Monte Tabor e i Luoghi Sacri della Galilea

Salire in cima al Monte Tabor rappresenta ben più di una normale ascensione. Nonostante la sua altezza, che si aggira intorno ai 562-588 metri sul livello del mare, il Tabor non ha una natura alpinistica, essendo un bonario colle tondeggiante. Tuttavia, la sua maestosità, che si staglia isolata sulla pianura circostante, si impone all'occhio del visitatore. Geologicamente, il Monte Tabor non è un vulcano, bensì un "Horst", un'area elevata circondata da terreni di subsidenza, in territorio dello stato di Israele. La strada serpeggia sui fianchi rocciosi del monte, coperti di elci, carrubi, lentischi, terebinti e pini, risaltando per la notevole vegetazione che, in primavera, si arricchisce di iris e gigli. Dalla sua ampia vetta, arricchita da cipressi, si gode di un magnifico panorama.

Panorama della Galilea visto dalla cima del Monte Tabor

Il Monte Tabor nell'Antico Testamento: Un Luogo di Storia e Fede

Il Tabor è un monte sacro fin dall'antichità per gli Ebrei. Nell'Antico Testamento, esso segnava un confine per le tribù del nord: Issacar, Neftali e Zabulon, che lo consideravano sacro e vi offrivano sacrifici sulla sua vetta. Il re Davide, nel Salmo 89, lo accosta all'Ermon per celebrare la lode di Dio: "Il Tabor e l’Hermon cantano il tuo nome". Il profeta Osea, tuttavia, stigmatizzò questo culto, ritenendolo non solo scismatico ma anche idolatrico ai suoi tempi.

La storia biblica ricorda come nelle vicinanze del Tabor, su consiglio della profetessa Debora, Barak riportò una vittoria contro l'esercito di Sisara (Giudici 4, 6-16). In un altro episodio, i Madianiti e gli Amaleciti uccisero i fratelli di Gedeone nelle sue vicinanze (Giudici 8, 18-19). La fama del Tabor è testimoniata anche dal suo uso come immagine letteraria, con il salmista che lo unisce all'Ermon per simbolizzare tutti i monti della terra, e Geremia che lo compara con il giganteggiare di Nabucodonosor sui suoi nemici.

Il Tabor nelle vicende storiche e militari

Oltre alla sua rilevanza biblica, il Monte Tabor è stato teatro di importanti eventi storici. Alessandro Maccabeo, condottiero degli Asmonei, guidò una ribellione armata di 31.000 uomini contro Aulo Gabinio, governatore romano della Siria, subendo una sconfitta nei pressi del monte. Nel 66 d.C., durante la prima guerra giudaica, i ribelli della Galilea si trincerarono sul monte Tabor, resistendo inizialmente agli assalti romani. Il Monte Tabor era una delle diciannove fortificazioni preparate dai ribelli galilei sotto il comando di Yosef Ben Matityahu, successivamente noto come Giuseppe Flavio.

L'imperatore Tito Flavio Vespasiano inviò un'armata sotto il comando di Platsidus, che, impossibilitato a prendere la cima con la forza, indusse i ribelli a scendere per negoziare. Dopo un tentativo di attacco da parte dei ribelli, le forze romane riuscirono a bloccare la via di fuga verso la cima, portando all'esaurimento delle riserve d'acqua nella fortezza. Parte dei ribelli morì suicida, altri si arresero, consegnando il monte alle truppe di Platsidus.

La Trasfigurazione di Gesù: Il Cuore della Sacralità Cristiana

Il racconto del Vangelo di Matteo sulla trasfigurazione di Gesù è la fonte essenziale per comprendere gli insediamenti sorti sulla cima del monte e il costante flusso di pellegrini. La tradizione cristiana identifica il Tabor con l'"alto monte" menzionato nei Vangeli, sebbene non sia citato per nome. Qui, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: "Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia". Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: "Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo". All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: "Alzatevi e non temete". Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.

La Trasfigurazione di Gesù sul Monte Tabor

Questo evento, che le Chiese della Terra Santa ricordano come il mistero della Trasfigurazione, costituisce l'icona più comprensiva del mistero pasquale, quale punto di convergenza e di continuità trasfigurata tra la prima e l'ultima alleanza. Già Origene, uno dei padri della Chiesa del II secolo, nel suo commento ai salmi, conferma l'identificazione di questo luogo con il sito della Trasfigurazione.

Evoluzione dei Santuari sul Monte Tabor

La ricerca archeologica sul Tabor ha evidenziato l'esistenza di un santuario già nel IV o V secolo, che alcuni testimoni antichi attribuiscono a Sant'Elena, costruito sui resti di un luogo di culto cananeo. Già nel 570 d.C. un pellegrino piacentino racconta nel suo diario di aver visto tre basiliche erette sul monte, in onore di Gesù, Elia e Mosè, a ricordo delle tre capanne menzionate da San Pietro. A testimonianza di quest'epoca, è stato trovato un pavimento a mosaico e risulta che il V Concilio di Costantinopoli, nel 553, eresse un episcopato sul Tabor, segno della presenza di un gran numero di monaci.

A partire dal 1101 e per la durata del regno latino di Gerusalemme, sul Tabor si stabilì una comunità di Benedettini. Essi restaurarono il santuario ed eressero un grande monastero, protetto da una muraglia fortificata. Tuttavia, queste fortificazioni non furono sufficienti a resistere agli attacchi dei Saraceni, che conquistarono l'abbazia e, tra il 1211 e il 1212, la trasformarono in un bastione difensivo. Dopo un periodo di abbandono, i Francescani arrivarono nel 1631 e vi costruirono un nuovo luogo di culto.

