Le monete e le medaglie commemorative hanno rivestito da sempre un ruolo cruciale nella comunicazione di eventi significativi per la Chiesa Cattolica, fungendo da veri e propri documenti storici e veicoli di messaggi spirituali. Custodite nel Dipartimento Numismatica della Biblioteca Vaticana, esse rappresentano una potente forza comunicativa, in grado di essere comprese anche da chi non sapeva leggere, grazie alle immagini e ai simboli rappresentati. Una moneta è anche un mezzo di scambio, mentre una medaglia è principalmente un documento, un mezzo di comunicazione che diventa un documento prezioso per i posteri che la studiano.
Il Giubileo del 1700 e la Sede Vacante
Il Giubileo del 1700 fu un evento segnato da circostanze straordinarie, in particolare dalla morte del Pontefice regnante. Innocenzo XII, promotore dell'Anno Santo, morì il 27 settembre 1700, prima della sua conclusione. Malato di podagra, una malattia reumatica, non poté presenziare al rito di apertura della Porta Santa nel Natale del 1699. Ottantacinquenne al momento della sua scomparsa, fu tumulato nella Basilica Vaticana. L'elezione del suo successore, Clemente XI, avvenne il 23 novembre dello stesso anno, dopo quasi due mesi di Sede Vacante.

A memoria di questo periodo di vacanza della Cattedra di Pietro, venne coniata una moneta, o Piastra (o Scudo) della Sede Vacante del 1700, tuttora custodita nel medagliere della Biblioteca Apostolica Vaticana.
- Nel rovescio di questa moneta è rappresentata la
colomba dello Spirito Santo con il versetto in latino tratto dal Vangelo di San Giovanni: "Non vos relinquam orphanos", ovvero “Non vi lascerò orfani” (Gv14,18). - La dottoressa Eleonora Giampiccolo, direttore del Dipartimento Numismatica della Biblioteca Vaticana, spiega a Vatican News che questo riferimento alla scomparsa di Innocenzo XII costituiva anche un chiaro messaggio di speranza per il Conclave imminente.
- Il termine "Orphanos" si riferiva ai cristiani rimasti senza la guida spirituale di Innocenzo XII, un pontefice conosciuto come il "padre dei poveri", il cui atteggiamento di attenzione verso i bisognosi è stato spesso paragonato a quello di Papa Francesco.

Di questo Pontefice si ricorda l'attenzione per i poveri e gli emarginati. Durante il suo pontificato, Innocenzo XII avviò importanti opere di carità, come l'istituto creato nel Palazzo del Laterano e il Complesso del San Michele a Ripa Grande, dove venivano ospitati giovani orfani di Roma e istruiti a un mestiere. Un richiamo a questa sua dedizione è la decisione di devolvere ogni suo bene alla causa dei poveri dopo la sua morte, un gesto che la dottoressa Giampiccolo paragona alla scelta di Papa Francesco di donare i propri averi per attività di riabilitazione dei carcerati.
La colomba dello Spirito Santo divenne una rappresentazione tipica della Sede Vacante a partire dal XVII secolo, simboleggiando la guida divina che deve ispirare la scelta del nuovo Papa. Ai piedi di questa raffigurazione, nel rovescio della moneta del 1700, si legge "Anno Iubil".
Apertura della Porta Santa del 1700
A differenza del Giubileo più recente, il rito di apertura dell’Anno Santo 1700, con i tradizionali tre colpi di martello, non fu compiuto da Innocenzo XII a causa della sua grave malattia. I cardinali si trovarono in difficoltà nel designare un sostituto. Si riunirono il camerlengo, il vicecancelliere e il decano del collegio cardinalizio. In ragione delle precarie condizioni di salute di quest’ultimo, la scelta cadde sul vice decano, il cardinale de Bouillon, che aprì la Porta Santa la notte di Natale del 1699.

