San Paolo di Civitate, un centro abitato consolidato a nord-ovest di Foggia, sorge a 187 metri sul livello del mare, a sud-ovest del Lago di Lesina e ad est del Fortore. Caratterizzata da margini fisici naturali e artificiali, la città è delimitata da quartieri storici e svolge funzioni di culto, frequentazione, produttive, artigianali e residenziali. I suoi collegamenti interni sono sia pedonali che carrabili.

Le origini di San Paolo di Civitate: da Tiati a Teanum Apulum
La storia di San Paolo affonda le sue radici nell'antica Teanum. L'abitato daunio di Tiati, noto dalle fonti, è identificato con l'insediamento localizzato nei pressi dell'attuale San Paolo di Civitate, sulla riva destra del Fortore, vicino a uno dei suoi guadi. Questo agglomerato insediativo daunio (IX-IV secolo a.C.), caratterizzato da aree a diversificata concentrazione, includeva le località di Coppa Mengoni, Pezze della Chiesa, Piani di Lauria, Mezzana e Marana della Difensola.
L'insediamento daunio e la sua evoluzione
L'area appare occupata in maniera intensiva, con un'organizzazione di tipo sparso che prevedeva nuclei di abitazioni affiancati da quelli cimiteriali e intervallati da terreni destinati alla coltivazione e al pascolo. Il graduale processo di contrazione dell'abitato indigeno di Tiati, iniziato agli inizi del III secolo a.C. (periodo a cui si ascrive la zecca monetale di Tiati), fu accompagnato dall'abbandono di alcune aree insediative preesistenti e dalla nascita di nuovi nuclei.
La concentrazione dell'abitato in un'area ristretta, con due santuari (uno a sud-ovest e l'altro a nord-est) come principali poli di aggregazione, si compì definitivamente alla conclusione della guerra sociale. La successiva istituzione del municipium di Teanum Apulum determinò una ristrutturazione generale dell'abitato, che si concentrò nel pianoro compreso tra la Chiesa di Civitate a nord e Pezze della Chiesa a sud. Il suburbio era occupato sia da aree cimiteriali, come documentato dal "Torrione" (mausoleo funerario) e da cippi e stele della prima età imperiale, sia da unità abitative-produttive coeve. La città romana conobbe continuità di vita nel corso della Tarda Antichità.
La nascita e lo sviluppo di Civitate medievale
Dopo una probabile cesura nel corso dell'età altomedievale, in un comparto dell'area della civitas si insediò l'abitato fortificato medievale, attestato dall'XI secolo con il nome di Civitate, frequentato almeno sino al XIV secolo, come attesterebbe la ceramica rinvenuta nei pressi della "Chiesa di Civitate". Negli anni 1018-1019, al limite settentrionale dell’area urbana dell'antica Teanum Apulum, sorse Civitate, uno dei borghi di nuova fondazione bizantini voluti dal catapano Basilio Boioannes, insieme a Troia, Fiorentino e Dragonara, per il potenziamento della linea di difesa lungo il Fortore contro il principato longobardo di Benevento.
La Battaglia di Civitate e il declino del borgo
Il borgo di Civitate fu poi testimone di uno degli eventi di maggior rilievo che portò alla conquista, da parte dei Normanni, del Mezzogiorno d’Italia, noto come la "Battaglia di Civitate", che vide affrontarsi nel giugno del 1053 le schiere normanne e quelle del papa Leone IX, con la vittoria dei primi. Successivamente Civitate visse un periodo di discreto sviluppo divenendo sede di contea e di diocesi.
Gli eventi bellici, le catastrofi naturali che colpirono il territorio nel XIII secolo e l'unificazione della diocesi di Civitate con quella di Lucera determinarono probabilmente la progressiva decadenza della città, che vide i suoi abitanti trasferirsi gradatamente nei centri circostanti. In particolare, si trasferirono nel casale che si era formato attorno al vicino monastero di San Paolo, dal quale deriva l'attuale cittadina di San Paolo di Civitate.

I ruderi di Civitate
Del borgo oggi non restano che dei ruderi, localizzati in località Pezze della Chiesa e conosciuti, dalla tradizione locale, come "Chiesa di Civitate", che costituiscono l'unica testimonianza di edificio medievale nell'area. La struttura architettonica, indicata da Haseloff come Castello di Civitate, si presenta come una massiccia torre rettangolare, orientata nord-est - sud-ovest, situata su una piccola motta, con porzioni di murature che permettono di comprendere che la torre faceva parte di un'architettura più complessa e non fosse un edificio isolato.
