluppo dell’agricoltura, della pastorizia e del commercio. Dopo essere stato occupato brevemente dagli Austriaci, passò ai Borbone di Napoli, che ne detennero il potere sino all’Unità d’Italia. Verso il 1730, Montemilone passa dai Del Tufo alla Famiglia Tuttavilla dei Duchi di Calabritto.

Il XIX Secolo: Brigantaggio e Modernizzazione
Il territorio di Montemilone è stato anche teatro di delitti e scontri durante il periodo post-unitario, caratterizzato dal passaggio del Brigantaggio. Famoso è lo scontro dell’aprile 1861 alla Masseria Quinto, tra il maggiore Giuseppe d’Errico e la banda dei briganti capeggiata da Pasquale Domenico Romano. Il maggiore d’Errico, con un’imboscata, riuscì a sventare l’incontro tra la banda di Romano e quella di Carmine Crocco.
È nel corso del XIX secolo che l’Amministrazione comunale avvierà il paese verso la modernizzazione, finanziando notevoli opere pubbliche. Tra queste, la costruzione di strade extraurbane, il cimitero, il rifacimento della Chiesa Madre, la costruzione della Chiesa dell’Immacolata Concezione, la Torre dell’orologio, l’asilo infantile e l’ufficio telegrafico e postale. Nel 1927, inoltre, il paese fu elettrificato e, in pieno regime fascista, si colloca la costruzione dell’edificio della scuola elementare, intitolata nel 1957 al Tenente Michele Acciani. Con l’avvento del fascismo, molti furono i volontari nelle camicie nere, diverse le organizzazioni fasciste presenti in paese e numerosi i partecipanti alle varie campagne di guerra.

Lo Stemma di Montemilone
Lo stemma comunale si compone di due rami, uno d’alloro e l’altro di quercia, che si incrociano. La base è sovrastata da una corona dorata con interno rosso e composta da cinque torri. All’interno è raffigurata una quercia alla cui base c’è un lupo, elementi che richiamano la forza, la natura e la storia del territorio.
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