Il Santuario della Santissima Trinità sul Monte Autore: Storia, Fede e Natura

Il Santuario della Santissima Trinità, un'importante meta di devoti pellegrinaggi, è incastonato alla base di un'imponente parete di roccia "Tagliata" alta quasi 300 metri. Situato a 1340 metri di altezza sul fianco orientale del Monte Autore (1853 m), rappresenta uno dei luoghi di culto più frequentati del centro Italia. Circondato da vette che oltrepassano i 1500 metri, come il Faito, il Tarino e il Tarinello, offre ai visitatori un connubio unico tra spiritualità profonda e paesaggi montani mozzafiato.

Santuario della Santissima Trinità incastonato nella parete rocciosa del Colle della Tagliata

Le Origini del Santuario: Tra Leggende e Ipotesi Storiche

Sulle origini del Santuario della Santissima Trinità vi sono diverse ipotesi, arricchite da racconti leggendari che ne narrano la fondazione miracolosa.

Leggende sulla Fondazione

Esistono due leggende principali. La prima, di origine popolare e considerata la più accreditata, narra di un contadino che, mentre arava il terreno in cima al Colle della Tagliata, vide i buoi e l'aratro precipitare nel sottostante precipizio. Portatosi sul ripiano alla base della grande parete rocciosa, il contadino vide, con grande meraviglia, i buoi inginocchiati davanti ad un misterioso dipinto della Trinità, apparso all'interno di una piccola grotta.

La seconda leggenda, di carattere letterario, è stata trasmessa da una pergamena andata poi distrutta, ma della quale è pervenuta una copia. Secondo questa storia, due ravennati, residenti a Roma, si portarono sul Monte Autore per sfuggire alla persecuzione di Nerone. Qui furono visitati dagli apostoli Pietro e Giovanni che, sbarcati a Francavilla, avevano attraversato il Regno di Napoli. Un angelo apparso ai quattro portò loro dal cielo il cibo e fece scaturire dalla terra una sorgente.

Ipotesi Storiche e Culturali

Al di là delle leggende, sono state formulate diverse ipotesi sulle origini del Santuario. Alcuni studiosi fanno risalire la possibilità dell'origine del luogo di culto dedicato alla Santissima Trinità sul Monte Autore a monaci orientali o eremiti, che si sarebbero stabiliti immediatamente sopra le sorgenti del Simbrivio. Questa teoria potrebbe essere avvalorata dall'atteggiamento benedicente alla maniera greca delle "Tre Persone" venerate nel Santuario e dalla particolare toponomastica dei luoghi circostanti. Infatti, il monte posto di fronte al Santuario si chiamava sino al secolo scorso Sion ed il paese più vicino, dal versante abruzzese, è Cappadocia (come la regione orientale).

Un'altra ipotesi attribuisce la fondazione del Santuario della Santissima Trinità a San Domenico di Sora, un benedettino itinerante. Secondo lo storico Monsignor Filippo Caraffa, all'inizio del primo decennio dell'anno Mille, Domenico volle visitare i monasteri da lui fondati in Abruzzo e, come itinerario, scelse la valle dell'Aniene. Giunto alla testata del torrente Simbrivio a "Petra Imperatoris" (Vallepietra), dedicò il luogo alla Santissima Trinità.

Gli studiosi suppongono invece che il santuario sia sorto su un antico tempietto pagano e che sia stato fondato dai monaci benedettini di Subiaco o da monaci orientali Basiliani, i quali si sarebbero rifugiati nella grotta e sarebbero gli autori dell'affresco della Trinità.

Architettura e Tesori Artistici del Santuario

Il santuario rupestre della Santissima Trinità è formato da due grotte. Una inferiore, chiamata dell'Angelo, nella quale, secondo la tradizione, un angelo avrebbe fatto zampillare una sorgente d'acqua. Una superiore, nella quale, tra varie altre figure di santi databili al XII secolo, è custodito l'antico e prezioso affresco raffigurante le Tre Persone della Santissima Trinità.

