Il Rito Ambrosiano e la preghiera del Padre Nostro

Origini e natura del Rito Ambrosiano

Il Rito ambrosiano è un rito liturgico di tipo latino utilizzato prevalentemente nell'Arcidiocesi di Milano. Sebbene sia essenzialmente romano, si distingue per numerose peculiarità, come la divisione dell'anno liturgico e la struttura del Messale e del Lezionario. Alcune sue caratteristiche derivano da influenze orientali, penetrate a Milano attraverso i numerosi rapporti storici, la cultura greca di sant'Ambrogio e la presenza della corte imperiale.

Formatosi tra il V e l'VIII secolo, il rito non fu creato direttamente da sant'Ambrogio, pur conservandone l'impronta. La sua differenziazione dal rito comune del mondo latino divenne più palese dopo le riforme di San Gregorio Magno. Nel corso dei secoli, il rito ha resistito a tentativi di soppressione, ottenendo il riconoscimento ufficiale da parte di diversi pontefici, tra cui Eugenio III e Anastasio IV.

Mappa storica dell'espansione del rito ambrosiano nel Nord Italia e aree limitrofe

La struttura della celebrazione

La celebrazione della Messa nel rito ambrosiano presenta elementi analoghi al rito romano, ma con disposizioni differenti. Ad esempio, lo scambio della pace viene anticipato al termine della Liturgia della Parola, prima della preparazione dei doni. Il Lezionario Ambrosiano riformato prevede per la lettura del Vangelo l'espressione "In quel tempo.", che invita a una pausa contemplativa per sottolineare il momento storico dell'evento salvifico.

La Liturgia Vigiliare Vespertina, nota impropriamente come "Messa Pre-Festiva", è una celebrazione solenne che apre il Giorno del Signore dal tramonto del giorno precedente. In questo contesto, il rito valorizza simboli come la lucerna e la luce della fiamma, richiamando la vittoria di Cristo sulla morte.

Il Padre Nostro nel contesto ambrosiano

Il Padre Nostro è la preghiera centrale insegnata da Gesù ai suoi discepoli. Nel rito ambrosiano, essa è collocata a seguito della frazione del pane e del corrispettivo canto allo spezzare del pane. La sua recitazione si articola in tre sequenze rituali:

  • Invito alla preghiera: una monizione che sottolinea l'obbedienza alla parola del Salvatore.
  • Testo pregato: formulato con il "noi" della comunione dei figli.
  • Embolismo: la preghiera conclusiva "Liberaci, o Signore", che chiede la liberazione da ogni male.

I fedeli ambrosiani recitano il Padre Nostro in piedi, manifestando la dignità dei figli risorti, e a braccia allargate, esprimendo la tensione verticale della preghiera e il suo dinamismo trinitario.

Schema grafico che illustra la posizione dei fedeli e la sequenza rituale del Padre Nostro nel Rito ambrosiano

Aggiornamenti liturgici e nuove traduzioni

In conformità con la terza edizione del Messale Romano, anche nel rito ambrosiano sono state introdotte alcune rilevanti novità. Tra le modifiche più significative, che coinvolgono direttamente il popolo, figura la nuova traduzione della preghiera del Signore:

Testo precedente Nuovo testo
E non ci indurre in tentazione Non abbandonarci alla tentazione
Come noi li rimettiamo Come anche noi li rimettiamo

Queste variazioni, volte ad adeguare il linguaggio liturgico alla sensibilità contemporanea, includono anche aggiornamenti in altre parti della Messa, come l'atto penitenziale con la formula inclusiva "fratelli e sorelle" e l'invocazione "Scambiatevi il dono della pace".

L'arcivescovo di Milano ha stabilito l'adozione di tali formule per garantire l'unità della preghiera ecclesiale. È importante sottolineare che la liturgia è una preghiera comunitaria; pertanto, non è consentito a singoli sacerdoti o comunità introdurre tali versioni prima della promulgazione ufficiale e coordinata del Messale rinnovato.

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