La Liguria, con il suo territorio montuoso e le sue coste frastagliate, ha offerto fin dai tempi antichi rifugi ideali per l'eremitismo e la vita monastica. Queste pratiche, profondamente radicate nella storia spirituale, hanno dato vita a numerosi complessi religiosi, alcuni dei quali sorgono in posizioni suggestive e isolati, perfetti per la contemplazione e la preghiera.

L'Origine e la Diffusione dell'Eremitismo e del Monachesimo
Gli eremi, in origine, erano semplici celle, probabilmente di legno e frasche o ricavate in incavi nella roccia o in grotte. Successivamente, le celle vennero costruite in muratura e si raggrupparono attorno ad una chiesa, evolvendosi spesso in veri e propri complessi monastici.
A partire dal V-VI secolo d.C., l'ascetismo, originatosi nell'Oriente cristiano nel II secolo d.C., si diffuse anche in Occidente. Figure come San Benedetto da Norcia (480-547), proveniente da una famiglia patrizia, furono veri e propri legislatori per la vita monastica. San Benedetto, dopo un'esperienza eremitica, raccolse molti discepoli e fedeli, fondando comunità dove ciascuno lavorava a beneficio di tutti senza possedere beni propri. Non a caso, tutti i più importanti cenobi vennero eretti in posizione strategica, divenendo anche luoghi di attività culturali, lavorative e sociali.
L'esperienza della vita in solitudine o eremitica, nella ricerca di Dio, nella preghiera e nella vita sobria, è all’origine della stessa vita monastica, come anche dell’Ordine carmelitano, ma con una connotazione comunitaria. Infatti, sul finire del XII secolo, sul Monte Carmelo in Palestina, un gruppo di eremiti si riunì in comunità, attorno ad una chiesetta dedicata alla Beata Vergine Maria. Il ritiro in solitudine e il silenzio rimasero il motivo ispiratore della loro esperienza religiosa, vissuti però nella comunione della mensa della Parola (Eucarestia-Liturgia), del pane (refettorio), del servizio (lavoro) e della condivisione fraterna (Riunione Capitolare - ricreazione).
Luoghi di Spiritualità nel Levante Ligure: Vicino a Carrodano
Nella parte orientale della Liguria, non lontano da Carrodano, si trovano diverse testimonianze di questa ricca tradizione spirituale, che offrono spunti storici e paesaggistici di grande interesse.
L'Eremo di Sant'Antonio del Mesco e le Grotte dell'Eremita (Cinque Terre)
Dell’antico eremo di Sant’Antonio del Mesco si ha un primo cenno nel 1380, ma si è inclini a ritenere che la chiesa con annesso romitorio possano essere stati edificati in un periodo antecedente, forse nell’XI secolo. Della chiesa rimangono visibili l’abside, parte della volta e del muro perimetrale, mentre dell’annesso cenobio, abbandonato definitivamente nel 1610, restano soltanto alcuni ruderi.
Sulla collina di Corniolo (Cinque Terre), tra Manarola e Riomaggiore, si trovano le cosiddette “grotte dell’Eremita”. Questi sono due piccoli ambienti rupestri che il religioso Don Andrea Fresco scavò nei primi anni del secolo scorso per ritirarsi in eremitaggio, continuando una tradizione di vita solitaria legata al territorio.

L'Eremo di Sant'Alberto (Sestri Levante)
L’eremo di Sant’Alberto è uno dei più tipici santuari dell’entroterra ligure, costruito in un luogo di grande suggestione visiva e ancora oggi meta di pellegrinaggi, soprattutto da parte dei marinai della zona. Il santuario ricorda il genovese Alberto, un monaco cistercense, semplice converso presso l’abbazia di Sant’Andrea a Sestri. Aspirando alla vita solitaria, elesse come propria dimora una grotta tra i boschi del vicino Monte Contessa. Qui visse a lungo in dura austerità, diventando un esempio di rigore ascetico per i confratelli e oggetto di grande ammirazione da parte dei fedeli.
Alla sua morte, avvenuta presumibilmente intorno al 1223, i cistercensi di Sant’Andrea decisero di dargli sepoltura in quello stesso luogo. Una prima cappella dedicata ad Alberto fu eretta a poco più di vent’anni dalla sua morte, sancendo un culto alimentato dai numerosi miracoli a lui attribuiti post mortem. La chiesa vera e propria venne però costruita nel XIII secolo e successivamente ricostruita nel 1435.
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Altri Significativi Eremi e Santuari Rupestri in Liguria
La Liguria custodisce numerosi altri luoghi di culto e eremitaggio, che pur non essendo "vicinissimi" a Carrodano, rappresentano importanti esempi della ricchezza spirituale e storica della regione.
L'Eremo del Deserto dei Carmelitani Scalzi (Varazze)
L’Eremo del Deserto si trova nel territorio di Varazze e ospita il convento dei padri Carmelitani Scalzi. L’edificio religioso fu fondato tra il 1614 e il 1618 e può considerarsi a ragione il primo eremo carmelitano d’Italia. Nel 1614, il capitolo generale dei Carmelitani Scalzi decise la fondazione immediata di una casa eremitica in Italia, affidando il compito ai religiosi del convento di Genova. Padre Angelo di Gesù Maria si assunse l’onere di portare avanti il progetto e fu scelta un’area nell’entroterra di Varazze.
Il 6 aprile 1616 fu posta la prima pietra della chiesa dedicata a San Giovanni Battista e il 16 luglio 1618, solennità della Madonna del Carmelo, fu inaugurato l’Eremo, anche se i lavori durarono ancora un quindicennio. Il Deserto, ambiente perfetto per il raccoglimento, divenne così ritiro di diversi missionari che si accingevano a intraprendere la loro attività apostolica, il più noto fu Padre Prospero dello Spirito Santo.
Dopo le soppressioni ottocentesche, l’Ordine vi si insediò nuovamente nel 1921. A seguito di alterne vicende, soprattutto per l’opera di Padre Emanuele Carattino, la proprietà venne riacquistata e fu avviata la trasformazione del convento in seminario minore (1921-1928). Nel 1927 fu avviata la costruzione della nuova chiesa, con notevoli trasformazioni dell’edificio originario. Oggi, dopo aver accolto il seminario minore, l'Eremo è casa di preghiera e dal 1978 sede del noviziato della Provincia ligure dei Carmelitani Scalzi.
Tutto attorno al convento, un corridoio offre un collegamento tra i vari ambienti: da un lato la chiesa e i locali annessi, dal lato opposto gli altri locali comuni. Oltre al convento, furono costruiti sette piccoli eremi detti “romitori” disseminati nel parco, dove un tempo sorgeva anche un mulino ad acqua, tutt’ora esistente. Intorno all’eremo si snoda un percorso botanico ad anello di straordinario valore naturalistico, che si estende per quasi due chilometri e mezzo e consente di attraversare in breve tempo un’ampia gamma di tipologie ambientali estremamente diversificate. Ciò si deve in parte alle caratteristiche climatiche della zona che favoriscono la coesistenza di specie mediterranee accanto ad alberi tipici dei boschi montani.