La cappella che ospita l'immagine venerata nel Santuario custodisce altri affreschi. I più antichi di questi sono collocati nella parete occidentale e rappresentano, nella parte alta, la Trinità e scene evangeliche (Annunciazione, Natività, Adorazione dei Magi, Presentazione al Tempio). Nella parte bassa sono raffigurate due scene dei mesi di gennaio e febbraio. È probabile che queste pitture siano i resti di un ciclo raffigurante i lavori che si eseguivano nei vari mesi e che originariamente dovevano decorare la parte inferiore delle pareti del Santuario. Nella parete di fondo si osserva, in alto a sinistra, il volto di un santo con aureola raggiata, identificato in San Bernardino da Siena o San Giovanni da Capistrano. Nella parte orientale sono dipinte le figure di due Madonne e tre santi.

È certo che il dogma della Santissima Trinità, il cui culto, di probabile origine bizantina, si diffuse nella valle dell'Aniene ben prima della venuta di San Benedetto, fu sancito dal Concilio di Nicea (325 d.C.) per contrastare la dottrina eretica di Ario. Non a caso, il ciclo di pitture che ancora si ammirano nella cappella è tutto svolto in stile bizantineggiante; tra l'altro, vi è raffigurata anche Santa Giuliana di Nicomedia, che proveniva dall'Oriente. Lo stesso affresco della Santissima Trinità è databile grosso modo al XII secolo.

Nel complesso sacro si trovano anche tre piccole cappelle dedicate alla Santissima Trinità, a Sant'Anna e a San Michele Arcangelo.

Dettaglio degli affreschi bizantineggianti all'interno del Santuario

Il Culto e le Tradizioni dei Pellegrinaggi

I pellegrinaggi al Santuario della Santissima Trinità si possono compiere dal 1° maggio a tutto ottobre di ogni anno, e avvengono soprattutto in coincidenza con le feste liturgiche della Santissima Trinità (la domenica dopo Pentecoste, di solito a fine maggio - inizio giugno) e di Sant'Anna (fine luglio). La festa della Santissima Trinità risale all'epoca carolingia (IX secolo). Il culto di Sant'Anna, madre di Maria, è di origine orientale e risale al VII secolo, periodo in cui passò in Occidente.

Il santuario è anche custode di storie che testimoniano la profonda fede dei suoi devoti. Un episodio significativo risale al 25 luglio 1956, quando un pellegrinaggio organizzato da Salvatore Bortolone, proveniente da Roma con 55 persone a bordo di un pullman, visse un momento di grande apprensione. Giunti al santuario, l'autista scese e il pullman partì da solo in retromarcia. Alle grida di invocazione verso la Santissima Trinità, il pullman si arrestò sull'orlo di un burrone, rimanendo sospeso per la grazia ricevuta dalla Santissima Trinità.

VALLEPIETRA. APERTO IL SANTUARIO DELLA SS.TRINITA'

Vallepietra e il Contesto Geografico

Il Santuario è strettamente connesso al borgo di Vallepietra, la cui origine è incerta. Un'ipotesi è che nell'ambiente impervio di Vallepietra trovassero rifugio gli schiavi che lavoravano alla costruzione della villa di Nerone a Subiaco; un'altra è che il primo insediamento fosse costituito nel VI secolo d.C. Dal 1061, la storia del borgo è legata a quella di Anagni e di alcune sue famiglie nobili: prima i Conti, ai quali appartenne anche papa Alessandro IV (1245-57), nativo di Jenne, poi i Caetani che dal 1297 dominarono a lungo Vallepietra; di essi resta l'antica Torre medievale del XIII secolo.

Uscendo dal borgo per la discesa di Via Napoli, si arriva sul fondovalle al ponte sul fiume Simbrivio e alla strada asfaltata bassa. Questa, a destra, supera il cimitero e un'edicola mariana, per poi giungere al Ponte delle Tartare. La tradizione popolare vuole che questo ponte debba essere attraversato di spalle, lanciando tre pietre nell'acqua per purificarsi entrando nell'area sacra del Santuario. Proseguendo, si supera un nuovo agriturismo e si giunge alla Fonte delle Donne, al bivio per il Santuario della Santissima Trinità.