Il Monastero di Sant'Agata: storia e architettura
L'Abbazia di Sant'Agata è un bellissimo esempio di edificio fortificato con finalità agricolo-monastica, assumendo in Italia l'aspetto di una fitta rete di monasteri che ricopre tutto il territorio. L'Abbazia di Sant'Agata si trova nella rete dei monasteri di piccole e medie dimensioni che si sono sviluppati nella parte Nord Garganica. Il monachesimo benedettino italiano rivestiva un'importanza ecclesiale e sociale significativa. Dell'Abbazia non si hanno notizie o documenti anteriori al 1250 che ne attestino la fondazione, pertanto si suppone che tale complesso sia sorto nel 1200 o antecedentemente.

Sviluppo e soppressione del Monastero
Nel XV secolo, precisamente nel giugno del 1420, i Canonici ottennero una sentenza favorevole nella causa che li opponeva a uno dei tesorieri di Martino V, sentenza che riconosceva loro il pieno possesso delle isole e del grande possedimento di Sant'Agata. Nel XVI secolo, Sant'Agata era un complesso agricolo che si estendeva dalla foce del Fortore verso l'interno, attorno all'omonima chiesa, situata a circa 4 km dalla riva del mare. Era costituito da un grande appezzamento di 9 miglia per 3, in gran parte coltivato a frumento e a vigna; il resto era pascolo o boschivo. Vi era inoltre un grande allevamento di bestiame.
A Sant'Agata, oltre la chiesa, sorgevano una masseria e molte abitazioni per i lavoratori e massari, ed era presente un'ottima fonte per l'irrigazione dei campi. Ad essi si aggiungevano gruppi di artigiani, calzolai, fabbri e conciatori che abitavano all'interno dell'edificio centrale. I massari e i custodi delle bestie abitavano sparsi nella tenuta, in tante piccole abitazioni che nella seconda metà del '600 erano circa 20. Un momento difficile fu quando i venti di guerra spinsero le navi turche alla foce del Fortore nell'agosto 1567, con conseguenti saccheggi del complesso abbaziale e delle campagne circostanti.
Dopo il Concilio di Trento, le rendite del monastero furono ritenute insufficienti in vista della ristrutturazione edilizia necessaria per adeguare il complesso alle nuove norme sulla clausura richieste dalla riforma tridentina. Il cardinale Alfonso Carafa dispose allora la soppressione di Sant'Agata con un decreto del 20 febbraio 1563. Le religiose, in numero di 19, furono trasferite in Santa Maria Donnalbina, ugualmente benedettino, e sempre di pertinenza del Seggio di Porto. Il 28 febbraio 1567 i beni delle monache, assieme a quelli del monastero di S. Già documentata nel XIII secolo, la Chiesa fu la prima costruzione del paese.
La struttura del Monastero
Le torri che si trovano ai vertici sud sono di pianta quadrata, costruite con riutilizzo di materiale forse medievale. L'interno è completamente demolito e sulle pareti dovevano esservi 4 dipinti che sono stati asportati. Il piano inferiore, che era verosimilmente adibito a refettorio, cucine e magazzino, sempre ad uso dei monaci, ha la caratteristica di avere i vani con volte a crociera. Il chiostro è separato dall'altro cortile tramite una porta, che divideva la parte prettamente religiosa.
Il centro era importante dal punto di vista religioso ed era il fulcro di ogni scambio e commercio. Gli abitanti dipendevano dall'Abbazia per necessità di difesa e vi si rifugiavano ad ogni pericolo, protetti dalla cinta muraria e dalle torri con bocche di fuoco, dove, arroccati e carichi di provviste, si preparavano alla più strenua difesa. Purtroppo la crisi del dopoguerra con il conseguente "abbandono delle campagne" da parte dei contadini ne ha fatto un complesso abbandonato a se stesso, preda dei vandali.
