Michele Di Monte: biografia e vita di un eremita moderno

Chi è padre Michele Di Monte

Nato nel 1978, padre Michele Di Monte non è un sacerdote come tutti gli altri. Ordinato sacerdote della Chiesa ambrosiana nel 2004, ha intrapreso un cammino di vita unico nel suo genere. Nel 2014 ha ricevuto l’abito e la consacrazione come eremita diocesano. Cresciuto a Gorgonzola, oggi vive in una piccola baita che ha ribattezzato Eremo degli Angeli, situata a Lornico di Vendrogno, in provincia di Lecco, all'interno della Valmuggiasca.

La sua quotidianità è improntata a una vita di penitenza, preghiera e lavoro. Si alza alle 4 del mattino e ha costruito personalmente gli arredi della sua cella utilizzando tavole e chiodi. L'eremo, ricavato da una vecchia stalla riattata tra i rustici dell'alpe di Lornico, sorge in un contesto naturalistico suggestivo, circondato dai boschi e dominato dalle rocce delle Grigne.

Veduta dell'Eremo degli Angeli situato nelle montagne lecchesi, immerso nel paesaggio alpino

Vocazione e vita eremitica

Padre Michele definisce la sua scelta in termini chiari: “In realtà sono un eremita, non un asceta. Io mi sono ritirato qui per andare incontro a Dio, che è comunione e amore”. La sua vocazione è maturata nel tempo, attraverso il contatto con le chiese rupestri di Sicilia e Puglia, gli studi a Camaldoli e l'esperienza presso il Biblico di Gerusalemme.

Nonostante la scelta di solitudine, l'eremita è un punto di riferimento per chi cerca conforto. “È proprio vero che chi si ritira attira”, osserva con un sorriso. L'afflusso di visitatori è stato tale che ha dovuto organizzare le sue giornate riservando due ore pomeridiane all'accoglienza, per bilanciare il tempo dedicato alla preghiera, alle letture e al lavoro manuale.

L'impegno letterario e di ricerca

Oltre alla vita contemplativa, padre Michele è un attivo studioso e traduttore. Il suo intento è diffondere il pensiero dei padri eremiti di ogni epoca. Tra le sue numerose pubblicazioni figurano:

  • Giuseppe l’Esicasta. Maestro della preghiera del cuore (2015)
  • Rabban Busnaya (2015)
  • Paisij Veličkovskij (2016)
  • La via della Solitudine (2016)
  • Paisie Olaru. Istruzioni per la vita spirituale (2017)

Uno dei suoi lavori più significativi è il romanzo storico “La Via della Solitudine” (Fede&Cultura), in cui racconta la vicenda del Beato Manfredo Settala, nobile milanese del Duecento che rinunciò a tutto per farsi eremita. Padre Michele si è profondamente immedesimato in questa figura storica, utilizzandola come spunto per riflettere sul significato della rinuncia al mondo in favore del dono totale a Dio.

Le Vie del Sacro - San Michele e le rune della Basilica di Monte Sant'Angelo

Il senso della tradizione monastica oggi

L’attività di padre Michele si inserisce in un quadro più ampio di riscoperta della tradizione monastica. Egli propone un netto discernimento tra un tradizionalismo sterile e il vero senso della Tradizione, intesa come coscienza di appartenenza a una catena ininterrotta di fede. Attraverso le sue traduzioni e la partecipazione a momenti comunitari - come gli Esercizi Spirituali itineranti promossi dall'Arcidiocesi di Milano - egli testimonia come la vita contemplativa sia, ancora oggi, un elemento vitale e necessario per la Chiesa.

Per l'eremita, la solitudine non è fuga, ma un modo per offrirsi come “campo di battaglia” per la preghiera, vivendo in comunione verticale con i santi del passato e orizzontale con la Chiesa contemporanea. Egli ricorda costantemente che, come insegnato dai grandi maestri, la preghiera deve essere l'asse portante di ogni esistenza consacrata.

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