Quando fu emessa la medaglia annuale del 1700 (opera di Giovanni Martino Hamerani), l'incisore scelse di raffigurare la Porta Santa già aperta e varcata da un corteo di fedeli, piuttosto che il cardinale che aveva materialmente rotto il muro.
Un'altra medaglia emblematica della vicinanza di Innocenzo XII ai poveri è la medaglia commemorativa delle opere di beneficenza di Ferdinand de Saint Urbain. Nel suo dritto è rappresentato il busto del Pontefice, mentre nel rovescio è effigiata la Carità che soccorre i poveri. La legenda allude a un'eredità, citando il testo del Siracide: "la discendenza dei giusti rimarrà per sempre".
L'amore di Papa Pignatelli (Innocenzo XII) per i suoi figli e per la Chiesa è infine commemorato da un'ultima medaglia di grandi dimensioni, realizzata da Beatrice Amerani, appartenente a una delle più importanti famiglie di incisori della zecca pontificia. Nel suo rovescio è visibile il
Le Cedole del Giubileo Sacerdotale di Leone XIII
Anche il Giubileo Sacerdotale di Leone XIII (al secolo Gioacchino Pecci), celebrato nel 1888, ha lasciato un'importante eredità numismatica, sebbene non si trattasse di monete vere e proprie, bensì di cedole. Creato cardinale da Pio IX nel concistoro del 19 dicembre 1853, il Pecci tornò a Roma nel 1877, pur mantenendo la titolarità dell'arcidiocesi umbra, e fu nominato cardinale camerlengo. Le cedole di questo Giubileo, rare e sontuose dal punto di vista grafico, rientrano nel novero degli interessi di molti collezionisti.
Anno santo. I Giubilei della Chiesa da Leone XIII a Francesco
La stampa di queste cedole fu affidata al noto stabilimento litografico bolognese di Federico Sauer (indicato con BONONIAE, EX OFF. LITH. F. SAUER et. S.), mentre i disegni e le incisioni delle lastre di stampa furono opera di Baragazzi (D. BARAGAZZI INV. et. S.).
Descrizione delle Cedole
Fronte
Il fronte dei biglietti riportava al centro un grande ovale sormontato da un nastro su cui era scritta la "causale": GIUBILEO SACERDOTALE | DEL S. P. LEONE XIII, inframezzata dallo stemma Pecci con chiavi e tiara. All'interno dell'ovale, si trovavano il valore dell’offerta e un'iscrizione compilata a mano con il nome dell’offerente, la data e la firma autografa del segretario dell’Amministrazione dei beni della Santa Sede; il tutto validato da un bollo a secco.
- A sinistra, un angelo con sembianze femminili e velato sollevava una croce raggiante e poggiava i piedi su un cartiglio con il motto
CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS REGNAT | CHRISTUS IMPERAT . - A destra, due cherubini in volo sul sole che sorge sorreggevano un ovale con il valore della cedola, sotto cui si trovava un cartiglio con le parole
AB ORTU SOLIS USQUE AD OCCASUM | OFFERUT OBLATO MUNDA (“Dall’alba al tramonto del sole egli offre un’offerta pura”), ispirate in parte al Salmo 113, versetto 3.
In basso, tra cornucopie traboccanti, erano raffigurate due vedute del globo terrestre con i cinque continenti, sormontate da una croce. Il chiaro messaggio simbolico di questo elaborato apparato grafico era che la Chiesa, anche se privata del potere temporale, rivestiva un’autorità globale data dal mandato di Cristo affidato a san Pietro e ai suoi successori. Impressionava, inoltre, la cura e la complessità dei dettagli, come la sottostampa decorativa e la presenza di una matrice sul lato sinistro che riportava la dizione "AMMINISTRAZIONE DEI BENI DELLA S."
Retro
Il retro delle cedole del Giubileo di Leone XIII era altrettanto affascinante. Su tutti i tagli (da 5, 10, 20, 25, 50, 100, 500 e 1000 lire, stampati con colori base diversi), la Basilica di San Pietro in Vaticano campeggiava nell’ovale centrale, sormontata dalla croce raggiante. Ai quattro angoli erano incise con grande cura le facciate delle basiliche maggiori pontificie: San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura e San Lorenzo fuori le Mura.
Un dettaglio quasi mai notato è la legenda latina che correva all'interno del nastro che circondava la basilica vaticana, recitante: "DOMINUS CONSERVET EUM ET VIVIFICET EUM ET BEATIFICAT EUM IN TERRA ET NON TRADAT EUM IN ANIMAM INIMICORUM EIUS". Due cartigli con date, stampati sul retro, catturavano l'attenzione: "KALENDIS JAUNARIS | ANNO MDCCCLXXXVIII" tra gli ovali di sinistra e "PRIDIE KAL." tra quelli di destra. Si suppone che il 30 aprile segnasse la conclusione delle celebrazioni e che, fino a quel giorno, la visita alle basiliche pontificie e la preghiera per il papa fossero legate a una qualche forma di indulgenza.

Contesto Politico del Giubileo di Leone XIII
Il Giubileo di Papa Pecci ebbe anche ripercussioni politiche significative. Sull'altra sponda del Tevere, si assistette alla rimozione del sindaco di Roma, Leopoldo Torlonia, il quale il 31 dicembre 1887 venne "epurato" dal primo ministro Francesco Crispi per aver semplicemente inviato al papa gli auguri tramite il cardinal vicario di Roma. Questo episodio evidenzia le tensioni tra lo Stato italiano e il Papato all'epoca.
La Moneta Giubilare del 2025
Anche per il prossimo Giubileo, sono previste emissioni numismatiche. Una moneta commemorativa per il 2025 è stata già descritta nei suoi elementi principali:
- Al centro, mostra la raffigurazione della Porta Santa sita presso la Basilica di San Pietro.
- In alto, ad arco, la scritta “IUBILAEUM”.
- In basso, sempre ad arco a chiudere la scritta in latino, una serie di
pesci alternati vuoti e pieni , simbolo della Cristianità. - A sinistra, “2025”, anno di coniazione della moneta e “R”, identificativo della Zecca di Roma.
- A destra, “RI”, acronimo della Repubblica Italiana, e “C.M.”, iniziali dell’autrice Claudia Momoni.
- Sull’anello esterno della moneta figurano le 12 stelle della bandiera dell’Unione europea.