Itinerari e Percorsi Escursionistici

Il Santuario della Santissima Trinità e il Monte Autore sono accessibili attraverso diversi percorsi, che offrono itinerari panoramici con vista su gran parte dei Monti Simbruini e degli Ernici. È importante notare che dal 1 novembre al 31 marzo la strada che porta alla Santissima Trinità viene chiusa per motivi di sicurezza.

Itinerari da Vallepietra

Per intraprendere un percorso escursionistico verso il santuario, si può partire dalla piazza del paese di Vallepietra. Generalmente, è preferibile partire la mattina presto, poiché una parte del tragitto non è coperta da vegetazione e si rischia di camminare sotto il sole. Procedendo dalla piazza, si oltrepassa il grande arco della Porta del Sole e si scende a sinistra oltrepassando Porta Napoletana. Da qui parte una strada che, dopo un breve percorso, diventa asfaltata e scende fino ad aprirsi e fiancheggiare il fiume Simbrivio. Successivamente, si superano alcuni bellissimi campi coltivati, si segue l'indicazione sulla sinistra e si inizia a salire prendendo una mulattiera. Durante il cammino si alternano tratti di bosco a tratti rocciosi, ma molto semplici da attraversare. Si scorge poi una piccola edicola e si ammira l'effetto suggestivo della grande parete di roccia sotto la quale sorge il Santuario della Santissima Trinità. Da lì in poi la vista diventa mozzafiato. Si sale ancora su un tratto di roccia nuda molto ripida ma spettacolare. Lungo il percorso che costeggia il fiume Simbrivio, si trova anche un grazioso agriturismo, l'Agriturismo Azienda Agricola Il Fagiolone, che offre specialità locali a km 0 e una meravigliosa vista del Santuario.

Un altro itinerario parte dall'abitato di Vallepietra e sale fino al Valico Crocetta della Trinità (1443 m), dove sorge un grande parcheggio. Dopo aver lasciato l'auto, si prosegue a piedi imboccando l'evidente stradina che porta al Santuario della Santissima Trinità.

Ascesa al Monte Autore e Sentieri di Creste

Dal Santuario della Santissima Trinità, incastonato alla base della parete di roccia rossa del Colle della Tagliata, il sentiero, anche se sempre in salita, è ora più facile, in terra battuta. Al bivio ci si tiene sulla destra per salire in vetta al Monte Autore.

Per un'escursione che include la cresta, si può seguire un percorso che, lasciate sulla destra un gruppo di croci, percorre l'intera cresta tenendosi poco a destra fino al Colle della Tagliata (1662 m, circa 30 minuti). Superato il Colle, si prosegue lungo la piacevole cresta, scendendo dolcemente fino al Passo del Procoio (1589 m, circa 1 ora totale), dove si trovano una croce e un piccolo altare in legno con basamento in pietra. Si aggira questa dorsale sulla destra e, rientrando nel bosco, ci si avvicina man mano alla parte più alta del Fosso dei Volatri. Al culmine del fosso si trova la bellissima Fonte della Fossagliola, formata da quattro grandi vasche in pietra e vegliata da una croce in ferro (1687 m, circa 1 ora e 20 minuti totali). Proseguendo, girando man mano a sinistra, si raggiunge l'altezza della parte superiore della dorsale, dove è presente una grande croce di legno (1730 m, altri 10 minuti). Superata la croce, si gira verso destra, e il sentiero, inizialmente ghiaioso ma sempre ben evidente, risale la dorsale. Il tratto finale del sentiero porta alla base dell'ampia ed erbosa cresta Nord-Est del Monte Autore.

Escursionisti sul sentiero che porta alla vetta del Monte Autore

Itinerari dal Versante Abruzzese: Il Fosso Fioio

Un'altra stupenda gita si snoda lungo un tratto del bellissimo Fosso Fioio, a cavallo dell'antico confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie (ora confine regionale tra Abruzzo e Lazio). Lungo questo itinerario, si possono ancora osservare i "Termini" (Cippi di confine) progressivi che segnavano la frontiera.