San Paolo di Civitate oggi: monumenti e patrimonio
L’attuale centro urbano si è sviluppato con l’insediamento di Albanesi provenienti da Torremaggiore nel XV secolo, testimoniato da un instrumentum del 1573, in cui si autorizzavano gli Albanesi a costruire un insediamento attorno alla chiesa di San Paolo e al palazzo voluto da Giovanni Battista Carafa. È attorno a questo luogo che cominciarono a costruire le loro dimore i profughi di Civitate. Il primitivo sacello venne ampliato e ristrutturato e dedicato a San Paulus Graecorum. I primi riti religiosi furono officiati da un sacerdote greco, Demetrio Divers. Importante fu la visita episcopale del Vescovo Germanico Malaspina (1583-1604) il 13 settembre del 1591. Successivamente la Chiesa divenne a doppio culto ed ancora, unico culto, quello cattolico. La Chiesa ha ospitato due importanti tavole del XIV secolo: “Il Salvatore” e “La Vergine con il Bambino”.
San Paolo e il mondo perduto dei primi cristiani - Documentario in italiano sulla Storia - DOC ITA
Le Chiese di San Paolo di Civitate
- Chiesa Madre dedicata a San Paolo: Originaria del XII secolo, in seguito ampliata e modificata, presenta una facciata settecentesca.
- Chiesa di San Giovanni Battista: Voluta da Andrea Gonzaga nel 1641, fu costruita adattando i locali della scuderia del palazzo baronale. Il primo sacerdote fu, nel 1642, don Salvatore Ornato. Nel tempo, l'edificio religioso ha subito numerosi restauri.
- Chiesa di San Nicola: Distrutta dal terremoto del 1627, fu riedificata ai primi del Settecento. L’iscrizione murata sul portale della Chiesa ci dà notizia della sua ricostruzione iniziata nel 1704 e terminata, dopo una breve sospensione, nel 1709.
- Chiesa e Convento di Sant’Antonio da Padova: Eretta fuori dalle mura e anch’essa voluta da Gonzaga, fu distrutta dal terremoto del 1627. Il Convento dell’Ordine dei frati minori osservanti fu edificato da Andrea Gonzaga nel XVII secolo. Di pianta quadrangolare, il convento si articola al suo interno intorno a un cortile circondato da portico con al centro una cisterna. Il piano terra si componeva di una cucina, un refettorio, le stalle ed i depositi; il primo piano era scompartito in tre dormitori per complessive venti stanze accessibili mediante corridoi che si affacciavano sul cortile interno. Il Fraccacreta ci descrive il convento caratterizzato da un ingresso principale posizionato immediatamente a destra della chiesa S. Antonio di Padova. Un lungo corridoio portava nel giardino grande annesso al convento, oggi villa comunale, e un altro, collegato alla porta di accesso laterale alla Chiesa, fiancheggiava la scala di accesso al piano superiore, il refettorio, una scala segreta, la cucina, e terminava su un altro piccolo giardinetto appartenente al convento dove vi era la stalla. Le pareti e le volte del peristilio, al piano terra, erano finemente dipinte con raffigurazioni dei miracoli di S. Francesco e S.
- Chiesa dedicata alla Regina del Cielo: Santa Maria di Loreto: La costruzione di questa Chiesa risale al XVII secolo. Venne edificata fuori dal casale, sulla strada verso Serracapriola. Anch'essa fu distrutta dal terremoto del XVII secolo. La Chiesa si arricchisce al suo interno di altari tardo-barocchi addossati alle pareti e di una statua lignea dorata del santo del XVI secolo.
Palazzo Gonzaga
Il Palazzo Gonzaga, del XVI secolo, presenta una facciata ottocentesca.
Il culto di Santa Lucia e Sant'Agata
Dopo la prima collocazione alle Malve, il culto a Santa Lucia e Sant’Agata fu spostato in una chiesa costruita nella parte bassa della Civita, la parte dei Sassi alle pendici dello sperone roccioso dominato in sommità dalla Cattedrale e subito a ridosso del torrente Gravina. Lo spostamento del culto in questa piccola chiesa è avvenuto intorno al 1300. In questo luogo trovarono rifugio anche le monache benedettine, infatti, come è possibile osservare in una foto, su di una facciata della costruzione vi è una targa con su scritto “Monastero di S. Agata”. Il definitivo spostamento del culto di Santa Lucia e Sant’Agata presso la chiesa alla Fontana è avvenuto intorno al 1770 a causa dei frequenti crolli e della persistente mortalità delle claustrali.