Oggi la sommità del monte è occupata dalla chiesa degli Ortodossi Greci e dall'ampia area della Custodia Francescana di Terrasanta. L'arrivo in cima è segnalato dalla Porta del Vento - in arabo, Bab el-Hawa - un resto della fortezza musulmana del XIII secolo. Dalla Porta del Vento, un lungo viale fiancheggiato da cipressi conduce alla Basilica della Trasfigurazione e al convento francescano. Davanti alla chiesa sono ancora visibili le rovine del monastero benedettino del XII secolo e tracce della fortezza saracena.

La Basilica della Trasfigurazione: Architettura e Spiritualità

L'imponente Santuario della Trasfigurazione, progettato dall'architetto Antonio Barluzzi come sua prima opera in Terra Santa, richiama l'aspetto delle chiese siriane-romane. La sua facciata, con il grande arco tra le due torri e i frontoni triangolari delle coperture, accoglie il visitatore invitandolo a un'elevazione spirituale. L'edificio sorge sulle rovine delle tre chiesette di epoca bizantina, coperte e protette dalla chiesa di epoca crociata, ed è concepito per essere luminoso.

Architettura della Basilica della Trasfigurazione sul Monte Tabor

Attraversando le porte di bronzo, la navata centrale, separata da quelle laterali da grandi archi a tutto sesto, si trasforma in una scala tagliata nella roccia che scende verso la cripta bizantina. In alto, molto elevato, si staglia il presbiterio, dietro al quale si trova un'abside con la scena della Trasfigurazione rappresentata su un fondo completamente dorato. Il progetto della basilica ha saputo includere nella nuova struttura alcuni resti delle chiese precedenti: le due torri sono state costruite sopra cappelle con absidi medievali, oggi dedicate a Mosè ed Elia, mentre nella cripta l'altare è lo stesso e restano visibili resti di muratura sulle pareti.

Le cappelle laterali, dedicate rispettivamente ad Elia e Mosè, sono decorate da splendidi affreschi, mentre per il cuore della basilica si è scelta la tecnica del mosaico. L'ampio interno è sovrastato dal grande mosaico absidale con la scena della metamorfosi di Gesù.

Il Monte Tabor Oggi: Natura e Pellegrinaggio

Il Monte Tabor è dal 1991 protetto da una Riserva naturale e da un Parco nazionale gestiti dalla Israel Nature and Parks Authority. Una rete di sentieri percorre i fianchi del monte; in particolare, il sentiero "verde" collega il parcheggio di Shibli alla sommità, attraversando la foresta. Abitualmente i pellegrini giungono con i loro bus fino al parcheggio nella località di Shibli e proseguono poi sugli stretti tornanti con pulmini più agili, lungo la strada tortuosa tracciata agli inizi del XX secolo per facilitare il rifornimento dei materiali durante la costruzione del santuario.

Per Gesù, da ragazzo, il Monte Tabor e le alture circostanti Nazaret offrivano una prospettiva unica sulla piana di Esdrelon, permettendogli di rileggere la storia di Israele. Da questo punto panoramico, egli poteva ricordare gesta come quelle di Debora e Baraq contro Sisara, la vittoria di Gedeone contro Madian, e le vicende legate a Shunem, patria di Abisag e luogo della risurrezione del figlio della vedova da parte di Eliseo. Anche il Lago di Galilea, il cui bacino si intravede a nord-est, era parte integrante di questa "lectio divina della Terra", con i ricordi delle moltiplicazioni dei pani e dei pesci.

Il Monte delle Beatitudini: Un Altro Fulcro Spirituale della Galilea

Un altro "monte sacro" della Galilea, significativo per i pellegrini, è il Monte delle Beatitudini. Situato in Israele, presso il lago di Tiberiade (o Mare di Galilea), questa località è diventata un importante luogo di preghiera e riflessione. Qui Gesù proclamò le Beatitudini, e la zona comprende anche la chiesa del "Primato di Pietro" e quella della "Moltiplicazione dei pani e dei pesci". Paolo VI ha denominato l'intero complesso il "triangolo sacro".

Nel 1907, il Senatore Schiaparelli, fondatore dell'Associazione Nazionale per Soccorrere i Missionari Italiani (ANSMI), acquistò una parte del Monte delle Beatitudini, quella che si affaccia sul lago di Tiberiade, e progettò la costruzione di un ospizio per accogliere i pellegrini. Nel 1938, l'adiacente santuario fu ultimato su progetto dell'architetto Barluzzi. Il flusso di pellegrini è aumentato costantemente, raggiungendo e superando il mezzo milione di presenze all'anno. A causa di problemi di staticità dell'edificio e della natura del terreno, l'Ospizio fu chiuso nel 1986. Tuttavia, grazie a fondi e aiuti significativi, è stato completamente ristrutturato, mantenendo intatta la parte esterna ma rifacendo fondazioni e struttura interna, riprendendo la sua funzione di centro di raccoglimento e preghiera nei primi mesi del 1996. Nel febbraio 2009, l'ANSMI ha inaugurato una nuova parte dell'Hospice, aggiungendo 49 stanze e 99 letti. Soggiornare sul Monte delle Beatitudini offre l'opportunità di intraprendere nuovi percorsi di pellegrinaggio e naturalistici presentati dal Ministero del Turismo d’Israele, alla scoperta delle "orme dei Vangeli" nella Galilea.

Veduta aerea del Santuario delle Beatitudini sul Monte delle Beatitudini

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