Dall'autostrada A25 (Torano-Chieti-Pescara), si esce al casello di Magliano dei Marsi e si seguono le indicazioni per Tagliacozzo. Oltrepassata la piazza e giunti alle ultime case del paese, si incontra un incrocio dove si gira a sinistra per Petrella Liri-Cappadocia. A piedi si segue lo stradino asfaltato (direzione Sud), si aggira a destra il paese di Camporotondo (località di villeggiatura e sport invernali) e subito dopo si incontra un cartello di divieto di transito per gli automezzi; la strada diventa sterrata, offrendo un'ottima visuale sul Monte Camiciola e su Monna Rosa. Più avanti si entra nel lungo impluvio chiamato Fosso Fioio, dove si trova un cippo di confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie. Si segue il fosso in discesa, dove a primavera, di solito, c'è neve e un piccolo torrente. Serpeggiando tra i colli soprastanti (direzione Nord-Ovest) si passa accanto ad altri cippi. Si continua a scendere lungo il fosso fino ad incontrare il vasto altopiano erboso chiamato Campo della Pietra, passando vicino al Rifugio S.A.I.F.A.R.

Il sentiero, segnato molto bene dal CAI, sale in direzione Ovest e poi piega a Sud-Ovest, raggiungendo il Passo Procoio (1589 m, circa 1 ora e 20 minuti). Dalla sella, dove ci sono numerosi cartelli escursionistici, si segue in salita una mulattiera che entra nel bosco e in circa 20 minuti porta presso la Fonte della Fossagliola (1687 m). Sempre nel bosco, dalla fonte si sale verso Sud fino a raggiungere un costone panoramico dove c'è una grossa Croce (1730 m, altri 10 minuti).

Tornati al Passo Procoio (1589 m, circa 35 minuti), si può andare a visitare l'interessante Santuario Rupestre della Santissima Trinità scendendo per il sentiero che aggira da Sud il Colle della Tagliata (sentiero SC - Sentiero Coleman oppure sentiero n. 683A). Giunti al Santuario (1340 m, circa 35 minuti) si ha un'impressionante vista sui balzi rocciosi del Colle della Tagliata che sovrastano lo stesso complesso religioso.

Ritorno e Collegamenti

Dalla cima del Monte Autore, si percorre il sentiero a ritroso fino al Passo del Procoio (1589 m, circa 30 minuti). Poco prima dell'inizio della cresta del Colle della Tagliata, si stacca sulla destra un sentierino che scende lungo le coste che delimitano a Sud-Ovest il Colle stesso (il Facciatone di Cornetto). La risalita porta in breve ad affacciarsi sulle imponenti coste che scendono dal Colle della Tagliata fin sotto al Santuario della Santissima Trinità. Si attraversa così, nella sua parte più bassa, quello che i più chiamano Sacro Scoglio, già ben visibile da Vallepietra. Superata una fonte, la mulattiera diventa ripida fino al piazzale dove sorge il Santuario (1340 m, circa 1 ora e 10 minuti da Passo Procoio).

Dal grande piazzale-parcheggio della Santissima Trinità (dove ci sono numerose tabelle escursionistiche), si può seguire in direzione Est il sentiero n. 651 per Monte Tarino - Monte Viglio - Campocatino. In alternativa, si può andare a sinistra (Nord-Est) sul sentiero n. 684 che conduce presso il Fontanile Campitelle (1340 m, circa 30 minuti). Sempre nella stessa direzione di marcia, visibile dal Fontanile, c'è il palo con numerosi cartelli escursionistici tra cui quello che indica la direzione per Monna di Campo Ceraso - Filettino (Sentiero Italia); è questa pista che porta a raggiungere il Fosso Fioio in corrispondenza di un grande cippo. Si segue il fosso in discesa (Nord), passando accanto ad altri cippi, ricollegandosi alla via d'andata (circa 10 minuti).

Un percorso specifico, parte del percorso 683a del Parco Naturale dei Monti Simbruini, presenta una difficoltà "E", un tempo di percorrenza di 1 ora e 45 minuti e una quota massima di 1337 metri.

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