Eremo della Santa Maria Maddalena del Bosco (Taggia)
L’Eremo della Santa Maria Maddalena del Bosco è situato sulle alture che sovrastano Taggia, a 628 metri di altitudine sul livello del mare. È di origine benedettina e venne fondato nel IX secolo, come succursale del priorato taggese, con sede presso la Madonna del Canneto. Anticamente alla chiesa era annesso un piccolo monastero che ospitava le celle dei Padri benedettini. L’edificio sacro, di modeste dimensioni, è provvisto di un lungo pronao, dal quale si accede anche al minuscolo locale abitato a suo tempo dall’eremita. È meta di molti escursionisti, ciclisti e camminatori, ma soprattutto di pellegrini che cercano la presenza di Dio. La comunità dei frati Carmelitani Scalzi vi svolge attività di accoglienza per ritiri spirituali e giorni di preghiera, come anche per gruppi scout e parrocchiali.
Santuario della Santissima Annunziata (Taggia/Sanremo)
Il santuario della Santissima Annunziata si trova lungo il percorso che collega Sanremo a Taggia, nel promontorio della cinquecentesca Torre di Guardia (Torre dell’Arma), un sito di notevole interesse storico, archeologico ed ambientale. La chiesa con annesso romitorio è, infatti, edificata all’ingresso di una grotta preistorica, dove pochi decenni orsono sono stati riportati alla luce reperti risalenti al Paleolitico.
Santuario di Nostra Signora delle Virtù (Ventimiglia)
Quello di Nostra Signora delle Virtù è un santuario molto particolare perché ricavato all’interno di una caverna, come spesso si usava fare in Liguria a quel tempo. Assai caro agli abitanti di Ventimiglia già dal ’600, risale al 1520, quando i frati agostiniani edificarono una cappella dedicata alla Vergine delle Virtù.
Complesso delle Grotte di Toirano: Santa Lucia Superiore
La grotta di Santa Lucia Superiore si trova poco più in alto di quella di Santa Lucia Inferiore e fa parte del complesso delle Grotte di Toirano, nella Val Varatella. Nella parte anteriore ospita un santuario rupestre tardo-medievale. All’interno, nel corridoio che si snoda dietro l’altare, si ritrovano numerose testimonianze lasciate dai pellegrini fin dai primi secoli di vita del santuario. Scavi archeologici del 1960 hanno rinvenuto attrezzi in pietra realizzati da uomini di Neanderthal durante l’ultimo periodo glaciale, tra 80 e 40 mila anni fa.

Ruderi dell'Antica Chiesa Romanica di San Michele (Noli)
I ruderi dell’antica chiesa romanica di San Michele, la cui dedicazione richiama la tradizione longobarda, sono suggestivamente adagiati sulla collina che fronteggia il castello di Noli. La chiesa, probabilmente eretta tra il X e l’XI secolo, in origine era ad una sola navata con volta a botte e abside semicircolare, e solo in un secondo momento sono stati aggiunti la navata laterale e un piccolo campanile.
Eremo di Niasca (Portofino)
L’eremo di Niasca è in realtà un complesso di edifici (chiesa, cappelle, romitorio, ecc.) del XIII secolo immerso nel bosco, lungo il sentiero che collega Portofino a Paraggi, offrendo un'esperienza di immersione nella natura e nella storia.
L'Eremo di Pre' Luigi
L’Eremo di Pre’ Luigi, che si trova nei pressi di un ponte sul torrente Merea, prende il nome da Luigi Bellissima, un eremita che a metà del 1800 ha scelto questo luogo per il suo ritiro spirituale, testimoniando la persistenza della vocazione eremitica anche in epoche più recenti.